Collezione Giuseppe Iannaccone

Opera

Iudice Giovanni, La Cucina - Mia madre_53, 1993, drawing, 34 cm

BIografia

Iudice Giovanni

Giovanni Iudice è nato a Gela nel 1970 dove ancora oggi vive e Lavora. L'avvocato è sinceramente affascinato dall'opera dell'artista gelese e segue la sua attività da molto tempo, così come racconta in un'intervista: “Giovanni Iudice l'ho scoperto parecchi anni fa, in una piccola galleria alla Fiera di Bologna. Mi aveva colpito una sua spiaggia fatta a matita, con quella moltitudine di gente ammassata che cercava un po’ di vacanza. Si capiva benissimo che era una scena in qualche modo di povertà: era una spiaggia libera, non di quelle a pagamento, e ritraeva un'umanità che in quel luogo trovava il massimo del lusso che si poteva permettere. L'opera in questione era già stata venduta purtroppo, l'aveva comprata, mi ricordo, Lucio Dalla. Da quel momento ho cominciato a prendere contatto con Giovanni Iudice, l'ho cercato sugli elenchi telefonici e l'ho chiamato. Mi colpiva il suo rapporto con la storia dell'arte siciliana: io avevo nella testa le spiagge di Pirandello, con la loro carne ammassata, avevo in mente Guttuso, insomma un po' tutte queste figure degli anni trenta e, mi sembrava che Iudice, benchè assolutamente contemporaneo, le avesse un po’ dentro. Quasi tutte le sue opere le ho comprate io, lasciando al mercato poche cose. Forse per la prima volta c'è un'osmosi totale tra artista e collezionista, perché io non sono solo colui che gli compra le opere, sono quello con cui discute d'arte: se oggi abbia ancora un senso parlare di realismo, dopo tanti anni di figurazione. Mi parla dei suoi progetti futuri e il nostro dibattito è continuo. Iudice ha scelto sin dall'inizio una linea unica che poi non ha mai abbandonato: è la ricerca di un'umanità che vive in periferia, ai margini della società, dotata di una profonda integrità, assai lontana da quella che siamo abituati a vedere sulle pagine dei giornali o in televisione. Iudice scava nell'animo umano, questo è il valore aggiunto della sua pittura di cui mi sono innamorato. Io ricerco quel tipo di arte, è stato così per le opere degli anni trenta e continuo a farlo per l'arte contemporanea, quindi è normale che Giovanni ed io ci si sia incontrati. Quando Giovanni era ancora molto giovane, Fagiolo dell'Arco mi disse che nel disegno era arrivato a De Chirico. Credo che Fagiolo dicesse la pura verità, nel disegno è veramente il primo della classe; è uno strumento che usa senza pensare, come quando noi facciamo un movimento della mano istintivo, non pensiamo perché la mano è parte di noi, per lui la matita è parte del suo essere, non c'è filtro, mano e matita sono un tutt'uno”. Una passione incondizionata che spinge il collezionista a stare in guardia, ossessivamente, per la paura di perdere dei tasselli fondamentali per la sua collezione.

La collezione Iannaccone comprende un gran numero di disegni a matita, dipinti ad olio raffiguranti modelle in interni domestici, spiagge e alcune tele incentrate sul tema dell’immigrazione che entra a far parte della poetica di Giovanni Iudice verso la metà degli anni duemila. Una realtà che viene scandagliata e visceralmente affrontata dall'artista sino ai giorni nostri. “Ho scelto di dipingere profughi, immigrati, clandestini per intima necessità, perché mi sono sentito in dovere di farlo. Credo che la figura del clandestino sia una delle icone più rappresentative del contemporaneo, il clandestino spera, immagina la terra promessa con la morte nel cuore per la patria che ha lasciato”.

Opere Correlate

Artista: Iudice Giovanni Mostra tutte le opere (39)


Nudo nell'orto_50, 1997


Cava Paradiso_11, 1999


Silvana nell'orto o Nudo_27, 2000


Messina, Quartiere Giostra_23, 2001


Spiaggia "Figura sulla spiaggia"_15, 2001

Anno: 1993 Mostra tutte le opere (9)


Eine Kleine Nacht Musiek, 1993


Senza titolo, 1993


Jalta, Ukraine, July 29, 1993, 1993


Figure sulla spiaggia_2, 1993


Rossana_4, 1993

Opera

Iudice Giovanni, Figure sulla spiaggia_2, 1993, disegno, 32.5 cm

BIografia

Iudice Giovanni

Giovanni Iudice è nato a Gela nel 1970 dove ancora oggi vive e Lavora. L'avvocato è sinceramente affascinato dall'opera dell'artista gelese e segue la sua attività da molto tempo, così come racconta in un'intervista: “Giovanni Iudice l'ho scoperto parecchi anni fa, in una piccola galleria alla Fiera di Bologna. Mi aveva colpito una sua spiaggia fatta a matita, con quella moltitudine di gente ammassata che cercava un po’ di vacanza. Si capiva benissimo che era una scena in qualche modo di povertà: era una spiaggia libera, non di quelle a pagamento, e ritraeva un'umanità che in quel luogo trovava il massimo del lusso che si poteva permettere. L'opera in questione era già stata venduta purtroppo, l'aveva comprata, mi ricordo, Lucio Dalla. Da quel momento ho cominciato a prendere contatto con Giovanni Iudice, l'ho cercato sugli elenchi telefonici e l'ho chiamato. Mi colpiva il suo rapporto con la storia dell'arte siciliana: io avevo nella testa le spiagge di Pirandello, con la loro carne ammassata, avevo in mente Guttuso, insomma un po' tutte queste figure degli anni trenta e, mi sembrava che Iudice, benchè assolutamente contemporaneo, le avesse un po’ dentro. Quasi tutte le sue opere le ho comprate io, lasciando al mercato poche cose. Forse per la prima volta c'è un'osmosi totale tra artista e collezionista, perché io non sono solo colui che gli compra le opere, sono quello con cui discute d'arte: se oggi abbia ancora un senso parlare di realismo, dopo tanti anni di figurazione. Mi parla dei suoi progetti futuri e il nostro dibattito è continuo. Iudice ha scelto sin dall'inizio una linea unica che poi non ha mai abbandonato: è la ricerca di un'umanità che vive in periferia, ai margini della società, dotata di una profonda integrità, assai lontana da quella che siamo abituati a vedere sulle pagine dei giornali o in televisione. Iudice scava nell'animo umano, questo è il valore aggiunto della sua pittura di cui mi sono innamorato. Io ricerco quel tipo di arte, è stato così per le opere degli anni trenta e continuo a farlo per l'arte contemporanea, quindi è normale che Giovanni ed io ci si sia incontrati. Quando Giovanni era ancora molto giovane, Fagiolo dell'Arco mi disse che nel disegno era arrivato a De Chirico. Credo che Fagiolo dicesse la pura verità, nel disegno è veramente il primo della classe; è uno strumento che usa senza pensare, come quando noi facciamo un movimento della mano istintivo, non pensiamo perché la mano è parte di noi, per lui la matita è parte del suo essere, non c'è filtro, mano e matita sono un tutt'uno”. Una passione incondizionata che spinge il collezionista a stare in guardia, ossessivamente, per la paura di perdere dei tasselli fondamentali per la sua collezione.

La collezione Iannaccone comprende un gran numero di disegni a matita, dipinti ad olio raffiguranti modelle in interni domestici, spiagge e alcune tele incentrate sul tema dell’immigrazione che entra a far parte della poetica di Giovanni Iudice verso la metà degli anni duemila. Una realtà che viene scandagliata e visceralmente affrontata dall'artista sino ai giorni nostri. “Ho scelto di dipingere profughi, immigrati, clandestini per intima necessità, perché mi sono sentito in dovere di farlo. Credo che la figura del clandestino sia una delle icone più rappresentative del contemporaneo, il clandestino spera, immagina la terra promessa con la morte nel cuore per la patria che ha lasciato”.

Opere Correlate

Artista: Iudice Giovanni Mostra tutte le opere (39)


La Cucina - Mia madre_53, 1993


Nudo nell'orto_50, 1997


Cava Paradiso_11, 1999


Silvana nell'orto o Nudo_27, 2000


Messina, Quartiere Giostra_23, 2001

Anno: 1993 Mostra tutte le opere (9)


Eine Kleine Nacht Musiek, 1993


Senza titolo, 1993


Jalta, Ukraine, July 29, 1993, 1993


La Cucina - Mia madre_53, 1993


Rossana_4, 1993

Geografia: Italia Mostra tutte le opere (97)


My Fourth Homage, 2003


Le Signorine Rossi, 1938


Sirena ferita, 1987


Senza titolo, 1993


Senza titolo, 2013

Tema: Veduta Aggregazione Mostra tutte le opere (77)


Caffè, 1940


Il biliardo, 1940


Il circo, 1941


Periferia (Grottammare), 1932


Tassì rosso, 1932

Tecnica: Disegno Mostra tutte le opere (41)


Untitled (Feeding the Gulls), 2007


Untitled (The Eternity Chamber), 2007


Untitled (Girl Feeding Gulls), 2008


Untitled (Laissez Faire), 2009


Untitled (Eel Sellers), 2010

Opera

Iudice Giovanni, Rossana_4, 1993, disegno, 25 cm

BIografia

Iudice Giovanni

Giovanni Iudice è nato a Gela nel 1970 dove ancora oggi vive e Lavora. L'avvocato è sinceramente affascinato dall'opera dell'artista gelese e segue la sua attività da molto tempo, così come racconta in un'intervista: “Giovanni Iudice l'ho scoperto parecchi anni fa, in una piccola galleria alla Fiera di Bologna. Mi aveva colpito una sua spiaggia fatta a matita, con quella moltitudine di gente ammassata che cercava un po’ di vacanza. Si capiva benissimo che era una scena in qualche modo di povertà: era una spiaggia libera, non di quelle a pagamento, e ritraeva un'umanità che in quel luogo trovava il massimo del lusso che si poteva permettere. L'opera in questione era già stata venduta purtroppo, l'aveva comprata, mi ricordo, Lucio Dalla. Da quel momento ho cominciato a prendere contatto con Giovanni Iudice, l'ho cercato sugli elenchi telefonici e l'ho chiamato. Mi colpiva il suo rapporto con la storia dell'arte siciliana: io avevo nella testa le spiagge di Pirandello, con la loro carne ammassata, avevo in mente Guttuso, insomma un po' tutte queste figure degli anni trenta e, mi sembrava che Iudice, benchè assolutamente contemporaneo, le avesse un po’ dentro. Quasi tutte le sue opere le ho comprate io, lasciando al mercato poche cose. Forse per la prima volta c'è un'osmosi totale tra artista e collezionista, perché io non sono solo colui che gli compra le opere, sono quello con cui discute d'arte: se oggi abbia ancora un senso parlare di realismo, dopo tanti anni di figurazione. Mi parla dei suoi progetti futuri e il nostro dibattito è continuo. Iudice ha scelto sin dall'inizio una linea unica che poi non ha mai abbandonato: è la ricerca di un'umanità che vive in periferia, ai margini della società, dotata di una profonda integrità, assai lontana da quella che siamo abituati a vedere sulle pagine dei giornali o in televisione. Iudice scava nell'animo umano, questo è il valore aggiunto della sua pittura di cui mi sono innamorato. Io ricerco quel tipo di arte, è stato così per le opere degli anni trenta e continuo a farlo per l'arte contemporanea, quindi è normale che Giovanni ed io ci si sia incontrati. Quando Giovanni era ancora molto giovane, Fagiolo dell'Arco mi disse che nel disegno era arrivato a De Chirico. Credo che Fagiolo dicesse la pura verità, nel disegno è veramente il primo della classe; è uno strumento che usa senza pensare, come quando noi facciamo un movimento della mano istintivo, non pensiamo perché la mano è parte di noi, per lui la matita è parte del suo essere, non c'è filtro, mano e matita sono un tutt'uno”. Una passione incondizionata che spinge il collezionista a stare in guardia, ossessivamente, per la paura di perdere dei tasselli fondamentali per la sua collezione.

La collezione Iannaccone comprende un gran numero di disegni a matita, dipinti ad olio raffiguranti modelle in interni domestici, spiagge e alcune tele incentrate sul tema dell’immigrazione che entra a far parte della poetica di Giovanni Iudice verso la metà degli anni duemila. Una realtà che viene scandagliata e visceralmente affrontata dall'artista sino ai giorni nostri. “Ho scelto di dipingere profughi, immigrati, clandestini per intima necessità, perché mi sono sentito in dovere di farlo. Credo che la figura del clandestino sia una delle icone più rappresentative del contemporaneo, il clandestino spera, immagina la terra promessa con la morte nel cuore per la patria che ha lasciato”.

Opere Correlate

Artista: Iudice Giovanni Mostra tutte le opere (39)


La Cucina - Mia madre_53, 1993


Nudo nell'orto_50, 1997


Cava Paradiso_11, 1999


Silvana nell'orto o Nudo_27, 2000


Messina, Quartiere Giostra_23, 2001

Anno: 1993 Mostra tutte le opere (9)


Eine Kleine Nacht Musiek, 1993


Senza titolo, 1993


Jalta, Ukraine, July 29, 1993, 1993


La Cucina - Mia madre_53, 1993


Figure sulla spiaggia_2, 1993

Geografia: Italia Mostra tutte le opere (97)


My Fourth Homage, 2003


Le Signorine Rossi, 1938


Sirena ferita, 1987


Senza titolo, 1993


Senza titolo, 2013

Tema: Ritratto Veduta Mostra tutte le opere (178)


Untitled (Man/Woman with Shoe on Head), from The Liar series, 1995


Untitled (Study for Painting and Punishment), 2000 - 2003


Shikijyo Sexual Desire, 1996/2008


Grand diary of photo mania, 1998-2008


Pola Eros, 2007

Tecnica: Disegno Mostra tutte le opere (41)


Untitled (Feeding the Gulls), 2007


Untitled (The Eternity Chamber), 2007


Untitled (Girl Feeding Gulls), 2008


Untitled (Laissez Faire), 2009


Untitled (Eel Sellers), 2010

Opera

Iudice Giovanni, Gli Amanti_49, 1995, Grafite su carta di cui uno tecnica mista, 24.5 cm

Giovanni Iudice gli amanti

BIografia

Iudice Giovanni

Giovanni Iudice è nato a Gela nel 1970 dove ancora oggi vive e Lavora. L'avvocato è sinceramente affascinato dall'opera dell'artista gelese e segue la sua attività da molto tempo, così come racconta in un'intervista: “Giovanni Iudice l'ho scoperto parecchi anni fa, in una piccola galleria alla Fiera di Bologna. Mi aveva colpito una sua spiaggia fatta a matita, con quella moltitudine di gente ammassata che cercava un po’ di vacanza. Si capiva benissimo che era una scena in qualche modo di povertà: era una spiaggia libera, non di quelle a pagamento, e ritraeva un'umanità che in quel luogo trovava il massimo del lusso che si poteva permettere. L'opera in questione era già stata venduta purtroppo, l'aveva comprata, mi ricordo, Lucio Dalla. Da quel momento ho cominciato a prendere contatto con Giovanni Iudice, l'ho cercato sugli elenchi telefonici e l'ho chiamato. Mi colpiva il suo rapporto con la storia dell'arte siciliana: io avevo nella testa le spiagge di Pirandello, con la loro carne ammassata, avevo in mente Guttuso, insomma un po' tutte queste figure degli anni trenta e, mi sembrava che Iudice, benchè assolutamente contemporaneo, le avesse un po’ dentro. Quasi tutte le sue opere le ho comprate io, lasciando al mercato poche cose. Forse per la prima volta c'è un'osmosi totale tra artista e collezionista, perché io non sono solo colui che gli compra le opere, sono quello con cui discute d'arte: se oggi abbia ancora un senso parlare di realismo, dopo tanti anni di figurazione. Mi parla dei suoi progetti futuri e il nostro dibattito è continuo. Iudice ha scelto sin dall'inizio una linea unica che poi non ha mai abbandonato: è la ricerca di un'umanità che vive in periferia, ai margini della società, dotata di una profonda integrità, assai lontana da quella che siamo abituati a vedere sulle pagine dei giornali o in televisione. Iudice scava nell'animo umano, questo è il valore aggiunto della sua pittura di cui mi sono innamorato. Io ricerco quel tipo di arte, è stato così per le opere degli anni trenta e continuo a farlo per l'arte contemporanea, quindi è normale che Giovanni ed io ci si sia incontrati. Quando Giovanni era ancora molto giovane, Fagiolo dell'Arco mi disse che nel disegno era arrivato a De Chirico. Credo che Fagiolo dicesse la pura verità, nel disegno è veramente il primo della classe; è uno strumento che usa senza pensare, come quando noi facciamo un movimento della mano istintivo, non pensiamo perché la mano è parte di noi, per lui la matita è parte del suo essere, non c'è filtro, mano e matita sono un tutt'uno”. Una passione incondizionata che spinge il collezionista a stare in guardia, ossessivamente, per la paura di perdere dei tasselli fondamentali per la sua collezione.

La collezione Iannaccone comprende un gran numero di disegni a matita, dipinti ad olio raffiguranti modelle in interni domestici, spiagge e alcune tele incentrate sul tema dell’immigrazione che entra a far parte della poetica di Giovanni Iudice verso la metà degli anni duemila. Una realtà che viene scandagliata e visceralmente affrontata dall'artista sino ai giorni nostri. “Ho scelto di dipingere profughi, immigrati, clandestini per intima necessità, perché mi sono sentito in dovere di farlo. Credo che la figura del clandestino sia una delle icone più rappresentative del contemporaneo, il clandestino spera, immagina la terra promessa con la morte nel cuore per la patria che ha lasciato”.

Opere Correlate

Artista: Iudice Giovanni Mostra tutte le opere (39)


La Cucina - Mia madre_53, 1993


Nudo nell'orto_50, 1997


Cava Paradiso_11, 1999


Silvana nell'orto o Nudo_27, 2000


Messina, Quartiere Giostra_23, 2001

Anno: 1995


Untitled (Man/Woman with Shoe on Head), from The Liar series, 1995


Untitled, 1995


Untitled, 1995


Kneeling Silhouette, 1995

Geografia: Italia Mostra tutte le opere (97)


My Fourth Homage, 2003


Le Signorine Rossi, 1938


Sirena ferita, 1987


Senza titolo, 1993


Senza titolo, 2013

Tema: Nudo La coppia Mostra tutte le opere (68)


Shikijyo Sexual Desire, 1996/2008


Tokyo Comedy , 1997/2008


Grand diary of photo mania, 1998-2008


Mithology, 2001-2008


Mithology , 2001-2008

Tecnica: Disegno Mostra tutte le opere (41)


Untitled (Feeding the Gulls), 2007


Untitled (The Eternity Chamber), 2007


Untitled (Girl Feeding Gulls), 2008


Untitled (Laissez Faire), 2009


Untitled (Eel Sellers), 2010

Opera

Iudice Giovanni, Interno con Francesco_6, 1996, disegno a matita su carta, 30 cm

BIografia

Iudice Giovanni

Giovanni Iudice è nato a Gela nel 1970 dove ancora oggi vive e Lavora. L'avvocato è sinceramente affascinato dall'opera dell'artista gelese e segue la sua attività da molto tempo, così come racconta in un'intervista: “Giovanni Iudice l'ho scoperto parecchi anni fa, in una piccola galleria alla Fiera di Bologna. Mi aveva colpito una sua spiaggia fatta a matita, con quella moltitudine di gente ammassata che cercava un po’ di vacanza. Si capiva benissimo che era una scena in qualche modo di povertà: era una spiaggia libera, non di quelle a pagamento, e ritraeva un'umanità che in quel luogo trovava il massimo del lusso che si poteva permettere. L'opera in questione era già stata venduta purtroppo, l'aveva comprata, mi ricordo, Lucio Dalla. Da quel momento ho cominciato a prendere contatto con Giovanni Iudice, l'ho cercato sugli elenchi telefonici e l'ho chiamato. Mi colpiva il suo rapporto con la storia dell'arte siciliana: io avevo nella testa le spiagge di Pirandello, con la loro carne ammassata, avevo in mente Guttuso, insomma un po' tutte queste figure degli anni trenta e, mi sembrava che Iudice, benchè assolutamente contemporaneo, le avesse un po’ dentro. Quasi tutte le sue opere le ho comprate io, lasciando al mercato poche cose. Forse per la prima volta c'è un'osmosi totale tra artista e collezionista, perché io non sono solo colui che gli compra le opere, sono quello con cui discute d'arte: se oggi abbia ancora un senso parlare di realismo, dopo tanti anni di figurazione. Mi parla dei suoi progetti futuri e il nostro dibattito è continuo. Iudice ha scelto sin dall'inizio una linea unica che poi non ha mai abbandonato: è la ricerca di un'umanità che vive in periferia, ai margini della società, dotata di una profonda integrità, assai lontana da quella che siamo abituati a vedere sulle pagine dei giornali o in televisione. Iudice scava nell'animo umano, questo è il valore aggiunto della sua pittura di cui mi sono innamorato. Io ricerco quel tipo di arte, è stato così per le opere degli anni trenta e continuo a farlo per l'arte contemporanea, quindi è normale che Giovanni ed io ci si sia incontrati. Quando Giovanni era ancora molto giovane, Fagiolo dell'Arco mi disse che nel disegno era arrivato a De Chirico. Credo che Fagiolo dicesse la pura verità, nel disegno è veramente il primo della classe; è uno strumento che usa senza pensare, come quando noi facciamo un movimento della mano istintivo, non pensiamo perché la mano è parte di noi, per lui la matita è parte del suo essere, non c'è filtro, mano e matita sono un tutt'uno”. Una passione incondizionata che spinge il collezionista a stare in guardia, ossessivamente, per la paura di perdere dei tasselli fondamentali per la sua collezione.

La collezione Iannaccone comprende un gran numero di disegni a matita, dipinti ad olio raffiguranti modelle in interni domestici, spiagge e alcune tele incentrate sul tema dell’immigrazione che entra a far parte della poetica di Giovanni Iudice verso la metà degli anni duemila. Una realtà che viene scandagliata e visceralmente affrontata dall'artista sino ai giorni nostri. “Ho scelto di dipingere profughi, immigrati, clandestini per intima necessità, perché mi sono sentito in dovere di farlo. Credo che la figura del clandestino sia una delle icone più rappresentative del contemporaneo, il clandestino spera, immagina la terra promessa con la morte nel cuore per la patria che ha lasciato”.

Opere Correlate

Artista: Iudice Giovanni Mostra tutte le opere (39)


La Cucina - Mia madre_53, 1993


Nudo nell'orto_50, 1997


Cava Paradiso_11, 1999


Silvana nell'orto o Nudo_27, 2000


Messina, Quartiere Giostra_23, 2001

Anno: 1996


Speechless, 1996

Geografia: Italia Mostra tutte le opere (97)


My Fourth Homage, 2003


Le Signorine Rossi, 1938


Sirena ferita, 1987


Senza titolo, 1993


Senza titolo, 2013

Tema: Ritratto Mostra tutte le opere (126)


Untitled (Man/Woman with Shoe on Head), from The Liar series, 1995


Untitled (Study for Painting and Punishment), 2000 - 2003


Shikijyo Sexual Desire, 1996/2008


Grand diary of photo mania, 1998-2008


Pola Eros, 2007

Tecnica: Disegno Mostra tutte le opere (41)


Untitled (Feeding the Gulls), 2007


Untitled (The Eternity Chamber), 2007


Untitled (Girl Feeding Gulls), 2008


Untitled (Laissez Faire), 2009


Untitled (Eel Sellers), 2010

Opera

Iudice Giovanni, Nudo nell'orto_50, 1997, Olio su legno, 26.5 cm

BIografia

Iudice Giovanni

Giovanni Iudice è nato a Gela nel 1970 dove ancora oggi vive e Lavora. L'avvocato è sinceramente affascinato dall'opera dell'artista gelese e segue la sua attività da molto tempo, così come racconta in un'intervista: “Giovanni Iudice l'ho scoperto parecchi anni fa, in una piccola galleria alla Fiera di Bologna. Mi aveva colpito una sua spiaggia fatta a matita, con quella moltitudine di gente ammassata che cercava un po’ di vacanza. Si capiva benissimo che era una scena in qualche modo di povertà: era una spiaggia libera, non di quelle a pagamento, e ritraeva un'umanità che in quel luogo trovava il massimo del lusso che si poteva permettere. L'opera in questione era già stata venduta purtroppo, l'aveva comprata, mi ricordo, Lucio Dalla. Da quel momento ho cominciato a prendere contatto con Giovanni Iudice, l'ho cercato sugli elenchi telefonici e l'ho chiamato. Mi colpiva il suo rapporto con la storia dell'arte siciliana: io avevo nella testa le spiagge di Pirandello, con la loro carne ammassata, avevo in mente Guttuso, insomma un po' tutte queste figure degli anni trenta e, mi sembrava che Iudice, benchè assolutamente contemporaneo, le avesse un po’ dentro. Quasi tutte le sue opere le ho comprate io, lasciando al mercato poche cose. Forse per la prima volta c'è un'osmosi totale tra artista e collezionista, perché io non sono solo colui che gli compra le opere, sono quello con cui discute d'arte: se oggi abbia ancora un senso parlare di realismo, dopo tanti anni di figurazione. Mi parla dei suoi progetti futuri e il nostro dibattito è continuo. Iudice ha scelto sin dall'inizio una linea unica che poi non ha mai abbandonato: è la ricerca di un'umanità che vive in periferia, ai margini della società, dotata di una profonda integrità, assai lontana da quella che siamo abituati a vedere sulle pagine dei giornali o in televisione. Iudice scava nell'animo umano, questo è il valore aggiunto della sua pittura di cui mi sono innamorato. Io ricerco quel tipo di arte, è stato così per le opere degli anni trenta e continuo a farlo per l'arte contemporanea, quindi è normale che Giovanni ed io ci si sia incontrati. Quando Giovanni era ancora molto giovane, Fagiolo dell'Arco mi disse che nel disegno era arrivato a De Chirico. Credo che Fagiolo dicesse la pura verità, nel disegno è veramente il primo della classe; è uno strumento che usa senza pensare, come quando noi facciamo un movimento della mano istintivo, non pensiamo perché la mano è parte di noi, per lui la matita è parte del suo essere, non c'è filtro, mano e matita sono un tutt'uno”. Una passione incondizionata che spinge il collezionista a stare in guardia, ossessivamente, per la paura di perdere dei tasselli fondamentali per la sua collezione.

La collezione Iannaccone comprende un gran numero di disegni a matita, dipinti ad olio raffiguranti modelle in interni domestici, spiagge e alcune tele incentrate sul tema dell’immigrazione che entra a far parte della poetica di Giovanni Iudice verso la metà degli anni duemila. Una realtà che viene scandagliata e visceralmente affrontata dall'artista sino ai giorni nostri. “Ho scelto di dipingere profughi, immigrati, clandestini per intima necessità, perché mi sono sentito in dovere di farlo. Credo che la figura del clandestino sia una delle icone più rappresentative del contemporaneo, il clandestino spera, immagina la terra promessa con la morte nel cuore per la patria che ha lasciato”.

Opere Correlate

Artista: Iudice Giovanni Mostra tutte le opere (39)


La Cucina - Mia madre_53, 1993


Cava Paradiso_11, 1999


Silvana nell'orto o Nudo_27, 2000


Messina, Quartiere Giostra_23, 2001


Spiaggia "Figura sulla spiaggia"_15, 2001

Anno: 1997


Cremaster 5: Her Giant, 1997


IAN, 1997


Luigi Ontani, 1997


Paesaggio, 1997


Parasol Ant, 1997

Geografia: Italia Mostra tutte le opere (97)


My Fourth Homage, 2003


Le Signorine Rossi, 1938


Sirena ferita, 1987


Senza titolo, 1993


Senza titolo, 2013

Tema: Ritratto Nudo Veduta Mostra tutte le opere (201)


Untitled (Man/Woman with Shoe on Head), from The Liar series, 1995


Untitled (Study for Painting and Punishment), 2000 - 2003


Shikijyo Sexual Desire, 1996/2008


Tokyo Comedy , 1997/2008


Grand diary of photo mania, 1998-2008

Tecnica: Pittura Mostra tutte le opere (167)


Untitled (Man/Woman with Shoe on Head), from The Liar series, 1995


Untitled (Study for Painting and Punishment), 2000 - 2003


Ballerine, 1938


L'armadio, 1938


Caffè, 1940

Opera

Iudice Giovanni, Figure a Punta Bianca _3, 1998, disegno, 30 cm

BIografia

Iudice Giovanni

Giovanni Iudice è nato a Gela nel 1970 dove ancora oggi vive e Lavora. L'avvocato è sinceramente affascinato dall'opera dell'artista gelese e segue la sua attività da molto tempo, così come racconta in un'intervista: “Giovanni Iudice l'ho scoperto parecchi anni fa, in una piccola galleria alla Fiera di Bologna. Mi aveva colpito una sua spiaggia fatta a matita, con quella moltitudine di gente ammassata che cercava un po’ di vacanza. Si capiva benissimo che era una scena in qualche modo di povertà: era una spiaggia libera, non di quelle a pagamento, e ritraeva un'umanità che in quel luogo trovava il massimo del lusso che si poteva permettere. L'opera in questione era già stata venduta purtroppo, l'aveva comprata, mi ricordo, Lucio Dalla. Da quel momento ho cominciato a prendere contatto con Giovanni Iudice, l'ho cercato sugli elenchi telefonici e l'ho chiamato. Mi colpiva il suo rapporto con la storia dell'arte siciliana: io avevo nella testa le spiagge di Pirandello, con la loro carne ammassata, avevo in mente Guttuso, insomma un po' tutte queste figure degli anni trenta e, mi sembrava che Iudice, benchè assolutamente contemporaneo, le avesse un po’ dentro. Quasi tutte le sue opere le ho comprate io, lasciando al mercato poche cose. Forse per la prima volta c'è un'osmosi totale tra artista e collezionista, perché io non sono solo colui che gli compra le opere, sono quello con cui discute d'arte: se oggi abbia ancora un senso parlare di realismo, dopo tanti anni di figurazione. Mi parla dei suoi progetti futuri e il nostro dibattito è continuo. Iudice ha scelto sin dall'inizio una linea unica che poi non ha mai abbandonato: è la ricerca di un'umanità che vive in periferia, ai margini della società, dotata di una profonda integrità, assai lontana da quella che siamo abituati a vedere sulle pagine dei giornali o in televisione. Iudice scava nell'animo umano, questo è il valore aggiunto della sua pittura di cui mi sono innamorato. Io ricerco quel tipo di arte, è stato così per le opere degli anni trenta e continuo a farlo per l'arte contemporanea, quindi è normale che Giovanni ed io ci si sia incontrati. Quando Giovanni era ancora molto giovane, Fagiolo dell'Arco mi disse che nel disegno era arrivato a De Chirico. Credo che Fagiolo dicesse la pura verità, nel disegno è veramente il primo della classe; è uno strumento che usa senza pensare, come quando noi facciamo un movimento della mano istintivo, non pensiamo perché la mano è parte di noi, per lui la matita è parte del suo essere, non c'è filtro, mano e matita sono un tutt'uno”. Una passione incondizionata che spinge il collezionista a stare in guardia, ossessivamente, per la paura di perdere dei tasselli fondamentali per la sua collezione.

La collezione Iannaccone comprende un gran numero di disegni a matita, dipinti ad olio raffiguranti modelle in interni domestici, spiagge e alcune tele incentrate sul tema dell’immigrazione che entra a far parte della poetica di Giovanni Iudice verso la metà degli anni duemila. Una realtà che viene scandagliata e visceralmente affrontata dall'artista sino ai giorni nostri. “Ho scelto di dipingere profughi, immigrati, clandestini per intima necessità, perché mi sono sentito in dovere di farlo. Credo che la figura del clandestino sia una delle icone più rappresentative del contemporaneo, il clandestino spera, immagina la terra promessa con la morte nel cuore per la patria che ha lasciato”.

Opere Correlate

Artista: Iudice Giovanni Mostra tutte le opere (39)


La Cucina - Mia madre_53, 1993


Nudo nell'orto_50, 1997


Cava Paradiso_11, 1999


Silvana nell'orto o Nudo_27, 2000


Messina, Quartiere Giostra_23, 2001

Anno: 1998


Qajar#17 , 1998


Qajar#18 , 1998

Geografia: Italia Mostra tutte le opere (97)


My Fourth Homage, 2003


Le Signorine Rossi, 1938


Sirena ferita, 1987


Senza titolo, 1993


Senza titolo, 2013

Tema: Veduta Aggregazione Mostra tutte le opere (77)


Caffè, 1940


Il biliardo, 1940


Il circo, 1941


Periferia (Grottammare), 1932


Tassì rosso, 1932

Tecnica: Disegno Mostra tutte le opere (41)


Untitled (Feeding the Gulls), 2007


Untitled (The Eternity Chamber), 2007


Untitled (Girl Feeding Gulls), 2008


Untitled (Laissez Faire), 2009


Untitled (Eel Sellers), 2010

Opera

Iudice Giovanni, Cava Paradiso_11, 1999, olio su tela, 46 cm

BIografia

Iudice Giovanni

Giovanni Iudice è nato a Gela nel 1970 dove ancora oggi vive e Lavora. L'avvocato è sinceramente affascinato dall'opera dell'artista gelese e segue la sua attività da molto tempo, così come racconta in un'intervista: “Giovanni Iudice l'ho scoperto parecchi anni fa, in una piccola galleria alla Fiera di Bologna. Mi aveva colpito una sua spiaggia fatta a matita, con quella moltitudine di gente ammassata che cercava un po’ di vacanza. Si capiva benissimo che era una scena in qualche modo di povertà: era una spiaggia libera, non di quelle a pagamento, e ritraeva un'umanità che in quel luogo trovava il massimo del lusso che si poteva permettere. L'opera in questione era già stata venduta purtroppo, l'aveva comprata, mi ricordo, Lucio Dalla. Da quel momento ho cominciato a prendere contatto con Giovanni Iudice, l'ho cercato sugli elenchi telefonici e l'ho chiamato. Mi colpiva il suo rapporto con la storia dell'arte siciliana: io avevo nella testa le spiagge di Pirandello, con la loro carne ammassata, avevo in mente Guttuso, insomma un po' tutte queste figure degli anni trenta e, mi sembrava che Iudice, benchè assolutamente contemporaneo, le avesse un po’ dentro. Quasi tutte le sue opere le ho comprate io, lasciando al mercato poche cose. Forse per la prima volta c'è un'osmosi totale tra artista e collezionista, perché io non sono solo colui che gli compra le opere, sono quello con cui discute d'arte: se oggi abbia ancora un senso parlare di realismo, dopo tanti anni di figurazione. Mi parla dei suoi progetti futuri e il nostro dibattito è continuo. Iudice ha scelto sin dall'inizio una linea unica che poi non ha mai abbandonato: è la ricerca di un'umanità che vive in periferia, ai margini della società, dotata di una profonda integrità, assai lontana da quella che siamo abituati a vedere sulle pagine dei giornali o in televisione. Iudice scava nell'animo umano, questo è il valore aggiunto della sua pittura di cui mi sono innamorato. Io ricerco quel tipo di arte, è stato così per le opere degli anni trenta e continuo a farlo per l'arte contemporanea, quindi è normale che Giovanni ed io ci si sia incontrati. Quando Giovanni era ancora molto giovane, Fagiolo dell'Arco mi disse che nel disegno era arrivato a De Chirico. Credo che Fagiolo dicesse la pura verità, nel disegno è veramente il primo della classe; è uno strumento che usa senza pensare, come quando noi facciamo un movimento della mano istintivo, non pensiamo perché la mano è parte di noi, per lui la matita è parte del suo essere, non c'è filtro, mano e matita sono un tutt'uno”. Una passione incondizionata che spinge il collezionista a stare in guardia, ossessivamente, per la paura di perdere dei tasselli fondamentali per la sua collezione.

La collezione Iannaccone comprende un gran numero di disegni a matita, dipinti ad olio raffiguranti modelle in interni domestici, spiagge e alcune tele incentrate sul tema dell’immigrazione che entra a far parte della poetica di Giovanni Iudice verso la metà degli anni duemila. Una realtà che viene scandagliata e visceralmente affrontata dall'artista sino ai giorni nostri. “Ho scelto di dipingere profughi, immigrati, clandestini per intima necessità, perché mi sono sentito in dovere di farlo. Credo che la figura del clandestino sia una delle icone più rappresentative del contemporaneo, il clandestino spera, immagina la terra promessa con la morte nel cuore per la patria che ha lasciato”.

Opere Correlate

Artista: Iudice Giovanni Mostra tutte le opere (39)


La Cucina - Mia madre_53, 1993


Nudo nell'orto_50, 1997


Silvana nell'orto o Nudo_27, 2000


Messina, Quartiere Giostra_23, 2001


Spiaggia "Figura sulla spiaggia"_15, 2001

Anno: 1999 Mostra tutte le opere (10)


Suicide, 1999


Giardino_19, 1999


Silvana che dorme_12, 1999


Spiaggia e roccia_32, 1999


Spiaggia_31, 1999

Geografia: Italia Mostra tutte le opere (97)


My Fourth Homage, 2003


Le Signorine Rossi, 1938


Sirena ferita, 1987


Senza titolo, 1993


Senza titolo, 2013

Tema: Veduta Aggregazione Mostra tutte le opere (77)


Caffè, 1940


Il biliardo, 1940


Il circo, 1941


Periferia (Grottammare), 1932


Tassì rosso, 1932

Tecnica: Pittura Mostra tutte le opere (167)


Untitled (Man/Woman with Shoe on Head), from The Liar series, 1995


Untitled (Study for Painting and Punishment), 2000 - 2003


Ballerine, 1938


L'armadio, 1938


Caffè, 1940

Opera

Iudice Giovanni, Giardino_19, 1999, matita su carta, 21 cm

BIografia

Iudice Giovanni

Giovanni Iudice è nato a Gela nel 1970 dove ancora oggi vive e Lavora. L'avvocato è sinceramente affascinato dall'opera dell'artista gelese e segue la sua attività da molto tempo, così come racconta in un'intervista: “Giovanni Iudice l'ho scoperto parecchi anni fa, in una piccola galleria alla Fiera di Bologna. Mi aveva colpito una sua spiaggia fatta a matita, con quella moltitudine di gente ammassata che cercava un po’ di vacanza. Si capiva benissimo che era una scena in qualche modo di povertà: era una spiaggia libera, non di quelle a pagamento, e ritraeva un'umanità che in quel luogo trovava il massimo del lusso che si poteva permettere. L'opera in questione era già stata venduta purtroppo, l'aveva comprata, mi ricordo, Lucio Dalla. Da quel momento ho cominciato a prendere contatto con Giovanni Iudice, l'ho cercato sugli elenchi telefonici e l'ho chiamato. Mi colpiva il suo rapporto con la storia dell'arte siciliana: io avevo nella testa le spiagge di Pirandello, con la loro carne ammassata, avevo in mente Guttuso, insomma un po' tutte queste figure degli anni trenta e, mi sembrava che Iudice, benchè assolutamente contemporaneo, le avesse un po’ dentro. Quasi tutte le sue opere le ho comprate io, lasciando al mercato poche cose. Forse per la prima volta c'è un'osmosi totale tra artista e collezionista, perché io non sono solo colui che gli compra le opere, sono quello con cui discute d'arte: se oggi abbia ancora un senso parlare di realismo, dopo tanti anni di figurazione. Mi parla dei suoi progetti futuri e il nostro dibattito è continuo. Iudice ha scelto sin dall'inizio una linea unica che poi non ha mai abbandonato: è la ricerca di un'umanità che vive in periferia, ai margini della società, dotata di una profonda integrità, assai lontana da quella che siamo abituati a vedere sulle pagine dei giornali o in televisione. Iudice scava nell'animo umano, questo è il valore aggiunto della sua pittura di cui mi sono innamorato. Io ricerco quel tipo di arte, è stato così per le opere degli anni trenta e continuo a farlo per l'arte contemporanea, quindi è normale che Giovanni ed io ci si sia incontrati. Quando Giovanni era ancora molto giovane, Fagiolo dell'Arco mi disse che nel disegno era arrivato a De Chirico. Credo che Fagiolo dicesse la pura verità, nel disegno è veramente il primo della classe; è uno strumento che usa senza pensare, come quando noi facciamo un movimento della mano istintivo, non pensiamo perché la mano è parte di noi, per lui la matita è parte del suo essere, non c'è filtro, mano e matita sono un tutt'uno”. Una passione incondizionata che spinge il collezionista a stare in guardia, ossessivamente, per la paura di perdere dei tasselli fondamentali per la sua collezione.

La collezione Iannaccone comprende un gran numero di disegni a matita, dipinti ad olio raffiguranti modelle in interni domestici, spiagge e alcune tele incentrate sul tema dell’immigrazione che entra a far parte della poetica di Giovanni Iudice verso la metà degli anni duemila. Una realtà che viene scandagliata e visceralmente affrontata dall'artista sino ai giorni nostri. “Ho scelto di dipingere profughi, immigrati, clandestini per intima necessità, perché mi sono sentito in dovere di farlo. Credo che la figura del clandestino sia una delle icone più rappresentative del contemporaneo, il clandestino spera, immagina la terra promessa con la morte nel cuore per la patria che ha lasciato”.

Opere Correlate

Artista: Iudice Giovanni Mostra tutte le opere (39)


La Cucina - Mia madre_53, 1993


Nudo nell'orto_50, 1997


Cava Paradiso_11, 1999


Silvana nell'orto o Nudo_27, 2000


Messina, Quartiere Giostra_23, 2001

Anno: 1999 Mostra tutte le opere (10)


Suicide, 1999


Cava Paradiso_11, 1999


Silvana che dorme_12, 1999


Spiaggia e roccia_32, 1999


Spiaggia_31, 1999

Geografia: Italia Mostra tutte le opere (97)


My Fourth Homage, 2003


Le Signorine Rossi, 1938


Sirena ferita, 1987


Senza titolo, 1993


Senza titolo, 2013

Tema: Ritratto Mostra tutte le opere (126)


Untitled (Man/Woman with Shoe on Head), from The Liar series, 1995


Untitled (Study for Painting and Punishment), 2000 - 2003


Shikijyo Sexual Desire, 1996/2008


Grand diary of photo mania, 1998-2008


Pola Eros, 2007

Tecnica: Disegno Mostra tutte le opere (41)


Untitled (Feeding the Gulls), 2007


Untitled (The Eternity Chamber), 2007


Untitled (Girl Feeding Gulls), 2008


Untitled (Laissez Faire), 2009


Untitled (Eel Sellers), 2010

Opera

Iudice Giovanni, Silvana che dorme_12, 1999, matita su carta, 17 cm

BIografia

Iudice Giovanni

Giovanni Iudice è nato a Gela nel 1970 dove ancora oggi vive e Lavora. L'avvocato è sinceramente affascinato dall'opera dell'artista gelese e segue la sua attività da molto tempo, così come racconta in un'intervista: “Giovanni Iudice l'ho scoperto parecchi anni fa, in una piccola galleria alla Fiera di Bologna. Mi aveva colpito una sua spiaggia fatta a matita, con quella moltitudine di gente ammassata che cercava un po’ di vacanza. Si capiva benissimo che era una scena in qualche modo di povertà: era una spiaggia libera, non di quelle a pagamento, e ritraeva un'umanità che in quel luogo trovava il massimo del lusso che si poteva permettere. L'opera in questione era già stata venduta purtroppo, l'aveva comprata, mi ricordo, Lucio Dalla. Da quel momento ho cominciato a prendere contatto con Giovanni Iudice, l'ho cercato sugli elenchi telefonici e l'ho chiamato. Mi colpiva il suo rapporto con la storia dell'arte siciliana: io avevo nella testa le spiagge di Pirandello, con la loro carne ammassata, avevo in mente Guttuso, insomma un po' tutte queste figure degli anni trenta e, mi sembrava che Iudice, benchè assolutamente contemporaneo, le avesse un po’ dentro. Quasi tutte le sue opere le ho comprate io, lasciando al mercato poche cose. Forse per la prima volta c'è un'osmosi totale tra artista e collezionista, perché io non sono solo colui che gli compra le opere, sono quello con cui discute d'arte: se oggi abbia ancora un senso parlare di realismo, dopo tanti anni di figurazione. Mi parla dei suoi progetti futuri e il nostro dibattito è continuo. Iudice ha scelto sin dall'inizio una linea unica che poi non ha mai abbandonato: è la ricerca di un'umanità che vive in periferia, ai margini della società, dotata di una profonda integrità, assai lontana da quella che siamo abituati a vedere sulle pagine dei giornali o in televisione. Iudice scava nell'animo umano, questo è il valore aggiunto della sua pittura di cui mi sono innamorato. Io ricerco quel tipo di arte, è stato così per le opere degli anni trenta e continuo a farlo per l'arte contemporanea, quindi è normale che Giovanni ed io ci si sia incontrati. Quando Giovanni era ancora molto giovane, Fagiolo dell'Arco mi disse che nel disegno era arrivato a De Chirico. Credo che Fagiolo dicesse la pura verità, nel disegno è veramente il primo della classe; è uno strumento che usa senza pensare, come quando noi facciamo un movimento della mano istintivo, non pensiamo perché la mano è parte di noi, per lui la matita è parte del suo essere, non c'è filtro, mano e matita sono un tutt'uno”. Una passione incondizionata che spinge il collezionista a stare in guardia, ossessivamente, per la paura di perdere dei tasselli fondamentali per la sua collezione.

La collezione Iannaccone comprende un gran numero di disegni a matita, dipinti ad olio raffiguranti modelle in interni domestici, spiagge e alcune tele incentrate sul tema dell’immigrazione che entra a far parte della poetica di Giovanni Iudice verso la metà degli anni duemila. Una realtà che viene scandagliata e visceralmente affrontata dall'artista sino ai giorni nostri. “Ho scelto di dipingere profughi, immigrati, clandestini per intima necessità, perché mi sono sentito in dovere di farlo. Credo che la figura del clandestino sia una delle icone più rappresentative del contemporaneo, il clandestino spera, immagina la terra promessa con la morte nel cuore per la patria che ha lasciato”.

Opere Correlate

Artista: Iudice Giovanni Mostra tutte le opere (39)


La Cucina - Mia madre_53, 1993


Nudo nell'orto_50, 1997


Cava Paradiso_11, 1999


Silvana nell'orto o Nudo_27, 2000


Messina, Quartiere Giostra_23, 2001

Anno: 1999 Mostra tutte le opere (10)


Suicide, 1999


Cava Paradiso_11, 1999


Giardino_19, 1999


Spiaggia e roccia_32, 1999


Spiaggia_31, 1999

Geografia: Italia Mostra tutte le opere (97)


My Fourth Homage, 2003


Le Signorine Rossi, 1938


Sirena ferita, 1987


Senza titolo, 1993


Senza titolo, 2013

Tema: Ritratto Mostra tutte le opere (126)


Untitled (Man/Woman with Shoe on Head), from The Liar series, 1995


Untitled (Study for Painting and Punishment), 2000 - 2003


Shikijyo Sexual Desire, 1996/2008


Grand diary of photo mania, 1998-2008


Pola Eros, 2007

Tecnica: Disegno Mostra tutte le opere (41)


Untitled (Feeding the Gulls), 2007


Untitled (The Eternity Chamber), 2007


Untitled (Girl Feeding Gulls), 2008


Untitled (Laissez Faire), 2009


Untitled (Eel Sellers), 2010

Opera

Iudice Giovanni, Spiaggia e roccia_32, 1999, matita su cartone, 23.5 cm

BIografia

Iudice Giovanni

Giovanni Iudice è nato a Gela nel 1970 dove ancora oggi vive e Lavora. L'avvocato è sinceramente affascinato dall'opera dell'artista gelese e segue la sua attività da molto tempo, così come racconta in un'intervista: “Giovanni Iudice l'ho scoperto parecchi anni fa, in una piccola galleria alla Fiera di Bologna. Mi aveva colpito una sua spiaggia fatta a matita, con quella moltitudine di gente ammassata che cercava un po’ di vacanza. Si capiva benissimo che era una scena in qualche modo di povertà: era una spiaggia libera, non di quelle a pagamento, e ritraeva un'umanità che in quel luogo trovava il massimo del lusso che si poteva permettere. L'opera in questione era già stata venduta purtroppo, l'aveva comprata, mi ricordo, Lucio Dalla. Da quel momento ho cominciato a prendere contatto con Giovanni Iudice, l'ho cercato sugli elenchi telefonici e l'ho chiamato. Mi colpiva il suo rapporto con la storia dell'arte siciliana: io avevo nella testa le spiagge di Pirandello, con la loro carne ammassata, avevo in mente Guttuso, insomma un po' tutte queste figure degli anni trenta e, mi sembrava che Iudice, benchè assolutamente contemporaneo, le avesse un po’ dentro. Quasi tutte le sue opere le ho comprate io, lasciando al mercato poche cose. Forse per la prima volta c'è un'osmosi totale tra artista e collezionista, perché io non sono solo colui che gli compra le opere, sono quello con cui discute d'arte: se oggi abbia ancora un senso parlare di realismo, dopo tanti anni di figurazione. Mi parla dei suoi progetti futuri e il nostro dibattito è continuo. Iudice ha scelto sin dall'inizio una linea unica che poi non ha mai abbandonato: è la ricerca di un'umanità che vive in periferia, ai margini della società, dotata di una profonda integrità, assai lontana da quella che siamo abituati a vedere sulle pagine dei giornali o in televisione. Iudice scava nell'animo umano, questo è il valore aggiunto della sua pittura di cui mi sono innamorato. Io ricerco quel tipo di arte, è stato così per le opere degli anni trenta e continuo a farlo per l'arte contemporanea, quindi è normale che Giovanni ed io ci si sia incontrati. Quando Giovanni era ancora molto giovane, Fagiolo dell'Arco mi disse che nel disegno era arrivato a De Chirico. Credo che Fagiolo dicesse la pura verità, nel disegno è veramente il primo della classe; è uno strumento che usa senza pensare, come quando noi facciamo un movimento della mano istintivo, non pensiamo perché la mano è parte di noi, per lui la matita è parte del suo essere, non c'è filtro, mano e matita sono un tutt'uno”. Una passione incondizionata che spinge il collezionista a stare in guardia, ossessivamente, per la paura di perdere dei tasselli fondamentali per la sua collezione.

La collezione Iannaccone comprende un gran numero di disegni a matita, dipinti ad olio raffiguranti modelle in interni domestici, spiagge e alcune tele incentrate sul tema dell’immigrazione che entra a far parte della poetica di Giovanni Iudice verso la metà degli anni duemila. Una realtà che viene scandagliata e visceralmente affrontata dall'artista sino ai giorni nostri. “Ho scelto di dipingere profughi, immigrati, clandestini per intima necessità, perché mi sono sentito in dovere di farlo. Credo che la figura del clandestino sia una delle icone più rappresentative del contemporaneo, il clandestino spera, immagina la terra promessa con la morte nel cuore per la patria che ha lasciato”.

Opere Correlate

Artista: Iudice Giovanni Mostra tutte le opere (39)


La Cucina - Mia madre_53, 1993


Nudo nell'orto_50, 1997


Cava Paradiso_11, 1999


Silvana nell'orto o Nudo_27, 2000


Messina, Quartiere Giostra_23, 2001

Anno: 1999 Mostra tutte le opere (10)


Suicide, 1999


Cava Paradiso_11, 1999


Giardino_19, 1999


Silvana che dorme_12, 1999


Spiaggia_31, 1999

Geografia: Italia Mostra tutte le opere (97)


My Fourth Homage, 2003


Le Signorine Rossi, 1938


Sirena ferita, 1987


Senza titolo, 1993


Senza titolo, 2013

Tema: Veduta Aggregazione Mostra tutte le opere (77)


Caffè, 1940


Il biliardo, 1940


Il circo, 1941


Periferia (Grottammare), 1932


Tassì rosso, 1932

Tecnica: Disegno Mostra tutte le opere (41)


Untitled (Feeding the Gulls), 2007


Untitled (The Eternity Chamber), 2007


Untitled (Girl Feeding Gulls), 2008


Untitled (Laissez Faire), 2009


Untitled (Eel Sellers), 2010

Opera

Iudice Giovanni, Spiaggia_31, 1999, matita su cartoncino, 16.8 cm

BIografia

Iudice Giovanni

Giovanni Iudice è nato a Gela nel 1970 dove ancora oggi vive e Lavora. L'avvocato è sinceramente affascinato dall'opera dell'artista gelese e segue la sua attività da molto tempo, così come racconta in un'intervista: “Giovanni Iudice l'ho scoperto parecchi anni fa, in una piccola galleria alla Fiera di Bologna. Mi aveva colpito una sua spiaggia fatta a matita, con quella moltitudine di gente ammassata che cercava un po’ di vacanza. Si capiva benissimo che era una scena in qualche modo di povertà: era una spiaggia libera, non di quelle a pagamento, e ritraeva un'umanità che in quel luogo trovava il massimo del lusso che si poteva permettere. L'opera in questione era già stata venduta purtroppo, l'aveva comprata, mi ricordo, Lucio Dalla. Da quel momento ho cominciato a prendere contatto con Giovanni Iudice, l'ho cercato sugli elenchi telefonici e l'ho chiamato. Mi colpiva il suo rapporto con la storia dell'arte siciliana: io avevo nella testa le spiagge di Pirandello, con la loro carne ammassata, avevo in mente Guttuso, insomma un po' tutte queste figure degli anni trenta e, mi sembrava che Iudice, benchè assolutamente contemporaneo, le avesse un po’ dentro. Quasi tutte le sue opere le ho comprate io, lasciando al mercato poche cose. Forse per la prima volta c'è un'osmosi totale tra artista e collezionista, perché io non sono solo colui che gli compra le opere, sono quello con cui discute d'arte: se oggi abbia ancora un senso parlare di realismo, dopo tanti anni di figurazione. Mi parla dei suoi progetti futuri e il nostro dibattito è continuo. Iudice ha scelto sin dall'inizio una linea unica che poi non ha mai abbandonato: è la ricerca di un'umanità che vive in periferia, ai margini della società, dotata di una profonda integrità, assai lontana da quella che siamo abituati a vedere sulle pagine dei giornali o in televisione. Iudice scava nell'animo umano, questo è il valore aggiunto della sua pittura di cui mi sono innamorato. Io ricerco quel tipo di arte, è stato così per le opere degli anni trenta e continuo a farlo per l'arte contemporanea, quindi è normale che Giovanni ed io ci si sia incontrati. Quando Giovanni era ancora molto giovane, Fagiolo dell'Arco mi disse che nel disegno era arrivato a De Chirico. Credo che Fagiolo dicesse la pura verità, nel disegno è veramente il primo della classe; è uno strumento che usa senza pensare, come quando noi facciamo un movimento della mano istintivo, non pensiamo perché la mano è parte di noi, per lui la matita è parte del suo essere, non c'è filtro, mano e matita sono un tutt'uno”. Una passione incondizionata che spinge il collezionista a stare in guardia, ossessivamente, per la paura di perdere dei tasselli fondamentali per la sua collezione.

La collezione Iannaccone comprende un gran numero di disegni a matita, dipinti ad olio raffiguranti modelle in interni domestici, spiagge e alcune tele incentrate sul tema dell’immigrazione che entra a far parte della poetica di Giovanni Iudice verso la metà degli anni duemila. Una realtà che viene scandagliata e visceralmente affrontata dall'artista sino ai giorni nostri. “Ho scelto di dipingere profughi, immigrati, clandestini per intima necessità, perché mi sono sentito in dovere di farlo. Credo che la figura del clandestino sia una delle icone più rappresentative del contemporaneo, il clandestino spera, immagina la terra promessa con la morte nel cuore per la patria che ha lasciato”.

Opere Correlate

Artista: Iudice Giovanni Mostra tutte le opere (39)


La Cucina - Mia madre_53, 1993


Nudo nell'orto_50, 1997


Cava Paradiso_11, 1999


Silvana nell'orto o Nudo_27, 2000


Messina, Quartiere Giostra_23, 2001

Anno: 1999 Mostra tutte le opere (10)


Suicide, 1999


Cava Paradiso_11, 1999


Giardino_19, 1999


Silvana che dorme_12, 1999


Spiaggia e roccia_32, 1999

Geografia: Italia Mostra tutte le opere (97)


My Fourth Homage, 2003


Le Signorine Rossi, 1938


Sirena ferita, 1987


Senza titolo, 1993


Senza titolo, 2013

Tema: Veduta Mostra tutte le opere (47)


Periferia (Grottammare), 1932


Tassì rosso, 1932


La città degli studi, 1933


Marina, 1929


Paesaggio romano con figura sdraiata, 1932

Tecnica: Disegno Mostra tutte le opere (41)


Untitled (Feeding the Gulls), 2007


Untitled (The Eternity Chamber), 2007


Untitled (Girl Feeding Gulls), 2008


Untitled (Laissez Faire), 2009


Untitled (Eel Sellers), 2010

Opera

Iudice Giovanni, Silvana nell'orto o Nudo_27, 2000, olio tavola, 41 cm

BIografia

Iudice Giovanni

Giovanni Iudice è nato a Gela nel 1970 dove ancora oggi vive e Lavora. L'avvocato è sinceramente affascinato dall'opera dell'artista gelese e segue la sua attività da molto tempo, così come racconta in un'intervista: “Giovanni Iudice l'ho scoperto parecchi anni fa, in una piccola galleria alla Fiera di Bologna. Mi aveva colpito una sua spiaggia fatta a matita, con quella moltitudine di gente ammassata che cercava un po’ di vacanza. Si capiva benissimo che era una scena in qualche modo di povertà: era una spiaggia libera, non di quelle a pagamento, e ritraeva un'umanità che in quel luogo trovava il massimo del lusso che si poteva permettere. L'opera in questione era già stata venduta purtroppo, l'aveva comprata, mi ricordo, Lucio Dalla. Da quel momento ho cominciato a prendere contatto con Giovanni Iudice, l'ho cercato sugli elenchi telefonici e l'ho chiamato. Mi colpiva il suo rapporto con la storia dell'arte siciliana: io avevo nella testa le spiagge di Pirandello, con la loro carne ammassata, avevo in mente Guttuso, insomma un po' tutte queste figure degli anni trenta e, mi sembrava che Iudice, benchè assolutamente contemporaneo, le avesse un po’ dentro. Quasi tutte le sue opere le ho comprate io, lasciando al mercato poche cose. Forse per la prima volta c'è un'osmosi totale tra artista e collezionista, perché io non sono solo colui che gli compra le opere, sono quello con cui discute d'arte: se oggi abbia ancora un senso parlare di realismo, dopo tanti anni di figurazione. Mi parla dei suoi progetti futuri e il nostro dibattito è continuo. Iudice ha scelto sin dall'inizio una linea unica che poi non ha mai abbandonato: è la ricerca di un'umanità che vive in periferia, ai margini della società, dotata di una profonda integrità, assai lontana da quella che siamo abituati a vedere sulle pagine dei giornali o in televisione. Iudice scava nell'animo umano, questo è il valore aggiunto della sua pittura di cui mi sono innamorato. Io ricerco quel tipo di arte, è stato così per le opere degli anni trenta e continuo a farlo per l'arte contemporanea, quindi è normale che Giovanni ed io ci si sia incontrati. Quando Giovanni era ancora molto giovane, Fagiolo dell'Arco mi disse che nel disegno era arrivato a De Chirico. Credo che Fagiolo dicesse la pura verità, nel disegno è veramente il primo della classe; è uno strumento che usa senza pensare, come quando noi facciamo un movimento della mano istintivo, non pensiamo perché la mano è parte di noi, per lui la matita è parte del suo essere, non c'è filtro, mano e matita sono un tutt'uno”. Una passione incondizionata che spinge il collezionista a stare in guardia, ossessivamente, per la paura di perdere dei tasselli fondamentali per la sua collezione.

La collezione Iannaccone comprende un gran numero di disegni a matita, dipinti ad olio raffiguranti modelle in interni domestici, spiagge e alcune tele incentrate sul tema dell’immigrazione che entra a far parte della poetica di Giovanni Iudice verso la metà degli anni duemila. Una realtà che viene scandagliata e visceralmente affrontata dall'artista sino ai giorni nostri. “Ho scelto di dipingere profughi, immigrati, clandestini per intima necessità, perché mi sono sentito in dovere di farlo. Credo che la figura del clandestino sia una delle icone più rappresentative del contemporaneo, il clandestino spera, immagina la terra promessa con la morte nel cuore per la patria che ha lasciato”.

Opere Correlate

Artista: Iudice Giovanni Mostra tutte le opere (39)


La Cucina - Mia madre_53, 1993


Nudo nell'orto_50, 1997


Cava Paradiso_11, 1999


Messina, Quartiere Giostra_23, 2001


Spiaggia "Figura sulla spiaggia"_15, 2001

Anno: 2000 Mostra tutte le opere (12)


I'va got it all, 2000


Like Everyday#11 , 2000


Like Everyday#61 , 2000


Monster Munch III, 2000


Via di Pachino_22, 2000

Geografia: Italia Mostra tutte le opere (97)


My Fourth Homage, 2003


Le Signorine Rossi, 1938


Sirena ferita, 1987


Senza titolo, 1993


Senza titolo, 2013

Tema: Ritratto Nudo Veduta Mostra tutte le opere (201)


Untitled (Man/Woman with Shoe on Head), from The Liar series, 1995


Untitled (Study for Painting and Punishment), 2000 - 2003


Shikijyo Sexual Desire, 1996/2008


Tokyo Comedy , 1997/2008


Grand diary of photo mania, 1998-2008

Tecnica: Pittura Mostra tutte le opere (167)


Untitled (Man/Woman with Shoe on Head), from The Liar series, 1995


Untitled (Study for Painting and Punishment), 2000 - 2003


Ballerine, 1938


L'armadio, 1938


Caffè, 1940

Opera

Iudice Giovanni, Via di Pachino_22, 2000, matita su cartone, 30.5 cm

BIografia

Iudice Giovanni

Giovanni Iudice è nato a Gela nel 1970 dove ancora oggi vive e Lavora. L'avvocato è sinceramente affascinato dall'opera dell'artista gelese e segue la sua attività da molto tempo, così come racconta in un'intervista: “Giovanni Iudice l'ho scoperto parecchi anni fa, in una piccola galleria alla Fiera di Bologna. Mi aveva colpito una sua spiaggia fatta a matita, con quella moltitudine di gente ammassata che cercava un po’ di vacanza. Si capiva benissimo che era una scena in qualche modo di povertà: era una spiaggia libera, non di quelle a pagamento, e ritraeva un'umanità che in quel luogo trovava il massimo del lusso che si poteva permettere. L'opera in questione era già stata venduta purtroppo, l'aveva comprata, mi ricordo, Lucio Dalla. Da quel momento ho cominciato a prendere contatto con Giovanni Iudice, l'ho cercato sugli elenchi telefonici e l'ho chiamato. Mi colpiva il suo rapporto con la storia dell'arte siciliana: io avevo nella testa le spiagge di Pirandello, con la loro carne ammassata, avevo in mente Guttuso, insomma un po' tutte queste figure degli anni trenta e, mi sembrava che Iudice, benchè assolutamente contemporaneo, le avesse un po’ dentro. Quasi tutte le sue opere le ho comprate io, lasciando al mercato poche cose. Forse per la prima volta c'è un'osmosi totale tra artista e collezionista, perché io non sono solo colui che gli compra le opere, sono quello con cui discute d'arte: se oggi abbia ancora un senso parlare di realismo, dopo tanti anni di figurazione. Mi parla dei suoi progetti futuri e il nostro dibattito è continuo. Iudice ha scelto sin dall'inizio una linea unica che poi non ha mai abbandonato: è la ricerca di un'umanità che vive in periferia, ai margini della società, dotata di una profonda integrità, assai lontana da quella che siamo abituati a vedere sulle pagine dei giornali o in televisione. Iudice scava nell'animo umano, questo è il valore aggiunto della sua pittura di cui mi sono innamorato. Io ricerco quel tipo di arte, è stato così per le opere degli anni trenta e continuo a farlo per l'arte contemporanea, quindi è normale che Giovanni ed io ci si sia incontrati. Quando Giovanni era ancora molto giovane, Fagiolo dell'Arco mi disse che nel disegno era arrivato a De Chirico. Credo che Fagiolo dicesse la pura verità, nel disegno è veramente il primo della classe; è uno strumento che usa senza pensare, come quando noi facciamo un movimento della mano istintivo, non pensiamo perché la mano è parte di noi, per lui la matita è parte del suo essere, non c'è filtro, mano e matita sono un tutt'uno”. Una passione incondizionata che spinge il collezionista a stare in guardia, ossessivamente, per la paura di perdere dei tasselli fondamentali per la sua collezione.

La collezione Iannaccone comprende un gran numero di disegni a matita, dipinti ad olio raffiguranti modelle in interni domestici, spiagge e alcune tele incentrate sul tema dell’immigrazione che entra a far parte della poetica di Giovanni Iudice verso la metà degli anni duemila. Una realtà che viene scandagliata e visceralmente affrontata dall'artista sino ai giorni nostri. “Ho scelto di dipingere profughi, immigrati, clandestini per intima necessità, perché mi sono sentito in dovere di farlo. Credo che la figura del clandestino sia una delle icone più rappresentative del contemporaneo, il clandestino spera, immagina la terra promessa con la morte nel cuore per la patria che ha lasciato”.

Opere Correlate

Artista: Iudice Giovanni Mostra tutte le opere (39)


La Cucina - Mia madre_53, 1993


Nudo nell'orto_50, 1997


Cava Paradiso_11, 1999


Silvana nell'orto o Nudo_27, 2000


Messina, Quartiere Giostra_23, 2001

Anno: 2000 Mostra tutte le opere (12)


I'va got it all, 2000


Like Everyday#11 , 2000


Like Everyday#61 , 2000


Monster Munch III, 2000


Silvana nell'orto o Nudo_27, 2000

Geografia: Italia Mostra tutte le opere (97)


My Fourth Homage, 2003


Le Signorine Rossi, 1938


Sirena ferita, 1987


Senza titolo, 1993


Senza titolo, 2013

Tema: Veduta Mostra tutte le opere (47)


Periferia (Grottammare), 1932


Tassì rosso, 1932


La città degli studi, 1933


Marina, 1929


Paesaggio romano con figura sdraiata, 1932

Tecnica: Disegno Mostra tutte le opere (41)


Untitled (Feeding the Gulls), 2007


Untitled (The Eternity Chamber), 2007


Untitled (Girl Feeding Gulls), 2008


Untitled (Laissez Faire), 2009


Untitled (Eel Sellers), 2010

Opera

Iudice Giovanni, Messina, Quartiere Giostra_23, 2001, olio su carta riportato su tavola, 18 cm

BIografia

Iudice Giovanni

Giovanni Iudice è nato a Gela nel 1970 dove ancora oggi vive e Lavora. L'avvocato è sinceramente affascinato dall'opera dell'artista gelese e segue la sua attività da molto tempo, così come racconta in un'intervista: “Giovanni Iudice l'ho scoperto parecchi anni fa, in una piccola galleria alla Fiera di Bologna. Mi aveva colpito una sua spiaggia fatta a matita, con quella moltitudine di gente ammassata che cercava un po’ di vacanza. Si capiva benissimo che era una scena in qualche modo di povertà: era una spiaggia libera, non di quelle a pagamento, e ritraeva un'umanità che in quel luogo trovava il massimo del lusso che si poteva permettere. L'opera in questione era già stata venduta purtroppo, l'aveva comprata, mi ricordo, Lucio Dalla. Da quel momento ho cominciato a prendere contatto con Giovanni Iudice, l'ho cercato sugli elenchi telefonici e l'ho chiamato. Mi colpiva il suo rapporto con la storia dell'arte siciliana: io avevo nella testa le spiagge di Pirandello, con la loro carne ammassata, avevo in mente Guttuso, insomma un po' tutte queste figure degli anni trenta e, mi sembrava che Iudice, benchè assolutamente contemporaneo, le avesse un po’ dentro. Quasi tutte le sue opere le ho comprate io, lasciando al mercato poche cose. Forse per la prima volta c'è un'osmosi totale tra artista e collezionista, perché io non sono solo colui che gli compra le opere, sono quello con cui discute d'arte: se oggi abbia ancora un senso parlare di realismo, dopo tanti anni di figurazione. Mi parla dei suoi progetti futuri e il nostro dibattito è continuo. Iudice ha scelto sin dall'inizio una linea unica che poi non ha mai abbandonato: è la ricerca di un'umanità che vive in periferia, ai margini della società, dotata di una profonda integrità, assai lontana da quella che siamo abituati a vedere sulle pagine dei giornali o in televisione. Iudice scava nell'animo umano, questo è il valore aggiunto della sua pittura di cui mi sono innamorato. Io ricerco quel tipo di arte, è stato così per le opere degli anni trenta e continuo a farlo per l'arte contemporanea, quindi è normale che Giovanni ed io ci si sia incontrati. Quando Giovanni era ancora molto giovane, Fagiolo dell'Arco mi disse che nel disegno era arrivato a De Chirico. Credo che Fagiolo dicesse la pura verità, nel disegno è veramente il primo della classe; è uno strumento che usa senza pensare, come quando noi facciamo un movimento della mano istintivo, non pensiamo perché la mano è parte di noi, per lui la matita è parte del suo essere, non c'è filtro, mano e matita sono un tutt'uno”. Una passione incondizionata che spinge il collezionista a stare in guardia, ossessivamente, per la paura di perdere dei tasselli fondamentali per la sua collezione.

La collezione Iannaccone comprende un gran numero di disegni a matita, dipinti ad olio raffiguranti modelle in interni domestici, spiagge e alcune tele incentrate sul tema dell’immigrazione che entra a far parte della poetica di Giovanni Iudice verso la metà degli anni duemila. Una realtà che viene scandagliata e visceralmente affrontata dall'artista sino ai giorni nostri. “Ho scelto di dipingere profughi, immigrati, clandestini per intima necessità, perché mi sono sentito in dovere di farlo. Credo che la figura del clandestino sia una delle icone più rappresentative del contemporaneo, il clandestino spera, immagina la terra promessa con la morte nel cuore per la patria che ha lasciato”.

Opere Correlate

Artista: Iudice Giovanni Mostra tutte le opere (39)


La Cucina - Mia madre_53, 1993


Nudo nell'orto_50, 1997


Cava Paradiso_11, 1999


Silvana nell'orto o Nudo_27, 2000


Spiaggia "Figura sulla spiaggia"_15, 2001

Anno: 2001 Mostra tutte le opere (11)


The Veils, 2001


Stage of Evidence, 2001


Anita Joy, 2001


Spiaggia "Figura sulla spiaggia"_15, 2001


Spiaggia_33, 2001

Geografia: Italia Mostra tutte le opere (97)


My Fourth Homage, 2003


Le Signorine Rossi, 1938


Sirena ferita, 1987


Senza titolo, 1993


Senza titolo, 2013

Tema: Veduta Mostra tutte le opere (47)


Periferia (Grottammare), 1932


Tassì rosso, 1932


La città degli studi, 1933


Marina, 1929


Paesaggio romano con figura sdraiata, 1932

Tecnica: Pittura Mostra tutte le opere (167)


Untitled (Man/Woman with Shoe on Head), from The Liar series, 1995


Untitled (Study for Painting and Punishment), 2000 - 2003


Ballerine, 1938


L'armadio, 1938


Caffè, 1940

Opera

Iudice Giovanni, Spiaggia "Figura sulla spiaggia"_15, 2001, olio su cartone applicato su tavola, 17 cm

BIografia

Iudice Giovanni

Giovanni Iudice è nato a Gela nel 1970 dove ancora oggi vive e Lavora. L'avvocato è sinceramente affascinato dall'opera dell'artista gelese e segue la sua attività da molto tempo, così come racconta in un'intervista: “Giovanni Iudice l'ho scoperto parecchi anni fa, in una piccola galleria alla Fiera di Bologna. Mi aveva colpito una sua spiaggia fatta a matita, con quella moltitudine di gente ammassata che cercava un po’ di vacanza. Si capiva benissimo che era una scena in qualche modo di povertà: era una spiaggia libera, non di quelle a pagamento, e ritraeva un'umanità che in quel luogo trovava il massimo del lusso che si poteva permettere. L'opera in questione era già stata venduta purtroppo, l'aveva comprata, mi ricordo, Lucio Dalla. Da quel momento ho cominciato a prendere contatto con Giovanni Iudice, l'ho cercato sugli elenchi telefonici e l'ho chiamato. Mi colpiva il suo rapporto con la storia dell'arte siciliana: io avevo nella testa le spiagge di Pirandello, con la loro carne ammassata, avevo in mente Guttuso, insomma un po' tutte queste figure degli anni trenta e, mi sembrava che Iudice, benchè assolutamente contemporaneo, le avesse un po’ dentro. Quasi tutte le sue opere le ho comprate io, lasciando al mercato poche cose. Forse per la prima volta c'è un'osmosi totale tra artista e collezionista, perché io non sono solo colui che gli compra le opere, sono quello con cui discute d'arte: se oggi abbia ancora un senso parlare di realismo, dopo tanti anni di figurazione. Mi parla dei suoi progetti futuri e il nostro dibattito è continuo. Iudice ha scelto sin dall'inizio una linea unica che poi non ha mai abbandonato: è la ricerca di un'umanità che vive in periferia, ai margini della società, dotata di una profonda integrità, assai lontana da quella che siamo abituati a vedere sulle pagine dei giornali o in televisione. Iudice scava nell'animo umano, questo è il valore aggiunto della sua pittura di cui mi sono innamorato. Io ricerco quel tipo di arte, è stato così per le opere degli anni trenta e continuo a farlo per l'arte contemporanea, quindi è normale che Giovanni ed io ci si sia incontrati. Quando Giovanni era ancora molto giovane, Fagiolo dell'Arco mi disse che nel disegno era arrivato a De Chirico. Credo che Fagiolo dicesse la pura verità, nel disegno è veramente il primo della classe; è uno strumento che usa senza pensare, come quando noi facciamo un movimento della mano istintivo, non pensiamo perché la mano è parte di noi, per lui la matita è parte del suo essere, non c'è filtro, mano e matita sono un tutt'uno”. Una passione incondizionata che spinge il collezionista a stare in guardia, ossessivamente, per la paura di perdere dei tasselli fondamentali per la sua collezione.

La collezione Iannaccone comprende un gran numero di disegni a matita, dipinti ad olio raffiguranti modelle in interni domestici, spiagge e alcune tele incentrate sul tema dell’immigrazione che entra a far parte della poetica di Giovanni Iudice verso la metà degli anni duemila. Una realtà che viene scandagliata e visceralmente affrontata dall'artista sino ai giorni nostri. “Ho scelto di dipingere profughi, immigrati, clandestini per intima necessità, perché mi sono sentito in dovere di farlo. Credo che la figura del clandestino sia una delle icone più rappresentative del contemporaneo, il clandestino spera, immagina la terra promessa con la morte nel cuore per la patria che ha lasciato”.

Opere Correlate

Artista: Iudice Giovanni Mostra tutte le opere (39)


La Cucina - Mia madre_53, 1993


Nudo nell'orto_50, 1997


Cava Paradiso_11, 1999


Silvana nell'orto o Nudo_27, 2000


Messina, Quartiere Giostra_23, 2001

Anno: 2001 Mostra tutte le opere (11)


The Veils, 2001


Stage of Evidence, 2001


Anita Joy, 2001


Messina, Quartiere Giostra_23, 2001


Spiaggia_33, 2001

Geografia: Italia Mostra tutte le opere (97)


My Fourth Homage, 2003


Le Signorine Rossi, 1938


Sirena ferita, 1987


Senza titolo, 1993


Senza titolo, 2013

Tema: Veduta Mostra tutte le opere (47)


Periferia (Grottammare), 1932


Tassì rosso, 1932


La città degli studi, 1933


Marina, 1929


Paesaggio romano con figura sdraiata, 1932

Tecnica: Pittura Mostra tutte le opere (167)


Untitled (Man/Woman with Shoe on Head), from The Liar series, 1995


Untitled (Study for Painting and Punishment), 2000 - 2003


Ballerine, 1938


L'armadio, 1938


Caffè, 1940

Opera

Iudice Giovanni, Spiaggia_33, 2001, matita su carta, 33 cm

BIografia

Iudice Giovanni

Giovanni Iudice è nato a Gela nel 1970 dove ancora oggi vive e Lavora. L'avvocato è sinceramente affascinato dall'opera dell'artista gelese e segue la sua attività da molto tempo, così come racconta in un'intervista: “Giovanni Iudice l'ho scoperto parecchi anni fa, in una piccola galleria alla Fiera di Bologna. Mi aveva colpito una sua spiaggia fatta a matita, con quella moltitudine di gente ammassata che cercava un po’ di vacanza. Si capiva benissimo che era una scena in qualche modo di povertà: era una spiaggia libera, non di quelle a pagamento, e ritraeva un'umanità che in quel luogo trovava il massimo del lusso che si poteva permettere. L'opera in questione era già stata venduta purtroppo, l'aveva comprata, mi ricordo, Lucio Dalla. Da quel momento ho cominciato a prendere contatto con Giovanni Iudice, l'ho cercato sugli elenchi telefonici e l'ho chiamato. Mi colpiva il suo rapporto con la storia dell'arte siciliana: io avevo nella testa le spiagge di Pirandello, con la loro carne ammassata, avevo in mente Guttuso, insomma un po' tutte queste figure degli anni trenta e, mi sembrava che Iudice, benchè assolutamente contemporaneo, le avesse un po’ dentro. Quasi tutte le sue opere le ho comprate io, lasciando al mercato poche cose. Forse per la prima volta c'è un'osmosi totale tra artista e collezionista, perché io non sono solo colui che gli compra le opere, sono quello con cui discute d'arte: se oggi abbia ancora un senso parlare di realismo, dopo tanti anni di figurazione. Mi parla dei suoi progetti futuri e il nostro dibattito è continuo. Iudice ha scelto sin dall'inizio una linea unica che poi non ha mai abbandonato: è la ricerca di un'umanità che vive in periferia, ai margini della società, dotata di una profonda integrità, assai lontana da quella che siamo abituati a vedere sulle pagine dei giornali o in televisione. Iudice scava nell'animo umano, questo è il valore aggiunto della sua pittura di cui mi sono innamorato. Io ricerco quel tipo di arte, è stato così per le opere degli anni trenta e continuo a farlo per l'arte contemporanea, quindi è normale che Giovanni ed io ci si sia incontrati. Quando Giovanni era ancora molto giovane, Fagiolo dell'Arco mi disse che nel disegno era arrivato a De Chirico. Credo che Fagiolo dicesse la pura verità, nel disegno è veramente il primo della classe; è uno strumento che usa senza pensare, come quando noi facciamo un movimento della mano istintivo, non pensiamo perché la mano è parte di noi, per lui la matita è parte del suo essere, non c'è filtro, mano e matita sono un tutt'uno”. Una passione incondizionata che spinge il collezionista a stare in guardia, ossessivamente, per la paura di perdere dei tasselli fondamentali per la sua collezione.

La collezione Iannaccone comprende un gran numero di disegni a matita, dipinti ad olio raffiguranti modelle in interni domestici, spiagge e alcune tele incentrate sul tema dell’immigrazione che entra a far parte della poetica di Giovanni Iudice verso la metà degli anni duemila. Una realtà che viene scandagliata e visceralmente affrontata dall'artista sino ai giorni nostri. “Ho scelto di dipingere profughi, immigrati, clandestini per intima necessità, perché mi sono sentito in dovere di farlo. Credo che la figura del clandestino sia una delle icone più rappresentative del contemporaneo, il clandestino spera, immagina la terra promessa con la morte nel cuore per la patria che ha lasciato”.

Opere Correlate

Artista: Iudice Giovanni Mostra tutte le opere (39)


La Cucina - Mia madre_53, 1993


Nudo nell'orto_50, 1997


Cava Paradiso_11, 1999


Silvana nell'orto o Nudo_27, 2000


Messina, Quartiere Giostra_23, 2001

Anno: 2001 Mostra tutte le opere (11)


The Veils, 2001


Stage of Evidence, 2001


Anita Joy, 2001


Messina, Quartiere Giostra_23, 2001


Spiaggia "Figura sulla spiaggia"_15, 2001

Geografia: Italia Mostra tutte le opere (97)


My Fourth Homage, 2003


Le Signorine Rossi, 1938


Sirena ferita, 1987


Senza titolo, 1993


Senza titolo, 2013

Tema: Veduta Aggregazione Mostra tutte le opere (77)


Caffè, 1940


Il biliardo, 1940


Il circo, 1941


Periferia (Grottammare), 1932


Tassì rosso, 1932

Tecnica: Disegno Mostra tutte le opere (41)


Untitled (Feeding the Gulls), 2007


Untitled (The Eternity Chamber), 2007


Untitled (Girl Feeding Gulls), 2008


Untitled (Laissez Faire), 2009


Untitled (Eel Sellers), 2010

Opera

Iudice Giovanni, Carla in ginocchio sul letto_7, 2002, olio su tela, 35 cm

BIografia

Iudice Giovanni

Giovanni Iudice è nato a Gela nel 1970 dove ancora oggi vive e Lavora. L'avvocato è sinceramente affascinato dall'opera dell'artista gelese e segue la sua attività da molto tempo, così come racconta in un'intervista: “Giovanni Iudice l'ho scoperto parecchi anni fa, in una piccola galleria alla Fiera di Bologna. Mi aveva colpito una sua spiaggia fatta a matita, con quella moltitudine di gente ammassata che cercava un po’ di vacanza. Si capiva benissimo che era una scena in qualche modo di povertà: era una spiaggia libera, non di quelle a pagamento, e ritraeva un'umanità che in quel luogo trovava il massimo del lusso che si poteva permettere. L'opera in questione era già stata venduta purtroppo, l'aveva comprata, mi ricordo, Lucio Dalla. Da quel momento ho cominciato a prendere contatto con Giovanni Iudice, l'ho cercato sugli elenchi telefonici e l'ho chiamato. Mi colpiva il suo rapporto con la storia dell'arte siciliana: io avevo nella testa le spiagge di Pirandello, con la loro carne ammassata, avevo in mente Guttuso, insomma un po' tutte queste figure degli anni trenta e, mi sembrava che Iudice, benchè assolutamente contemporaneo, le avesse un po’ dentro. Quasi tutte le sue opere le ho comprate io, lasciando al mercato poche cose. Forse per la prima volta c'è un'osmosi totale tra artista e collezionista, perché io non sono solo colui che gli compra le opere, sono quello con cui discute d'arte: se oggi abbia ancora un senso parlare di realismo, dopo tanti anni di figurazione. Mi parla dei suoi progetti futuri e il nostro dibattito è continuo. Iudice ha scelto sin dall'inizio una linea unica che poi non ha mai abbandonato: è la ricerca di un'umanità che vive in periferia, ai margini della società, dotata di una profonda integrità, assai lontana da quella che siamo abituati a vedere sulle pagine dei giornali o in televisione. Iudice scava nell'animo umano, questo è il valore aggiunto della sua pittura di cui mi sono innamorato. Io ricerco quel tipo di arte, è stato così per le opere degli anni trenta e continuo a farlo per l'arte contemporanea, quindi è normale che Giovanni ed io ci si sia incontrati. Quando Giovanni era ancora molto giovane, Fagiolo dell'Arco mi disse che nel disegno era arrivato a De Chirico. Credo che Fagiolo dicesse la pura verità, nel disegno è veramente il primo della classe; è uno strumento che usa senza pensare, come quando noi facciamo un movimento della mano istintivo, non pensiamo perché la mano è parte di noi, per lui la matita è parte del suo essere, non c'è filtro, mano e matita sono un tutt'uno”. Una passione incondizionata che spinge il collezionista a stare in guardia, ossessivamente, per la paura di perdere dei tasselli fondamentali per la sua collezione.

La collezione Iannaccone comprende un gran numero di disegni a matita, dipinti ad olio raffiguranti modelle in interni domestici, spiagge e alcune tele incentrate sul tema dell’immigrazione che entra a far parte della poetica di Giovanni Iudice verso la metà degli anni duemila. Una realtà che viene scandagliata e visceralmente affrontata dall'artista sino ai giorni nostri. “Ho scelto di dipingere profughi, immigrati, clandestini per intima necessità, perché mi sono sentito in dovere di farlo. Credo che la figura del clandestino sia una delle icone più rappresentative del contemporaneo, il clandestino spera, immagina la terra promessa con la morte nel cuore per la patria che ha lasciato”.

Opere Correlate

Artista: Iudice Giovanni Mostra tutte le opere (39)


La Cucina - Mia madre_53, 1993


Nudo nell'orto_50, 1997


Cava Paradiso_11, 1999


Silvana nell'orto o Nudo_27, 2000


Messina, Quartiere Giostra_23, 2001

Anno: 2002 Mostra tutte le opere (11)


Victoria, 2002


Yoko VII, 2002


Il mio primo disegno sui migranti in Sicilia_60, 2002


Interno con riflesso_9, 2002


Figura distesa di spalle_14, 2002

Geografia: Italia Mostra tutte le opere (97)


My Fourth Homage, 2003


Le Signorine Rossi, 1938


Sirena ferita, 1987


Senza titolo, 1993


Senza titolo, 2013

Tema: Ritratto Nudo Mostra tutte le opere (155)


Untitled (Man/Woman with Shoe on Head), from The Liar series, 1995


Untitled (Study for Painting and Punishment), 2000 - 2003


Shikijyo Sexual Desire, 1996/2008


Tokyo Comedy , 1997/2008


Grand diary of photo mania, 1998-2008

Tecnica: Pittura Mostra tutte le opere (167)


Untitled (Man/Woman with Shoe on Head), from The Liar series, 1995


Untitled (Study for Painting and Punishment), 2000 - 2003


Ballerine, 1938


L'armadio, 1938


Caffè, 1940

Opera

Iudice Giovanni, Il mio primo disegno sui migranti in Sicilia_60, 2002, grafite e carboncino su carta, 29.5 cm

BIografia

Iudice Giovanni

Giovanni Iudice è nato a Gela nel 1970 dove ancora oggi vive e Lavora. L'avvocato è sinceramente affascinato dall'opera dell'artista gelese e segue la sua attività da molto tempo, così come racconta in un'intervista: “Giovanni Iudice l'ho scoperto parecchi anni fa, in una piccola galleria alla Fiera di Bologna. Mi aveva colpito una sua spiaggia fatta a matita, con quella moltitudine di gente ammassata che cercava un po’ di vacanza. Si capiva benissimo che era una scena in qualche modo di povertà: era una spiaggia libera, non di quelle a pagamento, e ritraeva un'umanità che in quel luogo trovava il massimo del lusso che si poteva permettere. L'opera in questione era già stata venduta purtroppo, l'aveva comprata, mi ricordo, Lucio Dalla. Da quel momento ho cominciato a prendere contatto con Giovanni Iudice, l'ho cercato sugli elenchi telefonici e l'ho chiamato. Mi colpiva il suo rapporto con la storia dell'arte siciliana: io avevo nella testa le spiagge di Pirandello, con la loro carne ammassata, avevo in mente Guttuso, insomma un po' tutte queste figure degli anni trenta e, mi sembrava che Iudice, benchè assolutamente contemporaneo, le avesse un po’ dentro. Quasi tutte le sue opere le ho comprate io, lasciando al mercato poche cose. Forse per la prima volta c'è un'osmosi totale tra artista e collezionista, perché io non sono solo colui che gli compra le opere, sono quello con cui discute d'arte: se oggi abbia ancora un senso parlare di realismo, dopo tanti anni di figurazione. Mi parla dei suoi progetti futuri e il nostro dibattito è continuo. Iudice ha scelto sin dall'inizio una linea unica che poi non ha mai abbandonato: è la ricerca di un'umanità che vive in periferia, ai margini della società, dotata di una profonda integrità, assai lontana da quella che siamo abituati a vedere sulle pagine dei giornali o in televisione. Iudice scava nell'animo umano, questo è il valore aggiunto della sua pittura di cui mi sono innamorato. Io ricerco quel tipo di arte, è stato così per le opere degli anni trenta e continuo a farlo per l'arte contemporanea, quindi è normale che Giovanni ed io ci si sia incontrati. Quando Giovanni era ancora molto giovane, Fagiolo dell'Arco mi disse che nel disegno era arrivato a De Chirico. Credo che Fagiolo dicesse la pura verità, nel disegno è veramente il primo della classe; è uno strumento che usa senza pensare, come quando noi facciamo un movimento della mano istintivo, non pensiamo perché la mano è parte di noi, per lui la matita è parte del suo essere, non c'è filtro, mano e matita sono un tutt'uno”. Una passione incondizionata che spinge il collezionista a stare in guardia, ossessivamente, per la paura di perdere dei tasselli fondamentali per la sua collezione.

La collezione Iannaccone comprende un gran numero di disegni a matita, dipinti ad olio raffiguranti modelle in interni domestici, spiagge e alcune tele incentrate sul tema dell’immigrazione che entra a far parte della poetica di Giovanni Iudice verso la metà degli anni duemila. Una realtà che viene scandagliata e visceralmente affrontata dall'artista sino ai giorni nostri. “Ho scelto di dipingere profughi, immigrati, clandestini per intima necessità, perché mi sono sentito in dovere di farlo. Credo che la figura del clandestino sia una delle icone più rappresentative del contemporaneo, il clandestino spera, immagina la terra promessa con la morte nel cuore per la patria che ha lasciato”.

Opere Correlate

Artista: Iudice Giovanni Mostra tutte le opere (39)


La Cucina - Mia madre_53, 1993


Nudo nell'orto_50, 1997


Cava Paradiso_11, 1999


Silvana nell'orto o Nudo_27, 2000


Messina, Quartiere Giostra_23, 2001

Anno: 2002 Mostra tutte le opere (11)


Victoria, 2002


Yoko VII, 2002


Carla in ginocchio sul letto_7, 2002


Interno con riflesso_9, 2002


Figura distesa di spalle_14, 2002

Opera

Iudice Giovanni, Interno con riflesso_9, 2002, olio su tavola, 20 cm

BIografia

Iudice Giovanni

Giovanni Iudice è nato a Gela nel 1970 dove ancora oggi vive e Lavora. L'avvocato è sinceramente affascinato dall'opera dell'artista gelese e segue la sua attività da molto tempo, così come racconta in un'intervista: “Giovanni Iudice l'ho scoperto parecchi anni fa, in una piccola galleria alla Fiera di Bologna. Mi aveva colpito una sua spiaggia fatta a matita, con quella moltitudine di gente ammassata che cercava un po’ di vacanza. Si capiva benissimo che era una scena in qualche modo di povertà: era una spiaggia libera, non di quelle a pagamento, e ritraeva un'umanità che in quel luogo trovava il massimo del lusso che si poteva permettere. L'opera in questione era già stata venduta purtroppo, l'aveva comprata, mi ricordo, Lucio Dalla. Da quel momento ho cominciato a prendere contatto con Giovanni Iudice, l'ho cercato sugli elenchi telefonici e l'ho chiamato. Mi colpiva il suo rapporto con la storia dell'arte siciliana: io avevo nella testa le spiagge di Pirandello, con la loro carne ammassata, avevo in mente Guttuso, insomma un po' tutte queste figure degli anni trenta e, mi sembrava che Iudice, benchè assolutamente contemporaneo, le avesse un po’ dentro. Quasi tutte le sue opere le ho comprate io, lasciando al mercato poche cose. Forse per la prima volta c'è un'osmosi totale tra artista e collezionista, perché io non sono solo colui che gli compra le opere, sono quello con cui discute d'arte: se oggi abbia ancora un senso parlare di realismo, dopo tanti anni di figurazione. Mi parla dei suoi progetti futuri e il nostro dibattito è continuo. Iudice ha scelto sin dall'inizio una linea unica che poi non ha mai abbandonato: è la ricerca di un'umanità che vive in periferia, ai margini della società, dotata di una profonda integrità, assai lontana da quella che siamo abituati a vedere sulle pagine dei giornali o in televisione. Iudice scava nell'animo umano, questo è il valore aggiunto della sua pittura di cui mi sono innamorato. Io ricerco quel tipo di arte, è stato così per le opere degli anni trenta e continuo a farlo per l'arte contemporanea, quindi è normale che Giovanni ed io ci si sia incontrati. Quando Giovanni era ancora molto giovane, Fagiolo dell'Arco mi disse che nel disegno era arrivato a De Chirico. Credo che Fagiolo dicesse la pura verità, nel disegno è veramente il primo della classe; è uno strumento che usa senza pensare, come quando noi facciamo un movimento della mano istintivo, non pensiamo perché la mano è parte di noi, per lui la matita è parte del suo essere, non c'è filtro, mano e matita sono un tutt'uno”. Una passione incondizionata che spinge il collezionista a stare in guardia, ossessivamente, per la paura di perdere dei tasselli fondamentali per la sua collezione.

La collezione Iannaccone comprende un gran numero di disegni a matita, dipinti ad olio raffiguranti modelle in interni domestici, spiagge e alcune tele incentrate sul tema dell’immigrazione che entra a far parte della poetica di Giovanni Iudice verso la metà degli anni duemila. Una realtà che viene scandagliata e visceralmente affrontata dall'artista sino ai giorni nostri. “Ho scelto di dipingere profughi, immigrati, clandestini per intima necessità, perché mi sono sentito in dovere di farlo. Credo che la figura del clandestino sia una delle icone più rappresentative del contemporaneo, il clandestino spera, immagina la terra promessa con la morte nel cuore per la patria che ha lasciato”.

Opere Correlate

Artista: Iudice Giovanni Mostra tutte le opere (39)


La Cucina - Mia madre_53, 1993


Nudo nell'orto_50, 1997


Cava Paradiso_11, 1999


Silvana nell'orto o Nudo_27, 2000


Messina, Quartiere Giostra_23, 2001

Anno: 2002 Mostra tutte le opere (11)


Victoria, 2002


Yoko VII, 2002


Carla in ginocchio sul letto_7, 2002


Il mio primo disegno sui migranti in Sicilia_60, 2002


Figura distesa di spalle_14, 2002

Geografia: Italia Mostra tutte le opere (97)


My Fourth Homage, 2003


Le Signorine Rossi, 1938


Sirena ferita, 1987


Senza titolo, 1993


Senza titolo, 2013

Tema: La coppia Mostra tutte le opere (21)


Il circo, 1941


The Veils, 2001


Woods, 2011


Song of the Keris, 2005


Gli Amanti_49, 1995

Tecnica: Pittura Mostra tutte le opere (167)


Untitled (Man/Woman with Shoe on Head), from The Liar series, 1995


Untitled (Study for Painting and Punishment), 2000 - 2003


Ballerine, 1938


L'armadio, 1938


Caffè, 1940

Opera

Iudice Giovanni, Figura distesa di spalle_14, 2002, drawing, 25 cm

BIografia

Iudice Giovanni

Giovanni Iudice è nato a Gela nel 1970 dove ancora oggi vive e Lavora. L'avvocato è sinceramente affascinato dall'opera dell'artista gelese e segue la sua attività da molto tempo, così come racconta in un'intervista: “Giovanni Iudice l'ho scoperto parecchi anni fa, in una piccola galleria alla Fiera di Bologna. Mi aveva colpito una sua spiaggia fatta a matita, con quella moltitudine di gente ammassata che cercava un po’ di vacanza. Si capiva benissimo che era una scena in qualche modo di povertà: era una spiaggia libera, non di quelle a pagamento, e ritraeva un'umanità che in quel luogo trovava il massimo del lusso che si poteva permettere. L'opera in questione era già stata venduta purtroppo, l'aveva comprata, mi ricordo, Lucio Dalla. Da quel momento ho cominciato a prendere contatto con Giovanni Iudice, l'ho cercato sugli elenchi telefonici e l'ho chiamato. Mi colpiva il suo rapporto con la storia dell'arte siciliana: io avevo nella testa le spiagge di Pirandello, con la loro carne ammassata, avevo in mente Guttuso, insomma un po' tutte queste figure degli anni trenta e, mi sembrava che Iudice, benchè assolutamente contemporaneo, le avesse un po’ dentro. Quasi tutte le sue opere le ho comprate io, lasciando al mercato poche cose. Forse per la prima volta c'è un'osmosi totale tra artista e collezionista, perché io non sono solo colui che gli compra le opere, sono quello con cui discute d'arte: se oggi abbia ancora un senso parlare di realismo, dopo tanti anni di figurazione. Mi parla dei suoi progetti futuri e il nostro dibattito è continuo. Iudice ha scelto sin dall'inizio una linea unica che poi non ha mai abbandonato: è la ricerca di un'umanità che vive in periferia, ai margini della società, dotata di una profonda integrità, assai lontana da quella che siamo abituati a vedere sulle pagine dei giornali o in televisione. Iudice scava nell'animo umano, questo è il valore aggiunto della sua pittura di cui mi sono innamorato. Io ricerco quel tipo di arte, è stato così per le opere degli anni trenta e continuo a farlo per l'arte contemporanea, quindi è normale che Giovanni ed io ci si sia incontrati. Quando Giovanni era ancora molto giovane, Fagiolo dell'Arco mi disse che nel disegno era arrivato a De Chirico. Credo che Fagiolo dicesse la pura verità, nel disegno è veramente il primo della classe; è uno strumento che usa senza pensare, come quando noi facciamo un movimento della mano istintivo, non pensiamo perché la mano è parte di noi, per lui la matita è parte del suo essere, non c'è filtro, mano e matita sono un tutt'uno”. Una passione incondizionata che spinge il collezionista a stare in guardia, ossessivamente, per la paura di perdere dei tasselli fondamentali per la sua collezione.

La collezione Iannaccone comprende un gran numero di disegni a matita, dipinti ad olio raffiguranti modelle in interni domestici, spiagge e alcune tele incentrate sul tema dell’immigrazione che entra a far parte della poetica di Giovanni Iudice verso la metà degli anni duemila. Una realtà che viene scandagliata e visceralmente affrontata dall'artista sino ai giorni nostri. “Ho scelto di dipingere profughi, immigrati, clandestini per intima necessità, perché mi sono sentito in dovere di farlo. Credo che la figura del clandestino sia una delle icone più rappresentative del contemporaneo, il clandestino spera, immagina la terra promessa con la morte nel cuore per la patria che ha lasciato”.

Opere Correlate

Artista: Iudice Giovanni Mostra tutte le opere (39)


La Cucina - Mia madre_53, 1993


Nudo nell'orto_50, 1997


Cava Paradiso_11, 1999


Silvana nell'orto o Nudo_27, 2000


Messina, Quartiere Giostra_23, 2001

Anno: 2002 Mostra tutte le opere (11)


Victoria, 2002


Yoko VII, 2002


Carla in ginocchio sul letto_7, 2002


Il mio primo disegno sui migranti in Sicilia_60, 2002


Interno con riflesso_9, 2002

Tecnica: Disegno Mostra tutte le opere (41)


Untitled (Feeding the Gulls), 2007


Untitled (The Eternity Chamber), 2007


Untitled (Girl Feeding Gulls), 2008


Untitled (Laissez Faire), 2009


Untitled (Eel Sellers), 2010

Opera

Iudice Giovanni, Figura nel bagno (doccia Silvana)_10, 2003, olio su tavola, 41 cm

BIografia

Iudice Giovanni

Giovanni Iudice è nato a Gela nel 1970 dove ancora oggi vive e Lavora. L'avvocato è sinceramente affascinato dall'opera dell'artista gelese e segue la sua attività da molto tempo, così come racconta in un'intervista: “Giovanni Iudice l'ho scoperto parecchi anni fa, in una piccola galleria alla Fiera di Bologna. Mi aveva colpito una sua spiaggia fatta a matita, con quella moltitudine di gente ammassata che cercava un po’ di vacanza. Si capiva benissimo che era una scena in qualche modo di povertà: era una spiaggia libera, non di quelle a pagamento, e ritraeva un'umanità che in quel luogo trovava il massimo del lusso che si poteva permettere. L'opera in questione era già stata venduta purtroppo, l'aveva comprata, mi ricordo, Lucio Dalla. Da quel momento ho cominciato a prendere contatto con Giovanni Iudice, l'ho cercato sugli elenchi telefonici e l'ho chiamato. Mi colpiva il suo rapporto con la storia dell'arte siciliana: io avevo nella testa le spiagge di Pirandello, con la loro carne ammassata, avevo in mente Guttuso, insomma un po' tutte queste figure degli anni trenta e, mi sembrava che Iudice, benchè assolutamente contemporaneo, le avesse un po’ dentro. Quasi tutte le sue opere le ho comprate io, lasciando al mercato poche cose. Forse per la prima volta c'è un'osmosi totale tra artista e collezionista, perché io non sono solo colui che gli compra le opere, sono quello con cui discute d'arte: se oggi abbia ancora un senso parlare di realismo, dopo tanti anni di figurazione. Mi parla dei suoi progetti futuri e il nostro dibattito è continuo. Iudice ha scelto sin dall'inizio una linea unica che poi non ha mai abbandonato: è la ricerca di un'umanità che vive in periferia, ai margini della società, dotata di una profonda integrità, assai lontana da quella che siamo abituati a vedere sulle pagine dei giornali o in televisione. Iudice scava nell'animo umano, questo è il valore aggiunto della sua pittura di cui mi sono innamorato. Io ricerco quel tipo di arte, è stato così per le opere degli anni trenta e continuo a farlo per l'arte contemporanea, quindi è normale che Giovanni ed io ci si sia incontrati. Quando Giovanni era ancora molto giovane, Fagiolo dell'Arco mi disse che nel disegno era arrivato a De Chirico. Credo che Fagiolo dicesse la pura verità, nel disegno è veramente il primo della classe; è uno strumento che usa senza pensare, come quando noi facciamo un movimento della mano istintivo, non pensiamo perché la mano è parte di noi, per lui la matita è parte del suo essere, non c'è filtro, mano e matita sono un tutt'uno”. Una passione incondizionata che spinge il collezionista a stare in guardia, ossessivamente, per la paura di perdere dei tasselli fondamentali per la sua collezione.

La collezione Iannaccone comprende un gran numero di disegni a matita, dipinti ad olio raffiguranti modelle in interni domestici, spiagge e alcune tele incentrate sul tema dell’immigrazione che entra a far parte della poetica di Giovanni Iudice verso la metà degli anni duemila. Una realtà che viene scandagliata e visceralmente affrontata dall'artista sino ai giorni nostri. “Ho scelto di dipingere profughi, immigrati, clandestini per intima necessità, perché mi sono sentito in dovere di farlo. Credo che la figura del clandestino sia una delle icone più rappresentative del contemporaneo, il clandestino spera, immagina la terra promessa con la morte nel cuore per la patria che ha lasciato”.

Opere Correlate

Artista: Iudice Giovanni Mostra tutte le opere (39)


La Cucina - Mia madre_53, 1993


Nudo nell'orto_50, 1997


Cava Paradiso_11, 1999


Silvana nell'orto o Nudo_27, 2000


Messina, Quartiere Giostra_23, 2001

Anno: 2003 Mostra tutte le opere (14)


My Fourth Homage, 2003


Das geh' ich melden, 2003


Father & Son, 2003


?Quién puede borrar las huellas?, 2003


Finestra sul cortile_5, 2003

Geografia: Italia Mostra tutte le opere (97)


My Fourth Homage, 2003


Le Signorine Rossi, 1938


Sirena ferita, 1987


Senza titolo, 1993


Senza titolo, 2013

Tema: Ritratto Nudo Mostra tutte le opere (155)


Untitled (Man/Woman with Shoe on Head), from The Liar series, 1995


Untitled (Study for Painting and Punishment), 2000 - 2003


Shikijyo Sexual Desire, 1996/2008


Tokyo Comedy , 1997/2008


Grand diary of photo mania, 1998-2008

Tecnica: Pittura Mostra tutte le opere (167)


Untitled (Man/Woman with Shoe on Head), from The Liar series, 1995


Untitled (Study for Painting and Punishment), 2000 - 2003


Ballerine, 1938


L'armadio, 1938


Caffè, 1940

Opera

Iudice Giovanni, Finestra sul cortile_5, 2003, olio su tavola

BIografia

Iudice Giovanni

Giovanni Iudice è nato a Gela nel 1970 dove ancora oggi vive e Lavora. L'avvocato è sinceramente affascinato dall'opera dell'artista gelese e segue la sua attività da molto tempo, così come racconta in un'intervista: “Giovanni Iudice l'ho scoperto parecchi anni fa, in una piccola galleria alla Fiera di Bologna. Mi aveva colpito una sua spiaggia fatta a matita, con quella moltitudine di gente ammassata che cercava un po’ di vacanza. Si capiva benissimo che era una scena in qualche modo di povertà: era una spiaggia libera, non di quelle a pagamento, e ritraeva un'umanità che in quel luogo trovava il massimo del lusso che si poteva permettere. L'opera in questione era già stata venduta purtroppo, l'aveva comprata, mi ricordo, Lucio Dalla. Da quel momento ho cominciato a prendere contatto con Giovanni Iudice, l'ho cercato sugli elenchi telefonici e l'ho chiamato. Mi colpiva il suo rapporto con la storia dell'arte siciliana: io avevo nella testa le spiagge di Pirandello, con la loro carne ammassata, avevo in mente Guttuso, insomma un po' tutte queste figure degli anni trenta e, mi sembrava che Iudice, benchè assolutamente contemporaneo, le avesse un po’ dentro. Quasi tutte le sue opere le ho comprate io, lasciando al mercato poche cose. Forse per la prima volta c'è un'osmosi totale tra artista e collezionista, perché io non sono solo colui che gli compra le opere, sono quello con cui discute d'arte: se oggi abbia ancora un senso parlare di realismo, dopo tanti anni di figurazione. Mi parla dei suoi progetti futuri e il nostro dibattito è continuo. Iudice ha scelto sin dall'inizio una linea unica che poi non ha mai abbandonato: è la ricerca di un'umanità che vive in periferia, ai margini della società, dotata di una profonda integrità, assai lontana da quella che siamo abituati a vedere sulle pagine dei giornali o in televisione. Iudice scava nell'animo umano, questo è il valore aggiunto della sua pittura di cui mi sono innamorato. Io ricerco quel tipo di arte, è stato così per le opere degli anni trenta e continuo a farlo per l'arte contemporanea, quindi è normale che Giovanni ed io ci si sia incontrati. Quando Giovanni era ancora molto giovane, Fagiolo dell'Arco mi disse che nel disegno era arrivato a De Chirico. Credo che Fagiolo dicesse la pura verità, nel disegno è veramente il primo della classe; è uno strumento che usa senza pensare, come quando noi facciamo un movimento della mano istintivo, non pensiamo perché la mano è parte di noi, per lui la matita è parte del suo essere, non c'è filtro, mano e matita sono un tutt'uno”. Una passione incondizionata che spinge il collezionista a stare in guardia, ossessivamente, per la paura di perdere dei tasselli fondamentali per la sua collezione.

La collezione Iannaccone comprende un gran numero di disegni a matita, dipinti ad olio raffiguranti modelle in interni domestici, spiagge e alcune tele incentrate sul tema dell’immigrazione che entra a far parte della poetica di Giovanni Iudice verso la metà degli anni duemila. Una realtà che viene scandagliata e visceralmente affrontata dall'artista sino ai giorni nostri. “Ho scelto di dipingere profughi, immigrati, clandestini per intima necessità, perché mi sono sentito in dovere di farlo. Credo che la figura del clandestino sia una delle icone più rappresentative del contemporaneo, il clandestino spera, immagina la terra promessa con la morte nel cuore per la patria che ha lasciato”.

Opere Correlate

Artista: Iudice Giovanni Mostra tutte le opere (39)


La Cucina - Mia madre_53, 1993


Nudo nell'orto_50, 1997


Cava Paradiso_11, 1999


Silvana nell'orto o Nudo_27, 2000


Messina, Quartiere Giostra_23, 2001

Anno: 2003 Mostra tutte le opere (14)


My Fourth Homage, 2003


Das geh' ich melden, 2003


Father & Son, 2003


?Quién puede borrar las huellas?, 2003


Figura nel bagno (doccia Silvana)_10, 2003

Geografia: Italia Mostra tutte le opere (97)


My Fourth Homage, 2003


Le Signorine Rossi, 1938


Sirena ferita, 1987


Senza titolo, 1993


Senza titolo, 2013

Tema: Ritratto Nudo Mostra tutte le opere (155)


Untitled (Man/Woman with Shoe on Head), from The Liar series, 1995


Untitled (Study for Painting and Punishment), 2000 - 2003


Shikijyo Sexual Desire, 1996/2008


Tokyo Comedy , 1997/2008


Grand diary of photo mania, 1998-2008

Tecnica: Pittura Mostra tutte le opere (167)


Untitled (Man/Woman with Shoe on Head), from The Liar series, 1995


Untitled (Study for Painting and Punishment), 2000 - 2003


Ballerine, 1938


L'armadio, 1938


Caffè, 1940

Opera

Iudice Giovanni, Nudo in ginocchio Carla_8, 2003, olio su tela riportata su tavola, 35 cm

BIografia

Iudice Giovanni

Giovanni Iudice è nato a Gela nel 1970 dove ancora oggi vive e Lavora. L'avvocato è sinceramente affascinato dall'opera dell'artista gelese e segue la sua attività da molto tempo, così come racconta in un'intervista: “Giovanni Iudice l'ho scoperto parecchi anni fa, in una piccola galleria alla Fiera di Bologna. Mi aveva colpito una sua spiaggia fatta a matita, con quella moltitudine di gente ammassata che cercava un po’ di vacanza. Si capiva benissimo che era una scena in qualche modo di povertà: era una spiaggia libera, non di quelle a pagamento, e ritraeva un'umanità che in quel luogo trovava il massimo del lusso che si poteva permettere. L'opera in questione era già stata venduta purtroppo, l'aveva comprata, mi ricordo, Lucio Dalla. Da quel momento ho cominciato a prendere contatto con Giovanni Iudice, l'ho cercato sugli elenchi telefonici e l'ho chiamato. Mi colpiva il suo rapporto con la storia dell'arte siciliana: io avevo nella testa le spiagge di Pirandello, con la loro carne ammassata, avevo in mente Guttuso, insomma un po' tutte queste figure degli anni trenta e, mi sembrava che Iudice, benchè assolutamente contemporaneo, le avesse un po’ dentro. Quasi tutte le sue opere le ho comprate io, lasciando al mercato poche cose. Forse per la prima volta c'è un'osmosi totale tra artista e collezionista, perché io non sono solo colui che gli compra le opere, sono quello con cui discute d'arte: se oggi abbia ancora un senso parlare di realismo, dopo tanti anni di figurazione. Mi parla dei suoi progetti futuri e il nostro dibattito è continuo. Iudice ha scelto sin dall'inizio una linea unica che poi non ha mai abbandonato: è la ricerca di un'umanità che vive in periferia, ai margini della società, dotata di una profonda integrità, assai lontana da quella che siamo abituati a vedere sulle pagine dei giornali o in televisione. Iudice scava nell'animo umano, questo è il valore aggiunto della sua pittura di cui mi sono innamorato. Io ricerco quel tipo di arte, è stato così per le opere degli anni trenta e continuo a farlo per l'arte contemporanea, quindi è normale che Giovanni ed io ci si sia incontrati. Quando Giovanni era ancora molto giovane, Fagiolo dell'Arco mi disse che nel disegno era arrivato a De Chirico. Credo che Fagiolo dicesse la pura verità, nel disegno è veramente il primo della classe; è uno strumento che usa senza pensare, come quando noi facciamo un movimento della mano istintivo, non pensiamo perché la mano è parte di noi, per lui la matita è parte del suo essere, non c'è filtro, mano e matita sono un tutt'uno”. Una passione incondizionata che spinge il collezionista a stare in guardia, ossessivamente, per la paura di perdere dei tasselli fondamentali per la sua collezione.

La collezione Iannaccone comprende un gran numero di disegni a matita, dipinti ad olio raffiguranti modelle in interni domestici, spiagge e alcune tele incentrate sul tema dell’immigrazione che entra a far parte della poetica di Giovanni Iudice verso la metà degli anni duemila. Una realtà che viene scandagliata e visceralmente affrontata dall'artista sino ai giorni nostri. “Ho scelto di dipingere profughi, immigrati, clandestini per intima necessità, perché mi sono sentito in dovere di farlo. Credo che la figura del clandestino sia una delle icone più rappresentative del contemporaneo, il clandestino spera, immagina la terra promessa con la morte nel cuore per la patria che ha lasciato”.

Opere Correlate

Artista: Iudice Giovanni Mostra tutte le opere (39)


La Cucina - Mia madre_53, 1993


Nudo nell'orto_50, 1997


Cava Paradiso_11, 1999


Silvana nell'orto o Nudo_27, 2000


Messina, Quartiere Giostra_23, 2001

Anno: 2003 Mostra tutte le opere (14)


My Fourth Homage, 2003


Das geh' ich melden, 2003


Father & Son, 2003


?Quién puede borrar las huellas?, 2003


Figura nel bagno (doccia Silvana)_10, 2003

Geografia: Italia Mostra tutte le opere (97)


My Fourth Homage, 2003


Le Signorine Rossi, 1938


Sirena ferita, 1987


Senza titolo, 1993


Senza titolo, 2013

Tema: Ritratto Nudo Mostra tutte le opere (155)


Untitled (Man/Woman with Shoe on Head), from The Liar series, 1995


Untitled (Study for Painting and Punishment), 2000 - 2003


Shikijyo Sexual Desire, 1996/2008


Tokyo Comedy , 1997/2008


Grand diary of photo mania, 1998-2008

Tecnica: Pittura Mostra tutte le opere (167)


Untitled (Man/Woman with Shoe on Head), from The Liar series, 1995


Untitled (Study for Painting and Punishment), 2000 - 2003


Ballerine, 1938


L'armadio, 1938


Caffè, 1940

Opera

Iudice Giovanni, Nudo seduto di fronte_17, 2003, olio su tela, 60 cm

BIografia

Iudice Giovanni

Giovanni Iudice è nato a Gela nel 1970 dove ancora oggi vive e Lavora. L'avvocato è sinceramente affascinato dall'opera dell'artista gelese e segue la sua attività da molto tempo, così come racconta in un'intervista: “Giovanni Iudice l'ho scoperto parecchi anni fa, in una piccola galleria alla Fiera di Bologna. Mi aveva colpito una sua spiaggia fatta a matita, con quella moltitudine di gente ammassata che cercava un po’ di vacanza. Si capiva benissimo che era una scena in qualche modo di povertà: era una spiaggia libera, non di quelle a pagamento, e ritraeva un'umanità che in quel luogo trovava il massimo del lusso che si poteva permettere. L'opera in questione era già stata venduta purtroppo, l'aveva comprata, mi ricordo, Lucio Dalla. Da quel momento ho cominciato a prendere contatto con Giovanni Iudice, l'ho cercato sugli elenchi telefonici e l'ho chiamato. Mi colpiva il suo rapporto con la storia dell'arte siciliana: io avevo nella testa le spiagge di Pirandello, con la loro carne ammassata, avevo in mente Guttuso, insomma un po' tutte queste figure degli anni trenta e, mi sembrava che Iudice, benchè assolutamente contemporaneo, le avesse un po’ dentro. Quasi tutte le sue opere le ho comprate io, lasciando al mercato poche cose. Forse per la prima volta c'è un'osmosi totale tra artista e collezionista, perché io non sono solo colui che gli compra le opere, sono quello con cui discute d'arte: se oggi abbia ancora un senso parlare di realismo, dopo tanti anni di figurazione. Mi parla dei suoi progetti futuri e il nostro dibattito è continuo. Iudice ha scelto sin dall'inizio una linea unica che poi non ha mai abbandonato: è la ricerca di un'umanità che vive in periferia, ai margini della società, dotata di una profonda integrità, assai lontana da quella che siamo abituati a vedere sulle pagine dei giornali o in televisione. Iudice scava nell'animo umano, questo è il valore aggiunto della sua pittura di cui mi sono innamorato. Io ricerco quel tipo di arte, è stato così per le opere degli anni trenta e continuo a farlo per l'arte contemporanea, quindi è normale che Giovanni ed io ci si sia incontrati. Quando Giovanni era ancora molto giovane, Fagiolo dell'Arco mi disse che nel disegno era arrivato a De Chirico. Credo che Fagiolo dicesse la pura verità, nel disegno è veramente il primo della classe; è uno strumento che usa senza pensare, come quando noi facciamo un movimento della mano istintivo, non pensiamo perché la mano è parte di noi, per lui la matita è parte del suo essere, non c'è filtro, mano e matita sono un tutt'uno”. Una passione incondizionata che spinge il collezionista a stare in guardia, ossessivamente, per la paura di perdere dei tasselli fondamentali per la sua collezione.

La collezione Iannaccone comprende un gran numero di disegni a matita, dipinti ad olio raffiguranti modelle in interni domestici, spiagge e alcune tele incentrate sul tema dell’immigrazione che entra a far parte della poetica di Giovanni Iudice verso la metà degli anni duemila. Una realtà che viene scandagliata e visceralmente affrontata dall'artista sino ai giorni nostri. “Ho scelto di dipingere profughi, immigrati, clandestini per intima necessità, perché mi sono sentito in dovere di farlo. Credo che la figura del clandestino sia una delle icone più rappresentative del contemporaneo, il clandestino spera, immagina la terra promessa con la morte nel cuore per la patria che ha lasciato”.

Opere Correlate

Artista: Iudice Giovanni Mostra tutte le opere (39)


La Cucina - Mia madre_53, 1993


Nudo nell'orto_50, 1997


Cava Paradiso_11, 1999


Silvana nell'orto o Nudo_27, 2000


Messina, Quartiere Giostra_23, 2001

Anno: 2003 Mostra tutte le opere (14)


My Fourth Homage, 2003


Das geh' ich melden, 2003


Father & Son, 2003


?Quién puede borrar las huellas?, 2003


Figura nel bagno (doccia Silvana)_10, 2003

Geografia: Italia Mostra tutte le opere (97)


My Fourth Homage, 2003


Le Signorine Rossi, 1938


Sirena ferita, 1987


Senza titolo, 1993


Senza titolo, 2013

Tema: Nudo Mostra tutte le opere (46)


Shikijyo Sexual Desire, 1996/2008


Tokyo Comedy , 1997/2008


Grand diary of photo mania, 1998-2008


Mithology, 2001-2008


Mithology , 2001-2008

Tecnica: Pittura Mostra tutte le opere (167)


Untitled (Man/Woman with Shoe on Head), from The Liar series, 1995


Untitled (Study for Painting and Punishment), 2000 - 2003


Ballerine, 1938


L'armadio, 1938


Caffè, 1940

Opera

Iudice Giovanni, Seduta sulla sedia (Carla)_27b, 2003, matita su carta, 100 cm

BIografia

Iudice Giovanni

Giovanni Iudice è nato a Gela nel 1970 dove ancora oggi vive e Lavora. L'avvocato è sinceramente affascinato dall'opera dell'artista gelese e segue la sua attività da molto tempo, così come racconta in un'intervista: “Giovanni Iudice l'ho scoperto parecchi anni fa, in una piccola galleria alla Fiera di Bologna. Mi aveva colpito una sua spiaggia fatta a matita, con quella moltitudine di gente ammassata che cercava un po’ di vacanza. Si capiva benissimo che era una scena in qualche modo di povertà: era una spiaggia libera, non di quelle a pagamento, e ritraeva un'umanità che in quel luogo trovava il massimo del lusso che si poteva permettere. L'opera in questione era già stata venduta purtroppo, l'aveva comprata, mi ricordo, Lucio Dalla. Da quel momento ho cominciato a prendere contatto con Giovanni Iudice, l'ho cercato sugli elenchi telefonici e l'ho chiamato. Mi colpiva il suo rapporto con la storia dell'arte siciliana: io avevo nella testa le spiagge di Pirandello, con la loro carne ammassata, avevo in mente Guttuso, insomma un po' tutte queste figure degli anni trenta e, mi sembrava che Iudice, benchè assolutamente contemporaneo, le avesse un po’ dentro. Quasi tutte le sue opere le ho comprate io, lasciando al mercato poche cose. Forse per la prima volta c'è un'osmosi totale tra artista e collezionista, perché io non sono solo colui che gli compra le opere, sono quello con cui discute d'arte: se oggi abbia ancora un senso parlare di realismo, dopo tanti anni di figurazione. Mi parla dei suoi progetti futuri e il nostro dibattito è continuo. Iudice ha scelto sin dall'inizio una linea unica che poi non ha mai abbandonato: è la ricerca di un'umanità che vive in periferia, ai margini della società, dotata di una profonda integrità, assai lontana da quella che siamo abituati a vedere sulle pagine dei giornali o in televisione. Iudice scava nell'animo umano, questo è il valore aggiunto della sua pittura di cui mi sono innamorato. Io ricerco quel tipo di arte, è stato così per le opere degli anni trenta e continuo a farlo per l'arte contemporanea, quindi è normale che Giovanni ed io ci si sia incontrati. Quando Giovanni era ancora molto giovane, Fagiolo dell'Arco mi disse che nel disegno era arrivato a De Chirico. Credo che Fagiolo dicesse la pura verità, nel disegno è veramente il primo della classe; è uno strumento che usa senza pensare, come quando noi facciamo un movimento della mano istintivo, non pensiamo perché la mano è parte di noi, per lui la matita è parte del suo essere, non c'è filtro, mano e matita sono un tutt'uno”. Una passione incondizionata che spinge il collezionista a stare in guardia, ossessivamente, per la paura di perdere dei tasselli fondamentali per la sua collezione.

La collezione Iannaccone comprende un gran numero di disegni a matita, dipinti ad olio raffiguranti modelle in interni domestici, spiagge e alcune tele incentrate sul tema dell’immigrazione che entra a far parte della poetica di Giovanni Iudice verso la metà degli anni duemila. Una realtà che viene scandagliata e visceralmente affrontata dall'artista sino ai giorni nostri. “Ho scelto di dipingere profughi, immigrati, clandestini per intima necessità, perché mi sono sentito in dovere di farlo. Credo che la figura del clandestino sia una delle icone più rappresentative del contemporaneo, il clandestino spera, immagina la terra promessa con la morte nel cuore per la patria che ha lasciato”.

Opere Correlate

Artista: Iudice Giovanni Mostra tutte le opere (39)


La Cucina - Mia madre_53, 1993


Nudo nell'orto_50, 1997


Cava Paradiso_11, 1999


Silvana nell'orto o Nudo_27, 2000


Messina, Quartiere Giostra_23, 2001

Anno: 2003 Mostra tutte le opere (14)


My Fourth Homage, 2003


Das geh' ich melden, 2003


Father & Son, 2003


?Quién puede borrar las huellas?, 2003


Figura nel bagno (doccia Silvana)_10, 2003

Geografia: Italia Mostra tutte le opere (97)


My Fourth Homage, 2003


Le Signorine Rossi, 1938


Sirena ferita, 1987


Senza titolo, 1993


Senza titolo, 2013

Tema: Ritratto Nudo Mostra tutte le opere (155)


Untitled (Man/Woman with Shoe on Head), from The Liar series, 1995


Untitled (Study for Painting and Punishment), 2000 - 2003


Shikijyo Sexual Desire, 1996/2008


Tokyo Comedy , 1997/2008


Grand diary of photo mania, 1998-2008

Tecnica: Disegno Mostra tutte le opere (41)


Untitled (Feeding the Gulls), 2007


Untitled (The Eternity Chamber), 2007


Untitled (Girl Feeding Gulls), 2008


Untitled (Laissez Faire), 2009


Untitled (Eel Sellers), 2010

Opera

Iudice Giovanni, Clandestini_29, 2006-2007, tecnica mista su tavola, 44 × 3.5 cm

BIografia

Iudice Giovanni

Giovanni Iudice è nato a Gela nel 1970 dove ancora oggi vive e Lavora. L'avvocato è sinceramente affascinato dall'opera dell'artista gelese e segue la sua attività da molto tempo, così come racconta in un'intervista: “Giovanni Iudice l'ho scoperto parecchi anni fa, in una piccola galleria alla Fiera di Bologna. Mi aveva colpito una sua spiaggia fatta a matita, con quella moltitudine di gente ammassata che cercava un po’ di vacanza. Si capiva benissimo che era una scena in qualche modo di povertà: era una spiaggia libera, non di quelle a pagamento, e ritraeva un'umanità che in quel luogo trovava il massimo del lusso che si poteva permettere. L'opera in questione era già stata venduta purtroppo, l'aveva comprata, mi ricordo, Lucio Dalla. Da quel momento ho cominciato a prendere contatto con Giovanni Iudice, l'ho cercato sugli elenchi telefonici e l'ho chiamato. Mi colpiva il suo rapporto con la storia dell'arte siciliana: io avevo nella testa le spiagge di Pirandello, con la loro carne ammassata, avevo in mente Guttuso, insomma un po' tutte queste figure degli anni trenta e, mi sembrava che Iudice, benchè assolutamente contemporaneo, le avesse un po’ dentro. Quasi tutte le sue opere le ho comprate io, lasciando al mercato poche cose. Forse per la prima volta c'è un'osmosi totale tra artista e collezionista, perché io non sono solo colui che gli compra le opere, sono quello con cui discute d'arte: se oggi abbia ancora un senso parlare di realismo, dopo tanti anni di figurazione. Mi parla dei suoi progetti futuri e il nostro dibattito è continuo. Iudice ha scelto sin dall'inizio una linea unica che poi non ha mai abbandonato: è la ricerca di un'umanità che vive in periferia, ai margini della società, dotata di una profonda integrità, assai lontana da quella che siamo abituati a vedere sulle pagine dei giornali o in televisione. Iudice scava nell'animo umano, questo è il valore aggiunto della sua pittura di cui mi sono innamorato. Io ricerco quel tipo di arte, è stato così per le opere degli anni trenta e continuo a farlo per l'arte contemporanea, quindi è normale che Giovanni ed io ci si sia incontrati. Quando Giovanni era ancora molto giovane, Fagiolo dell'Arco mi disse che nel disegno era arrivato a De Chirico. Credo che Fagiolo dicesse la pura verità, nel disegno è veramente il primo della classe; è uno strumento che usa senza pensare, come quando noi facciamo un movimento della mano istintivo, non pensiamo perché la mano è parte di noi, per lui la matita è parte del suo essere, non c'è filtro, mano e matita sono un tutt'uno”. Una passione incondizionata che spinge il collezionista a stare in guardia, ossessivamente, per la paura di perdere dei tasselli fondamentali per la sua collezione.

La collezione Iannaccone comprende un gran numero di disegni a matita, dipinti ad olio raffiguranti modelle in interni domestici, spiagge e alcune tele incentrate sul tema dell’immigrazione che entra a far parte della poetica di Giovanni Iudice verso la metà degli anni duemila. Una realtà che viene scandagliata e visceralmente affrontata dall'artista sino ai giorni nostri. “Ho scelto di dipingere profughi, immigrati, clandestini per intima necessità, perché mi sono sentito in dovere di farlo. Credo che la figura del clandestino sia una delle icone più rappresentative del contemporaneo, il clandestino spera, immagina la terra promessa con la morte nel cuore per la patria che ha lasciato”.

Opere Correlate

Artista: Iudice Giovanni Mostra tutte le opere (39)


La Cucina - Mia madre_53, 1993


Nudo nell'orto_50, 1997


Cava Paradiso_11, 1999


Silvana nell'orto o Nudo_27, 2000


Messina, Quartiere Giostra_23, 2001

Geografia: Italia Mostra tutte le opere (97)


My Fourth Homage, 2003


Le Signorine Rossi, 1938


Sirena ferita, 1987


Senza titolo, 1993


Senza titolo, 2013

Tema: Ritratto Mostra tutte le opere (126)


Untitled (Man/Woman with Shoe on Head), from The Liar series, 1995


Untitled (Study for Painting and Punishment), 2000 - 2003


Shikijyo Sexual Desire, 1996/2008


Grand diary of photo mania, 1998-2008


Pola Eros, 2007

Tecnica: Tecnica mista Mostra tutte le opere (10)


Suffragette as a Puta Feminista (Originally a "Votes for Women" postcard from the Ann Lewis Women's Suffrage Collection, 1905-1910), 2018


Waterfall Variation, 2015


Head Shot, 2002


Untitled, 2004


Humming Eye, 2007

Opera

Iudice Giovanni, Senza titolo_39, 2008, olio su tavola, 175 cm

BIografia

Iudice Giovanni

Giovanni Iudice è nato a Gela nel 1970 dove ancora oggi vive e Lavora. L'avvocato è sinceramente affascinato dall'opera dell'artista gelese e segue la sua attività da molto tempo, così come racconta in un'intervista: “Giovanni Iudice l'ho scoperto parecchi anni fa, in una piccola galleria alla Fiera di Bologna. Mi aveva colpito una sua spiaggia fatta a matita, con quella moltitudine di gente ammassata che cercava un po’ di vacanza. Si capiva benissimo che era una scena in qualche modo di povertà: era una spiaggia libera, non di quelle a pagamento, e ritraeva un'umanità che in quel luogo trovava il massimo del lusso che si poteva permettere. L'opera in questione era già stata venduta purtroppo, l'aveva comprata, mi ricordo, Lucio Dalla. Da quel momento ho cominciato a prendere contatto con Giovanni Iudice, l'ho cercato sugli elenchi telefonici e l'ho chiamato. Mi colpiva il suo rapporto con la storia dell'arte siciliana: io avevo nella testa le spiagge di Pirandello, con la loro carne ammassata, avevo in mente Guttuso, insomma un po' tutte queste figure degli anni trenta e, mi sembrava che Iudice, benchè assolutamente contemporaneo, le avesse un po’ dentro. Quasi tutte le sue opere le ho comprate io, lasciando al mercato poche cose. Forse per la prima volta c'è un'osmosi totale tra artista e collezionista, perché io non sono solo colui che gli compra le opere, sono quello con cui discute d'arte: se oggi abbia ancora un senso parlare di realismo, dopo tanti anni di figurazione. Mi parla dei suoi progetti futuri e il nostro dibattito è continuo. Iudice ha scelto sin dall'inizio una linea unica che poi non ha mai abbandonato: è la ricerca di un'umanità che vive in periferia, ai margini della società, dotata di una profonda integrità, assai lontana da quella che siamo abituati a vedere sulle pagine dei giornali o in televisione. Iudice scava nell'animo umano, questo è il valore aggiunto della sua pittura di cui mi sono innamorato. Io ricerco quel tipo di arte, è stato così per le opere degli anni trenta e continuo a farlo per l'arte contemporanea, quindi è normale che Giovanni ed io ci si sia incontrati. Quando Giovanni era ancora molto giovane, Fagiolo dell'Arco mi disse che nel disegno era arrivato a De Chirico. Credo che Fagiolo dicesse la pura verità, nel disegno è veramente il primo della classe; è uno strumento che usa senza pensare, come quando noi facciamo un movimento della mano istintivo, non pensiamo perché la mano è parte di noi, per lui la matita è parte del suo essere, non c'è filtro, mano e matita sono un tutt'uno”. Una passione incondizionata che spinge il collezionista a stare in guardia, ossessivamente, per la paura di perdere dei tasselli fondamentali per la sua collezione.

La collezione Iannaccone comprende un gran numero di disegni a matita, dipinti ad olio raffiguranti modelle in interni domestici, spiagge e alcune tele incentrate sul tema dell’immigrazione che entra a far parte della poetica di Giovanni Iudice verso la metà degli anni duemila. Una realtà che viene scandagliata e visceralmente affrontata dall'artista sino ai giorni nostri. “Ho scelto di dipingere profughi, immigrati, clandestini per intima necessità, perché mi sono sentito in dovere di farlo. Credo che la figura del clandestino sia una delle icone più rappresentative del contemporaneo, il clandestino spera, immagina la terra promessa con la morte nel cuore per la patria che ha lasciato”.

Opere Correlate

Artista: Iudice Giovanni Mostra tutte le opere (39)


La Cucina - Mia madre_53, 1993


Nudo nell'orto_50, 1997


Cava Paradiso_11, 1999


Silvana nell'orto o Nudo_27, 2000


Messina, Quartiere Giostra_23, 2001

Anno: 2008 Mostra tutte le opere (15)


Untitled (Girl Feeding Gulls), 2008


New Morning, 2008


Unos a Ortros, 2008


Nil Nil#19 , 2008


Nil Nil#8 , 2008

Geografia: Italia Mostra tutte le opere (97)


My Fourth Homage, 2003


Le Signorine Rossi, 1938


Sirena ferita, 1987


Senza titolo, 1993


Senza titolo, 2013

Tema: Attualità Mostra tutte le opere (6)


Umanità_40, 2011


Nuvole a Venezia_1, 2012


Bagnanti e rocce_45, 2012


Centro di permanenza temporanea, 2007


Untitled, 2014

Tecnica: Pittura Mostra tutte le opere (167)


Untitled (Man/Woman with Shoe on Head), from The Liar series, 1995


Untitled (Study for Painting and Punishment), 2000 - 2003


Ballerine, 1938


L'armadio, 1938


Caffè, 1940

Opera

Iudice Giovanni, Carla (Piccolissimo)_36, 2010, olio su tavola, 20 cm

BIografia

Iudice Giovanni

Giovanni Iudice è nato a Gela nel 1970 dove ancora oggi vive e Lavora. L'avvocato è sinceramente affascinato dall'opera dell'artista gelese e segue la sua attività da molto tempo, così come racconta in un'intervista: “Giovanni Iudice l'ho scoperto parecchi anni fa, in una piccola galleria alla Fiera di Bologna. Mi aveva colpito una sua spiaggia fatta a matita, con quella moltitudine di gente ammassata che cercava un po’ di vacanza. Si capiva benissimo che era una scena in qualche modo di povertà: era una spiaggia libera, non di quelle a pagamento, e ritraeva un'umanità che in quel luogo trovava il massimo del lusso che si poteva permettere. L'opera in questione era già stata venduta purtroppo, l'aveva comprata, mi ricordo, Lucio Dalla. Da quel momento ho cominciato a prendere contatto con Giovanni Iudice, l'ho cercato sugli elenchi telefonici e l'ho chiamato. Mi colpiva il suo rapporto con la storia dell'arte siciliana: io avevo nella testa le spiagge di Pirandello, con la loro carne ammassata, avevo in mente Guttuso, insomma un po' tutte queste figure degli anni trenta e, mi sembrava che Iudice, benchè assolutamente contemporaneo, le avesse un po’ dentro. Quasi tutte le sue opere le ho comprate io, lasciando al mercato poche cose. Forse per la prima volta c'è un'osmosi totale tra artista e collezionista, perché io non sono solo colui che gli compra le opere, sono quello con cui discute d'arte: se oggi abbia ancora un senso parlare di realismo, dopo tanti anni di figurazione. Mi parla dei suoi progetti futuri e il nostro dibattito è continuo. Iudice ha scelto sin dall'inizio una linea unica che poi non ha mai abbandonato: è la ricerca di un'umanità che vive in periferia, ai margini della società, dotata di una profonda integrità, assai lontana da quella che siamo abituati a vedere sulle pagine dei giornali o in televisione. Iudice scava nell'animo umano, questo è il valore aggiunto della sua pittura di cui mi sono innamorato. Io ricerco quel tipo di arte, è stato così per le opere degli anni trenta e continuo a farlo per l'arte contemporanea, quindi è normale che Giovanni ed io ci si sia incontrati. Quando Giovanni era ancora molto giovane, Fagiolo dell'Arco mi disse che nel disegno era arrivato a De Chirico. Credo che Fagiolo dicesse la pura verità, nel disegno è veramente il primo della classe; è uno strumento che usa senza pensare, come quando noi facciamo un movimento della mano istintivo, non pensiamo perché la mano è parte di noi, per lui la matita è parte del suo essere, non c'è filtro, mano e matita sono un tutt'uno”. Una passione incondizionata che spinge il collezionista a stare in guardia, ossessivamente, per la paura di perdere dei tasselli fondamentali per la sua collezione.

La collezione Iannaccone comprende un gran numero di disegni a matita, dipinti ad olio raffiguranti modelle in interni domestici, spiagge e alcune tele incentrate sul tema dell’immigrazione che entra a far parte della poetica di Giovanni Iudice verso la metà degli anni duemila. Una realtà che viene scandagliata e visceralmente affrontata dall'artista sino ai giorni nostri. “Ho scelto di dipingere profughi, immigrati, clandestini per intima necessità, perché mi sono sentito in dovere di farlo. Credo che la figura del clandestino sia una delle icone più rappresentative del contemporaneo, il clandestino spera, immagina la terra promessa con la morte nel cuore per la patria che ha lasciato”.

Opere Correlate

Artista: Iudice Giovanni Mostra tutte le opere (39)


La Cucina - Mia madre_53, 1993


Nudo nell'orto_50, 1997


Cava Paradiso_11, 1999


Silvana nell'orto o Nudo_27, 2000


Messina, Quartiere Giostra_23, 2001

Anno: 2010 Mostra tutte le opere (12)


Untitled (Eel Sellers), 2010


Senza titolo , 2010


Man on Bed with Birds, 2010


Autoritratto come Eclissi di Sole, 2010


Senza titolo (Natura morta con piatto e osso)_38, 2010

Geografia: Italia Mostra tutte le opere (97)


My Fourth Homage, 2003


Le Signorine Rossi, 1938


Sirena ferita, 1987


Senza titolo, 1993


Senza titolo, 2013

Tema: Ritratto Nudo Mostra tutte le opere (155)


Untitled (Man/Woman with Shoe on Head), from The Liar series, 1995


Untitled (Study for Painting and Punishment), 2000 - 2003


Shikijyo Sexual Desire, 1996/2008


Tokyo Comedy , 1997/2008


Grand diary of photo mania, 1998-2008

Tecnica: Pittura Mostra tutte le opere (167)


Untitled (Man/Woman with Shoe on Head), from The Liar series, 1995


Untitled (Study for Painting and Punishment), 2000 - 2003


Ballerine, 1938


L'armadio, 1938


Caffè, 1940

Opera

Iudice Giovanni, Senza titolo (Natura morta con piatto e osso)_38, 2010, matita su carta, 18 cm

BIografia

Iudice Giovanni

Giovanni Iudice è nato a Gela nel 1970 dove ancora oggi vive e Lavora. L'avvocato è sinceramente affascinato dall'opera dell'artista gelese e segue la sua attività da molto tempo, così come racconta in un'intervista: “Giovanni Iudice l'ho scoperto parecchi anni fa, in una piccola galleria alla Fiera di Bologna. Mi aveva colpito una sua spiaggia fatta a matita, con quella moltitudine di gente ammassata che cercava un po’ di vacanza. Si capiva benissimo che era una scena in qualche modo di povertà: era una spiaggia libera, non di quelle a pagamento, e ritraeva un'umanità che in quel luogo trovava il massimo del lusso che si poteva permettere. L'opera in questione era già stata venduta purtroppo, l'aveva comprata, mi ricordo, Lucio Dalla. Da quel momento ho cominciato a prendere contatto con Giovanni Iudice, l'ho cercato sugli elenchi telefonici e l'ho chiamato. Mi colpiva il suo rapporto con la storia dell'arte siciliana: io avevo nella testa le spiagge di Pirandello, con la loro carne ammassata, avevo in mente Guttuso, insomma un po' tutte queste figure degli anni trenta e, mi sembrava che Iudice, benchè assolutamente contemporaneo, le avesse un po’ dentro. Quasi tutte le sue opere le ho comprate io, lasciando al mercato poche cose. Forse per la prima volta c'è un'osmosi totale tra artista e collezionista, perché io non sono solo colui che gli compra le opere, sono quello con cui discute d'arte: se oggi abbia ancora un senso parlare di realismo, dopo tanti anni di figurazione. Mi parla dei suoi progetti futuri e il nostro dibattito è continuo. Iudice ha scelto sin dall'inizio una linea unica che poi non ha mai abbandonato: è la ricerca di un'umanità che vive in periferia, ai margini della società, dotata di una profonda integrità, assai lontana da quella che siamo abituati a vedere sulle pagine dei giornali o in televisione. Iudice scava nell'animo umano, questo è il valore aggiunto della sua pittura di cui mi sono innamorato. Io ricerco quel tipo di arte, è stato così per le opere degli anni trenta e continuo a farlo per l'arte contemporanea, quindi è normale che Giovanni ed io ci si sia incontrati. Quando Giovanni era ancora molto giovane, Fagiolo dell'Arco mi disse che nel disegno era arrivato a De Chirico. Credo che Fagiolo dicesse la pura verità, nel disegno è veramente il primo della classe; è uno strumento che usa senza pensare, come quando noi facciamo un movimento della mano istintivo, non pensiamo perché la mano è parte di noi, per lui la matita è parte del suo essere, non c'è filtro, mano e matita sono un tutt'uno”. Una passione incondizionata che spinge il collezionista a stare in guardia, ossessivamente, per la paura di perdere dei tasselli fondamentali per la sua collezione.

La collezione Iannaccone comprende un gran numero di disegni a matita, dipinti ad olio raffiguranti modelle in interni domestici, spiagge e alcune tele incentrate sul tema dell’immigrazione che entra a far parte della poetica di Giovanni Iudice verso la metà degli anni duemila. Una realtà che viene scandagliata e visceralmente affrontata dall'artista sino ai giorni nostri. “Ho scelto di dipingere profughi, immigrati, clandestini per intima necessità, perché mi sono sentito in dovere di farlo. Credo che la figura del clandestino sia una delle icone più rappresentative del contemporaneo, il clandestino spera, immagina la terra promessa con la morte nel cuore per la patria che ha lasciato”.

Opere Correlate

Artista: Iudice Giovanni Mostra tutte le opere (39)


La Cucina - Mia madre_53, 1993


Nudo nell'orto_50, 1997


Cava Paradiso_11, 1999


Silvana nell'orto o Nudo_27, 2000


Messina, Quartiere Giostra_23, 2001

Anno: 2010 Mostra tutte le opere (12)


Untitled (Eel Sellers), 2010


Senza titolo , 2010


Man on Bed with Birds, 2010


Autoritratto come Eclissi di Sole, 2010


Carla (Piccolissimo)_36, 2010

Geografia: Italia Mostra tutte le opere (97)


My Fourth Homage, 2003


Le Signorine Rossi, 1938


Sirena ferita, 1987


Senza titolo, 1993


Senza titolo, 2013

Tema: Natura Morta Mostra tutte le opere (31)


L'armadio, 1938


Soprabito sul divano, 1941


Senza titolo, 2013


Pesce e coltello, 1940


Man on Bed with Birds, 2010

Tecnica: Disegno Mostra tutte le opere (41)


Untitled (Feeding the Gulls), 2007


Untitled (The Eternity Chamber), 2007


Untitled (Girl Feeding Gulls), 2008


Untitled (Laissez Faire), 2009


Untitled (Eel Sellers), 2010

Opera

Iudice Giovanni, Spiaggia (Palermo)_35, 2010, matita su carta, 70 cm

BIografia

Iudice Giovanni

Giovanni Iudice è nato a Gela nel 1970 dove ancora oggi vive e Lavora. L'avvocato è sinceramente affascinato dall'opera dell'artista gelese e segue la sua attività da molto tempo, così come racconta in un'intervista: “Giovanni Iudice l'ho scoperto parecchi anni fa, in una piccola galleria alla Fiera di Bologna. Mi aveva colpito una sua spiaggia fatta a matita, con quella moltitudine di gente ammassata che cercava un po’ di vacanza. Si capiva benissimo che era una scena in qualche modo di povertà: era una spiaggia libera, non di quelle a pagamento, e ritraeva un'umanità che in quel luogo trovava il massimo del lusso che si poteva permettere. L'opera in questione era già stata venduta purtroppo, l'aveva comprata, mi ricordo, Lucio Dalla. Da quel momento ho cominciato a prendere contatto con Giovanni Iudice, l'ho cercato sugli elenchi telefonici e l'ho chiamato. Mi colpiva il suo rapporto con la storia dell'arte siciliana: io avevo nella testa le spiagge di Pirandello, con la loro carne ammassata, avevo in mente Guttuso, insomma un po' tutte queste figure degli anni trenta e, mi sembrava che Iudice, benchè assolutamente contemporaneo, le avesse un po’ dentro. Quasi tutte le sue opere le ho comprate io, lasciando al mercato poche cose. Forse per la prima volta c'è un'osmosi totale tra artista e collezionista, perché io non sono solo colui che gli compra le opere, sono quello con cui discute d'arte: se oggi abbia ancora un senso parlare di realismo, dopo tanti anni di figurazione. Mi parla dei suoi progetti futuri e il nostro dibattito è continuo. Iudice ha scelto sin dall'inizio una linea unica che poi non ha mai abbandonato: è la ricerca di un'umanità che vive in periferia, ai margini della società, dotata di una profonda integrità, assai lontana da quella che siamo abituati a vedere sulle pagine dei giornali o in televisione. Iudice scava nell'animo umano, questo è il valore aggiunto della sua pittura di cui mi sono innamorato. Io ricerco quel tipo di arte, è stato così per le opere degli anni trenta e continuo a farlo per l'arte contemporanea, quindi è normale che Giovanni ed io ci si sia incontrati. Quando Giovanni era ancora molto giovane, Fagiolo dell'Arco mi disse che nel disegno era arrivato a De Chirico. Credo che Fagiolo dicesse la pura verità, nel disegno è veramente il primo della classe; è uno strumento che usa senza pensare, come quando noi facciamo un movimento della mano istintivo, non pensiamo perché la mano è parte di noi, per lui la matita è parte del suo essere, non c'è filtro, mano e matita sono un tutt'uno”. Una passione incondizionata che spinge il collezionista a stare in guardia, ossessivamente, per la paura di perdere dei tasselli fondamentali per la sua collezione.

La collezione Iannaccone comprende un gran numero di disegni a matita, dipinti ad olio raffiguranti modelle in interni domestici, spiagge e alcune tele incentrate sul tema dell’immigrazione che entra a far parte della poetica di Giovanni Iudice verso la metà degli anni duemila. Una realtà che viene scandagliata e visceralmente affrontata dall'artista sino ai giorni nostri. “Ho scelto di dipingere profughi, immigrati, clandestini per intima necessità, perché mi sono sentito in dovere di farlo. Credo che la figura del clandestino sia una delle icone più rappresentative del contemporaneo, il clandestino spera, immagina la terra promessa con la morte nel cuore per la patria che ha lasciato”.

Opere Correlate

Artista: Iudice Giovanni Mostra tutte le opere (39)


La Cucina - Mia madre_53, 1993


Nudo nell'orto_50, 1997


Cava Paradiso_11, 1999


Silvana nell'orto o Nudo_27, 2000


Messina, Quartiere Giostra_23, 2001

Anno: 2010 Mostra tutte le opere (12)


Untitled (Eel Sellers), 2010


Senza titolo , 2010


Man on Bed with Birds, 2010


Autoritratto come Eclissi di Sole, 2010


Carla (Piccolissimo)_36, 2010

Geografia: Italia Mostra tutte le opere (97)


My Fourth Homage, 2003


Le Signorine Rossi, 1938


Sirena ferita, 1987


Senza titolo, 1993


Senza titolo, 2013

Tema: Veduta Aggregazione Mostra tutte le opere (77)


Caffè, 1940


Il biliardo, 1940


Il circo, 1941


Periferia (Grottammare), 1932


Tassì rosso, 1932

Tecnica: Disegno Mostra tutte le opere (41)


Untitled (Feeding the Gulls), 2007


Untitled (The Eternity Chamber), 2007


Untitled (Girl Feeding Gulls), 2008


Untitled (Laissez Faire), 2009


Untitled (Eel Sellers), 2010

Opera

Iudice Giovanni, Clandestini (ospedale)_41, 2011, matita su carta, 44 cm

BIografia

Iudice Giovanni

Giovanni Iudice è nato a Gela nel 1970 dove ancora oggi vive e Lavora. L'avvocato è sinceramente affascinato dall'opera dell'artista gelese e segue la sua attività da molto tempo, così come racconta in un'intervista: “Giovanni Iudice l'ho scoperto parecchi anni fa, in una piccola galleria alla Fiera di Bologna. Mi aveva colpito una sua spiaggia fatta a matita, con quella moltitudine di gente ammassata che cercava un po’ di vacanza. Si capiva benissimo che era una scena in qualche modo di povertà: era una spiaggia libera, non di quelle a pagamento, e ritraeva un'umanità che in quel luogo trovava il massimo del lusso che si poteva permettere. L'opera in questione era già stata venduta purtroppo, l'aveva comprata, mi ricordo, Lucio Dalla. Da quel momento ho cominciato a prendere contatto con Giovanni Iudice, l'ho cercato sugli elenchi telefonici e l'ho chiamato. Mi colpiva il suo rapporto con la storia dell'arte siciliana: io avevo nella testa le spiagge di Pirandello, con la loro carne ammassata, avevo in mente Guttuso, insomma un po' tutte queste figure degli anni trenta e, mi sembrava che Iudice, benchè assolutamente contemporaneo, le avesse un po’ dentro. Quasi tutte le sue opere le ho comprate io, lasciando al mercato poche cose. Forse per la prima volta c'è un'osmosi totale tra artista e collezionista, perché io non sono solo colui che gli compra le opere, sono quello con cui discute d'arte: se oggi abbia ancora un senso parlare di realismo, dopo tanti anni di figurazione. Mi parla dei suoi progetti futuri e il nostro dibattito è continuo. Iudice ha scelto sin dall'inizio una linea unica che poi non ha mai abbandonato: è la ricerca di un'umanità che vive in periferia, ai margini della società, dotata di una profonda integrità, assai lontana da quella che siamo abituati a vedere sulle pagine dei giornali o in televisione. Iudice scava nell'animo umano, questo è il valore aggiunto della sua pittura di cui mi sono innamorato. Io ricerco quel tipo di arte, è stato così per le opere degli anni trenta e continuo a farlo per l'arte contemporanea, quindi è normale che Giovanni ed io ci si sia incontrati. Quando Giovanni era ancora molto giovane, Fagiolo dell'Arco mi disse che nel disegno era arrivato a De Chirico. Credo che Fagiolo dicesse la pura verità, nel disegno è veramente il primo della classe; è uno strumento che usa senza pensare, come quando noi facciamo un movimento della mano istintivo, non pensiamo perché la mano è parte di noi, per lui la matita è parte del suo essere, non c'è filtro, mano e matita sono un tutt'uno”. Una passione incondizionata che spinge il collezionista a stare in guardia, ossessivamente, per la paura di perdere dei tasselli fondamentali per la sua collezione.

La collezione Iannaccone comprende un gran numero di disegni a matita, dipinti ad olio raffiguranti modelle in interni domestici, spiagge e alcune tele incentrate sul tema dell’immigrazione che entra a far parte della poetica di Giovanni Iudice verso la metà degli anni duemila. Una realtà che viene scandagliata e visceralmente affrontata dall'artista sino ai giorni nostri. “Ho scelto di dipingere profughi, immigrati, clandestini per intima necessità, perché mi sono sentito in dovere di farlo. Credo che la figura del clandestino sia una delle icone più rappresentative del contemporaneo, il clandestino spera, immagina la terra promessa con la morte nel cuore per la patria che ha lasciato”.

Opere Correlate

Artista: Iudice Giovanni Mostra tutte le opere (39)


La Cucina - Mia madre_53, 1993


Nudo nell'orto_50, 1997


Cava Paradiso_11, 1999


Silvana nell'orto o Nudo_27, 2000


Messina, Quartiere Giostra_23, 2001

Anno: 2011 Mostra tutte le opere (16)


olbania, 2011


Bear, 2011


Woods, 2011


Coulorphobic Clown, 2011


Summer Canvas III, 2011

Tema: Clandestini


Asino 2018 d.C._59, 2018

Opera

Iudice Giovanni, Umanità_40, 2011, olio su tela, 235 × 4 cm

BIografia

Iudice Giovanni

Giovanni Iudice è nato a Gela nel 1970 dove ancora oggi vive e Lavora. L'avvocato è sinceramente affascinato dall'opera dell'artista gelese e segue la sua attività da molto tempo, così come racconta in un'intervista: “Giovanni Iudice l'ho scoperto parecchi anni fa, in una piccola galleria alla Fiera di Bologna. Mi aveva colpito una sua spiaggia fatta a matita, con quella moltitudine di gente ammassata che cercava un po’ di vacanza. Si capiva benissimo che era una scena in qualche modo di povertà: era una spiaggia libera, non di quelle a pagamento, e ritraeva un'umanità che in quel luogo trovava il massimo del lusso che si poteva permettere. L'opera in questione era già stata venduta purtroppo, l'aveva comprata, mi ricordo, Lucio Dalla. Da quel momento ho cominciato a prendere contatto con Giovanni Iudice, l'ho cercato sugli elenchi telefonici e l'ho chiamato. Mi colpiva il suo rapporto con la storia dell'arte siciliana: io avevo nella testa le spiagge di Pirandello, con la loro carne ammassata, avevo in mente Guttuso, insomma un po' tutte queste figure degli anni trenta e, mi sembrava che Iudice, benchè assolutamente contemporaneo, le avesse un po’ dentro. Quasi tutte le sue opere le ho comprate io, lasciando al mercato poche cose. Forse per la prima volta c'è un'osmosi totale tra artista e collezionista, perché io non sono solo colui che gli compra le opere, sono quello con cui discute d'arte: se oggi abbia ancora un senso parlare di realismo, dopo tanti anni di figurazione. Mi parla dei suoi progetti futuri e il nostro dibattito è continuo. Iudice ha scelto sin dall'inizio una linea unica che poi non ha mai abbandonato: è la ricerca di un'umanità che vive in periferia, ai margini della società, dotata di una profonda integrità, assai lontana da quella che siamo abituati a vedere sulle pagine dei giornali o in televisione. Iudice scava nell'animo umano, questo è il valore aggiunto della sua pittura di cui mi sono innamorato. Io ricerco quel tipo di arte, è stato così per le opere degli anni trenta e continuo a farlo per l'arte contemporanea, quindi è normale che Giovanni ed io ci si sia incontrati. Quando Giovanni era ancora molto giovane, Fagiolo dell'Arco mi disse che nel disegno era arrivato a De Chirico. Credo che Fagiolo dicesse la pura verità, nel disegno è veramente il primo della classe; è uno strumento che usa senza pensare, come quando noi facciamo un movimento della mano istintivo, non pensiamo perché la mano è parte di noi, per lui la matita è parte del suo essere, non c'è filtro, mano e matita sono un tutt'uno”. Una passione incondizionata che spinge il collezionista a stare in guardia, ossessivamente, per la paura di perdere dei tasselli fondamentali per la sua collezione.

La collezione Iannaccone comprende un gran numero di disegni a matita, dipinti ad olio raffiguranti modelle in interni domestici, spiagge e alcune tele incentrate sul tema dell’immigrazione che entra a far parte della poetica di Giovanni Iudice verso la metà degli anni duemila. Una realtà che viene scandagliata e visceralmente affrontata dall'artista sino ai giorni nostri. “Ho scelto di dipingere profughi, immigrati, clandestini per intima necessità, perché mi sono sentito in dovere di farlo. Credo che la figura del clandestino sia una delle icone più rappresentative del contemporaneo, il clandestino spera, immagina la terra promessa con la morte nel cuore per la patria che ha lasciato”.

Opere Correlate

Artista: Iudice Giovanni Mostra tutte le opere (39)


La Cucina - Mia madre_53, 1993


Nudo nell'orto_50, 1997


Cava Paradiso_11, 1999


Silvana nell'orto o Nudo_27, 2000


Messina, Quartiere Giostra_23, 2001

Anno: 2011 Mostra tutte le opere (16)


olbania, 2011


Bear, 2011


Woods, 2011


Coulorphobic Clown, 2011


Summer Canvas III, 2011

Geografia: Italia Mostra tutte le opere (97)


My Fourth Homage, 2003


Le Signorine Rossi, 1938


Sirena ferita, 1987


Senza titolo, 1993


Senza titolo, 2013

Tema: Attualità Mostra tutte le opere (6)


Senza titolo_39, 2008


Nuvole a Venezia_1, 2012


Bagnanti e rocce_45, 2012


Centro di permanenza temporanea, 2007


Untitled, 2014

Tecnica: Pittura Mostra tutte le opere (167)


Untitled (Man/Woman with Shoe on Head), from The Liar series, 1995


Untitled (Study for Painting and Punishment), 2000 - 2003


Ballerine, 1938


L'armadio, 1938


Caffè, 1940

Opera

Iudice Giovanni, Spiaggia (Donna in primo piano)_42, 2011, matita su carta, 40 cm

BIografia

Iudice Giovanni

Giovanni Iudice è nato a Gela nel 1970 dove ancora oggi vive e Lavora. L'avvocato è sinceramente affascinato dall'opera dell'artista gelese e segue la sua attività da molto tempo, così come racconta in un'intervista: “Giovanni Iudice l'ho scoperto parecchi anni fa, in una piccola galleria alla Fiera di Bologna. Mi aveva colpito una sua spiaggia fatta a matita, con quella moltitudine di gente ammassata che cercava un po’ di vacanza. Si capiva benissimo che era una scena in qualche modo di povertà: era una spiaggia libera, non di quelle a pagamento, e ritraeva un'umanità che in quel luogo trovava il massimo del lusso che si poteva permettere. L'opera in questione era già stata venduta purtroppo, l'aveva comprata, mi ricordo, Lucio Dalla. Da quel momento ho cominciato a prendere contatto con Giovanni Iudice, l'ho cercato sugli elenchi telefonici e l'ho chiamato. Mi colpiva il suo rapporto con la storia dell'arte siciliana: io avevo nella testa le spiagge di Pirandello, con la loro carne ammassata, avevo in mente Guttuso, insomma un po' tutte queste figure degli anni trenta e, mi sembrava che Iudice, benchè assolutamente contemporaneo, le avesse un po’ dentro. Quasi tutte le sue opere le ho comprate io, lasciando al mercato poche cose. Forse per la prima volta c'è un'osmosi totale tra artista e collezionista, perché io non sono solo colui che gli compra le opere, sono quello con cui discute d'arte: se oggi abbia ancora un senso parlare di realismo, dopo tanti anni di figurazione. Mi parla dei suoi progetti futuri e il nostro dibattito è continuo. Iudice ha scelto sin dall'inizio una linea unica che poi non ha mai abbandonato: è la ricerca di un'umanità che vive in periferia, ai margini della società, dotata di una profonda integrità, assai lontana da quella che siamo abituati a vedere sulle pagine dei giornali o in televisione. Iudice scava nell'animo umano, questo è il valore aggiunto della sua pittura di cui mi sono innamorato. Io ricerco quel tipo di arte, è stato così per le opere degli anni trenta e continuo a farlo per l'arte contemporanea, quindi è normale che Giovanni ed io ci si sia incontrati. Quando Giovanni era ancora molto giovane, Fagiolo dell'Arco mi disse che nel disegno era arrivato a De Chirico. Credo che Fagiolo dicesse la pura verità, nel disegno è veramente il primo della classe; è uno strumento che usa senza pensare, come quando noi facciamo un movimento della mano istintivo, non pensiamo perché la mano è parte di noi, per lui la matita è parte del suo essere, non c'è filtro, mano e matita sono un tutt'uno”. Una passione incondizionata che spinge il collezionista a stare in guardia, ossessivamente, per la paura di perdere dei tasselli fondamentali per la sua collezione.

La collezione Iannaccone comprende un gran numero di disegni a matita, dipinti ad olio raffiguranti modelle in interni domestici, spiagge e alcune tele incentrate sul tema dell’immigrazione che entra a far parte della poetica di Giovanni Iudice verso la metà degli anni duemila. Una realtà che viene scandagliata e visceralmente affrontata dall'artista sino ai giorni nostri. “Ho scelto di dipingere profughi, immigrati, clandestini per intima necessità, perché mi sono sentito in dovere di farlo. Credo che la figura del clandestino sia una delle icone più rappresentative del contemporaneo, il clandestino spera, immagina la terra promessa con la morte nel cuore per la patria che ha lasciato”.

Opere Correlate

Artista: Iudice Giovanni Mostra tutte le opere (39)


La Cucina - Mia madre_53, 1993


Nudo nell'orto_50, 1997


Cava Paradiso_11, 1999


Silvana nell'orto o Nudo_27, 2000


Messina, Quartiere Giostra_23, 2001

Anno: 2011 Mostra tutte le opere (16)


olbania, 2011


Bear, 2011


Woods, 2011


Coulorphobic Clown, 2011


Summer Canvas III, 2011

Geografia: Italia Mostra tutte le opere (97)


My Fourth Homage, 2003


Le Signorine Rossi, 1938


Sirena ferita, 1987


Senza titolo, 1993


Senza titolo, 2013

Tema: Veduta Aggregazione Mostra tutte le opere (77)


Caffè, 1940


Il biliardo, 1940


Il circo, 1941


Periferia (Grottammare), 1932


Tassì rosso, 1932

Tecnica: Disegno Mostra tutte le opere (41)


Untitled (Feeding the Gulls), 2007


Untitled (The Eternity Chamber), 2007


Untitled (Girl Feeding Gulls), 2008


Untitled (Laissez Faire), 2009


Untitled (Eel Sellers), 2010

Opera

Iudice Giovanni, Nuvole a Venezia_1, 2012, olio su tela, 100 × 3.5 cm

BIografia

Iudice Giovanni

Giovanni Iudice è nato a Gela nel 1970 dove ancora oggi vive e Lavora. L'avvocato è sinceramente affascinato dall'opera dell'artista gelese e segue la sua attività da molto tempo, così come racconta in un'intervista: “Giovanni Iudice l'ho scoperto parecchi anni fa, in una piccola galleria alla Fiera di Bologna. Mi aveva colpito una sua spiaggia fatta a matita, con quella moltitudine di gente ammassata che cercava un po’ di vacanza. Si capiva benissimo che era una scena in qualche modo di povertà: era una spiaggia libera, non di quelle a pagamento, e ritraeva un'umanità che in quel luogo trovava il massimo del lusso che si poteva permettere. L'opera in questione era già stata venduta purtroppo, l'aveva comprata, mi ricordo, Lucio Dalla. Da quel momento ho cominciato a prendere contatto con Giovanni Iudice, l'ho cercato sugli elenchi telefonici e l'ho chiamato. Mi colpiva il suo rapporto con la storia dell'arte siciliana: io avevo nella testa le spiagge di Pirandello, con la loro carne ammassata, avevo in mente Guttuso, insomma un po' tutte queste figure degli anni trenta e, mi sembrava che Iudice, benchè assolutamente contemporaneo, le avesse un po’ dentro. Quasi tutte le sue opere le ho comprate io, lasciando al mercato poche cose. Forse per la prima volta c'è un'osmosi totale tra artista e collezionista, perché io non sono solo colui che gli compra le opere, sono quello con cui discute d'arte: se oggi abbia ancora un senso parlare di realismo, dopo tanti anni di figurazione. Mi parla dei suoi progetti futuri e il nostro dibattito è continuo. Iudice ha scelto sin dall'inizio una linea unica che poi non ha mai abbandonato: è la ricerca di un'umanità che vive in periferia, ai margini della società, dotata di una profonda integrità, assai lontana da quella che siamo abituati a vedere sulle pagine dei giornali o in televisione. Iudice scava nell'animo umano, questo è il valore aggiunto della sua pittura di cui mi sono innamorato. Io ricerco quel tipo di arte, è stato così per le opere degli anni trenta e continuo a farlo per l'arte contemporanea, quindi è normale che Giovanni ed io ci si sia incontrati. Quando Giovanni era ancora molto giovane, Fagiolo dell'Arco mi disse che nel disegno era arrivato a De Chirico. Credo che Fagiolo dicesse la pura verità, nel disegno è veramente il primo della classe; è uno strumento che usa senza pensare, come quando noi facciamo un movimento della mano istintivo, non pensiamo perché la mano è parte di noi, per lui la matita è parte del suo essere, non c'è filtro, mano e matita sono un tutt'uno”. Una passione incondizionata che spinge il collezionista a stare in guardia, ossessivamente, per la paura di perdere dei tasselli fondamentali per la sua collezione.

La collezione Iannaccone comprende un gran numero di disegni a matita, dipinti ad olio raffiguranti modelle in interni domestici, spiagge e alcune tele incentrate sul tema dell’immigrazione che entra a far parte della poetica di Giovanni Iudice verso la metà degli anni duemila. Una realtà che viene scandagliata e visceralmente affrontata dall'artista sino ai giorni nostri. “Ho scelto di dipingere profughi, immigrati, clandestini per intima necessità, perché mi sono sentito in dovere di farlo. Credo che la figura del clandestino sia una delle icone più rappresentative del contemporaneo, il clandestino spera, immagina la terra promessa con la morte nel cuore per la patria che ha lasciato”.

Opere Correlate

Artista: Iudice Giovanni Mostra tutte le opere (39)


La Cucina - Mia madre_53, 1993


Nudo nell'orto_50, 1997


Cava Paradiso_11, 1999


Silvana nell'orto o Nudo_27, 2000


Messina, Quartiere Giostra_23, 2001

Anno: 2012 Mostra tutte le opere (10)


Senza Titolo (Pazuzu), 2012


Stanza 5 (The Agreement), 2012


Bagnanti e rocce_45, 2012


Autoritratto, 2012


Moleskine Guy , 2012

Geografia: Italia Mostra tutte le opere (97)


My Fourth Homage, 2003


Le Signorine Rossi, 1938


Sirena ferita, 1987


Senza titolo, 1993


Senza titolo, 2013

Tema: Attualità Mostra tutte le opere (6)


Senza titolo_39, 2008


Umanità_40, 2011


Bagnanti e rocce_45, 2012


Centro di permanenza temporanea, 2007


Untitled, 2014

Tecnica: Pittura Mostra tutte le opere (167)


Untitled (Man/Woman with Shoe on Head), from The Liar series, 1995


Untitled (Study for Painting and Punishment), 2000 - 2003


Ballerine, 1938


L'armadio, 1938


Caffè, 1940

Opera

Iudice Giovanni, Bagnanti e rocce_45, 2012, matita su carta, 38.5 cm

BIografia

Iudice Giovanni

Giovanni Iudice è nato a Gela nel 1970 dove ancora oggi vive e Lavora. L'avvocato è sinceramente affascinato dall'opera dell'artista gelese e segue la sua attività da molto tempo, così come racconta in un'intervista: “Giovanni Iudice l'ho scoperto parecchi anni fa, in una piccola galleria alla Fiera di Bologna. Mi aveva colpito una sua spiaggia fatta a matita, con quella moltitudine di gente ammassata che cercava un po’ di vacanza. Si capiva benissimo che era una scena in qualche modo di povertà: era una spiaggia libera, non di quelle a pagamento, e ritraeva un'umanità che in quel luogo trovava il massimo del lusso che si poteva permettere. L'opera in questione era già stata venduta purtroppo, l'aveva comprata, mi ricordo, Lucio Dalla. Da quel momento ho cominciato a prendere contatto con Giovanni Iudice, l'ho cercato sugli elenchi telefonici e l'ho chiamato. Mi colpiva il suo rapporto con la storia dell'arte siciliana: io avevo nella testa le spiagge di Pirandello, con la loro carne ammassata, avevo in mente Guttuso, insomma un po' tutte queste figure degli anni trenta e, mi sembrava che Iudice, benchè assolutamente contemporaneo, le avesse un po’ dentro. Quasi tutte le sue opere le ho comprate io, lasciando al mercato poche cose. Forse per la prima volta c'è un'osmosi totale tra artista e collezionista, perché io non sono solo colui che gli compra le opere, sono quello con cui discute d'arte: se oggi abbia ancora un senso parlare di realismo, dopo tanti anni di figurazione. Mi parla dei suoi progetti futuri e il nostro dibattito è continuo. Iudice ha scelto sin dall'inizio una linea unica che poi non ha mai abbandonato: è la ricerca di un'umanità che vive in periferia, ai margini della società, dotata di una profonda integrità, assai lontana da quella che siamo abituati a vedere sulle pagine dei giornali o in televisione. Iudice scava nell'animo umano, questo è il valore aggiunto della sua pittura di cui mi sono innamorato. Io ricerco quel tipo di arte, è stato così per le opere degli anni trenta e continuo a farlo per l'arte contemporanea, quindi è normale che Giovanni ed io ci si sia incontrati. Quando Giovanni era ancora molto giovane, Fagiolo dell'Arco mi disse che nel disegno era arrivato a De Chirico. Credo che Fagiolo dicesse la pura verità, nel disegno è veramente il primo della classe; è uno strumento che usa senza pensare, come quando noi facciamo un movimento della mano istintivo, non pensiamo perché la mano è parte di noi, per lui la matita è parte del suo essere, non c'è filtro, mano e matita sono un tutt'uno”. Una passione incondizionata che spinge il collezionista a stare in guardia, ossessivamente, per la paura di perdere dei tasselli fondamentali per la sua collezione.

La collezione Iannaccone comprende un gran numero di disegni a matita, dipinti ad olio raffiguranti modelle in interni domestici, spiagge e alcune tele incentrate sul tema dell’immigrazione che entra a far parte della poetica di Giovanni Iudice verso la metà degli anni duemila. Una realtà che viene scandagliata e visceralmente affrontata dall'artista sino ai giorni nostri. “Ho scelto di dipingere profughi, immigrati, clandestini per intima necessità, perché mi sono sentito in dovere di farlo. Credo che la figura del clandestino sia una delle icone più rappresentative del contemporaneo, il clandestino spera, immagina la terra promessa con la morte nel cuore per la patria che ha lasciato”.

Opere Correlate

Artista: Iudice Giovanni Mostra tutte le opere (39)


La Cucina - Mia madre_53, 1993


Nudo nell'orto_50, 1997


Cava Paradiso_11, 1999


Silvana nell'orto o Nudo_27, 2000


Messina, Quartiere Giostra_23, 2001

Anno: 2012 Mostra tutte le opere (10)


Senza Titolo (Pazuzu), 2012


Stanza 5 (The Agreement), 2012


Nuvole a Venezia_1, 2012


Autoritratto, 2012


Moleskine Guy , 2012

Geografia: Italia Mostra tutte le opere (97)


My Fourth Homage, 2003


Le Signorine Rossi, 1938


Sirena ferita, 1987


Senza titolo, 1993


Senza titolo, 2013

Tema: Veduta Aggregazione Attualità Mostra tutte le opere (83)


Caffè, 1940


Il biliardo, 1940


Il circo, 1941


Periferia (Grottammare), 1932


Tassì rosso, 1932

Tecnica: Disegno Mostra tutte le opere (41)


Untitled (Feeding the Gulls), 2007


Untitled (The Eternity Chamber), 2007


Untitled (Girl Feeding Gulls), 2008


Untitled (Laissez Faire), 2009


Untitled (Eel Sellers), 2010

Opera

Iudice Giovanni, Donna che si spoglia_46, 2014, olio su tavola di legno, 20 cm

BIografia

Iudice Giovanni

Giovanni Iudice è nato a Gela nel 1970 dove ancora oggi vive e Lavora. L'avvocato è sinceramente affascinato dall'opera dell'artista gelese e segue la sua attività da molto tempo, così come racconta in un'intervista: “Giovanni Iudice l'ho scoperto parecchi anni fa, in una piccola galleria alla Fiera di Bologna. Mi aveva colpito una sua spiaggia fatta a matita, con quella moltitudine di gente ammassata che cercava un po’ di vacanza. Si capiva benissimo che era una scena in qualche modo di povertà: era una spiaggia libera, non di quelle a pagamento, e ritraeva un'umanità che in quel luogo trovava il massimo del lusso che si poteva permettere. L'opera in questione era già stata venduta purtroppo, l'aveva comprata, mi ricordo, Lucio Dalla. Da quel momento ho cominciato a prendere contatto con Giovanni Iudice, l'ho cercato sugli elenchi telefonici e l'ho chiamato. Mi colpiva il suo rapporto con la storia dell'arte siciliana: io avevo nella testa le spiagge di Pirandello, con la loro carne ammassata, avevo in mente Guttuso, insomma un po' tutte queste figure degli anni trenta e, mi sembrava che Iudice, benchè assolutamente contemporaneo, le avesse un po’ dentro. Quasi tutte le sue opere le ho comprate io, lasciando al mercato poche cose. Forse per la prima volta c'è un'osmosi totale tra artista e collezionista, perché io non sono solo colui che gli compra le opere, sono quello con cui discute d'arte: se oggi abbia ancora un senso parlare di realismo, dopo tanti anni di figurazione. Mi parla dei suoi progetti futuri e il nostro dibattito è continuo. Iudice ha scelto sin dall'inizio una linea unica che poi non ha mai abbandonato: è la ricerca di un'umanità che vive in periferia, ai margini della società, dotata di una profonda integrità, assai lontana da quella che siamo abituati a vedere sulle pagine dei giornali o in televisione. Iudice scava nell'animo umano, questo è il valore aggiunto della sua pittura di cui mi sono innamorato. Io ricerco quel tipo di arte, è stato così per le opere degli anni trenta e continuo a farlo per l'arte contemporanea, quindi è normale che Giovanni ed io ci si sia incontrati. Quando Giovanni era ancora molto giovane, Fagiolo dell'Arco mi disse che nel disegno era arrivato a De Chirico. Credo che Fagiolo dicesse la pura verità, nel disegno è veramente il primo della classe; è uno strumento che usa senza pensare, come quando noi facciamo un movimento della mano istintivo, non pensiamo perché la mano è parte di noi, per lui la matita è parte del suo essere, non c'è filtro, mano e matita sono un tutt'uno”. Una passione incondizionata che spinge il collezionista a stare in guardia, ossessivamente, per la paura di perdere dei tasselli fondamentali per la sua collezione.

La collezione Iannaccone comprende un gran numero di disegni a matita, dipinti ad olio raffiguranti modelle in interni domestici, spiagge e alcune tele incentrate sul tema dell’immigrazione che entra a far parte della poetica di Giovanni Iudice verso la metà degli anni duemila. Una realtà che viene scandagliata e visceralmente affrontata dall'artista sino ai giorni nostri. “Ho scelto di dipingere profughi, immigrati, clandestini per intima necessità, perché mi sono sentito in dovere di farlo. Credo che la figura del clandestino sia una delle icone più rappresentative del contemporaneo, il clandestino spera, immagina la terra promessa con la morte nel cuore per la patria che ha lasciato”.

Opere Correlate

Artista: Iudice Giovanni Mostra tutte le opere (39)


La Cucina - Mia madre_53, 1993


Nudo nell'orto_50, 1997


Cava Paradiso_11, 1999


Silvana nell'orto o Nudo_27, 2000


Messina, Quartiere Giostra_23, 2001

Anno: 2014


Untitled, 2014


Untitled, 2014


Midnight Garden, 2014

Geografia: Italia Mostra tutte le opere (97)


My Fourth Homage, 2003


Le Signorine Rossi, 1938


Sirena ferita, 1987


Senza titolo, 1993


Senza titolo, 2013

Tema: Ritratto Mostra tutte le opere (126)


Untitled (Man/Woman with Shoe on Head), from The Liar series, 1995


Untitled (Study for Painting and Punishment), 2000 - 2003


Shikijyo Sexual Desire, 1996/2008


Grand diary of photo mania, 1998-2008


Pola Eros, 2007

Tecnica: Pittura Mostra tutte le opere (167)


Untitled (Man/Woman with Shoe on Head), from The Liar series, 1995


Untitled (Study for Painting and Punishment), 2000 - 2003


Ballerine, 1938


L'armadio, 1938


Caffè, 1940

Opera

Iudice Giovanni, Ultimo nudo_48, 2015, olio su tela, 49 cm

BIografia

Iudice Giovanni

Giovanni Iudice è nato a Gela nel 1970 dove ancora oggi vive e Lavora. L'avvocato è sinceramente affascinato dall'opera dell'artista gelese e segue la sua attività da molto tempo, così come racconta in un'intervista: “Giovanni Iudice l'ho scoperto parecchi anni fa, in una piccola galleria alla Fiera di Bologna. Mi aveva colpito una sua spiaggia fatta a matita, con quella moltitudine di gente ammassata che cercava un po’ di vacanza. Si capiva benissimo che era una scena in qualche modo di povertà: era una spiaggia libera, non di quelle a pagamento, e ritraeva un'umanità che in quel luogo trovava il massimo del lusso che si poteva permettere. L'opera in questione era già stata venduta purtroppo, l'aveva comprata, mi ricordo, Lucio Dalla. Da quel momento ho cominciato a prendere contatto con Giovanni Iudice, l'ho cercato sugli elenchi telefonici e l'ho chiamato. Mi colpiva il suo rapporto con la storia dell'arte siciliana: io avevo nella testa le spiagge di Pirandello, con la loro carne ammassata, avevo in mente Guttuso, insomma un po' tutte queste figure degli anni trenta e, mi sembrava che Iudice, benchè assolutamente contemporaneo, le avesse un po’ dentro. Quasi tutte le sue opere le ho comprate io, lasciando al mercato poche cose. Forse per la prima volta c'è un'osmosi totale tra artista e collezionista, perché io non sono solo colui che gli compra le opere, sono quello con cui discute d'arte: se oggi abbia ancora un senso parlare di realismo, dopo tanti anni di figurazione. Mi parla dei suoi progetti futuri e il nostro dibattito è continuo. Iudice ha scelto sin dall'inizio una linea unica che poi non ha mai abbandonato: è la ricerca di un'umanità che vive in periferia, ai margini della società, dotata di una profonda integrità, assai lontana da quella che siamo abituati a vedere sulle pagine dei giornali o in televisione. Iudice scava nell'animo umano, questo è il valore aggiunto della sua pittura di cui mi sono innamorato. Io ricerco quel tipo di arte, è stato così per le opere degli anni trenta e continuo a farlo per l'arte contemporanea, quindi è normale che Giovanni ed io ci si sia incontrati. Quando Giovanni era ancora molto giovane, Fagiolo dell'Arco mi disse che nel disegno era arrivato a De Chirico. Credo che Fagiolo dicesse la pura verità, nel disegno è veramente il primo della classe; è uno strumento che usa senza pensare, come quando noi facciamo un movimento della mano istintivo, non pensiamo perché la mano è parte di noi, per lui la matita è parte del suo essere, non c'è filtro, mano e matita sono un tutt'uno”. Una passione incondizionata che spinge il collezionista a stare in guardia, ossessivamente, per la paura di perdere dei tasselli fondamentali per la sua collezione.

La collezione Iannaccone comprende un gran numero di disegni a matita, dipinti ad olio raffiguranti modelle in interni domestici, spiagge e alcune tele incentrate sul tema dell’immigrazione che entra a far parte della poetica di Giovanni Iudice verso la metà degli anni duemila. Una realtà che viene scandagliata e visceralmente affrontata dall'artista sino ai giorni nostri. “Ho scelto di dipingere profughi, immigrati, clandestini per intima necessità, perché mi sono sentito in dovere di farlo. Credo che la figura del clandestino sia una delle icone più rappresentative del contemporaneo, il clandestino spera, immagina la terra promessa con la morte nel cuore per la patria che ha lasciato”.

Opere Correlate

Artista: Iudice Giovanni Mostra tutte le opere (39)


La Cucina - Mia madre_53, 1993


Nudo nell'orto_50, 1997


Cava Paradiso_11, 1999


Silvana nell'orto o Nudo_27, 2000


Messina, Quartiere Giostra_23, 2001

Anno: 2015 Mostra tutte le opere (7)


Waterfall Variation, 2015


Dolma Kick, 2015


The treatment 19, 2015


Ingrid (Claque & Shill), 2015


Hedgerow Living, 2015

Geografia: Italia Mostra tutte le opere (97)


My Fourth Homage, 2003


Le Signorine Rossi, 1938


Sirena ferita, 1987


Senza titolo, 1993


Senza titolo, 2013

Tema: Ritratto Nudo Mostra tutte le opere (155)


Untitled (Man/Woman with Shoe on Head), from The Liar series, 1995


Untitled (Study for Painting and Punishment), 2000 - 2003


Shikijyo Sexual Desire, 1996/2008


Tokyo Comedy , 1997/2008


Grand diary of photo mania, 1998-2008

Tecnica: Pittura Mostra tutte le opere (167)


Untitled (Man/Woman with Shoe on Head), from The Liar series, 1995


Untitled (Study for Painting and Punishment), 2000 - 2003


Ballerine, 1938


L'armadio, 1938


Caffè, 1940

Opera

Iudice Giovanni, Ombrellone_51, 2016, Grafite su carta, 34 cm

BIografia

Iudice Giovanni

Giovanni Iudice è nato a Gela nel 1970 dove ancora oggi vive e Lavora. L'avvocato è sinceramente affascinato dall'opera dell'artista gelese e segue la sua attività da molto tempo, così come racconta in un'intervista: “Giovanni Iudice l'ho scoperto parecchi anni fa, in una piccola galleria alla Fiera di Bologna. Mi aveva colpito una sua spiaggia fatta a matita, con quella moltitudine di gente ammassata che cercava un po’ di vacanza. Si capiva benissimo che era una scena in qualche modo di povertà: era una spiaggia libera, non di quelle a pagamento, e ritraeva un'umanità che in quel luogo trovava il massimo del lusso che si poteva permettere. L'opera in questione era già stata venduta purtroppo, l'aveva comprata, mi ricordo, Lucio Dalla. Da quel momento ho cominciato a prendere contatto con Giovanni Iudice, l'ho cercato sugli elenchi telefonici e l'ho chiamato. Mi colpiva il suo rapporto con la storia dell'arte siciliana: io avevo nella testa le spiagge di Pirandello, con la loro carne ammassata, avevo in mente Guttuso, insomma un po' tutte queste figure degli anni trenta e, mi sembrava che Iudice, benchè assolutamente contemporaneo, le avesse un po’ dentro. Quasi tutte le sue opere le ho comprate io, lasciando al mercato poche cose. Forse per la prima volta c'è un'osmosi totale tra artista e collezionista, perché io non sono solo colui che gli compra le opere, sono quello con cui discute d'arte: se oggi abbia ancora un senso parlare di realismo, dopo tanti anni di figurazione. Mi parla dei suoi progetti futuri e il nostro dibattito è continuo. Iudice ha scelto sin dall'inizio una linea unica che poi non ha mai abbandonato: è la ricerca di un'umanità che vive in periferia, ai margini della società, dotata di una profonda integrità, assai lontana da quella che siamo abituati a vedere sulle pagine dei giornali o in televisione. Iudice scava nell'animo umano, questo è il valore aggiunto della sua pittura di cui mi sono innamorato. Io ricerco quel tipo di arte, è stato così per le opere degli anni trenta e continuo a farlo per l'arte contemporanea, quindi è normale che Giovanni ed io ci si sia incontrati. Quando Giovanni era ancora molto giovane, Fagiolo dell'Arco mi disse che nel disegno era arrivato a De Chirico. Credo che Fagiolo dicesse la pura verità, nel disegno è veramente il primo della classe; è uno strumento che usa senza pensare, come quando noi facciamo un movimento della mano istintivo, non pensiamo perché la mano è parte di noi, per lui la matita è parte del suo essere, non c'è filtro, mano e matita sono un tutt'uno”. Una passione incondizionata che spinge il collezionista a stare in guardia, ossessivamente, per la paura di perdere dei tasselli fondamentali per la sua collezione.

La collezione Iannaccone comprende un gran numero di disegni a matita, dipinti ad olio raffiguranti modelle in interni domestici, spiagge e alcune tele incentrate sul tema dell’immigrazione che entra a far parte della poetica di Giovanni Iudice verso la metà degli anni duemila. Una realtà che viene scandagliata e visceralmente affrontata dall'artista sino ai giorni nostri. “Ho scelto di dipingere profughi, immigrati, clandestini per intima necessità, perché mi sono sentito in dovere di farlo. Credo che la figura del clandestino sia una delle icone più rappresentative del contemporaneo, il clandestino spera, immagina la terra promessa con la morte nel cuore per la patria che ha lasciato”.

Opere Correlate

Artista: Iudice Giovanni Mostra tutte le opere (39)


La Cucina - Mia madre_53, 1993


Nudo nell'orto_50, 1997


Cava Paradiso_11, 1999


Silvana nell'orto o Nudo_27, 2000


Messina, Quartiere Giostra_23, 2001

Anno: 2016 Mostra tutte le opere (13)


Piccolo osservatorio, 2016


Gradual (V), 2016


Ali, 2016


Finalmente mi guardo le spalle, 2016


Orecchie, 2016

Geografia: Italia Mostra tutte le opere (97)


My Fourth Homage, 2003


Le Signorine Rossi, 1938


Sirena ferita, 1987


Senza titolo, 1993


Senza titolo, 2013

Tema: Veduta Aggregazione Mostra tutte le opere (77)


Caffè, 1940


Il biliardo, 1940


Il circo, 1941


Periferia (Grottammare), 1932


Tassì rosso, 1932

Tecnica: Disegno Mostra tutte le opere (41)


Untitled (Feeding the Gulls), 2007


Untitled (The Eternity Chamber), 2007


Untitled (Girl Feeding Gulls), 2008


Untitled (Laissez Faire), 2009


Untitled (Eel Sellers), 2010

Opera

Iudice Giovanni, Asino 2018 d.C._59, 2018, trittico - olio su tela

BIografia

Iudice Giovanni

Giovanni Iudice è nato a Gela nel 1970 dove ancora oggi vive e Lavora. L'avvocato è sinceramente affascinato dall'opera dell'artista gelese e segue la sua attività da molto tempo, così come racconta in un'intervista: “Giovanni Iudice l'ho scoperto parecchi anni fa, in una piccola galleria alla Fiera di Bologna. Mi aveva colpito una sua spiaggia fatta a matita, con quella moltitudine di gente ammassata che cercava un po’ di vacanza. Si capiva benissimo che era una scena in qualche modo di povertà: era una spiaggia libera, non di quelle a pagamento, e ritraeva un'umanità che in quel luogo trovava il massimo del lusso che si poteva permettere. L'opera in questione era già stata venduta purtroppo, l'aveva comprata, mi ricordo, Lucio Dalla. Da quel momento ho cominciato a prendere contatto con Giovanni Iudice, l'ho cercato sugli elenchi telefonici e l'ho chiamato. Mi colpiva il suo rapporto con la storia dell'arte siciliana: io avevo nella testa le spiagge di Pirandello, con la loro carne ammassata, avevo in mente Guttuso, insomma un po' tutte queste figure degli anni trenta e, mi sembrava che Iudice, benchè assolutamente contemporaneo, le avesse un po’ dentro. Quasi tutte le sue opere le ho comprate io, lasciando al mercato poche cose. Forse per la prima volta c'è un'osmosi totale tra artista e collezionista, perché io non sono solo colui che gli compra le opere, sono quello con cui discute d'arte: se oggi abbia ancora un senso parlare di realismo, dopo tanti anni di figurazione. Mi parla dei suoi progetti futuri e il nostro dibattito è continuo. Iudice ha scelto sin dall'inizio una linea unica che poi non ha mai abbandonato: è la ricerca di un'umanità che vive in periferia, ai margini della società, dotata di una profonda integrità, assai lontana da quella che siamo abituati a vedere sulle pagine dei giornali o in televisione. Iudice scava nell'animo umano, questo è il valore aggiunto della sua pittura di cui mi sono innamorato. Io ricerco quel tipo di arte, è stato così per le opere degli anni trenta e continuo a farlo per l'arte contemporanea, quindi è normale che Giovanni ed io ci si sia incontrati. Quando Giovanni era ancora molto giovane, Fagiolo dell'Arco mi disse che nel disegno era arrivato a De Chirico. Credo che Fagiolo dicesse la pura verità, nel disegno è veramente il primo della classe; è uno strumento che usa senza pensare, come quando noi facciamo un movimento della mano istintivo, non pensiamo perché la mano è parte di noi, per lui la matita è parte del suo essere, non c'è filtro, mano e matita sono un tutt'uno”. Una passione incondizionata che spinge il collezionista a stare in guardia, ossessivamente, per la paura di perdere dei tasselli fondamentali per la sua collezione.

La collezione Iannaccone comprende un gran numero di disegni a matita, dipinti ad olio raffiguranti modelle in interni domestici, spiagge e alcune tele incentrate sul tema dell’immigrazione che entra a far parte della poetica di Giovanni Iudice verso la metà degli anni duemila. Una realtà che viene scandagliata e visceralmente affrontata dall'artista sino ai giorni nostri. “Ho scelto di dipingere profughi, immigrati, clandestini per intima necessità, perché mi sono sentito in dovere di farlo. Credo che la figura del clandestino sia una delle icone più rappresentative del contemporaneo, il clandestino spera, immagina la terra promessa con la morte nel cuore per la patria che ha lasciato”.

Opere Correlate

Artista: Iudice Giovanni Mostra tutte le opere (39)


La Cucina - Mia madre_53, 1993


Nudo nell'orto_50, 1997


Cava Paradiso_11, 1999


Silvana nell'orto o Nudo_27, 2000


Messina, Quartiere Giostra_23, 2001

Anno: 2018 Mostra tutte le opere (13)


Suffragette as a Puta Feminista (Originally a "Votes for Women" postcard from the Ann Lewis Women's Suffrage Collection, 1905-1910), 2018


Autoritratto come animale, 2018


L'altra metà , 2018


Li ho persi tutti, 2018


Senza Titolo, 2018

Geografia: Italia Mostra tutte le opere (97)


My Fourth Homage, 2003


Le Signorine Rossi, 1938


Sirena ferita, 1987


Senza titolo, 1993


Senza titolo, 2013

Tema: Donna Clandestini Mostra tutte le opere (10)


Victoria, 2002


Elyson, 1952


Parasol Ant, 1997


Clandestini (ospedale)_41, 2011


Asino 2018 d.C._59, 2018

Tecnica: Pittura Olio su tela Mostra tutte le opere (200)


Eine Kleine Nacht Musiek, 1993


Untitled (Man/Woman with Shoe on Head), from The Liar series, 1995


Untitled (Study for Painting and Punishment), 2000 - 2003


Ballerine, 1938


L'armadio, 1938