Collezione Giuseppe Iannaccone

Opera

Shadi Ghadirian, Qajar#17, 1998, fotografia in bianco e nero, 90 × 60 cm

BIografia

Shadi Ghadirian

Shadi Ghadirian è nata a Tehran nel 1974 dove ancora oggi vive e lavora. Figlia di una generazione post rivoluzionaria, cresciuta con le promesse di dialogo culturale mondiale fatte dal Presidente  Khātami, che governo'  fino al 2005,  che promise di migliorare  lo stato delle donne e di dare una risposta alle domande delle generazioni più giovani, sente la necessità  di raccontare i propri disagi e i propri sentimenti attraverso scatti fotografici che sfidano i preconcetti internazionali sul ruolo delle donne all'interno di uno stato islamico. I suoi lavori descrivono, in chiave ironica, un'identità femminile che indaga il rapporto tra modernizzazione e tradizione. Due anni dopo la laurea, Ghadirian sposò il fotografo Payman Houshmandzadeh. Ricevette molti regali per il matrimonio, tutti legati alle faccende domestiche e, come se questo non bastasse, dovette improvvisamente confrontarsi con gli impegni quotidiani della vita domestica. Ha dovuto imparare a cucinare, stirare e pulire. Ha dovuto essere casalinga, oltre che fotografa e moglie. Questa nuova vita ispirò la sua serie, Like Every Day, dove le donne sono vestite del chador, non nero visibile in moltissime immagini dell’Iran, ma preferisce quello riccamente decorato, colorato, femminile e morbido che le donne tradizionalmente indossano in casa per ricevere gli ospiti. Ghadirian gioca col contrasto fra i suoi soggetti senza volto che veste con questi chador “casalinghi” e l’equipaggiamento domestico: un ferro da stiro, una scopa, una teiera, una tazza da tè, pentole e tegami, guanti di gomma e attrezzi.

“Il ritratto fu proibito nei Paesi islamici duecento anni fa, ma sono ormai più di 150 anni che in Iran ci sono ritratti fotografici. Per me è davvero affascinante pensare che le persone vogliano immortalare i loro volti, e soprattutto vedere che nella maggior parte delle fotografie non sembrano nemmeno loro. I visi hanno un significato speciale per me: appena vedo qualcuno riesco a capire che tipo di persona è, se mi piace o no.”

La forza del suo lavoro sta nel saper utilizzare in modo razionale gli strumenti prodotti dalla tradizione, ispirandosi ai ritratti pittorici e fotografici tipici della dinastia Qajar che regnò in Persia dal 1794 fino al 1925.  In collezione Iannaccone ci sono due fotografie che prendono il nome da questa dinastia, tutte realizzate sul finire degli anni novanta. Ogni piccolo particolare è studiato con precisione dall'artista: dai fondali, alla postura delle modelle, ai loro abiti con un che di retrò. Donne a cui affida un oggetto tratto dalla modernità. L'artista vuole indurre lo spettatore a porsi delle domande: ma la radio o il telefono sono veramente il simbolo di opposizione al velo? Lo stesso equilibrio fra paradossi vi è anche nella scena di due fotografie appartenenti alla serie Nil Nil realizzata nel 2008 dove vengono introdotti nel quotidiano oggetti appartenenti alla guerra. Il forte contrasto derivante dall’accostamento di queste due tipologie di oggetti – bellici e domestici – fa ricordare che i conflitti, vicini o distanti dalle nostre abitazioni, continuano ogni giorno, mentre noi viviamo nella nostra tranquilla quotidianità domestica.

Opere Correlate

Artista: Shadi Ghadirian

Shadi Ghadirian
Qajar#18 , 1998

Shadi Ghadirian
Like Everyday#11 , 2000

Shadi Ghadirian
Like Everyday#61 , 2000

Shadi Ghadirian
Nil Nil#19 , 2008

Shadi Ghadirian
Nil Nil#8 , 2008

Anno: 1998

Shadi Ghadirian
Qajar#18 , 1998

Giovanni Iudice
Figure a Punta Bianca , 1998

Geografia: Iran Mostra tutte le opere (10)

Shadi Ghadirian
Qajar#18 , 1998

Shadi Ghadirian
Like Everyday#11 , 2000

Shadi Ghadirian
Like Everyday#61 , 2000

Shadi Ghadirian
Nil Nil#8 , 2008

Shadi Ghadirian
Nil Nil#19 , 2008

Tema: Ritratto Mostra tutte le opere (155)

Francis Alÿs
Eine Kleine Nacht Musiek, 1993

Francis Alÿs
Untitled (Man/Woman with Shoe on Head), from The Liar series, 1995

Francis Alÿs
Untitled (Study for Painting and Punishment), 2000 - 2003

Nobuyoshi Araki
Shikijyo Sexual Desire, 1996/2008

Nobuyoshi Araki
Tokyo Comedy , 1997/2008

Tecnica: Fotografia Mostra tutte le opere (50)

Alterazioni Video
olbania, 2011

Nobuyoshi Araki
Shikijyo Sexual Desire, 1996/2008

Nobuyoshi Araki
Tokyo Comedy , 1997/2008

Nobuyoshi Araki
Grand diary of photo mania, 1998-2008

Nobuyoshi Araki
Mithology, 2001-2008

Opera

Shadi Ghadirian, Qajar#18, 1998, fotografia in bianco e nero, 90 × 60 cm

BIografia

Shadi Ghadirian

Shadi Ghadirian è nata a Tehran nel 1974 dove ancora oggi vive e lavora. Figlia di una generazione post rivoluzionaria, cresciuta con le promesse di dialogo culturale mondiale fatte dal Presidente  Khātami, che governo'  fino al 2005,  che promise di migliorare  lo stato delle donne e di dare una risposta alle domande delle generazioni più giovani, sente la necessità  di raccontare i propri disagi e i propri sentimenti attraverso scatti fotografici che sfidano i preconcetti internazionali sul ruolo delle donne all'interno di uno stato islamico. I suoi lavori descrivono, in chiave ironica, un'identità femminile che indaga il rapporto tra modernizzazione e tradizione. Due anni dopo la laurea, Ghadirian sposò il fotografo Payman Houshmandzadeh. Ricevette molti regali per il matrimonio, tutti legati alle faccende domestiche e, come se questo non bastasse, dovette improvvisamente confrontarsi con gli impegni quotidiani della vita domestica. Ha dovuto imparare a cucinare, stirare e pulire. Ha dovuto essere casalinga, oltre che fotografa e moglie. Questa nuova vita ispirò la sua serie, Like Every Day, dove le donne sono vestite del chador, non nero visibile in moltissime immagini dell’Iran, ma preferisce quello riccamente decorato, colorato, femminile e morbido che le donne tradizionalmente indossano in casa per ricevere gli ospiti. Ghadirian gioca col contrasto fra i suoi soggetti senza volto che veste con questi chador “casalinghi” e l’equipaggiamento domestico: un ferro da stiro, una scopa, una teiera, una tazza da tè, pentole e tegami, guanti di gomma e attrezzi.

“Il ritratto fu proibito nei Paesi islamici duecento anni fa, ma sono ormai più di 150 anni che in Iran ci sono ritratti fotografici. Per me è davvero affascinante pensare che le persone vogliano immortalare i loro volti, e soprattutto vedere che nella maggior parte delle fotografie non sembrano nemmeno loro. I visi hanno un significato speciale per me: appena vedo qualcuno riesco a capire che tipo di persona è, se mi piace o no.”

La forza del suo lavoro sta nel saper utilizzare in modo razionale gli strumenti prodotti dalla tradizione, ispirandosi ai ritratti pittorici e fotografici tipici della dinastia Qajar che regnò in Persia dal 1794 fino al 1925.  In collezione Iannaccone ci sono due fotografie che prendono il nome da questa dinastia, tutte realizzate sul finire degli anni novanta. Ogni piccolo particolare è studiato con precisione dall'artista: dai fondali, alla postura delle modelle, ai loro abiti con un che di retrò. Donne a cui affida un oggetto tratto dalla modernità. L'artista vuole indurre lo spettatore a porsi delle domande: ma la radio o il telefono sono veramente il simbolo di opposizione al velo? Lo stesso equilibrio fra paradossi vi è anche nella scena di due fotografie appartenenti alla serie Nil Nil realizzata nel 2008 dove vengono introdotti nel quotidiano oggetti appartenenti alla guerra. Il forte contrasto derivante dall’accostamento di queste due tipologie di oggetti – bellici e domestici – fa ricordare che i conflitti, vicini o distanti dalle nostre abitazioni, continuano ogni giorno, mentre noi viviamo nella nostra tranquilla quotidianità domestica.

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Figure a Punta Bianca , 1998

Geografia: Iran Mostra tutte le opere (10)

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Qajar#17 , 1998

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Like Everyday#11 , 2000

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Like Everyday#61 , 2000

Shadi Ghadirian
Nil Nil#8 , 2008

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Nil Nil#19 , 2008

Tema: Ritratto Mostra tutte le opere (155)

Francis Alÿs
Eine Kleine Nacht Musiek, 1993

Francis Alÿs
Untitled (Man/Woman with Shoe on Head), from The Liar series, 1995

Francis Alÿs
Untitled (Study for Painting and Punishment), 2000 - 2003

Nobuyoshi Araki
Shikijyo Sexual Desire, 1996/2008

Nobuyoshi Araki
Tokyo Comedy , 1997/2008

Tecnica: Fotografia Mostra tutte le opere (50)

Alterazioni Video
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Nobuyoshi Araki
Shikijyo Sexual Desire, 1996/2008

Nobuyoshi Araki
Tokyo Comedy , 1997/2008

Nobuyoshi Araki
Grand diary of photo mania, 1998-2008

Nobuyoshi Araki
Mithology, 2001-2008

Opera

Shadi Ghadirian, Like Everyday#11, 2000, c-print su alluminio, 50 × 50 cm

BIografia

Shadi Ghadirian

Shadi Ghadirian è nata a Tehran nel 1974 dove ancora oggi vive e lavora. Figlia di una generazione post rivoluzionaria, cresciuta con le promesse di dialogo culturale mondiale fatte dal Presidente  Khātami, che governo'  fino al 2005,  che promise di migliorare  lo stato delle donne e di dare una risposta alle domande delle generazioni più giovani, sente la necessità  di raccontare i propri disagi e i propri sentimenti attraverso scatti fotografici che sfidano i preconcetti internazionali sul ruolo delle donne all'interno di uno stato islamico. I suoi lavori descrivono, in chiave ironica, un'identità femminile che indaga il rapporto tra modernizzazione e tradizione. Due anni dopo la laurea, Ghadirian sposò il fotografo Payman Houshmandzadeh. Ricevette molti regali per il matrimonio, tutti legati alle faccende domestiche e, come se questo non bastasse, dovette improvvisamente confrontarsi con gli impegni quotidiani della vita domestica. Ha dovuto imparare a cucinare, stirare e pulire. Ha dovuto essere casalinga, oltre che fotografa e moglie. Questa nuova vita ispirò la sua serie, Like Every Day, dove le donne sono vestite del chador, non nero visibile in moltissime immagini dell’Iran, ma preferisce quello riccamente decorato, colorato, femminile e morbido che le donne tradizionalmente indossano in casa per ricevere gli ospiti. Ghadirian gioca col contrasto fra i suoi soggetti senza volto che veste con questi chador “casalinghi” e l’equipaggiamento domestico: un ferro da stiro, una scopa, una teiera, una tazza da tè, pentole e tegami, guanti di gomma e attrezzi.

“Il ritratto fu proibito nei Paesi islamici duecento anni fa, ma sono ormai più di 150 anni che in Iran ci sono ritratti fotografici. Per me è davvero affascinante pensare che le persone vogliano immortalare i loro volti, e soprattutto vedere che nella maggior parte delle fotografie non sembrano nemmeno loro. I visi hanno un significato speciale per me: appena vedo qualcuno riesco a capire che tipo di persona è, se mi piace o no.”

La forza del suo lavoro sta nel saper utilizzare in modo razionale gli strumenti prodotti dalla tradizione, ispirandosi ai ritratti pittorici e fotografici tipici della dinastia Qajar che regnò in Persia dal 1794 fino al 1925.  In collezione Iannaccone ci sono due fotografie che prendono il nome da questa dinastia, tutte realizzate sul finire degli anni novanta. Ogni piccolo particolare è studiato con precisione dall'artista: dai fondali, alla postura delle modelle, ai loro abiti con un che di retrò. Donne a cui affida un oggetto tratto dalla modernità. L'artista vuole indurre lo spettatore a porsi delle domande: ma la radio o il telefono sono veramente il simbolo di opposizione al velo? Lo stesso equilibrio fra paradossi vi è anche nella scena di due fotografie appartenenti alla serie Nil Nil realizzata nel 2008 dove vengono introdotti nel quotidiano oggetti appartenenti alla guerra. Il forte contrasto derivante dall’accostamento di queste due tipologie di oggetti – bellici e domestici – fa ricordare che i conflitti, vicini o distanti dalle nostre abitazioni, continuano ogni giorno, mentre noi viviamo nella nostra tranquilla quotidianità domestica.

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Anno: 2000 Mostra tutte le opere (12)

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Monster Munch III, 2000

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Silvana nell'orto o Nudo, 2000

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Via di Pachino, 2000

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Qajar#17 , 1998

Shadi Ghadirian
Qajar#18 , 1998

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Like Everyday#61 , 2000

Shadi Ghadirian
Nil Nil#8 , 2008

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Tokyo Comedy , 1997/2008

Tecnica: Fotografia Mostra tutte le opere (50)

Alterazioni Video
olbania, 2011

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Tokyo Comedy , 1997/2008

Nobuyoshi Araki
Grand diary of photo mania, 1998-2008

Nobuyoshi Araki
Mithology, 2001-2008

Opera

Shadi Ghadirian, Like Everyday#61, 2000, c-print su alluminio, 50 × 50 cm

BIografia

Shadi Ghadirian

Shadi Ghadirian è nata a Tehran nel 1974 dove ancora oggi vive e lavora. Figlia di una generazione post rivoluzionaria, cresciuta con le promesse di dialogo culturale mondiale fatte dal Presidente  Khātami, che governo'  fino al 2005,  che promise di migliorare  lo stato delle donne e di dare una risposta alle domande delle generazioni più giovani, sente la necessità  di raccontare i propri disagi e i propri sentimenti attraverso scatti fotografici che sfidano i preconcetti internazionali sul ruolo delle donne all'interno di uno stato islamico. I suoi lavori descrivono, in chiave ironica, un'identità femminile che indaga il rapporto tra modernizzazione e tradizione. Due anni dopo la laurea, Ghadirian sposò il fotografo Payman Houshmandzadeh. Ricevette molti regali per il matrimonio, tutti legati alle faccende domestiche e, come se questo non bastasse, dovette improvvisamente confrontarsi con gli impegni quotidiani della vita domestica. Ha dovuto imparare a cucinare, stirare e pulire. Ha dovuto essere casalinga, oltre che fotografa e moglie. Questa nuova vita ispirò la sua serie, Like Every Day, dove le donne sono vestite del chador, non nero visibile in moltissime immagini dell’Iran, ma preferisce quello riccamente decorato, colorato, femminile e morbido che le donne tradizionalmente indossano in casa per ricevere gli ospiti. Ghadirian gioca col contrasto fra i suoi soggetti senza volto che veste con questi chador “casalinghi” e l’equipaggiamento domestico: un ferro da stiro, una scopa, una teiera, una tazza da tè, pentole e tegami, guanti di gomma e attrezzi.

“Il ritratto fu proibito nei Paesi islamici duecento anni fa, ma sono ormai più di 150 anni che in Iran ci sono ritratti fotografici. Per me è davvero affascinante pensare che le persone vogliano immortalare i loro volti, e soprattutto vedere che nella maggior parte delle fotografie non sembrano nemmeno loro. I visi hanno un significato speciale per me: appena vedo qualcuno riesco a capire che tipo di persona è, se mi piace o no.”

La forza del suo lavoro sta nel saper utilizzare in modo razionale gli strumenti prodotti dalla tradizione, ispirandosi ai ritratti pittorici e fotografici tipici della dinastia Qajar che regnò in Persia dal 1794 fino al 1925.  In collezione Iannaccone ci sono due fotografie che prendono il nome da questa dinastia, tutte realizzate sul finire degli anni novanta. Ogni piccolo particolare è studiato con precisione dall'artista: dai fondali, alla postura delle modelle, ai loro abiti con un che di retrò. Donne a cui affida un oggetto tratto dalla modernità. L'artista vuole indurre lo spettatore a porsi delle domande: ma la radio o il telefono sono veramente il simbolo di opposizione al velo? Lo stesso equilibrio fra paradossi vi è anche nella scena di due fotografie appartenenti alla serie Nil Nil realizzata nel 2008 dove vengono introdotti nel quotidiano oggetti appartenenti alla guerra. Il forte contrasto derivante dall’accostamento di queste due tipologie di oggetti – bellici e domestici – fa ricordare che i conflitti, vicini o distanti dalle nostre abitazioni, continuano ogni giorno, mentre noi viviamo nella nostra tranquilla quotidianità domestica.

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I'va got it all, 2000

Shadi Ghadirian
Like Everyday#11 , 2000

Nicky Hoberman
Monster Munch III, 2000

Giovanni Iudice
Silvana nell'orto o Nudo, 2000

Giovanni Iudice
Via di Pachino, 2000

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Qajar#17 , 1998

Shadi Ghadirian
Qajar#18 , 1998

Shadi Ghadirian
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Shadi Ghadirian
Nil Nil#8 , 2008

Shadi Ghadirian
Nil Nil#19 , 2008

Tema: Ritratto Mostra tutte le opere (155)

Francis Alÿs
Eine Kleine Nacht Musiek, 1993

Francis Alÿs
Untitled (Man/Woman with Shoe on Head), from The Liar series, 1995

Francis Alÿs
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Nobuyoshi Araki
Shikijyo Sexual Desire, 1996/2008

Nobuyoshi Araki
Tokyo Comedy , 1997/2008

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Alterazioni Video
olbania, 2011

Nobuyoshi Araki
Shikijyo Sexual Desire, 1996/2008

Nobuyoshi Araki
Tokyo Comedy , 1997/2008

Nobuyoshi Araki
Grand diary of photo mania, 1998-2008

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Shadi Ghadirian è nata a Tehran nel 1974 dove ancora oggi vive e lavora. Figlia di una generazione post rivoluzionaria, cresciuta con le promesse di dialogo culturale mondiale fatte dal Presidente  Khātami, che governo'  fino al 2005,  che promise di migliorare  lo stato delle donne e di dare una risposta alle domande delle generazioni più giovani, sente la necessità  di raccontare i propri disagi e i propri sentimenti attraverso scatti fotografici che sfidano i preconcetti internazionali sul ruolo delle donne all'interno di uno stato islamico. I suoi lavori descrivono, in chiave ironica, un'identità femminile che indaga il rapporto tra modernizzazione e tradizione. Due anni dopo la laurea, Ghadirian sposò il fotografo Payman Houshmandzadeh. Ricevette molti regali per il matrimonio, tutti legati alle faccende domestiche e, come se questo non bastasse, dovette improvvisamente confrontarsi con gli impegni quotidiani della vita domestica. Ha dovuto imparare a cucinare, stirare e pulire. Ha dovuto essere casalinga, oltre che fotografa e moglie. Questa nuova vita ispirò la sua serie, Like Every Day, dove le donne sono vestite del chador, non nero visibile in moltissime immagini dell’Iran, ma preferisce quello riccamente decorato, colorato, femminile e morbido che le donne tradizionalmente indossano in casa per ricevere gli ospiti. Ghadirian gioca col contrasto fra i suoi soggetti senza volto che veste con questi chador “casalinghi” e l’equipaggiamento domestico: un ferro da stiro, una scopa, una teiera, una tazza da tè, pentole e tegami, guanti di gomma e attrezzi.

“Il ritratto fu proibito nei Paesi islamici duecento anni fa, ma sono ormai più di 150 anni che in Iran ci sono ritratti fotografici. Per me è davvero affascinante pensare che le persone vogliano immortalare i loro volti, e soprattutto vedere che nella maggior parte delle fotografie non sembrano nemmeno loro. I visi hanno un significato speciale per me: appena vedo qualcuno riesco a capire che tipo di persona è, se mi piace o no.”

La forza del suo lavoro sta nel saper utilizzare in modo razionale gli strumenti prodotti dalla tradizione, ispirandosi ai ritratti pittorici e fotografici tipici della dinastia Qajar che regnò in Persia dal 1794 fino al 1925.  In collezione Iannaccone ci sono due fotografie che prendono il nome da questa dinastia, tutte realizzate sul finire degli anni novanta. Ogni piccolo particolare è studiato con precisione dall'artista: dai fondali, alla postura delle modelle, ai loro abiti con un che di retrò. Donne a cui affida un oggetto tratto dalla modernità. L'artista vuole indurre lo spettatore a porsi delle domande: ma la radio o il telefono sono veramente il simbolo di opposizione al velo? Lo stesso equilibrio fra paradossi vi è anche nella scena di due fotografie appartenenti alla serie Nil Nil realizzata nel 2008 dove vengono introdotti nel quotidiano oggetti appartenenti alla guerra. Il forte contrasto derivante dall’accostamento di queste due tipologie di oggetti – bellici e domestici – fa ricordare che i conflitti, vicini o distanti dalle nostre abitazioni, continuano ogni giorno, mentre noi viviamo nella nostra tranquilla quotidianità domestica.

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Charles Avery
Untitled (Girl Feeding Gulls), 2008

Marcel Dzama
New Morning, 2008

Marcel Dzama
Unos a Ortros, 2008

Shadi Ghadirian
Nil Nil#8 , 2008

Barbad Golshiri
A plasticist composition - Priere de toucher, 2008

Geografia: Iran Mostra tutte le opere (10)

Shadi Ghadirian
Qajar#17 , 1998

Shadi Ghadirian
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Shadi Ghadirian
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Shadi Ghadirian
Like Everyday#61 , 2000

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Tema: Natura Morta Mostra tutte le opere (34)

Arnaldo Badodi
L'armadio, 1938

Arnaldo Badodi
Soprabito sul divano, 1941

Pierpaolo Campanini
Senza titolo, 2013

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Senza titolo, 2013

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“Il ritratto fu proibito nei Paesi islamici duecento anni fa, ma sono ormai più di 150 anni che in Iran ci sono ritratti fotografici. Per me è davvero affascinante pensare che le persone vogliano immortalare i loro volti, e soprattutto vedere che nella maggior parte delle fotografie non sembrano nemmeno loro. I visi hanno un significato speciale per me: appena vedo qualcuno riesco a capire che tipo di persona è, se mi piace o no.”

La forza del suo lavoro sta nel saper utilizzare in modo razionale gli strumenti prodotti dalla tradizione, ispirandosi ai ritratti pittorici e fotografici tipici della dinastia Qajar che regnò in Persia dal 1794 fino al 1925.  In collezione Iannaccone ci sono due fotografie che prendono il nome da questa dinastia, tutte realizzate sul finire degli anni novanta. Ogni piccolo particolare è studiato con precisione dall'artista: dai fondali, alla postura delle modelle, ai loro abiti con un che di retrò. Donne a cui affida un oggetto tratto dalla modernità. L'artista vuole indurre lo spettatore a porsi delle domande: ma la radio o il telefono sono veramente il simbolo di opposizione al velo? Lo stesso equilibrio fra paradossi vi è anche nella scena di due fotografie appartenenti alla serie Nil Nil realizzata nel 2008 dove vengono introdotti nel quotidiano oggetti appartenenti alla guerra. Il forte contrasto derivante dall’accostamento di queste due tipologie di oggetti – bellici e domestici – fa ricordare che i conflitti, vicini o distanti dalle nostre abitazioni, continuano ogni giorno, mentre noi viviamo nella nostra tranquilla quotidianità domestica.

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Anno: 2008 Mostra tutte le opere (14)

Charles Avery
Untitled (Girl Feeding Gulls), 2008

Marcel Dzama
New Morning, 2008

Marcel Dzama
Unos a Ortros, 2008

Shadi Ghadirian
Nil Nil#19 , 2008

Barbad Golshiri
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Qajar#17 , 1998

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Qajar#18 , 1998

Shadi Ghadirian
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Arnaldo Badodi
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Arnaldo Badodi
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Pierpaolo Campanini
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olbania, 2011

Nobuyoshi Araki
Shikijyo Sexual Desire, 1996/2008

Nobuyoshi Araki
Tokyo Comedy , 1997/2008

Nobuyoshi Araki
Grand diary of photo mania, 1998-2008

Nobuyoshi Araki
Mithology, 2001-2008