Collezione Giuseppe Iannaccone

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Apertura straordinaria della collezione

IN PRATICA: Luca De Leva

Cavalli e madonne. Sentimentalmente ispirato a Arnaldo Badodi

dal 9 aprile al 13 novembre 2016

opening sabato 9 aprile dalle ore 10 alle ore 18.00

prenotazione obbligatoria

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Sabato 9 aprile 2016, in occasione della ventunesima edizione di miart – fiera internazionale d’arte moderna e contemporanea di Milano – inaugura il secondo appuntamento del progetto IN PRATICA, un ciclo di mostre a cura di Rischa Paterlini ospitate nello studio legale dell’avvocato Giuseppe Iannaccone, negli spazi in cui conservata parte della sua raccolta di arte contemporanea. Dopo la prima presentazione, nello scorso autunno, dell’artista Davide Monaldi, IN PRATICA prosegue nel suo intento di proporre, attraverso il susseguirsi di piccole mostre, un continuo confronto tra le opere degli artisti già  consacrati nel panorama internazionale presenti in Collezione e quelle di artisti emergenti di talento, anche se ancora sconosciuti al grande pubblico, invitati per l’occasione a concepire progetti site-specific. A queste si alterneranno mostre a tema sugli artisti degli anni ’30, per andare così a ribadire quel costante dialogo tra forme espressive ed epoche differenti che fin dagli inizi caratterizza la Collezione.

Sabato 9 aprile inaugura Cavalli e madonne. Sentimentalmente ispirato a Arnaldo Badodi, mostra personale di Luca De Leva (Milano, 1986) in cui viene presentato un corpus di tredici opere tra disegni, sculture e assemblaggi concepite appositamente per l’occasione. I nuovi lavori di De Leva nascono dall’incontro quasi amorosa del giovane artista milanese con alcune opere del pittore Arnaldo Badodi presenti nella Collezione dell’Avvocato Iannaccone: L’Armadio, 1938; Caffè¨, 1940; Il Circo, 1941.

“Non conoscevo Badodi prima di vederlo nella Collezione dell’Avvocato “racconta Luca De Leva “e questo è stato il motore scatenante di tutto. Mi sono approcciato ai suoi quadri in maniera spontanea e frontale, ignorando tutto l’apparato di critica e informazione scritta nel tempo su di lui e sul suo lavoro. è stata una pura esperienza visiva, priva di condizionamenti, fonte di ispirazione per questi nuovi tredici lavori.”

Negli spazi dello studio legale, tra le opere della Collezione Iannaccone riallestite per questo appuntamento, trovano quindi collocazione le nuove produzioni di De Leva, in dialogo con i tre quadri di Arnaldo Badodi a cui il giovane artista si è ispirato, creando un gioco di assonanze di sensibilità  e atmosfere. La figurazione, il lavoro quasi artigianale e la scelta dei materiali sono elementi chiave dell’architettura formale delle nuove opere di De Leva, costruite per attivare una forma di empatia emotiva con il pubblico e con le opere dello stesso Badodi.

“Per la costruzione di ogni singola immagine “ dichiara De Leva “ ho usato degli accorgimenti legati all’interpretazione, alla memoria e all’immaginario di ognuno di noi. Li ho ricercati in me, e attraverso lo studio di me stesso secondo la natura di tutti noi. Cerco di diluirmi in continuazione e lo spettatore è presente in queste opere tanto quanto lo sono io”

L’umanità  raccontata da Luca De Leva “ sottolinea Rischa Paterlini, curatrice della Collezione “  è molto simile a quella che si ritrova all’interno dei tanti quadri di Arnaldo Badodi, pittore che amo e che ho cominciato a collezionare molti anni fa. La pittura di Badodi racconta sulla tela un mondo vero, vivo, umano, un più grottesco ma anche ironico e sorprendente. Ballerine, Pierrot e Saltimbanchi si mescolano insieme e si muovono liberi, come su di un palcoscenico di colori. Proprio come accade nei disegni e nelle sculture di De Leva, dove bambini in maschera, immagini votive e cavallini giocattolo rispolverano ricordi profondi, immagini dell’infanzia e scene di vita vissuta che ci parlano con grazia e leggerezza di un capitolo della nostra condizione umana.

Collezione Giuseppe Iannaccone

La Collezione Giuseppe Iannaccone ha una genesi e una crescita del tutto particolare, il corpus di opere riunite a partire dall’inizio della fine degli anni Ottanta¨ modellata fortemente sullo spirito del collezionista che ha cercato nei dipinti, nelle sculture e nei disegni dei sentimenti di umanità  forti, quasi gridati, veri. Così la ricerca lo ha portato a scoprire l’arte tra le due guerre di Corrente, delle Scuola Romana e dei Sei di Torino, e di tutta una serie di pittori fortemente volubili alle sensazioni, alle emozioni che tramutavano in arte. In queste opere il colore parla, si esprime e i soggetti chiosano la realtà  quotidiana. Con la stessa attitudine l’avvocato Giuseppe Iannaccone si è approcciato all’arte contemporanea arricchendo così la sua collezione di opere degli artisti internazionali più promettenti, da Raqib Shaw a Micheal Borremans, da Nicole Eisenman a Shirin Neshat, Pietro Roccasalva e Imran Qureshi estendendo la sua ricerca, perfettamente in linea con la contemporaneità, anche alla video-art acquisendo opere di Nathalie Djurberg, Andrian Paci e Regina Jose Galindo. Un rapporto del tutto particolare, invece, lega il Collezionista Giuseppe Iannaccone a un’artista italiano siciliano, Giovanni Iudice. In lui l’avvocato Iannaccone ha trovato un “rapporto con la storia dell’arte siciliana: io avevo nella testa le spiagge di Pirandello, con la loro carne ammassata, avevo in mente Guttuso, insomma un po’ tutte queste figure degli anni trenta e, mi sembrava che Iudice, benchè¨ assolutamente contemporaneo, le avesse un più dentro. Forse per la prima volta cè un’osmosi totale tra artista e collezionista, perchè io non sono solo colui che gli compra le opere, sono quello con cui discute d’arte, mi parla dei suoi progetti futuri e il nostro dibattito continuo”