Collezione Giuseppe Iannaccone

Opera

Adrian Paci, The Wedding, 2007, 9 acrilico su tavola, 60 × 80 cm

BIografia

Adrian Paci

Adrian Paci nasce a Scutari in Albania, il 28 gennaio 1969 e dal 2000 vive e lavora tra l’Albania e Milano. La sua vicenda artistica è strettamente legata alla terra d'origine, la sua vita privata infatti si intreccia indissolubilmente con la storia e gli eventi politici della sua Nazione d’origine, ai quali spesso allude nelle sue opere. “La società in cui ho vissuto fino a ventidue anni era fortemente politicizzata. Il potere si manteneva in piedi violentando l'individuo e quando si è sgretolato ha portato miseria e disorientamento.” Figlio di un pittore, Adrian Paci si ricorda come da bambino si divertiva a sfogliare i suoi libri, che non poteva leggere perché scritti in russo, ma dei quali apprezzava già le immagini di Rembrandt, Leonardo, Velazquez e Vermeer. Nel 1987 Adrian Paci si iscrive all'Accademia delle Arti di Tirana, istituzione che impartiva una formazione molto conservatrice, circoscritta all'insegnamento della pittura figurativa. È proprio nel corso degli anni novanta, in seguito alla caduta del muro di Berlino, che si risvegliano le coscienze degli albanesi: essi si rendono conto dell'arretratezza non solo economica ma anche culturale nella quale versa il loro paese; basti pensare che, nel 1990, Paci organizza con altri studenti dell'Accademia uno sciopero per rivendicare il libero accesso, in biblioteca, ai libri di Picasso: “In Albania l'informazione sull'arte arrivava fino all'impressionismo. Quello che veniva dopo si considerava arte degenerata e ogni approccio poteva risultare pericoloso. [...] Mi ricordo con quale entusiasmo leggevo per la prima volta nel 1993 Lo spirituale nell'arte di Kandinskij, o i testi di Klee.” Nel 1992 Paci si trasferisce grazie ad una borsa di studio vinta per il corso di “Arte e liturgia” presso l'istituto Beato Angelico, a Milano, città nella quale assapora per la prima volta il gusto della libertà e della democrazia. Ritorna nella terra natia nel 1995, nelle vesti di professore di Storia dell'Arte e di Estetica all'Università di Scutari. In questi anni in Albania inizia ad emergere il malcontento popolare e le proteste contro il regime diventano sempre più violente sino a culminare, nel 1997, nell'anarchia: i ribelli si scontrano con il governo depredando i depositi d'armi e fomentando la guerriglia. Nello stesso anno, proprio per sottrarsi a questi disordini, Adrian Paci torna nuovamente a Milano con la moglie e le due figlie, dove inizia una nuova vita lavorando come manovale, decoratore, restauratore e continuando la sua pratica artistica. Lasciandosi alle spalle i vincoli accademici,inizia in via del tutto sperimentale ad utilizzare altre tecniche oltre alla pittura, cimentandosi nel video, nella fotografia e nell'istallazione: “A eccezione della pittura, che ho studiato per anni, con gli altri media mi sento un dilettante. Mi affido più alla forza dello sguardo che a dei trucchi tecnici.” Adrian Paci sente l'esigenza di raccontare storie di vita, quotidiane o straordinarie, di narrare vicende personali che si trasformano in metafora del vivere collettivo, diventando un'esperienza universale. In collezione Iannaccone vi sono numerose opere dell’artista che spaziano dalla scultura Passages realizzata nel 2009 su due mattoni dipinti con tecnica simile ad affresco, alla fotografia come in Centro di permanenza temporanea sempre del 2009 che fin dal titolo fa riferimento al dramma dell’immigrazione dei giorni nostri, dedicando il lavoro ad un luogo di residenza temporanea per immigrati clandestini. Uno scatto fotografico in cui un gruppo di passeggeri immigrati, ammassati su una rampa di scala sospesa sulla lunga pista di un aeroporto, attendono l’arrivo di un aereo che mai arriverà. Tra le opere pittoriche troviamo invece alcuni dipinti tratti dal filmino amatoriale del suo matrimonio. Paci racconta in un’intervista ad Angela Vettese: “Quella cassetta vhs conteneva un'infinità di frame e in ciascuno di quei frame c'erano attimi di un vissuto di cui mi sentivo ugualmente partecipe ed estraneo, c'erano persone e ambienti a me familiari, ma che allo stesso tempo avevo lasciato. Poi c'era una qualità quasi pittorica nelle immagini sgranate del video, una composizione che potevi decidere con il telecomando in mano, [...] scegliendo tra centinaia di possibilità che venivano fuori bloccando il movimento del video.”

Opere Correlate

Artista: Adrian Paci Mostra tutte le opere (8)

Adrian Paci
Centro di permanenza temporanea, 2009

Adrian Paci
Passages, 2009

Adrian Paci
The Encounter , 2011

Adrian Paci
Centro di permanenza temporanea, 2007

Adrian Paci
Untitled, 2014

Anno: 2007 Mostra tutte le opere (24)

Nobuyoshi Araki
Pola Eros, 2007

Charles Avery
Skull of Minuso, 2007

Charles Avery
Untitled (Feeding the Gulls), 2007

Charles Avery
Untitled (The Eternity Chamber), 2007

Hernan Bas
River Crossing (St. Christopher), 2007

Video

Adrian Paci, Centro di permanenza temporanea, 2007, video

Opera

Adrian Paci, Centro di permanenza temporanea, 2007, video

BIografia

Adrian Paci

Adrian Paci nasce a Scutari in Albania, il 28 gennaio 1969 e dal 2000 vive e lavora tra l’Albania e Milano. La sua vicenda artistica è strettamente legata alla terra d'origine, la sua vita privata infatti si intreccia indissolubilmente con la storia e gli eventi politici della sua Nazione d’origine, ai quali spesso allude nelle sue opere. “La società in cui ho vissuto fino a ventidue anni era fortemente politicizzata. Il potere si manteneva in piedi violentando l'individuo e quando si è sgretolato ha portato miseria e disorientamento.” Figlio di un pittore, Adrian Paci si ricorda come da bambino si divertiva a sfogliare i suoi libri, che non poteva leggere perché scritti in russo, ma dei quali apprezzava già le immagini di Rembrandt, Leonardo, Velazquez e Vermeer. Nel 1987 Adrian Paci si iscrive all'Accademia delle Arti di Tirana, istituzione che impartiva una formazione molto conservatrice, circoscritta all'insegnamento della pittura figurativa. È proprio nel corso degli anni novanta, in seguito alla caduta del muro di Berlino, che si risvegliano le coscienze degli albanesi: essi si rendono conto dell'arretratezza non solo economica ma anche culturale nella quale versa il loro paese; basti pensare che, nel 1990, Paci organizza con altri studenti dell'Accademia uno sciopero per rivendicare il libero accesso, in biblioteca, ai libri di Picasso: “In Albania l'informazione sull'arte arrivava fino all'impressionismo. Quello che veniva dopo si considerava arte degenerata e ogni approccio poteva risultare pericoloso. [...] Mi ricordo con quale entusiasmo leggevo per la prima volta nel 1993 Lo spirituale nell'arte di Kandinskij, o i testi di Klee.” Nel 1992 Paci si trasferisce grazie ad una borsa di studio vinta per il corso di “Arte e liturgia” presso l'istituto Beato Angelico, a Milano, città nella quale assapora per la prima volta il gusto della libertà e della democrazia. Ritorna nella terra natia nel 1995, nelle vesti di professore di Storia dell'Arte e di Estetica all'Università di Scutari. In questi anni in Albania inizia ad emergere il malcontento popolare e le proteste contro il regime diventano sempre più violente sino a culminare, nel 1997, nell'anarchia: i ribelli si scontrano con il governo depredando i depositi d'armi e fomentando la guerriglia. Nello stesso anno, proprio per sottrarsi a questi disordini, Adrian Paci torna nuovamente a Milano con la moglie e le due figlie, dove inizia una nuova vita lavorando come manovale, decoratore, restauratore e continuando la sua pratica artistica. Lasciandosi alle spalle i vincoli accademici,inizia in via del tutto sperimentale ad utilizzare altre tecniche oltre alla pittura, cimentandosi nel video, nella fotografia e nell'istallazione: “A eccezione della pittura, che ho studiato per anni, con gli altri media mi sento un dilettante. Mi affido più alla forza dello sguardo che a dei trucchi tecnici.” Adrian Paci sente l'esigenza di raccontare storie di vita, quotidiane o straordinarie, di narrare vicende personali che si trasformano in metafora del vivere collettivo, diventando un'esperienza universale. In collezione Iannaccone vi sono numerose opere dell’artista che spaziano dalla scultura Passages realizzata nel 2009 su due mattoni dipinti con tecnica simile ad affresco, alla fotografia come in Centro di permanenza temporanea sempre del 2009 che fin dal titolo fa riferimento al dramma dell’immigrazione dei giorni nostri, dedicando il lavoro ad un luogo di residenza temporanea per immigrati clandestini. Uno scatto fotografico in cui un gruppo di passeggeri immigrati, ammassati su una rampa di scala sospesa sulla lunga pista di un aeroporto, attendono l’arrivo di un aereo che mai arriverà. Tra le opere pittoriche troviamo invece alcuni dipinti tratti dal filmino amatoriale del suo matrimonio. Paci racconta in un’intervista ad Angela Vettese: “Quella cassetta vhs conteneva un'infinità di frame e in ciascuno di quei frame c'erano attimi di un vissuto di cui mi sentivo ugualmente partecipe ed estraneo, c'erano persone e ambienti a me familiari, ma che allo stesso tempo avevo lasciato. Poi c'era una qualità quasi pittorica nelle immagini sgranate del video, una composizione che potevi decidere con il telecomando in mano, [...] scegliendo tra centinaia di possibilità che venivano fuori bloccando il movimento del video.”

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The Wedding, 2007

Adrian Paci
Centro di permanenza temporanea, 2009

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Passages, 2009

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The Encounter , 2011

Adrian Paci
Untitled, 2014

Anno: 2007 Mostra tutte le opere (24)

Nobuyoshi Araki
Pola Eros, 2007

Charles Avery
Skull of Minuso, 2007

Charles Avery
Untitled (Feeding the Gulls), 2007

Charles Avery
Untitled (The Eternity Chamber), 2007

Hernan Bas
River Crossing (St. Christopher), 2007

Geografia: Italia Albania Mostra tutte le opere (110)

Bros
Change, 2009

Alterazioni Video
olbania, 2011

Massimo Bartolini
My Fourth Homage, 2003

Tvboy
Portrait of Giuseppe Iannaccone, 2018

Renato Birolli
Le Signorine Rossi, 1938

Tema: Attualità Mostra tutte le opere (6)

Giovanni Iudice
Senza titolo , 2008

Giovanni Iudice
Umanità, 2011

Giovanni Iudice
Nuvole a Venezia, 2012

Giovanni Iudice
Bagnanti e rocce, 2012

Adrian Paci
Untitled, 2014

Tecnica: Video

Nathalie Djurberg & Hans Berg
Florentin, 2004

Nathalie Djurberg & Hans Berg
Woods, 2011

Josè Regina Galindo
Confesion, 2007

Opera

Adrian Paci, Centro di permanenza temporanea, 2009, fotografia, 120 × 140 cm

BIografia

Adrian Paci

Adrian Paci nasce a Scutari in Albania, il 28 gennaio 1969 e dal 2000 vive e lavora tra l’Albania e Milano. La sua vicenda artistica è strettamente legata alla terra d'origine, la sua vita privata infatti si intreccia indissolubilmente con la storia e gli eventi politici della sua Nazione d’origine, ai quali spesso allude nelle sue opere. “La società in cui ho vissuto fino a ventidue anni era fortemente politicizzata. Il potere si manteneva in piedi violentando l'individuo e quando si è sgretolato ha portato miseria e disorientamento.” Figlio di un pittore, Adrian Paci si ricorda come da bambino si divertiva a sfogliare i suoi libri, che non poteva leggere perché scritti in russo, ma dei quali apprezzava già le immagini di Rembrandt, Leonardo, Velazquez e Vermeer. Nel 1987 Adrian Paci si iscrive all'Accademia delle Arti di Tirana, istituzione che impartiva una formazione molto conservatrice, circoscritta all'insegnamento della pittura figurativa. È proprio nel corso degli anni novanta, in seguito alla caduta del muro di Berlino, che si risvegliano le coscienze degli albanesi: essi si rendono conto dell'arretratezza non solo economica ma anche culturale nella quale versa il loro paese; basti pensare che, nel 1990, Paci organizza con altri studenti dell'Accademia uno sciopero per rivendicare il libero accesso, in biblioteca, ai libri di Picasso: “In Albania l'informazione sull'arte arrivava fino all'impressionismo. Quello che veniva dopo si considerava arte degenerata e ogni approccio poteva risultare pericoloso. [...] Mi ricordo con quale entusiasmo leggevo per la prima volta nel 1993 Lo spirituale nell'arte di Kandinskij, o i testi di Klee.” Nel 1992 Paci si trasferisce grazie ad una borsa di studio vinta per il corso di “Arte e liturgia” presso l'istituto Beato Angelico, a Milano, città nella quale assapora per la prima volta il gusto della libertà e della democrazia. Ritorna nella terra natia nel 1995, nelle vesti di professore di Storia dell'Arte e di Estetica all'Università di Scutari. In questi anni in Albania inizia ad emergere il malcontento popolare e le proteste contro il regime diventano sempre più violente sino a culminare, nel 1997, nell'anarchia: i ribelli si scontrano con il governo depredando i depositi d'armi e fomentando la guerriglia. Nello stesso anno, proprio per sottrarsi a questi disordini, Adrian Paci torna nuovamente a Milano con la moglie e le due figlie, dove inizia una nuova vita lavorando come manovale, decoratore, restauratore e continuando la sua pratica artistica. Lasciandosi alle spalle i vincoli accademici,inizia in via del tutto sperimentale ad utilizzare altre tecniche oltre alla pittura, cimentandosi nel video, nella fotografia e nell'istallazione: “A eccezione della pittura, che ho studiato per anni, con gli altri media mi sento un dilettante. Mi affido più alla forza dello sguardo che a dei trucchi tecnici.” Adrian Paci sente l'esigenza di raccontare storie di vita, quotidiane o straordinarie, di narrare vicende personali che si trasformano in metafora del vivere collettivo, diventando un'esperienza universale. In collezione Iannaccone vi sono numerose opere dell’artista che spaziano dalla scultura Passages realizzata nel 2009 su due mattoni dipinti con tecnica simile ad affresco, alla fotografia come in Centro di permanenza temporanea sempre del 2009 che fin dal titolo fa riferimento al dramma dell’immigrazione dei giorni nostri, dedicando il lavoro ad un luogo di residenza temporanea per immigrati clandestini. Uno scatto fotografico in cui un gruppo di passeggeri immigrati, ammassati su una rampa di scala sospesa sulla lunga pista di un aeroporto, attendono l’arrivo di un aereo che mai arriverà. Tra le opere pittoriche troviamo invece alcuni dipinti tratti dal filmino amatoriale del suo matrimonio. Paci racconta in un’intervista ad Angela Vettese: “Quella cassetta vhs conteneva un'infinità di frame e in ciascuno di quei frame c'erano attimi di un vissuto di cui mi sentivo ugualmente partecipe ed estraneo, c'erano persone e ambienti a me familiari, ma che allo stesso tempo avevo lasciato. Poi c'era una qualità quasi pittorica nelle immagini sgranate del video, una composizione che potevi decidere con il telecomando in mano, [...] scegliendo tra centinaia di possibilità che venivano fuori bloccando il movimento del video.”

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Adrian Paci
Passages, 2009

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Adrian Paci
Untitled, 2014

Anno: 2009 Mostra tutte le opere (11)

Charles Avery
Untitled (Empiricist), 2009

Charles Avery
Untitled (Laissez Faire), 2009

Hernan Bas
Ubu roi (The War March), 2009

Roberto Cuoghi
Senza titolo , 2009

Francesco Gennari
Autoritratto come parte di paesaggio notturno (tra un triangolo e un cerchio), 2009

Opera

Adrian Paci, Passages, 2009, dittico, due mattoni dipinti, 30.3 × 10 × 23 cm

BIografia

Adrian Paci

Adrian Paci nasce a Scutari in Albania, il 28 gennaio 1969 e dal 2000 vive e lavora tra l’Albania e Milano. La sua vicenda artistica è strettamente legata alla terra d'origine, la sua vita privata infatti si intreccia indissolubilmente con la storia e gli eventi politici della sua Nazione d’origine, ai quali spesso allude nelle sue opere. “La società in cui ho vissuto fino a ventidue anni era fortemente politicizzata. Il potere si manteneva in piedi violentando l'individuo e quando si è sgretolato ha portato miseria e disorientamento.” Figlio di un pittore, Adrian Paci si ricorda come da bambino si divertiva a sfogliare i suoi libri, che non poteva leggere perché scritti in russo, ma dei quali apprezzava già le immagini di Rembrandt, Leonardo, Velazquez e Vermeer. Nel 1987 Adrian Paci si iscrive all'Accademia delle Arti di Tirana, istituzione che impartiva una formazione molto conservatrice, circoscritta all'insegnamento della pittura figurativa. È proprio nel corso degli anni novanta, in seguito alla caduta del muro di Berlino, che si risvegliano le coscienze degli albanesi: essi si rendono conto dell'arretratezza non solo economica ma anche culturale nella quale versa il loro paese; basti pensare che, nel 1990, Paci organizza con altri studenti dell'Accademia uno sciopero per rivendicare il libero accesso, in biblioteca, ai libri di Picasso: “In Albania l'informazione sull'arte arrivava fino all'impressionismo. Quello che veniva dopo si considerava arte degenerata e ogni approccio poteva risultare pericoloso. [...] Mi ricordo con quale entusiasmo leggevo per la prima volta nel 1993 Lo spirituale nell'arte di Kandinskij, o i testi di Klee.” Nel 1992 Paci si trasferisce grazie ad una borsa di studio vinta per il corso di “Arte e liturgia” presso l'istituto Beato Angelico, a Milano, città nella quale assapora per la prima volta il gusto della libertà e della democrazia. Ritorna nella terra natia nel 1995, nelle vesti di professore di Storia dell'Arte e di Estetica all'Università di Scutari. In questi anni in Albania inizia ad emergere il malcontento popolare e le proteste contro il regime diventano sempre più violente sino a culminare, nel 1997, nell'anarchia: i ribelli si scontrano con il governo depredando i depositi d'armi e fomentando la guerriglia. Nello stesso anno, proprio per sottrarsi a questi disordini, Adrian Paci torna nuovamente a Milano con la moglie e le due figlie, dove inizia una nuova vita lavorando come manovale, decoratore, restauratore e continuando la sua pratica artistica. Lasciandosi alle spalle i vincoli accademici,inizia in via del tutto sperimentale ad utilizzare altre tecniche oltre alla pittura, cimentandosi nel video, nella fotografia e nell'istallazione: “A eccezione della pittura, che ho studiato per anni, con gli altri media mi sento un dilettante. Mi affido più alla forza dello sguardo che a dei trucchi tecnici.” Adrian Paci sente l'esigenza di raccontare storie di vita, quotidiane o straordinarie, di narrare vicende personali che si trasformano in metafora del vivere collettivo, diventando un'esperienza universale. In collezione Iannaccone vi sono numerose opere dell’artista che spaziano dalla scultura Passages realizzata nel 2009 su due mattoni dipinti con tecnica simile ad affresco, alla fotografia come in Centro di permanenza temporanea sempre del 2009 che fin dal titolo fa riferimento al dramma dell’immigrazione dei giorni nostri, dedicando il lavoro ad un luogo di residenza temporanea per immigrati clandestini. Uno scatto fotografico in cui un gruppo di passeggeri immigrati, ammassati su una rampa di scala sospesa sulla lunga pista di un aeroporto, attendono l’arrivo di un aereo che mai arriverà. Tra le opere pittoriche troviamo invece alcuni dipinti tratti dal filmino amatoriale del suo matrimonio. Paci racconta in un’intervista ad Angela Vettese: “Quella cassetta vhs conteneva un'infinità di frame e in ciascuno di quei frame c'erano attimi di un vissuto di cui mi sentivo ugualmente partecipe ed estraneo, c'erano persone e ambienti a me familiari, ma che allo stesso tempo avevo lasciato. Poi c'era una qualità quasi pittorica nelle immagini sgranate del video, una composizione che potevi decidere con il telecomando in mano, [...] scegliendo tra centinaia di possibilità che venivano fuori bloccando il movimento del video.”

Opere Correlate

Artista: Adrian Paci Mostra tutte le opere (8)

Adrian Paci
The Wedding, 2007

Adrian Paci
Centro di permanenza temporanea, 2009

Adrian Paci
The Encounter , 2011

Adrian Paci
Centro di permanenza temporanea, 2007

Adrian Paci
Untitled, 2014

Anno: 2009 Mostra tutte le opere (11)

Charles Avery
Untitled (Empiricist), 2009

Charles Avery
Untitled (Laissez Faire), 2009

Hernan Bas
Ubu roi (The War March), 2009

Roberto Cuoghi
Senza titolo , 2009

Francesco Gennari
Autoritratto come parte di paesaggio notturno (tra un triangolo e un cerchio), 2009

Opera

Adrian Paci, The Encounter, 2011, fotografia incorniciata, 96 × 120 cm

BIografia

Adrian Paci

Adrian Paci nasce a Scutari in Albania, il 28 gennaio 1969 e dal 2000 vive e lavora tra l’Albania e Milano. La sua vicenda artistica è strettamente legata alla terra d'origine, la sua vita privata infatti si intreccia indissolubilmente con la storia e gli eventi politici della sua Nazione d’origine, ai quali spesso allude nelle sue opere. “La società in cui ho vissuto fino a ventidue anni era fortemente politicizzata. Il potere si manteneva in piedi violentando l'individuo e quando si è sgretolato ha portato miseria e disorientamento.” Figlio di un pittore, Adrian Paci si ricorda come da bambino si divertiva a sfogliare i suoi libri, che non poteva leggere perché scritti in russo, ma dei quali apprezzava già le immagini di Rembrandt, Leonardo, Velazquez e Vermeer. Nel 1987 Adrian Paci si iscrive all'Accademia delle Arti di Tirana, istituzione che impartiva una formazione molto conservatrice, circoscritta all'insegnamento della pittura figurativa. È proprio nel corso degli anni novanta, in seguito alla caduta del muro di Berlino, che si risvegliano le coscienze degli albanesi: essi si rendono conto dell'arretratezza non solo economica ma anche culturale nella quale versa il loro paese; basti pensare che, nel 1990, Paci organizza con altri studenti dell'Accademia uno sciopero per rivendicare il libero accesso, in biblioteca, ai libri di Picasso: “In Albania l'informazione sull'arte arrivava fino all'impressionismo. Quello che veniva dopo si considerava arte degenerata e ogni approccio poteva risultare pericoloso. [...] Mi ricordo con quale entusiasmo leggevo per la prima volta nel 1993 Lo spirituale nell'arte di Kandinskij, o i testi di Klee.” Nel 1992 Paci si trasferisce grazie ad una borsa di studio vinta per il corso di “Arte e liturgia” presso l'istituto Beato Angelico, a Milano, città nella quale assapora per la prima volta il gusto della libertà e della democrazia. Ritorna nella terra natia nel 1995, nelle vesti di professore di Storia dell'Arte e di Estetica all'Università di Scutari. In questi anni in Albania inizia ad emergere il malcontento popolare e le proteste contro il regime diventano sempre più violente sino a culminare, nel 1997, nell'anarchia: i ribelli si scontrano con il governo depredando i depositi d'armi e fomentando la guerriglia. Nello stesso anno, proprio per sottrarsi a questi disordini, Adrian Paci torna nuovamente a Milano con la moglie e le due figlie, dove inizia una nuova vita lavorando come manovale, decoratore, restauratore e continuando la sua pratica artistica. Lasciandosi alle spalle i vincoli accademici,inizia in via del tutto sperimentale ad utilizzare altre tecniche oltre alla pittura, cimentandosi nel video, nella fotografia e nell'istallazione: “A eccezione della pittura, che ho studiato per anni, con gli altri media mi sento un dilettante. Mi affido più alla forza dello sguardo che a dei trucchi tecnici.” Adrian Paci sente l'esigenza di raccontare storie di vita, quotidiane o straordinarie, di narrare vicende personali che si trasformano in metafora del vivere collettivo, diventando un'esperienza universale. In collezione Iannaccone vi sono numerose opere dell’artista che spaziano dalla scultura Passages realizzata nel 2009 su due mattoni dipinti con tecnica simile ad affresco, alla fotografia come in Centro di permanenza temporanea sempre del 2009 che fin dal titolo fa riferimento al dramma dell’immigrazione dei giorni nostri, dedicando il lavoro ad un luogo di residenza temporanea per immigrati clandestini. Uno scatto fotografico in cui un gruppo di passeggeri immigrati, ammassati su una rampa di scala sospesa sulla lunga pista di un aeroporto, attendono l’arrivo di un aereo che mai arriverà. Tra le opere pittoriche troviamo invece alcuni dipinti tratti dal filmino amatoriale del suo matrimonio. Paci racconta in un’intervista ad Angela Vettese: “Quella cassetta vhs conteneva un'infinità di frame e in ciascuno di quei frame c'erano attimi di un vissuto di cui mi sentivo ugualmente partecipe ed estraneo, c'erano persone e ambienti a me familiari, ma che allo stesso tempo avevo lasciato. Poi c'era una qualità quasi pittorica nelle immagini sgranate del video, una composizione che potevi decidere con il telecomando in mano, [...] scegliendo tra centinaia di possibilità che venivano fuori bloccando il movimento del video.”

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Adrian Paci
The Wedding, 2007

Adrian Paci
Centro di permanenza temporanea, 2009

Adrian Paci
Passages, 2009

Adrian Paci
Centro di permanenza temporanea, 2007

Adrian Paci
Untitled, 2014

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Alterazioni Video
olbania, 2011

Nathalie Djurberg & Hans Berg
Bear, 2011

Nathalie Djurberg & Hans Berg
Woods, 2011

Ron English
Coulorphobic Clown, 2011

Faile
Summer Canvas III, 2011

Opera

Adrian Paci, Untitled, 2014, olio su legno, 80.5 × 108 cm

BIografia

Adrian Paci

Adrian Paci nasce a Scutari in Albania, il 28 gennaio 1969 e dal 2000 vive e lavora tra l’Albania e Milano. La sua vicenda artistica è strettamente legata alla terra d'origine, la sua vita privata infatti si intreccia indissolubilmente con la storia e gli eventi politici della sua Nazione d’origine, ai quali spesso allude nelle sue opere. “La società in cui ho vissuto fino a ventidue anni era fortemente politicizzata. Il potere si manteneva in piedi violentando l'individuo e quando si è sgretolato ha portato miseria e disorientamento.” Figlio di un pittore, Adrian Paci si ricorda come da bambino si divertiva a sfogliare i suoi libri, che non poteva leggere perché scritti in russo, ma dei quali apprezzava già le immagini di Rembrandt, Leonardo, Velazquez e Vermeer. Nel 1987 Adrian Paci si iscrive all'Accademia delle Arti di Tirana, istituzione che impartiva una formazione molto conservatrice, circoscritta all'insegnamento della pittura figurativa. È proprio nel corso degli anni novanta, in seguito alla caduta del muro di Berlino, che si risvegliano le coscienze degli albanesi: essi si rendono conto dell'arretratezza non solo economica ma anche culturale nella quale versa il loro paese; basti pensare che, nel 1990, Paci organizza con altri studenti dell'Accademia uno sciopero per rivendicare il libero accesso, in biblioteca, ai libri di Picasso: “In Albania l'informazione sull'arte arrivava fino all'impressionismo. Quello che veniva dopo si considerava arte degenerata e ogni approccio poteva risultare pericoloso. [...] Mi ricordo con quale entusiasmo leggevo per la prima volta nel 1993 Lo spirituale nell'arte di Kandinskij, o i testi di Klee.” Nel 1992 Paci si trasferisce grazie ad una borsa di studio vinta per il corso di “Arte e liturgia” presso l'istituto Beato Angelico, a Milano, città nella quale assapora per la prima volta il gusto della libertà e della democrazia. Ritorna nella terra natia nel 1995, nelle vesti di professore di Storia dell'Arte e di Estetica all'Università di Scutari. In questi anni in Albania inizia ad emergere il malcontento popolare e le proteste contro il regime diventano sempre più violente sino a culminare, nel 1997, nell'anarchia: i ribelli si scontrano con il governo depredando i depositi d'armi e fomentando la guerriglia. Nello stesso anno, proprio per sottrarsi a questi disordini, Adrian Paci torna nuovamente a Milano con la moglie e le due figlie, dove inizia una nuova vita lavorando come manovale, decoratore, restauratore e continuando la sua pratica artistica. Lasciandosi alle spalle i vincoli accademici,inizia in via del tutto sperimentale ad utilizzare altre tecniche oltre alla pittura, cimentandosi nel video, nella fotografia e nell'istallazione: “A eccezione della pittura, che ho studiato per anni, con gli altri media mi sento un dilettante. Mi affido più alla forza dello sguardo che a dei trucchi tecnici.” Adrian Paci sente l'esigenza di raccontare storie di vita, quotidiane o straordinarie, di narrare vicende personali che si trasformano in metafora del vivere collettivo, diventando un'esperienza universale. In collezione Iannaccone vi sono numerose opere dell’artista che spaziano dalla scultura Passages realizzata nel 2009 su due mattoni dipinti con tecnica simile ad affresco, alla fotografia come in Centro di permanenza temporanea sempre del 2009 che fin dal titolo fa riferimento al dramma dell’immigrazione dei giorni nostri, dedicando il lavoro ad un luogo di residenza temporanea per immigrati clandestini. Uno scatto fotografico in cui un gruppo di passeggeri immigrati, ammassati su una rampa di scala sospesa sulla lunga pista di un aeroporto, attendono l’arrivo di un aereo che mai arriverà. Tra le opere pittoriche troviamo invece alcuni dipinti tratti dal filmino amatoriale del suo matrimonio. Paci racconta in un’intervista ad Angela Vettese: “Quella cassetta vhs conteneva un'infinità di frame e in ciascuno di quei frame c'erano attimi di un vissuto di cui mi sentivo ugualmente partecipe ed estraneo, c'erano persone e ambienti a me familiari, ma che allo stesso tempo avevo lasciato. Poi c'era una qualità quasi pittorica nelle immagini sgranate del video, una composizione che potevi decidere con il telecomando in mano, [...] scegliendo tra centinaia di possibilità che venivano fuori bloccando il movimento del video.”

Opere Correlate

Artista: Adrian Paci Mostra tutte le opere (8)

Adrian Paci
The Wedding, 2007

Adrian Paci
Centro di permanenza temporanea, 2009

Adrian Paci
Passages, 2009

Adrian Paci
The Encounter , 2011

Adrian Paci
Centro di permanenza temporanea, 2007

Anno: 2014

Giovanni Iudice
Donna che si spoglia, 2014

Adrian Paci
Untitled, 2014

Imran Qureshi
Midnight Garden, 2014

Geografia: Italia Albania Mostra tutte le opere (110)

Bros
Change, 2009

Alterazioni Video
olbania, 2011

Massimo Bartolini
My Fourth Homage, 2003

Tvboy
Portrait of Giuseppe Iannaccone, 2018

Renato Birolli
Le Signorine Rossi, 1938

Tema: Attualità Mostra tutte le opere (6)

Giovanni Iudice
Senza titolo , 2008

Giovanni Iudice
Umanità, 2011

Giovanni Iudice
Nuvole a Venezia, 2012

Giovanni Iudice
Bagnanti e rocce, 2012

Adrian Paci
Centro di permanenza temporanea, 2007

Tecnica: Pittura Mostra tutte le opere (170)

Francis Alÿs
Untitled (Man/Woman with Shoe on Head), from The Liar series, 1995

Francis Alÿs
Untitled (Study for Painting and Punishment), 2000 - 2003

Arnaldo Badodi
Ballerine, 1938

Arnaldo Badodi
L'armadio, 1938

Arnaldo Badodi
Caffè, 1940

Opera

Adrian Paci, Untitled, 2014, acrilico su legno, 60 × 80 cm

BIografia

Adrian Paci

Adrian Paci nasce a Scutari in Albania, il 28 gennaio 1969 e dal 2000 vive e lavora tra l’Albania e Milano. La sua vicenda artistica è strettamente legata alla terra d'origine, la sua vita privata infatti si intreccia indissolubilmente con la storia e gli eventi politici della sua Nazione d’origine, ai quali spesso allude nelle sue opere. “La società in cui ho vissuto fino a ventidue anni era fortemente politicizzata. Il potere si manteneva in piedi violentando l'individuo e quando si è sgretolato ha portato miseria e disorientamento.” Figlio di un pittore, Adrian Paci si ricorda come da bambino si divertiva a sfogliare i suoi libri, che non poteva leggere perché scritti in russo, ma dei quali apprezzava già le immagini di Rembrandt, Leonardo, Velazquez e Vermeer. Nel 1987 Adrian Paci si iscrive all'Accademia delle Arti di Tirana, istituzione che impartiva una formazione molto conservatrice, circoscritta all'insegnamento della pittura figurativa. È proprio nel corso degli anni novanta, in seguito alla caduta del muro di Berlino, che si risvegliano le coscienze degli albanesi: essi si rendono conto dell'arretratezza non solo economica ma anche culturale nella quale versa il loro paese; basti pensare che, nel 1990, Paci organizza con altri studenti dell'Accademia uno sciopero per rivendicare il libero accesso, in biblioteca, ai libri di Picasso: “In Albania l'informazione sull'arte arrivava fino all'impressionismo. Quello che veniva dopo si considerava arte degenerata e ogni approccio poteva risultare pericoloso. [...] Mi ricordo con quale entusiasmo leggevo per la prima volta nel 1993 Lo spirituale nell'arte di Kandinskij, o i testi di Klee.” Nel 1992 Paci si trasferisce grazie ad una borsa di studio vinta per il corso di “Arte e liturgia” presso l'istituto Beato Angelico, a Milano, città nella quale assapora per la prima volta il gusto della libertà e della democrazia. Ritorna nella terra natia nel 1995, nelle vesti di professore di Storia dell'Arte e di Estetica all'Università di Scutari. In questi anni in Albania inizia ad emergere il malcontento popolare e le proteste contro il regime diventano sempre più violente sino a culminare, nel 1997, nell'anarchia: i ribelli si scontrano con il governo depredando i depositi d'armi e fomentando la guerriglia. Nello stesso anno, proprio per sottrarsi a questi disordini, Adrian Paci torna nuovamente a Milano con la moglie e le due figlie, dove inizia una nuova vita lavorando come manovale, decoratore, restauratore e continuando la sua pratica artistica. Lasciandosi alle spalle i vincoli accademici,inizia in via del tutto sperimentale ad utilizzare altre tecniche oltre alla pittura, cimentandosi nel video, nella fotografia e nell'istallazione: “A eccezione della pittura, che ho studiato per anni, con gli altri media mi sento un dilettante. Mi affido più alla forza dello sguardo che a dei trucchi tecnici.” Adrian Paci sente l'esigenza di raccontare storie di vita, quotidiane o straordinarie, di narrare vicende personali che si trasformano in metafora del vivere collettivo, diventando un'esperienza universale. In collezione Iannaccone vi sono numerose opere dell’artista che spaziano dalla scultura Passages realizzata nel 2009 su due mattoni dipinti con tecnica simile ad affresco, alla fotografia come in Centro di permanenza temporanea sempre del 2009 che fin dal titolo fa riferimento al dramma dell’immigrazione dei giorni nostri, dedicando il lavoro ad un luogo di residenza temporanea per immigrati clandestini. Uno scatto fotografico in cui un gruppo di passeggeri immigrati, ammassati su una rampa di scala sospesa sulla lunga pista di un aeroporto, attendono l’arrivo di un aereo che mai arriverà. Tra le opere pittoriche troviamo invece alcuni dipinti tratti dal filmino amatoriale del suo matrimonio. Paci racconta in un’intervista ad Angela Vettese: “Quella cassetta vhs conteneva un'infinità di frame e in ciascuno di quei frame c'erano attimi di un vissuto di cui mi sentivo ugualmente partecipe ed estraneo, c'erano persone e ambienti a me familiari, ma che allo stesso tempo avevo lasciato. Poi c'era una qualità quasi pittorica nelle immagini sgranate del video, una composizione che potevi decidere con il telecomando in mano, [...] scegliendo tra centinaia di possibilità che venivano fuori bloccando il movimento del video.”

Opere Correlate

Artista: Adrian Paci Mostra tutte le opere (8)

Adrian Paci
The Wedding, 2007

Adrian Paci
Centro di permanenza temporanea, 2009

Adrian Paci
Passages, 2009

Adrian Paci
The Encounter , 2011

Adrian Paci
Centro di permanenza temporanea, 2007

Anno: 2014

Giovanni Iudice
Donna che si spoglia, 2014

Adrian Paci
Untitled, 2014

Imran Qureshi
Midnight Garden, 2014

Geografia: Italia Albania Mostra tutte le opere (110)

Bros
Change, 2009

Alterazioni Video
olbania, 2011

Massimo Bartolini
My Fourth Homage, 2003

Tvboy
Portrait of Giuseppe Iannaccone, 2018

Renato Birolli
Le Signorine Rossi, 1938

Tema: Attualità Mostra tutte le opere (6)

Giovanni Iudice
Senza titolo , 2008

Giovanni Iudice
Umanità, 2011

Giovanni Iudice
Nuvole a Venezia, 2012

Giovanni Iudice
Bagnanti e rocce, 2012

Adrian Paci
Centro di permanenza temporanea, 2007

Tecnica: Pittura Mostra tutte le opere (170)

Francis Alÿs
Untitled (Man/Woman with Shoe on Head), from The Liar series, 1995

Francis Alÿs
Untitled (Study for Painting and Punishment), 2000 - 2003

Arnaldo Badodi
Ballerine, 1938

Arnaldo Badodi
L'armadio, 1938

Arnaldo Badodi
Caffè, 1940

Opera

Adrian Paci, Interregnum (donna), 2018, Acquerello su carta, 22.5 × 27.8 cm

BIografia

Adrian Paci

Adrian Paci nasce a Scutari in Albania, il 28 gennaio 1969 e dal 2000 vive e lavora tra l’Albania e Milano. La sua vicenda artistica è strettamente legata alla terra d'origine, la sua vita privata infatti si intreccia indissolubilmente con la storia e gli eventi politici della sua Nazione d’origine, ai quali spesso allude nelle sue opere. “La società in cui ho vissuto fino a ventidue anni era fortemente politicizzata. Il potere si manteneva in piedi violentando l'individuo e quando si è sgretolato ha portato miseria e disorientamento.” Figlio di un pittore, Adrian Paci si ricorda come da bambino si divertiva a sfogliare i suoi libri, che non poteva leggere perché scritti in russo, ma dei quali apprezzava già le immagini di Rembrandt, Leonardo, Velazquez e Vermeer. Nel 1987 Adrian Paci si iscrive all'Accademia delle Arti di Tirana, istituzione che impartiva una formazione molto conservatrice, circoscritta all'insegnamento della pittura figurativa. È proprio nel corso degli anni novanta, in seguito alla caduta del muro di Berlino, che si risvegliano le coscienze degli albanesi: essi si rendono conto dell'arretratezza non solo economica ma anche culturale nella quale versa il loro paese; basti pensare che, nel 1990, Paci organizza con altri studenti dell'Accademia uno sciopero per rivendicare il libero accesso, in biblioteca, ai libri di Picasso: “In Albania l'informazione sull'arte arrivava fino all'impressionismo. Quello che veniva dopo si considerava arte degenerata e ogni approccio poteva risultare pericoloso. [...] Mi ricordo con quale entusiasmo leggevo per la prima volta nel 1993 Lo spirituale nell'arte di Kandinskij, o i testi di Klee.” Nel 1992 Paci si trasferisce grazie ad una borsa di studio vinta per il corso di “Arte e liturgia” presso l'istituto Beato Angelico, a Milano, città nella quale assapora per la prima volta il gusto della libertà e della democrazia. Ritorna nella terra natia nel 1995, nelle vesti di professore di Storia dell'Arte e di Estetica all'Università di Scutari. In questi anni in Albania inizia ad emergere il malcontento popolare e le proteste contro il regime diventano sempre più violente sino a culminare, nel 1997, nell'anarchia: i ribelli si scontrano con il governo depredando i depositi d'armi e fomentando la guerriglia. Nello stesso anno, proprio per sottrarsi a questi disordini, Adrian Paci torna nuovamente a Milano con la moglie e le due figlie, dove inizia una nuova vita lavorando come manovale, decoratore, restauratore e continuando la sua pratica artistica. Lasciandosi alle spalle i vincoli accademici,inizia in via del tutto sperimentale ad utilizzare altre tecniche oltre alla pittura, cimentandosi nel video, nella fotografia e nell'istallazione: “A eccezione della pittura, che ho studiato per anni, con gli altri media mi sento un dilettante. Mi affido più alla forza dello sguardo che a dei trucchi tecnici.” Adrian Paci sente l'esigenza di raccontare storie di vita, quotidiane o straordinarie, di narrare vicende personali che si trasformano in metafora del vivere collettivo, diventando un'esperienza universale. In collezione Iannaccone vi sono numerose opere dell’artista che spaziano dalla scultura Passages realizzata nel 2009 su due mattoni dipinti con tecnica simile ad affresco, alla fotografia come in Centro di permanenza temporanea sempre del 2009 che fin dal titolo fa riferimento al dramma dell’immigrazione dei giorni nostri, dedicando il lavoro ad un luogo di residenza temporanea per immigrati clandestini. Uno scatto fotografico in cui un gruppo di passeggeri immigrati, ammassati su una rampa di scala sospesa sulla lunga pista di un aeroporto, attendono l’arrivo di un aereo che mai arriverà. Tra le opere pittoriche troviamo invece alcuni dipinti tratti dal filmino amatoriale del suo matrimonio. Paci racconta in un’intervista ad Angela Vettese: “Quella cassetta vhs conteneva un'infinità di frame e in ciascuno di quei frame c'erano attimi di un vissuto di cui mi sentivo ugualmente partecipe ed estraneo, c'erano persone e ambienti a me familiari, ma che allo stesso tempo avevo lasciato. Poi c'era una qualità quasi pittorica nelle immagini sgranate del video, una composizione che potevi decidere con il telecomando in mano, [...] scegliendo tra centinaia di possibilità che venivano fuori bloccando il movimento del video.”

Opere Correlate

Artista: Adrian Paci Mostra tutte le opere (8)

Adrian Paci
The Wedding, 2007

Adrian Paci
Centro di permanenza temporanea, 2009

Adrian Paci
Passages, 2009

Adrian Paci
The Encounter , 2011

Adrian Paci
Centro di permanenza temporanea, 2007

Anno: 2018 Mostra tutte le opere (11)

Tvboy
Portrait of Giuseppe Iannaccone, 2018

Andrea Bowers
Suffragette as a Puta Feminista (Originally a "Votes for Women" postcard from the Ann Lewis Women's Suffrage Collection, 1905-1910), 2018

Francesco Gennari
Autoritratto come animale, 2018

Giovanni Iudice
Asino 2018 d.C., 2018

Iva Lulashi
L'altra metà , 2018

Geografia: Albania Mostra tutte le opere (12)

Alterazioni Video
olbania, 2011

Iva Lulashi
È invisibile e non si sente l'odore, 2016

Iva Lulashi
Gli amanti, 2016

Iva Lulashi
Noi ci salveremo, 2016

Iva Lulashi
I've been gone too long, 2017

Opera

Adrian Paci, Interregnum (uomo), 2018, Acquerello su carta, 22.5 × 27.8 cm

BIografia

Adrian Paci

Adrian Paci nasce a Scutari in Albania, il 28 gennaio 1969 e dal 2000 vive e lavora tra l’Albania e Milano. La sua vicenda artistica è strettamente legata alla terra d'origine, la sua vita privata infatti si intreccia indissolubilmente con la storia e gli eventi politici della sua Nazione d’origine, ai quali spesso allude nelle sue opere. “La società in cui ho vissuto fino a ventidue anni era fortemente politicizzata. Il potere si manteneva in piedi violentando l'individuo e quando si è sgretolato ha portato miseria e disorientamento.” Figlio di un pittore, Adrian Paci si ricorda come da bambino si divertiva a sfogliare i suoi libri, che non poteva leggere perché scritti in russo, ma dei quali apprezzava già le immagini di Rembrandt, Leonardo, Velazquez e Vermeer. Nel 1987 Adrian Paci si iscrive all'Accademia delle Arti di Tirana, istituzione che impartiva una formazione molto conservatrice, circoscritta all'insegnamento della pittura figurativa. È proprio nel corso degli anni novanta, in seguito alla caduta del muro di Berlino, che si risvegliano le coscienze degli albanesi: essi si rendono conto dell'arretratezza non solo economica ma anche culturale nella quale versa il loro paese; basti pensare che, nel 1990, Paci organizza con altri studenti dell'Accademia uno sciopero per rivendicare il libero accesso, in biblioteca, ai libri di Picasso: “In Albania l'informazione sull'arte arrivava fino all'impressionismo. Quello che veniva dopo si considerava arte degenerata e ogni approccio poteva risultare pericoloso. [...] Mi ricordo con quale entusiasmo leggevo per la prima volta nel 1993 Lo spirituale nell'arte di Kandinskij, o i testi di Klee.” Nel 1992 Paci si trasferisce grazie ad una borsa di studio vinta per il corso di “Arte e liturgia” presso l'istituto Beato Angelico, a Milano, città nella quale assapora per la prima volta il gusto della libertà e della democrazia. Ritorna nella terra natia nel 1995, nelle vesti di professore di Storia dell'Arte e di Estetica all'Università di Scutari. In questi anni in Albania inizia ad emergere il malcontento popolare e le proteste contro il regime diventano sempre più violente sino a culminare, nel 1997, nell'anarchia: i ribelli si scontrano con il governo depredando i depositi d'armi e fomentando la guerriglia. Nello stesso anno, proprio per sottrarsi a questi disordini, Adrian Paci torna nuovamente a Milano con la moglie e le due figlie, dove inizia una nuova vita lavorando come manovale, decoratore, restauratore e continuando la sua pratica artistica. Lasciandosi alle spalle i vincoli accademici,inizia in via del tutto sperimentale ad utilizzare altre tecniche oltre alla pittura, cimentandosi nel video, nella fotografia e nell'istallazione: “A eccezione della pittura, che ho studiato per anni, con gli altri media mi sento un dilettante. Mi affido più alla forza dello sguardo che a dei trucchi tecnici.” Adrian Paci sente l'esigenza di raccontare storie di vita, quotidiane o straordinarie, di narrare vicende personali che si trasformano in metafora del vivere collettivo, diventando un'esperienza universale. In collezione Iannaccone vi sono numerose opere dell’artista che spaziano dalla scultura Passages realizzata nel 2009 su due mattoni dipinti con tecnica simile ad affresco, alla fotografia come in Centro di permanenza temporanea sempre del 2009 che fin dal titolo fa riferimento al dramma dell’immigrazione dei giorni nostri, dedicando il lavoro ad un luogo di residenza temporanea per immigrati clandestini. Uno scatto fotografico in cui un gruppo di passeggeri immigrati, ammassati su una rampa di scala sospesa sulla lunga pista di un aeroporto, attendono l’arrivo di un aereo che mai arriverà. Tra le opere pittoriche troviamo invece alcuni dipinti tratti dal filmino amatoriale del suo matrimonio. Paci racconta in un’intervista ad Angela Vettese: “Quella cassetta vhs conteneva un'infinità di frame e in ciascuno di quei frame c'erano attimi di un vissuto di cui mi sentivo ugualmente partecipe ed estraneo, c'erano persone e ambienti a me familiari, ma che allo stesso tempo avevo lasciato. Poi c'era una qualità quasi pittorica nelle immagini sgranate del video, una composizione che potevi decidere con il telecomando in mano, [...] scegliendo tra centinaia di possibilità che venivano fuori bloccando il movimento del video.”

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The Wedding, 2007

Adrian Paci
Centro di permanenza temporanea, 2009

Adrian Paci
Passages, 2009

Adrian Paci
The Encounter , 2011

Adrian Paci
Centro di permanenza temporanea, 2007

Anno: 2018 Mostra tutte le opere (11)

Tvboy
Portrait of Giuseppe Iannaccone, 2018

Andrea Bowers
Suffragette as a Puta Feminista (Originally a "Votes for Women" postcard from the Ann Lewis Women's Suffrage Collection, 1905-1910), 2018

Francesco Gennari
Autoritratto come animale, 2018

Giovanni Iudice
Asino 2018 d.C., 2018

Iva Lulashi
L'altra metà , 2018

Geografia: Albania Mostra tutte le opere (12)

Alterazioni Video
olbania, 2011

Iva Lulashi
È invisibile e non si sente l'odore, 2016

Iva Lulashi
Gli amanti, 2016

Iva Lulashi
Noi ci salveremo, 2016

Iva Lulashi
I've been gone too long, 2017

Tema: Uomo Mostra tutte le opere (7)

Emanuele Giuffrida
The Rookman, 2017

Iva Lulashi
È invisibile e non si sente l'odore, 2016

Iva Lulashi
Gli amanti, 2016

Iva Lulashi
I've been gone too long, 2017

Beatrice Marchi
Le vacanze dei Bag-hands, 2017