Collezione Giuseppe Iannaccone

Opera

Andro Wekua, Woman, 2003, olio su tela, 100 × 70 cm

BIografia

Andro Wekua

Andro Wekua nasce a Sokhumi in Georgia nel 1977 e attualmente vive e lavora tra Zurigo e Berlino. Formatosi tra 1986 e 1991 presso la National Art School, nella sua città natale, prosegue i suoi studi prima a Tbilisi e poi a Basilea dove, tra 1995 e il 1999, frequenta la Visual Art School. La sua arte, fortemente autobiografica e legata alle vicende storiche che hanno interessato la Georgia dopo il crollo dell’Urss, diviene il mezzo per raccontare la sua storia, come una sorta di mito artistico. Sul finire degli anni ottanta, dopo la morte del padre, l’artista è costretto con la madre a lasciare il suo paese per sottrarsi alla guerra e alla successiva pulizia etnica perpetrata nella regione del Abkjhazian. Oggi l’area, indirettamente occupata dalla Russia, ha trasformato Sokhumi, ex-cittadina balneare, in una città fantasma, mezza abbandonata e fatiscente. Attraverso le sue esperienze e i suoi studi Wekua è diventato un artista poliedrico che lavora con diversi media: dalla pittura al collage, dalla scultura in cera o ceramica alle installazioni video. Tutti i suoi lavori esprimono un senso di tragedia personale, sono cupi, ansiogeni, parlano di alienazione e solitudine se non di morte. Le tonalità sono sempre fredde, dal gelido blu al viola che ricorre spesso. I personaggi dei suoi lavori, realmente esistiti, vengono direttamente ripescati da album personali dove, insieme alle fotografie di famiglia Wekua conserva ritagli di giornali, libri e cartoline attraverso i quali riesce a mettere in relazione, con fredda eleganza, il versante figurativo e l’astrattismo geometrico, come nel caso della scultura dal titolo Three Times 3. La figura umana quando viene trattata è sempre menomata, deforme, con gli occhi sfigurati o altri particolari anatomici anomali. Woman ad esempio è caratterizzata da pennellate nervose e corpose, inclini ad una resa espressionistica del soggetto che, pur essendo una donna, perde ogni tipo di calore in seguito ai colori freddi che Wekua impiega, come il viola e il marrone-nero dello sfondo. Come sempre, anche in questo caso sfigura il volto del suo soggetto, con uno sfregio all’altezza del naso. Wekua sceglie l’incompleto, l’imperfetto per dimostrare attraverso queste mancanze che l’uomo non è sempre capace di ricordare tutto. I “manichini”, altra ossessione dell’artista, che nell’arte passata venivano tradizionalmente intesi come una forma di ossequio o di commemorazione, nella versione di Wekua, a metà tra bambini e teenagers a cui manca qualcosa, suscitano pensieri di morte, presenza- assenza, alienazione e resurrezione. Quello presente in collezione Iannaccone dal titolo Shoulders Grow As Sun Goes Down In My Belly si fa notare per un tubo di ferro conficcato nello stomaco proprio al centro del tramonto che decora la canotta indossata dal giovane ustionato. Sembra che l’artista, attraverso questi simboli voglia rappresentare il grosso cruccio che lo tormenta: fortemente affascinato dall’idea di cosa sia potuta diventare la sua città è desideroso di raccontarla e riflettere sull’importanza dei ricordi e della memoria, descrivendola come “un palco vuoto tra due atti”.

Opere Correlate

Artista: Andro Wekua

Andro Wekua
Shoulders Grow As Sun Goes Down In My Belly, 2012

Andro Wekua
Livingroom 9:47 pm Sisters, 2005

Andro Wekua
Three Times 3, 2006

Anno: 2003 Mostra tutte le opere (14)

Massimo Bartolini
My Fourth Homage, 2003

Norbert Bisky
Das geh' ich melden, 2003

Marcel Dzama
Father & Son, 2003

Josè Regina Galindo
?Quién puede borrar las huellas?, 2003

Giovanni Iudice
Finestra sul cortile, 2003

Geografia: Germania Georgia Mostra tutte le opere (16)

Norbert Bisky
Das geh' ich melden, 2003

Norbert Bisky
Sundenbock, 2005

Nathalie Djurberg & Hans Berg
Man on Bed with Birds, 2010

Nathalie Djurberg & Hans Berg
Woods, 2011

Nathalie Djurberg & Hans Berg
Waterfall Variation, 2015

Tema: Ritratto Mostra tutte le opere (118)

Francis Alÿs
Untitled (Man/Woman with Shoe on Head), from The Liar series, 1995

Francis Alÿs
Untitled (Study for Painting and Punishment), 2000 - 2003

Nobuyoshi Araki
Shikijyo Sexual Desire, 1996/2008

Nobuyoshi Araki
Grand diary of photo mania, 1998-2008

Nobuyoshi Araki
Pola Eros, 2007

Tecnica: Pittura Mostra tutte le opere (169)

Francis Alÿs
Untitled (Man/Woman with Shoe on Head), from The Liar series, 1995

Francis Alÿs
Untitled (Study for Painting and Punishment), 2000 - 2003

Arnaldo Badodi
Ballerine, 1938

Arnaldo Badodi
L'armadio, 1938

Arnaldo Badodi
Caffè, 1940

Opera

Andro Wekua, Livingroom 9:47 pm Sisters, 2005, olio su tela, 50 × 50 cm

BIografia

Andro Wekua

Andro Wekua nasce a Sokhumi in Georgia nel 1977 e attualmente vive e lavora tra Zurigo e Berlino. Formatosi tra 1986 e 1991 presso la National Art School, nella sua città natale, prosegue i suoi studi prima a Tbilisi e poi a Basilea dove, tra 1995 e il 1999, frequenta la Visual Art School. La sua arte, fortemente autobiografica e legata alle vicende storiche che hanno interessato la Georgia dopo il crollo dell’Urss, diviene il mezzo per raccontare la sua storia, come una sorta di mito artistico. Sul finire degli anni ottanta, dopo la morte del padre, l’artista è costretto con la madre a lasciare il suo paese per sottrarsi alla guerra e alla successiva pulizia etnica perpetrata nella regione del Abkjhazian. Oggi l’area, indirettamente occupata dalla Russia, ha trasformato Sokhumi, ex-cittadina balneare, in una città fantasma, mezza abbandonata e fatiscente. Attraverso le sue esperienze e i suoi studi Wekua è diventato un artista poliedrico che lavora con diversi media: dalla pittura al collage, dalla scultura in cera o ceramica alle installazioni video. Tutti i suoi lavori esprimono un senso di tragedia personale, sono cupi, ansiogeni, parlano di alienazione e solitudine se non di morte. Le tonalità sono sempre fredde, dal gelido blu al viola che ricorre spesso. I personaggi dei suoi lavori, realmente esistiti, vengono direttamente ripescati da album personali dove, insieme alle fotografie di famiglia Wekua conserva ritagli di giornali, libri e cartoline attraverso i quali riesce a mettere in relazione, con fredda eleganza, il versante figurativo e l’astrattismo geometrico, come nel caso della scultura dal titolo Three Times 3. La figura umana quando viene trattata è sempre menomata, deforme, con gli occhi sfigurati o altri particolari anatomici anomali. Woman ad esempio è caratterizzata da pennellate nervose e corpose, inclini ad una resa espressionistica del soggetto che, pur essendo una donna, perde ogni tipo di calore in seguito ai colori freddi che Wekua impiega, come il viola e il marrone-nero dello sfondo. Come sempre, anche in questo caso sfigura il volto del suo soggetto, con uno sfregio all’altezza del naso. Wekua sceglie l’incompleto, l’imperfetto per dimostrare attraverso queste mancanze che l’uomo non è sempre capace di ricordare tutto. I “manichini”, altra ossessione dell’artista, che nell’arte passata venivano tradizionalmente intesi come una forma di ossequio o di commemorazione, nella versione di Wekua, a metà tra bambini e teenagers a cui manca qualcosa, suscitano pensieri di morte, presenza- assenza, alienazione e resurrezione. Quello presente in collezione Iannaccone dal titolo Shoulders Grow As Sun Goes Down In My Belly si fa notare per un tubo di ferro conficcato nello stomaco proprio al centro del tramonto che decora la canotta indossata dal giovane ustionato. Sembra che l’artista, attraverso questi simboli voglia rappresentare il grosso cruccio che lo tormenta: fortemente affascinato dall’idea di cosa sia potuta diventare la sua città è desideroso di raccontarla e riflettere sull’importanza dei ricordi e della memoria, descrivendola come “un palco vuoto tra due atti”.

Opere Correlate

Artista: Andro Wekua

Andro Wekua
Shoulders Grow As Sun Goes Down In My Belly, 2012

Andro Wekua
Woman, 2003

Andro Wekua
Three Times 3, 2006

Anno: 2005 Mostra tutte le opere (13)

Banksy
Ballerina with Action Man Parts, 2005

Norbert Bisky
Sundenbock, 2005

Inka Essenhigh
Haircut, 2005

Barbad Golshiri
Homage to Ahmed Miralaei (Civil War), 2005

Barbad Golshiri
The Portrait of the Artist as a 1 Year Old Child, 2005

Geografia: Germania Georgia Mostra tutte le opere (16)

Norbert Bisky
Das geh' ich melden, 2003

Norbert Bisky
Sundenbock, 2005

Nathalie Djurberg & Hans Berg
Man on Bed with Birds, 2010

Nathalie Djurberg & Hans Berg
Woods, 2011

Nathalie Djurberg & Hans Berg
Waterfall Variation, 2015

Tema: Ritratto Mostra tutte le opere (118)

Francis Alÿs
Untitled (Man/Woman with Shoe on Head), from The Liar series, 1995

Francis Alÿs
Untitled (Study for Painting and Punishment), 2000 - 2003

Nobuyoshi Araki
Shikijyo Sexual Desire, 1996/2008

Nobuyoshi Araki
Grand diary of photo mania, 1998-2008

Nobuyoshi Araki
Pola Eros, 2007

Tecnica: Pittura Mostra tutte le opere (169)

Francis Alÿs
Untitled (Man/Woman with Shoe on Head), from The Liar series, 1995

Francis Alÿs
Untitled (Study for Painting and Punishment), 2000 - 2003

Arnaldo Badodi
Ballerine, 1938

Arnaldo Badodi
L'armadio, 1938

Arnaldo Badodi
Caffè, 1940

Opera

Andro Wekua, Three Times 3, 2006, ceramica colorata, 65 × 45 × 55 cm

BIografia

Andro Wekua

Andro Wekua nasce a Sokhumi in Georgia nel 1977 e attualmente vive e lavora tra Zurigo e Berlino. Formatosi tra 1986 e 1991 presso la National Art School, nella sua città natale, prosegue i suoi studi prima a Tbilisi e poi a Basilea dove, tra 1995 e il 1999, frequenta la Visual Art School. La sua arte, fortemente autobiografica e legata alle vicende storiche che hanno interessato la Georgia dopo il crollo dell’Urss, diviene il mezzo per raccontare la sua storia, come una sorta di mito artistico. Sul finire degli anni ottanta, dopo la morte del padre, l’artista è costretto con la madre a lasciare il suo paese per sottrarsi alla guerra e alla successiva pulizia etnica perpetrata nella regione del Abkjhazian. Oggi l’area, indirettamente occupata dalla Russia, ha trasformato Sokhumi, ex-cittadina balneare, in una città fantasma, mezza abbandonata e fatiscente. Attraverso le sue esperienze e i suoi studi Wekua è diventato un artista poliedrico che lavora con diversi media: dalla pittura al collage, dalla scultura in cera o ceramica alle installazioni video. Tutti i suoi lavori esprimono un senso di tragedia personale, sono cupi, ansiogeni, parlano di alienazione e solitudine se non di morte. Le tonalità sono sempre fredde, dal gelido blu al viola che ricorre spesso. I personaggi dei suoi lavori, realmente esistiti, vengono direttamente ripescati da album personali dove, insieme alle fotografie di famiglia Wekua conserva ritagli di giornali, libri e cartoline attraverso i quali riesce a mettere in relazione, con fredda eleganza, il versante figurativo e l’astrattismo geometrico, come nel caso della scultura dal titolo Three Times 3. La figura umana quando viene trattata è sempre menomata, deforme, con gli occhi sfigurati o altri particolari anatomici anomali. Woman ad esempio è caratterizzata da pennellate nervose e corpose, inclini ad una resa espressionistica del soggetto che, pur essendo una donna, perde ogni tipo di calore in seguito ai colori freddi che Wekua impiega, come il viola e il marrone-nero dello sfondo. Come sempre, anche in questo caso sfigura il volto del suo soggetto, con uno sfregio all’altezza del naso. Wekua sceglie l’incompleto, l’imperfetto per dimostrare attraverso queste mancanze che l’uomo non è sempre capace di ricordare tutto. I “manichini”, altra ossessione dell’artista, che nell’arte passata venivano tradizionalmente intesi come una forma di ossequio o di commemorazione, nella versione di Wekua, a metà tra bambini e teenagers a cui manca qualcosa, suscitano pensieri di morte, presenza- assenza, alienazione e resurrezione. Quello presente in collezione Iannaccone dal titolo Shoulders Grow As Sun Goes Down In My Belly si fa notare per un tubo di ferro conficcato nello stomaco proprio al centro del tramonto che decora la canotta indossata dal giovane ustionato. Sembra che l’artista, attraverso questi simboli voglia rappresentare il grosso cruccio che lo tormenta: fortemente affascinato dall’idea di cosa sia potuta diventare la sua città è desideroso di raccontarla e riflettere sull’importanza dei ricordi e della memoria, descrivendola come “un palco vuoto tra due atti”.

Opere Correlate

Artista: Andro Wekua

Andro Wekua
Shoulders Grow As Sun Goes Down In My Belly, 2012

Andro Wekua
Woman, 2003

Andro Wekua
Livingroom 9:47 pm Sisters, 2005

Anno: 2006 Mostra tutte le opere (17)

Banksy
Bronze Rat, 2006

Hernan Bas
The Overthinker in a Ticket, 2006

Michaël Borremans
The Resemblance, 2006

Spartacus Chetwynd
Bat opera (1, 2, 3, 4, 5), 2006

Marcel Dzama
Stripped of the Gun, 2006

Geografia: Germania Georgia Mostra tutte le opere (16)

Norbert Bisky
Das geh' ich melden, 2003

Norbert Bisky
Sundenbock, 2005

Nathalie Djurberg & Hans Berg
Man on Bed with Birds, 2010

Nathalie Djurberg & Hans Berg
Woods, 2011

Nathalie Djurberg & Hans Berg
Waterfall Variation, 2015

Tema: Maschere Parti del corpo Mostra tutte le opere (8)

Renato Birolli
L'Arlecchino, 1931

Renato Birolli
Le maschere (vaganti o fluttuanti), 1938-1939

Luca De Leva
Orecchie, 2016

Emanuele Giuffrida
The ready hands, 2017

Giuseppe Migneco
Natura morta con maschere, 1941

Tecnica: Scultura Mostra tutte le opere (34)

Charles Avery
Skull of Minuso, 2007

Charles Avery
Untitled (Empiricist), 2009

Banksy
Ballerina with Action Man Parts, 2005

Banksy
Bronze Rat, 2006

Luigi Broggini
Testa di ragazzo, 1932-1935

Opera

Andro Wekua, Shoulders Grow As Sun Goes Down In My Belly, 2012, carta pigmentata, pliuretano, acciaio, silicone dipinto, capelli umani e maglietta da basket in poliestere con applicazioe di stampa, 153.7 × 41.9 × 61 cm

BIografia

Andro Wekua

Andro Wekua nasce a Sokhumi in Georgia nel 1977 e attualmente vive e lavora tra Zurigo e Berlino. Formatosi tra 1986 e 1991 presso la National Art School, nella sua città natale, prosegue i suoi studi prima a Tbilisi e poi a Basilea dove, tra 1995 e il 1999, frequenta la Visual Art School. La sua arte, fortemente autobiografica e legata alle vicende storiche che hanno interessato la Georgia dopo il crollo dell’Urss, diviene il mezzo per raccontare la sua storia, come una sorta di mito artistico. Sul finire degli anni ottanta, dopo la morte del padre, l’artista è costretto con la madre a lasciare il suo paese per sottrarsi alla guerra e alla successiva pulizia etnica perpetrata nella regione del Abkjhazian. Oggi l’area, indirettamente occupata dalla Russia, ha trasformato Sokhumi, ex-cittadina balneare, in una città fantasma, mezza abbandonata e fatiscente. Attraverso le sue esperienze e i suoi studi Wekua è diventato un artista poliedrico che lavora con diversi media: dalla pittura al collage, dalla scultura in cera o ceramica alle installazioni video. Tutti i suoi lavori esprimono un senso di tragedia personale, sono cupi, ansiogeni, parlano di alienazione e solitudine se non di morte. Le tonalità sono sempre fredde, dal gelido blu al viola che ricorre spesso. I personaggi dei suoi lavori, realmente esistiti, vengono direttamente ripescati da album personali dove, insieme alle fotografie di famiglia Wekua conserva ritagli di giornali, libri e cartoline attraverso i quali riesce a mettere in relazione, con fredda eleganza, il versante figurativo e l’astrattismo geometrico, come nel caso della scultura dal titolo Three Times 3. La figura umana quando viene trattata è sempre menomata, deforme, con gli occhi sfigurati o altri particolari anatomici anomali. Woman ad esempio è caratterizzata da pennellate nervose e corpose, inclini ad una resa espressionistica del soggetto che, pur essendo una donna, perde ogni tipo di calore in seguito ai colori freddi che Wekua impiega, come il viola e il marrone-nero dello sfondo. Come sempre, anche in questo caso sfigura il volto del suo soggetto, con uno sfregio all’altezza del naso. Wekua sceglie l’incompleto, l’imperfetto per dimostrare attraverso queste mancanze che l’uomo non è sempre capace di ricordare tutto. I “manichini”, altra ossessione dell’artista, che nell’arte passata venivano tradizionalmente intesi come una forma di ossequio o di commemorazione, nella versione di Wekua, a metà tra bambini e teenagers a cui manca qualcosa, suscitano pensieri di morte, presenza- assenza, alienazione e resurrezione. Quello presente in collezione Iannaccone dal titolo Shoulders Grow As Sun Goes Down In My Belly si fa notare per un tubo di ferro conficcato nello stomaco proprio al centro del tramonto che decora la canotta indossata dal giovane ustionato. Sembra che l’artista, attraverso questi simboli voglia rappresentare il grosso cruccio che lo tormenta: fortemente affascinato dall’idea di cosa sia potuta diventare la sua città è desideroso di raccontarla e riflettere sull’importanza dei ricordi e della memoria, descrivendola come “un palco vuoto tra due atti”.

Opere Correlate

Artista: Andro Wekua

Andro Wekua
Woman, 2003

Andro Wekua
Livingroom 9:47 pm Sisters, 2005

Andro Wekua
Three Times 3, 2006

Anno: 2012 Mostra tutte le opere (11)

Roberto Cuoghi
Senza Titolo , 2012

Giulio Frigo
Stanza 5 (The Agreement), 2012

Giovanni Iudice
Nuvole a Venezia, 2012

Giovanni Iudice
Bagnanti e rocce, 2012

Davide Monaldi
Canestro da basket con uccellino, 2012