Collezione Giuseppe Iannaccone

Artwork

Scipione, Natura morta con piuma, 1929, oil on wood, 45.5 × 50.7 cm

Biography

Scipione

Gino Bonichi, detto Scipione, è nato a Macerata nel 1904 ed è morto ad Arco di Trento nel novembre del 1933. Scipione fu lettore instancabile e curioso. La letteratura arricchiva il suo immaginario, lo aiutava a “provocare e a identificare i propri fantasmi, a ordinare una realtà sbriciolata, a sollecitare continue variazioni sul tema depurandole di volta in volta, ora metafora ora allegoria, ora evocazione ora provocazione”. La sua necessità di tradurre in immagini ciò che leggeva era per lui uno stimolo alla creazione di un personale universo popolato di simboli e allegorie. Lontano da qualsiasi intento illustrativo, Scipione “si affida all’immaginazione, lascia correre la fantasia”. Giuseppe Iannaccone scrive: “Mi sono sempre piaciute le persone capaci di emozioni forti, e soprattutto quelle che riescono a esprimerle. Scipione era uno di quelli. Non aveva limiti, non aveva tabù. Nelle sue opere non si riconosce solo il grande pittore e il grande poeta che è stato, ma prima di tutto la sua vitalità di uomo, il suo entusiasmo nei confronti dell’esistenza in tutte le sue manifestazioni, nonostante la morte incombente. Esprime nei suoi lavori l’amore per la vita tramite il suo opposto, tramite la paura di perderla". Negli anni ha collezionato un buon numero di disegni, frutto della sua straordinaria immediatezza d’invenzione, un’interessante tavola giovanile raffigurante un Angolo di Collepardo dove era solito passare l’estate per curarsi e il Profeta in vista di Gerusalemme. “venne fuori un altro cavallo, rosso; e a colui che lo cavalcava fu dato il potere di togliere la pace dalla terra affinché gli uomini si uccidessero gli uni gli altri”. Il profeta, con le mani giunte e rivolte al cielo, pare implorare il Signore come l’artista alla fine dei suoi giorni: “Castigami, che io senta le mie colpe, in vita; ma voglio la salvezza. Voglio dormire puro come il pane. Voglio gettarmi sulla terra senza contaminarla. Fa’ che io possa avvicinarmi a te. Dammi la forza per vincere”. I pochi elementi disseminati nel paesaggio afoso e desertico, il bucranio, il serpente strisciante tra le zampe del cavallo, l’albero rinsecchito, sono il simbolo di quel dolore che l’artista vuole vincere. Scipione “cerca la resurrezione, vagheggia un’età nuova, vuole sfuggire agli oscuri atomi del male che lo attanaglia”. Il pittore accentua in questo dipinto l’uso dei “graffi”, ottenuti sulla tavola raschiando la materia con il manico del pennello. I solchi delle linee, provocati sul colore appena steso, amplificano l’aridità del paesaggio bruciante. L’opera fu presentata per la prima volta nel novembre del 1930 alla Galleria di Roma, dove Scipione espose con Mafai. La mostra, organizzata da Pier Maria Bardi, fu per i due una “vera rivelazione”.

Related Artworks

Artist: Scipione View all (8)

Scipione
Villa Corsini, 1929

Scipione
Angolo di Collepardo, 1929 ca

Scipione
Autoritratto, 1930

Scipione
Profeta in vista di Gerusalemme, 1930

Scipione
Flagellazione di Cristo, 1929

Year: 1929 View all (11)

Jessie Boswell
Marina, 1929

Nicola Galante
Paese per la casetta (Vasto), 1929

Mario Mafai
Tramonto sul Lungotevere, 1929

Francesco Menzio
Lo scialle verde, 1929

Francesco Menzio
Ritratto di giovane, 1929

Subject: Still life Carte da gioco View all (36)

Arnaldo Badodi
L'armadio, 1938

Arnaldo Badodi
Soprabito sul divano, 1941

Pierpaolo Campanini
Senza titolo, 2013

Pierpaolo Campanini
Senza titolo, 2013

Loris Cecchini
Stage of Evidence, 2001

Tecnique: Painting View all (192)

Francis Alÿs
BARRA DE SANTANDER GUANAJUATO, 1987 ca.

Francis Alÿs
Eine Kleine Nacht Musiek, 1993

Francis Alÿs
Untitled (Man/Woman with Shoe on Head), from The Liar series, 1995

Francis Alÿs
Untitled (Study for Painting and Punishment), 2000 - 2003

Arnaldo Badodi
Ballerine, 1938

Movement: Scuola di via Cavour View all (21)

Mario Mafai
Strada con casa rossa, 1928

Mario Mafai
Tramonto sul Lungotevere, 1929

Mario Mafai
Autoritratto, 1933 ca

Mario Mafai
Garofani bianchi con mammole, 1936 ca

Mario Mafai
Tramonto su Roma, 1941

Artwork

Scipione, Villa Corsini, 1929, oil on wood, 36.5 × 29.5 cm

Biography

Scipione

Gino Bonichi, detto Scipione, è nato a Macerata nel 1904 ed è morto ad Arco di Trento nel novembre del 1933. Scipione fu lettore instancabile e curioso. La letteratura arricchiva il suo immaginario, lo aiutava a “provocare e a identificare i propri fantasmi, a ordinare una realtà sbriciolata, a sollecitare continue variazioni sul tema depurandole di volta in volta, ora metafora ora allegoria, ora evocazione ora provocazione”. La sua necessità di tradurre in immagini ciò che leggeva era per lui uno stimolo alla creazione di un personale universo popolato di simboli e allegorie. Lontano da qualsiasi intento illustrativo, Scipione “si affida all’immaginazione, lascia correre la fantasia”. Giuseppe Iannaccone scrive: “Mi sono sempre piaciute le persone capaci di emozioni forti, e soprattutto quelle che riescono a esprimerle. Scipione era uno di quelli. Non aveva limiti, non aveva tabù. Nelle sue opere non si riconosce solo il grande pittore e il grande poeta che è stato, ma prima di tutto la sua vitalità di uomo, il suo entusiasmo nei confronti dell’esistenza in tutte le sue manifestazioni, nonostante la morte incombente. Esprime nei suoi lavori l’amore per la vita tramite il suo opposto, tramite la paura di perderla". Negli anni ha collezionato un buon numero di disegni, frutto della sua straordinaria immediatezza d’invenzione, un’interessante tavola giovanile raffigurante un Angolo di Collepardo dove era solito passare l’estate per curarsi e il Profeta in vista di Gerusalemme. “venne fuori un altro cavallo, rosso; e a colui che lo cavalcava fu dato il potere di togliere la pace dalla terra affinché gli uomini si uccidessero gli uni gli altri”. Il profeta, con le mani giunte e rivolte al cielo, pare implorare il Signore come l’artista alla fine dei suoi giorni: “Castigami, che io senta le mie colpe, in vita; ma voglio la salvezza. Voglio dormire puro come il pane. Voglio gettarmi sulla terra senza contaminarla. Fa’ che io possa avvicinarmi a te. Dammi la forza per vincere”. I pochi elementi disseminati nel paesaggio afoso e desertico, il bucranio, il serpente strisciante tra le zampe del cavallo, l’albero rinsecchito, sono il simbolo di quel dolore che l’artista vuole vincere. Scipione “cerca la resurrezione, vagheggia un’età nuova, vuole sfuggire agli oscuri atomi del male che lo attanaglia”. Il pittore accentua in questo dipinto l’uso dei “graffi”, ottenuti sulla tavola raschiando la materia con il manico del pennello. I solchi delle linee, provocati sul colore appena steso, amplificano l’aridità del paesaggio bruciante. L’opera fu presentata per la prima volta nel novembre del 1930 alla Galleria di Roma, dove Scipione espose con Mafai. La mostra, organizzata da Pier Maria Bardi, fu per i due una “vera rivelazione”.

Related Artworks

Artist: Scipione View all (8)

Scipione
Natura morta con piuma, 1929

Scipione
Angolo di Collepardo, 1929 ca

Scipione
Autoritratto, 1930

Scipione
Profeta in vista di Gerusalemme, 1930

Scipione
Flagellazione di Cristo, 1929

Year: 1929 View all (11)

Jessie Boswell
Marina, 1929

Nicola Galante
Paese per la casetta (Vasto), 1929

Mario Mafai
Tramonto sul Lungotevere, 1929

Francesco Menzio
Lo scialle verde, 1929

Francesco Menzio
Ritratto di giovane, 1929

Subject: Landscape View all (52)

Hernan Bas
Ubu roi (The War March), 2009

Renato Birolli
Periferia (Grottammare), 1932

Renato Birolli
Tassì rosso, 1932

Renato Birolli
La città degli studi, 1933

Jessie Boswell
Marina, 1929

Tecnique: Painting View all (192)

Francis Alÿs
BARRA DE SANTANDER GUANAJUATO, 1987 ca.

Francis Alÿs
Eine Kleine Nacht Musiek, 1993

Francis Alÿs
Untitled (Man/Woman with Shoe on Head), from The Liar series, 1995

Francis Alÿs
Untitled (Study for Painting and Punishment), 2000 - 2003

Arnaldo Badodi
Ballerine, 1938

Movement: Scuola di via Cavour View all (21)

Mario Mafai
Strada con casa rossa, 1928

Mario Mafai
Tramonto sul Lungotevere, 1929

Mario Mafai
Autoritratto, 1933 ca

Mario Mafai
Garofani bianchi con mammole, 1936 ca

Mario Mafai
Tramonto su Roma, 1941

Artwork

Scipione, Flagellazione di Cristo, 1929, ink on paper, 20.6 × 26.1 cm

Biography

Scipione

Gino Bonichi, detto Scipione, è nato a Macerata nel 1904 ed è morto ad Arco di Trento nel novembre del 1933. Scipione fu lettore instancabile e curioso. La letteratura arricchiva il suo immaginario, lo aiutava a “provocare e a identificare i propri fantasmi, a ordinare una realtà sbriciolata, a sollecitare continue variazioni sul tema depurandole di volta in volta, ora metafora ora allegoria, ora evocazione ora provocazione”. La sua necessità di tradurre in immagini ciò che leggeva era per lui uno stimolo alla creazione di un personale universo popolato di simboli e allegorie. Lontano da qualsiasi intento illustrativo, Scipione “si affida all’immaginazione, lascia correre la fantasia”. Giuseppe Iannaccone scrive: “Mi sono sempre piaciute le persone capaci di emozioni forti, e soprattutto quelle che riescono a esprimerle. Scipione era uno di quelli. Non aveva limiti, non aveva tabù. Nelle sue opere non si riconosce solo il grande pittore e il grande poeta che è stato, ma prima di tutto la sua vitalità di uomo, il suo entusiasmo nei confronti dell’esistenza in tutte le sue manifestazioni, nonostante la morte incombente. Esprime nei suoi lavori l’amore per la vita tramite il suo opposto, tramite la paura di perderla". Negli anni ha collezionato un buon numero di disegni, frutto della sua straordinaria immediatezza d’invenzione, un’interessante tavola giovanile raffigurante un Angolo di Collepardo dove era solito passare l’estate per curarsi e il Profeta in vista di Gerusalemme. “venne fuori un altro cavallo, rosso; e a colui che lo cavalcava fu dato il potere di togliere la pace dalla terra affinché gli uomini si uccidessero gli uni gli altri”. Il profeta, con le mani giunte e rivolte al cielo, pare implorare il Signore come l’artista alla fine dei suoi giorni: “Castigami, che io senta le mie colpe, in vita; ma voglio la salvezza. Voglio dormire puro come il pane. Voglio gettarmi sulla terra senza contaminarla. Fa’ che io possa avvicinarmi a te. Dammi la forza per vincere”. I pochi elementi disseminati nel paesaggio afoso e desertico, il bucranio, il serpente strisciante tra le zampe del cavallo, l’albero rinsecchito, sono il simbolo di quel dolore che l’artista vuole vincere. Scipione “cerca la resurrezione, vagheggia un’età nuova, vuole sfuggire agli oscuri atomi del male che lo attanaglia”. Il pittore accentua in questo dipinto l’uso dei “graffi”, ottenuti sulla tavola raschiando la materia con il manico del pennello. I solchi delle linee, provocati sul colore appena steso, amplificano l’aridità del paesaggio bruciante. L’opera fu presentata per la prima volta nel novembre del 1930 alla Galleria di Roma, dove Scipione espose con Mafai. La mostra, organizzata da Pier Maria Bardi, fu per i due una “vera rivelazione”.

Related Artworks

Artist: Scipione View all (8)

Scipione
Natura morta con piuma, 1929

Scipione
Villa Corsini, 1929

Scipione
Angolo di Collepardo, 1929 ca

Scipione
Autoritratto, 1930

Scipione
Profeta in vista di Gerusalemme, 1930

Year: 1929 View all (11)

Jessie Boswell
Marina, 1929

Nicola Galante
Paese per la casetta (Vasto), 1929

Mario Mafai
Tramonto sul Lungotevere, 1929

Francesco Menzio
Lo scialle verde, 1929

Francesco Menzio
Ritratto di giovane, 1929

Subject: Nude Aggregation View all (87)

Nobuyoshi Araki
Shikijyo Sexual Desire, 1996/2008

Nobuyoshi Araki
Tokyo Comedy , 1997/2008

Nobuyoshi Araki
Grand diary of photo mania, 1998-2008

Nobuyoshi Araki
Mithology, 2001-2008

Nobuyoshi Araki
Mithology , 2001-2008

Tecnique: Drawing View all (55)

Charles Avery
Untitled (Feeding the Gulls), 2007

Charles Avery
Untitled (The Eternity Chamber), 2007

Charles Avery
Untitled (Girl Feeding Gulls), 2008

Charles Avery
Untitled (Laissez Faire), 2009

Charles Avery
Untitled (Eel Sellers), 2010

Movement: Scuola di via Cavour View all (21)

Mario Mafai
Strada con casa rossa, 1928

Mario Mafai
Tramonto sul Lungotevere, 1929

Mario Mafai
Autoritratto, 1933 ca

Mario Mafai
Garofani bianchi con mammole, 1936 ca

Mario Mafai
Tramonto su Roma, 1941

Artwork

Scipione, La toeletta, 1929, Indian ink on paper, 22 × 27.5 cm

Biography

Scipione

Gino Bonichi, detto Scipione, è nato a Macerata nel 1904 ed è morto ad Arco di Trento nel novembre del 1933. Scipione fu lettore instancabile e curioso. La letteratura arricchiva il suo immaginario, lo aiutava a “provocare e a identificare i propri fantasmi, a ordinare una realtà sbriciolata, a sollecitare continue variazioni sul tema depurandole di volta in volta, ora metafora ora allegoria, ora evocazione ora provocazione”. La sua necessità di tradurre in immagini ciò che leggeva era per lui uno stimolo alla creazione di un personale universo popolato di simboli e allegorie. Lontano da qualsiasi intento illustrativo, Scipione “si affida all’immaginazione, lascia correre la fantasia”. Giuseppe Iannaccone scrive: “Mi sono sempre piaciute le persone capaci di emozioni forti, e soprattutto quelle che riescono a esprimerle. Scipione era uno di quelli. Non aveva limiti, non aveva tabù. Nelle sue opere non si riconosce solo il grande pittore e il grande poeta che è stato, ma prima di tutto la sua vitalità di uomo, il suo entusiasmo nei confronti dell’esistenza in tutte le sue manifestazioni, nonostante la morte incombente. Esprime nei suoi lavori l’amore per la vita tramite il suo opposto, tramite la paura di perderla". Negli anni ha collezionato un buon numero di disegni, frutto della sua straordinaria immediatezza d’invenzione, un’interessante tavola giovanile raffigurante un Angolo di Collepardo dove era solito passare l’estate per curarsi e il Profeta in vista di Gerusalemme. “venne fuori un altro cavallo, rosso; e a colui che lo cavalcava fu dato il potere di togliere la pace dalla terra affinché gli uomini si uccidessero gli uni gli altri”. Il profeta, con le mani giunte e rivolte al cielo, pare implorare il Signore come l’artista alla fine dei suoi giorni: “Castigami, che io senta le mie colpe, in vita; ma voglio la salvezza. Voglio dormire puro come il pane. Voglio gettarmi sulla terra senza contaminarla. Fa’ che io possa avvicinarmi a te. Dammi la forza per vincere”. I pochi elementi disseminati nel paesaggio afoso e desertico, il bucranio, il serpente strisciante tra le zampe del cavallo, l’albero rinsecchito, sono il simbolo di quel dolore che l’artista vuole vincere. Scipione “cerca la resurrezione, vagheggia un’età nuova, vuole sfuggire agli oscuri atomi del male che lo attanaglia”. Il pittore accentua in questo dipinto l’uso dei “graffi”, ottenuti sulla tavola raschiando la materia con il manico del pennello. I solchi delle linee, provocati sul colore appena steso, amplificano l’aridità del paesaggio bruciante. L’opera fu presentata per la prima volta nel novembre del 1930 alla Galleria di Roma, dove Scipione espose con Mafai. La mostra, organizzata da Pier Maria Bardi, fu per i due una “vera rivelazione”.

Related Artworks

Artist: Scipione View all (8)

Scipione
Natura morta con piuma, 1929

Scipione
Villa Corsini, 1929

Scipione
Angolo di Collepardo, 1929 ca

Scipione
Autoritratto, 1930

Scipione
Profeta in vista di Gerusalemme, 1930

Year: 1929 View all (11)

Jessie Boswell
Marina, 1929

Nicola Galante
Paese per la casetta (Vasto), 1929

Mario Mafai
Tramonto sul Lungotevere, 1929

Francesco Menzio
Lo scialle verde, 1929

Francesco Menzio
Ritratto di giovane, 1929

Subject: Still life View all (34)

Arnaldo Badodi
L'armadio, 1938

Arnaldo Badodi
Soprabito sul divano, 1941

Pierpaolo Campanini
Senza titolo, 2013

Pierpaolo Campanini
Senza titolo, 2013

Loris Cecchini
Stage of Evidence, 2001

Tecnique: Drawing View all (55)

Charles Avery
Untitled (Feeding the Gulls), 2007

Charles Avery
Untitled (The Eternity Chamber), 2007

Charles Avery
Untitled (Girl Feeding Gulls), 2008

Charles Avery
Untitled (Laissez Faire), 2009

Charles Avery
Untitled (Eel Sellers), 2010

Movement: Scuola di via Cavour View all (21)

Mario Mafai
Strada con casa rossa, 1928

Mario Mafai
Tramonto sul Lungotevere, 1929

Mario Mafai
Autoritratto, 1933 ca

Mario Mafai
Garofani bianchi con mammole, 1936 ca

Mario Mafai
Tramonto su Roma, 1941

Artwork

Scipione, Angolo di Collepardo, 1929 ca, oil on wood, 44 × 44 cm

Biography

Scipione

Gino Bonichi, detto Scipione, è nato a Macerata nel 1904 ed è morto ad Arco di Trento nel novembre del 1933. Scipione fu lettore instancabile e curioso. La letteratura arricchiva il suo immaginario, lo aiutava a “provocare e a identificare i propri fantasmi, a ordinare una realtà sbriciolata, a sollecitare continue variazioni sul tema depurandole di volta in volta, ora metafora ora allegoria, ora evocazione ora provocazione”. La sua necessità di tradurre in immagini ciò che leggeva era per lui uno stimolo alla creazione di un personale universo popolato di simboli e allegorie. Lontano da qualsiasi intento illustrativo, Scipione “si affida all’immaginazione, lascia correre la fantasia”. Giuseppe Iannaccone scrive: “Mi sono sempre piaciute le persone capaci di emozioni forti, e soprattutto quelle che riescono a esprimerle. Scipione era uno di quelli. Non aveva limiti, non aveva tabù. Nelle sue opere non si riconosce solo il grande pittore e il grande poeta che è stato, ma prima di tutto la sua vitalità di uomo, il suo entusiasmo nei confronti dell’esistenza in tutte le sue manifestazioni, nonostante la morte incombente. Esprime nei suoi lavori l’amore per la vita tramite il suo opposto, tramite la paura di perderla". Negli anni ha collezionato un buon numero di disegni, frutto della sua straordinaria immediatezza d’invenzione, un’interessante tavola giovanile raffigurante un Angolo di Collepardo dove era solito passare l’estate per curarsi e il Profeta in vista di Gerusalemme. “venne fuori un altro cavallo, rosso; e a colui che lo cavalcava fu dato il potere di togliere la pace dalla terra affinché gli uomini si uccidessero gli uni gli altri”. Il profeta, con le mani giunte e rivolte al cielo, pare implorare il Signore come l’artista alla fine dei suoi giorni: “Castigami, che io senta le mie colpe, in vita; ma voglio la salvezza. Voglio dormire puro come il pane. Voglio gettarmi sulla terra senza contaminarla. Fa’ che io possa avvicinarmi a te. Dammi la forza per vincere”. I pochi elementi disseminati nel paesaggio afoso e desertico, il bucranio, il serpente strisciante tra le zampe del cavallo, l’albero rinsecchito, sono il simbolo di quel dolore che l’artista vuole vincere. Scipione “cerca la resurrezione, vagheggia un’età nuova, vuole sfuggire agli oscuri atomi del male che lo attanaglia”. Il pittore accentua in questo dipinto l’uso dei “graffi”, ottenuti sulla tavola raschiando la materia con il manico del pennello. I solchi delle linee, provocati sul colore appena steso, amplificano l’aridità del paesaggio bruciante. L’opera fu presentata per la prima volta nel novembre del 1930 alla Galleria di Roma, dove Scipione espose con Mafai. La mostra, organizzata da Pier Maria Bardi, fu per i due una “vera rivelazione”.

Related Artworks

Artist: Scipione View all (8)

Scipione
Natura morta con piuma, 1929

Scipione
Villa Corsini, 1929

Scipione
Autoritratto, 1930

Scipione
Profeta in vista di Gerusalemme, 1930

Scipione
Flagellazione di Cristo, 1929

Subject: Landscape View all (52)

Hernan Bas
Ubu roi (The War March), 2009

Renato Birolli
Periferia (Grottammare), 1932

Renato Birolli
Tassì rosso, 1932

Renato Birolli
La città degli studi, 1933

Jessie Boswell
Marina, 1929

Tecnique: Painting View all (192)

Francis Alÿs
BARRA DE SANTANDER GUANAJUATO, 1987 ca.

Francis Alÿs
Eine Kleine Nacht Musiek, 1993

Francis Alÿs
Untitled (Man/Woman with Shoe on Head), from The Liar series, 1995

Francis Alÿs
Untitled (Study for Painting and Punishment), 2000 - 2003

Arnaldo Badodi
Ballerine, 1938

Movement: Scuola di via Cavour View all (21)

Mario Mafai
Strada con casa rossa, 1928

Mario Mafai
Tramonto sul Lungotevere, 1929

Mario Mafai
Autoritratto, 1933 ca

Mario Mafai
Garofani bianchi con mammole, 1936 ca

Mario Mafai
Tramonto su Roma, 1941

Artwork

Scipione, Autoritratto, 1930, oil on wood, 54 × 37 cm

Biography

Scipione

Gino Bonichi, detto Scipione, è nato a Macerata nel 1904 ed è morto ad Arco di Trento nel novembre del 1933. Scipione fu lettore instancabile e curioso. La letteratura arricchiva il suo immaginario, lo aiutava a “provocare e a identificare i propri fantasmi, a ordinare una realtà sbriciolata, a sollecitare continue variazioni sul tema depurandole di volta in volta, ora metafora ora allegoria, ora evocazione ora provocazione”. La sua necessità di tradurre in immagini ciò che leggeva era per lui uno stimolo alla creazione di un personale universo popolato di simboli e allegorie. Lontano da qualsiasi intento illustrativo, Scipione “si affida all’immaginazione, lascia correre la fantasia”. Giuseppe Iannaccone scrive: “Mi sono sempre piaciute le persone capaci di emozioni forti, e soprattutto quelle che riescono a esprimerle. Scipione era uno di quelli. Non aveva limiti, non aveva tabù. Nelle sue opere non si riconosce solo il grande pittore e il grande poeta che è stato, ma prima di tutto la sua vitalità di uomo, il suo entusiasmo nei confronti dell’esistenza in tutte le sue manifestazioni, nonostante la morte incombente. Esprime nei suoi lavori l’amore per la vita tramite il suo opposto, tramite la paura di perderla". Negli anni ha collezionato un buon numero di disegni, frutto della sua straordinaria immediatezza d’invenzione, un’interessante tavola giovanile raffigurante un Angolo di Collepardo dove era solito passare l’estate per curarsi e il Profeta in vista di Gerusalemme. “venne fuori un altro cavallo, rosso; e a colui che lo cavalcava fu dato il potere di togliere la pace dalla terra affinché gli uomini si uccidessero gli uni gli altri”. Il profeta, con le mani giunte e rivolte al cielo, pare implorare il Signore come l’artista alla fine dei suoi giorni: “Castigami, che io senta le mie colpe, in vita; ma voglio la salvezza. Voglio dormire puro come il pane. Voglio gettarmi sulla terra senza contaminarla. Fa’ che io possa avvicinarmi a te. Dammi la forza per vincere”. I pochi elementi disseminati nel paesaggio afoso e desertico, il bucranio, il serpente strisciante tra le zampe del cavallo, l’albero rinsecchito, sono il simbolo di quel dolore che l’artista vuole vincere. Scipione “cerca la resurrezione, vagheggia un’età nuova, vuole sfuggire agli oscuri atomi del male che lo attanaglia”. Il pittore accentua in questo dipinto l’uso dei “graffi”, ottenuti sulla tavola raschiando la materia con il manico del pennello. I solchi delle linee, provocati sul colore appena steso, amplificano l’aridità del paesaggio bruciante. L’opera fu presentata per la prima volta nel novembre del 1930 alla Galleria di Roma, dove Scipione espose con Mafai. La mostra, organizzata da Pier Maria Bardi, fu per i due una “vera rivelazione”.

Related Artworks

Artist: Scipione View all (8)

Scipione
Natura morta con piuma, 1929

Scipione
Villa Corsini, 1929

Scipione
Angolo di Collepardo, 1929 ca

Scipione
Profeta in vista di Gerusalemme, 1930

Scipione
Flagellazione di Cristo, 1929

Year: 1930

Aligi Sassu
Concerto, 1930

Scipione
Profeta in vista di Gerusalemme, 1930

Scipione
Il Cardinale Vannutelli sul letto di morte, 1930

Scipione
Studio per gli uomini che si voltano, 1930

Subject: Portrait View all (155)

Francis Alÿs
Eine Kleine Nacht Musiek, 1993

Francis Alÿs
Untitled (Man/Woman with Shoe on Head), from The Liar series, 1995

Francis Alÿs
Untitled (Study for Painting and Punishment), 2000 - 2003

Nobuyoshi Araki
Shikijyo Sexual Desire, 1996/2008

Nobuyoshi Araki
Tokyo Comedy , 1997/2008

Country: Italy View all (98)

Alterazioni Video
olbania, 2011

Massimo Bartolini
My Fourth Homage, 2003

Renato Birolli
Le Signorine Rossi, 1938

Claudio Bonichi
Sirena ferita, 1987

Pierpaolo Campanini
Senza titolo, 2013

Movement: Scuola di via Cavour View all (21)

Mario Mafai
Strada con casa rossa, 1928

Mario Mafai
Tramonto sul Lungotevere, 1929

Mario Mafai
Autoritratto, 1933 ca

Mario Mafai
Garofani bianchi con mammole, 1936 ca

Mario Mafai
Tramonto su Roma, 1941

Artwork

Scipione, Profeta in vista di Gerusalemme, 1930, oil on wood, 42.3 × 46.5 cm

Biography

Scipione

Gino Bonichi, detto Scipione, è nato a Macerata nel 1904 ed è morto ad Arco di Trento nel novembre del 1933. Scipione fu lettore instancabile e curioso. La letteratura arricchiva il suo immaginario, lo aiutava a “provocare e a identificare i propri fantasmi, a ordinare una realtà sbriciolata, a sollecitare continue variazioni sul tema depurandole di volta in volta, ora metafora ora allegoria, ora evocazione ora provocazione”. La sua necessità di tradurre in immagini ciò che leggeva era per lui uno stimolo alla creazione di un personale universo popolato di simboli e allegorie. Lontano da qualsiasi intento illustrativo, Scipione “si affida all’immaginazione, lascia correre la fantasia”. Giuseppe Iannaccone scrive: “Mi sono sempre piaciute le persone capaci di emozioni forti, e soprattutto quelle che riescono a esprimerle. Scipione era uno di quelli. Non aveva limiti, non aveva tabù. Nelle sue opere non si riconosce solo il grande pittore e il grande poeta che è stato, ma prima di tutto la sua vitalità di uomo, il suo entusiasmo nei confronti dell’esistenza in tutte le sue manifestazioni, nonostante la morte incombente. Esprime nei suoi lavori l’amore per la vita tramite il suo opposto, tramite la paura di perderla". Negli anni ha collezionato un buon numero di disegni, frutto della sua straordinaria immediatezza d’invenzione, un’interessante tavola giovanile raffigurante un Angolo di Collepardo dove era solito passare l’estate per curarsi e il Profeta in vista di Gerusalemme. “venne fuori un altro cavallo, rosso; e a colui che lo cavalcava fu dato il potere di togliere la pace dalla terra affinché gli uomini si uccidessero gli uni gli altri”. Il profeta, con le mani giunte e rivolte al cielo, pare implorare il Signore come l’artista alla fine dei suoi giorni: “Castigami, che io senta le mie colpe, in vita; ma voglio la salvezza. Voglio dormire puro come il pane. Voglio gettarmi sulla terra senza contaminarla. Fa’ che io possa avvicinarmi a te. Dammi la forza per vincere”. I pochi elementi disseminati nel paesaggio afoso e desertico, il bucranio, il serpente strisciante tra le zampe del cavallo, l’albero rinsecchito, sono il simbolo di quel dolore che l’artista vuole vincere. Scipione “cerca la resurrezione, vagheggia un’età nuova, vuole sfuggire agli oscuri atomi del male che lo attanaglia”. Il pittore accentua in questo dipinto l’uso dei “graffi”, ottenuti sulla tavola raschiando la materia con il manico del pennello. I solchi delle linee, provocati sul colore appena steso, amplificano l’aridità del paesaggio bruciante. L’opera fu presentata per la prima volta nel novembre del 1930 alla Galleria di Roma, dove Scipione espose con Mafai. La mostra, organizzata da Pier Maria Bardi, fu per i due una “vera rivelazione”.

Related Artworks

Artist: Scipione View all (8)

Scipione
Natura morta con piuma, 1929

Scipione
Villa Corsini, 1929

Scipione
Angolo di Collepardo, 1929 ca

Scipione
Autoritratto, 1930

Scipione
Flagellazione di Cristo, 1929

Year: 1930

Aligi Sassu
Concerto, 1930

Scipione
Autoritratto, 1930

Scipione
Il Cardinale Vannutelli sul letto di morte, 1930

Scipione
Studio per gli uomini che si voltano, 1930

Subject: Portrait Self portrait Christian iconography View all (196)

Francis Alÿs
Eine Kleine Nacht Musiek, 1993

Francis Alÿs
Untitled (Man/Woman with Shoe on Head), from The Liar series, 1995

Francis Alÿs
Untitled (Study for Painting and Punishment), 2000 - 2003

Nobuyoshi Araki
Shikijyo Sexual Desire, 1996/2008

Nobuyoshi Araki
Tokyo Comedy , 1997/2008

Tecnique: Painting View all (192)

Francis Alÿs
BARRA DE SANTANDER GUANAJUATO, 1987 ca.

Francis Alÿs
Eine Kleine Nacht Musiek, 1993

Francis Alÿs
Untitled (Man/Woman with Shoe on Head), from The Liar series, 1995

Francis Alÿs
Untitled (Study for Painting and Punishment), 2000 - 2003

Arnaldo Badodi
Ballerine, 1938

Movement: Scuola di via Cavour View all (21)

Mario Mafai
Strada con casa rossa, 1928

Mario Mafai
Tramonto sul Lungotevere, 1929

Mario Mafai
Autoritratto, 1933 ca

Mario Mafai
Garofani bianchi con mammole, 1936 ca

Mario Mafai
Tramonto su Roma, 1941

Artwork

Scipione, Il Cardinale Vannutelli sul letto di morte, 1930, ink on paper, 21 × 32 cm

Biography

Scipione

Gino Bonichi, detto Scipione, è nato a Macerata nel 1904 ed è morto ad Arco di Trento nel novembre del 1933. Scipione fu lettore instancabile e curioso. La letteratura arricchiva il suo immaginario, lo aiutava a “provocare e a identificare i propri fantasmi, a ordinare una realtà sbriciolata, a sollecitare continue variazioni sul tema depurandole di volta in volta, ora metafora ora allegoria, ora evocazione ora provocazione”. La sua necessità di tradurre in immagini ciò che leggeva era per lui uno stimolo alla creazione di un personale universo popolato di simboli e allegorie. Lontano da qualsiasi intento illustrativo, Scipione “si affida all’immaginazione, lascia correre la fantasia”. Giuseppe Iannaccone scrive: “Mi sono sempre piaciute le persone capaci di emozioni forti, e soprattutto quelle che riescono a esprimerle. Scipione era uno di quelli. Non aveva limiti, non aveva tabù. Nelle sue opere non si riconosce solo il grande pittore e il grande poeta che è stato, ma prima di tutto la sua vitalità di uomo, il suo entusiasmo nei confronti dell’esistenza in tutte le sue manifestazioni, nonostante la morte incombente. Esprime nei suoi lavori l’amore per la vita tramite il suo opposto, tramite la paura di perderla". Negli anni ha collezionato un buon numero di disegni, frutto della sua straordinaria immediatezza d’invenzione, un’interessante tavola giovanile raffigurante un Angolo di Collepardo dove era solito passare l’estate per curarsi e il Profeta in vista di Gerusalemme. “venne fuori un altro cavallo, rosso; e a colui che lo cavalcava fu dato il potere di togliere la pace dalla terra affinché gli uomini si uccidessero gli uni gli altri”. Il profeta, con le mani giunte e rivolte al cielo, pare implorare il Signore come l’artista alla fine dei suoi giorni: “Castigami, che io senta le mie colpe, in vita; ma voglio la salvezza. Voglio dormire puro come il pane. Voglio gettarmi sulla terra senza contaminarla. Fa’ che io possa avvicinarmi a te. Dammi la forza per vincere”. I pochi elementi disseminati nel paesaggio afoso e desertico, il bucranio, il serpente strisciante tra le zampe del cavallo, l’albero rinsecchito, sono il simbolo di quel dolore che l’artista vuole vincere. Scipione “cerca la resurrezione, vagheggia un’età nuova, vuole sfuggire agli oscuri atomi del male che lo attanaglia”. Il pittore accentua in questo dipinto l’uso dei “graffi”, ottenuti sulla tavola raschiando la materia con il manico del pennello. I solchi delle linee, provocati sul colore appena steso, amplificano l’aridità del paesaggio bruciante. L’opera fu presentata per la prima volta nel novembre del 1930 alla Galleria di Roma, dove Scipione espose con Mafai. La mostra, organizzata da Pier Maria Bardi, fu per i due una “vera rivelazione”.

Related Artworks

Artist: Scipione View all (8)

Scipione
Natura morta con piuma, 1929

Scipione
Villa Corsini, 1929

Scipione
Angolo di Collepardo, 1929 ca

Scipione
Autoritratto, 1930

Scipione
Profeta in vista di Gerusalemme, 1930

Year: 1930

Aligi Sassu
Concerto, 1930

Scipione
Profeta in vista di Gerusalemme, 1930

Scipione
Autoritratto, 1930

Scipione
Studio per gli uomini che si voltano, 1930

Subject: Portrait View all (155)

Francis Alÿs
Eine Kleine Nacht Musiek, 1993

Francis Alÿs
Untitled (Man/Woman with Shoe on Head), from The Liar series, 1995

Francis Alÿs
Untitled (Study for Painting and Punishment), 2000 - 2003

Nobuyoshi Araki
Shikijyo Sexual Desire, 1996/2008

Nobuyoshi Araki
Tokyo Comedy , 1997/2008

Tecnique: Drawing View all (55)

Charles Avery
Untitled (Feeding the Gulls), 2007

Charles Avery
Untitled (The Eternity Chamber), 2007

Charles Avery
Untitled (Girl Feeding Gulls), 2008

Charles Avery
Untitled (Laissez Faire), 2009

Charles Avery
Untitled (Eel Sellers), 2010

Movement: Scuola di via Cavour View all (21)

Mario Mafai
Strada con casa rossa, 1928

Mario Mafai
Tramonto sul Lungotevere, 1929

Mario Mafai
Autoritratto, 1933 ca

Mario Mafai
Garofani bianchi con mammole, 1936 ca

Mario Mafai
Tramonto su Roma, 1941

Artwork

Scipione, Studio per gli uomini che si voltano, 1930, ink on paper, 23 × 18.7 cm

Biography

Scipione

Gino Bonichi, detto Scipione, è nato a Macerata nel 1904 ed è morto ad Arco di Trento nel novembre del 1933. Scipione fu lettore instancabile e curioso. La letteratura arricchiva il suo immaginario, lo aiutava a “provocare e a identificare i propri fantasmi, a ordinare una realtà sbriciolata, a sollecitare continue variazioni sul tema depurandole di volta in volta, ora metafora ora allegoria, ora evocazione ora provocazione”. La sua necessità di tradurre in immagini ciò che leggeva era per lui uno stimolo alla creazione di un personale universo popolato di simboli e allegorie. Lontano da qualsiasi intento illustrativo, Scipione “si affida all’immaginazione, lascia correre la fantasia”. Giuseppe Iannaccone scrive: “Mi sono sempre piaciute le persone capaci di emozioni forti, e soprattutto quelle che riescono a esprimerle. Scipione era uno di quelli. Non aveva limiti, non aveva tabù. Nelle sue opere non si riconosce solo il grande pittore e il grande poeta che è stato, ma prima di tutto la sua vitalità di uomo, il suo entusiasmo nei confronti dell’esistenza in tutte le sue manifestazioni, nonostante la morte incombente. Esprime nei suoi lavori l’amore per la vita tramite il suo opposto, tramite la paura di perderla". Negli anni ha collezionato un buon numero di disegni, frutto della sua straordinaria immediatezza d’invenzione, un’interessante tavola giovanile raffigurante un Angolo di Collepardo dove era solito passare l’estate per curarsi e il Profeta in vista di Gerusalemme. “venne fuori un altro cavallo, rosso; e a colui che lo cavalcava fu dato il potere di togliere la pace dalla terra affinché gli uomini si uccidessero gli uni gli altri”. Il profeta, con le mani giunte e rivolte al cielo, pare implorare il Signore come l’artista alla fine dei suoi giorni: “Castigami, che io senta le mie colpe, in vita; ma voglio la salvezza. Voglio dormire puro come il pane. Voglio gettarmi sulla terra senza contaminarla. Fa’ che io possa avvicinarmi a te. Dammi la forza per vincere”. I pochi elementi disseminati nel paesaggio afoso e desertico, il bucranio, il serpente strisciante tra le zampe del cavallo, l’albero rinsecchito, sono il simbolo di quel dolore che l’artista vuole vincere. Scipione “cerca la resurrezione, vagheggia un’età nuova, vuole sfuggire agli oscuri atomi del male che lo attanaglia”. Il pittore accentua in questo dipinto l’uso dei “graffi”, ottenuti sulla tavola raschiando la materia con il manico del pennello. I solchi delle linee, provocati sul colore appena steso, amplificano l’aridità del paesaggio bruciante. L’opera fu presentata per la prima volta nel novembre del 1930 alla Galleria di Roma, dove Scipione espose con Mafai. La mostra, organizzata da Pier Maria Bardi, fu per i due una “vera rivelazione”.

Related Artworks

Artist: Scipione View all (8)

Scipione
Natura morta con piuma, 1929

Scipione
Villa Corsini, 1929

Scipione
Angolo di Collepardo, 1929 ca

Scipione
Autoritratto, 1930

Scipione
Profeta in vista di Gerusalemme, 1930

Year: 1930

Aligi Sassu
Concerto, 1930

Scipione
Profeta in vista di Gerusalemme, 1930

Scipione
Autoritratto, 1930

Scipione
Il Cardinale Vannutelli sul letto di morte, 1930

Subject: Portrait Nude The couple Self portrait View all (230)

Francis Alÿs
Eine Kleine Nacht Musiek, 1993

Francis Alÿs
Untitled (Man/Woman with Shoe on Head), from The Liar series, 1995

Francis Alÿs
Untitled (Study for Painting and Punishment), 2000 - 2003

Nobuyoshi Araki
Shikijyo Sexual Desire, 1996/2008

Nobuyoshi Araki
Tokyo Comedy , 1997/2008

Tecnique: Drawing View all (55)

Charles Avery
Untitled (Feeding the Gulls), 2007

Charles Avery
Untitled (The Eternity Chamber), 2007

Charles Avery
Untitled (Girl Feeding Gulls), 2008

Charles Avery
Untitled (Laissez Faire), 2009

Charles Avery
Untitled (Eel Sellers), 2010

Movement: Scuola di via Cavour View all (21)

Mario Mafai
Strada con casa rossa, 1928

Mario Mafai
Tramonto sul Lungotevere, 1929

Mario Mafai
Autoritratto, 1933 ca

Mario Mafai
Garofani bianchi con mammole, 1936 ca

Mario Mafai
Tramonto su Roma, 1941