Collezione Giuseppe Iannaccone

Artwork

Iudice Giovanni, La Cucina - Mia madre_53, 1993, drawing, 34 cm

Biography

Iudice Giovanni

Giovanni Iudice è nato a Gela nel 1970 dove ancora oggi vive e Lavora. L'avvocato è sinceramente affascinato dall'opera dell'artista gelese e segue la sua attività da molto tempo, così come racconta in un'intervista: “Giovanni Iudice l'ho scoperto parecchi anni fa, in una piccola galleria alla Fiera di Bologna. Mi aveva colpito una sua spiaggia fatta a matita, con quella moltitudine di gente ammassata che cercava un po’ di vacanza. Si capiva benissimo che era una scena in qualche modo di povertà: era una spiaggia libera, non di quelle a pagamento, e ritraeva un'umanità che in quel luogo trovava il massimo del lusso che si poteva permettere. L'opera in questione era già stata venduta purtroppo, l'aveva comprata, mi ricordo, Lucio Dalla. Da quel momento ho cominciato a prendere contatto con Giovanni Iudice, l'ho cercato sugli elenchi telefonici e l'ho chiamato. Mi colpiva il suo rapporto con la storia dell'arte siciliana: io avevo nella testa le spiagge di Pirandello, con la loro carne ammassata, avevo in mente Guttuso, insomma un po' tutte queste figure degli anni trenta e, mi sembrava che Iudice, benchè assolutamente contemporaneo, le avesse un po’ dentro. Quasi tutte le sue opere le ho comprate io, lasciando al mercato poche cose. Forse per la prima volta c'è un'osmosi totale tra artista e collezionista, perché io non sono solo colui che gli compra le opere, sono quello con cui discute d'arte: se oggi abbia ancora un senso parlare di realismo, dopo tanti anni di figurazione. Mi parla dei suoi progetti futuri e il nostro dibattito è continuo. Iudice ha scelto sin dall'inizio una linea unica che poi non ha mai abbandonato: è la ricerca di un'umanità che vive in periferia, ai margini della società, dotata di una profonda integrità, assai lontana da quella che siamo abituati a vedere sulle pagine dei giornali o in televisione. Iudice scava nell'animo umano, questo è il valore aggiunto della sua pittura di cui mi sono innamorato. Io ricerco quel tipo di arte, è stato così per le opere degli anni trenta e continuo a farlo per l'arte contemporanea, quindi è normale che Giovanni ed io ci si sia incontrati. Quando Giovanni era ancora molto giovane, Fagiolo dell'Arco mi disse che nel disegno era arrivato a De Chirico. Credo che Fagiolo dicesse la pura verità, nel disegno è veramente il primo della classe; è uno strumento che usa senza pensare, come quando noi facciamo un movimento della mano istintivo, non pensiamo perché la mano è parte di noi, per lui la matita è parte del suo essere, non c'è filtro, mano e matita sono un tutt'uno”. Una passione incondizionata che spinge il collezionista a stare in guardia, ossessivamente, per la paura di perdere dei tasselli fondamentali per la sua collezione.

La collezione Iannaccone comprende un gran numero di disegni a matita, dipinti ad olio raffiguranti modelle in interni domestici, spiagge e alcune tele incentrate sul tema dell’immigrazione che entra a far parte della poetica di Giovanni Iudice verso la metà degli anni duemila. Una realtà che viene scandagliata e visceralmente affrontata dall'artista sino ai giorni nostri. “Ho scelto di dipingere profughi, immigrati, clandestini per intima necessità, perché mi sono sentito in dovere di farlo. Credo che la figura del clandestino sia una delle icone più rappresentative del contemporaneo, il clandestino spera, immagina la terra promessa con la morte nel cuore per la patria che ha lasciato”.

Related Artworks

Artist: Iudice Giovanni View all (39)


Nudo nell'orto_50, 1997


Cava Paradiso_11, 1999


Silvana nell'orto o Nudo_27, 2000


Messina, Quartiere Giostra_23, 2001


Spiaggia "Figura sulla spiaggia"_15, 2001

Year: 1993 View all (9)


Eine Kleine Nacht Musiek, 1993


Senza titolo, 1993


Jalta, Ukraine, July 29, 1993, 1993


Figure sulla spiaggia_2, 1993


Rossana_4, 1993

Artwork

Iudice Giovanni, Figure sulla spiaggia_2, 1993, drwaing, 32.5 cm

Biography

Iudice Giovanni

Giovanni Iudice è nato a Gela nel 1970 dove ancora oggi vive e Lavora. L'avvocato è sinceramente affascinato dall'opera dell'artista gelese e segue la sua attività da molto tempo, così come racconta in un'intervista: “Giovanni Iudice l'ho scoperto parecchi anni fa, in una piccola galleria alla Fiera di Bologna. Mi aveva colpito una sua spiaggia fatta a matita, con quella moltitudine di gente ammassata che cercava un po’ di vacanza. Si capiva benissimo che era una scena in qualche modo di povertà: era una spiaggia libera, non di quelle a pagamento, e ritraeva un'umanità che in quel luogo trovava il massimo del lusso che si poteva permettere. L'opera in questione era già stata venduta purtroppo, l'aveva comprata, mi ricordo, Lucio Dalla. Da quel momento ho cominciato a prendere contatto con Giovanni Iudice, l'ho cercato sugli elenchi telefonici e l'ho chiamato. Mi colpiva il suo rapporto con la storia dell'arte siciliana: io avevo nella testa le spiagge di Pirandello, con la loro carne ammassata, avevo in mente Guttuso, insomma un po' tutte queste figure degli anni trenta e, mi sembrava che Iudice, benchè assolutamente contemporaneo, le avesse un po’ dentro. Quasi tutte le sue opere le ho comprate io, lasciando al mercato poche cose. Forse per la prima volta c'è un'osmosi totale tra artista e collezionista, perché io non sono solo colui che gli compra le opere, sono quello con cui discute d'arte: se oggi abbia ancora un senso parlare di realismo, dopo tanti anni di figurazione. Mi parla dei suoi progetti futuri e il nostro dibattito è continuo. Iudice ha scelto sin dall'inizio una linea unica che poi non ha mai abbandonato: è la ricerca di un'umanità che vive in periferia, ai margini della società, dotata di una profonda integrità, assai lontana da quella che siamo abituati a vedere sulle pagine dei giornali o in televisione. Iudice scava nell'animo umano, questo è il valore aggiunto della sua pittura di cui mi sono innamorato. Io ricerco quel tipo di arte, è stato così per le opere degli anni trenta e continuo a farlo per l'arte contemporanea, quindi è normale che Giovanni ed io ci si sia incontrati. Quando Giovanni era ancora molto giovane, Fagiolo dell'Arco mi disse che nel disegno era arrivato a De Chirico. Credo che Fagiolo dicesse la pura verità, nel disegno è veramente il primo della classe; è uno strumento che usa senza pensare, come quando noi facciamo un movimento della mano istintivo, non pensiamo perché la mano è parte di noi, per lui la matita è parte del suo essere, non c'è filtro, mano e matita sono un tutt'uno”. Una passione incondizionata che spinge il collezionista a stare in guardia, ossessivamente, per la paura di perdere dei tasselli fondamentali per la sua collezione.

La collezione Iannaccone comprende un gran numero di disegni a matita, dipinti ad olio raffiguranti modelle in interni domestici, spiagge e alcune tele incentrate sul tema dell’immigrazione che entra a far parte della poetica di Giovanni Iudice verso la metà degli anni duemila. Una realtà che viene scandagliata e visceralmente affrontata dall'artista sino ai giorni nostri. “Ho scelto di dipingere profughi, immigrati, clandestini per intima necessità, perché mi sono sentito in dovere di farlo. Credo che la figura del clandestino sia una delle icone più rappresentative del contemporaneo, il clandestino spera, immagina la terra promessa con la morte nel cuore per la patria che ha lasciato”.

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La Cucina - Mia madre_53, 1993


Nudo nell'orto_50, 1997


Cava Paradiso_11, 1999


Silvana nell'orto o Nudo_27, 2000


Messina, Quartiere Giostra_23, 2001

Year: 1993 View all (9)


Eine Kleine Nacht Musiek, 1993


Senza titolo, 1993


Jalta, Ukraine, July 29, 1993, 1993


La Cucina - Mia madre_53, 1993


Rossana_4, 1993

Subject: Landscape Aggregation View all (78)


Caffè, 1940


Il biliardo, 1940


Il circo, 1941


Periferia (Grottammare), 1932


Tassì rosso, 1932

Tecnique: Drawing View all (41)


Untitled (Feeding the Gulls), 2007


Untitled (The Eternity Chamber), 2007


Untitled (Girl Feeding Gulls), 2008


Untitled (Laissez Faire), 2009


Untitled (Eel Sellers), 2010

Country: Italy View all (97)


My Fourth Homage, 2003


Le Signorine Rossi, 1938


Sirena ferita, 1987


Senza titolo, 1993


Senza titolo, 2013

Artwork

Iudice Giovanni, Rossana_4, 1993, drwaing, 25 cm

Biography

Iudice Giovanni

Giovanni Iudice è nato a Gela nel 1970 dove ancora oggi vive e Lavora. L'avvocato è sinceramente affascinato dall'opera dell'artista gelese e segue la sua attività da molto tempo, così come racconta in un'intervista: “Giovanni Iudice l'ho scoperto parecchi anni fa, in una piccola galleria alla Fiera di Bologna. Mi aveva colpito una sua spiaggia fatta a matita, con quella moltitudine di gente ammassata che cercava un po’ di vacanza. Si capiva benissimo che era una scena in qualche modo di povertà: era una spiaggia libera, non di quelle a pagamento, e ritraeva un'umanità che in quel luogo trovava il massimo del lusso che si poteva permettere. L'opera in questione era già stata venduta purtroppo, l'aveva comprata, mi ricordo, Lucio Dalla. Da quel momento ho cominciato a prendere contatto con Giovanni Iudice, l'ho cercato sugli elenchi telefonici e l'ho chiamato. Mi colpiva il suo rapporto con la storia dell'arte siciliana: io avevo nella testa le spiagge di Pirandello, con la loro carne ammassata, avevo in mente Guttuso, insomma un po' tutte queste figure degli anni trenta e, mi sembrava che Iudice, benchè assolutamente contemporaneo, le avesse un po’ dentro. Quasi tutte le sue opere le ho comprate io, lasciando al mercato poche cose. Forse per la prima volta c'è un'osmosi totale tra artista e collezionista, perché io non sono solo colui che gli compra le opere, sono quello con cui discute d'arte: se oggi abbia ancora un senso parlare di realismo, dopo tanti anni di figurazione. Mi parla dei suoi progetti futuri e il nostro dibattito è continuo. Iudice ha scelto sin dall'inizio una linea unica che poi non ha mai abbandonato: è la ricerca di un'umanità che vive in periferia, ai margini della società, dotata di una profonda integrità, assai lontana da quella che siamo abituati a vedere sulle pagine dei giornali o in televisione. Iudice scava nell'animo umano, questo è il valore aggiunto della sua pittura di cui mi sono innamorato. Io ricerco quel tipo di arte, è stato così per le opere degli anni trenta e continuo a farlo per l'arte contemporanea, quindi è normale che Giovanni ed io ci si sia incontrati. Quando Giovanni era ancora molto giovane, Fagiolo dell'Arco mi disse che nel disegno era arrivato a De Chirico. Credo che Fagiolo dicesse la pura verità, nel disegno è veramente il primo della classe; è uno strumento che usa senza pensare, come quando noi facciamo un movimento della mano istintivo, non pensiamo perché la mano è parte di noi, per lui la matita è parte del suo essere, non c'è filtro, mano e matita sono un tutt'uno”. Una passione incondizionata che spinge il collezionista a stare in guardia, ossessivamente, per la paura di perdere dei tasselli fondamentali per la sua collezione.

La collezione Iannaccone comprende un gran numero di disegni a matita, dipinti ad olio raffiguranti modelle in interni domestici, spiagge e alcune tele incentrate sul tema dell’immigrazione che entra a far parte della poetica di Giovanni Iudice verso la metà degli anni duemila. Una realtà che viene scandagliata e visceralmente affrontata dall'artista sino ai giorni nostri. “Ho scelto di dipingere profughi, immigrati, clandestini per intima necessità, perché mi sono sentito in dovere di farlo. Credo che la figura del clandestino sia una delle icone più rappresentative del contemporaneo, il clandestino spera, immagina la terra promessa con la morte nel cuore per la patria che ha lasciato”.

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La Cucina - Mia madre_53, 1993


Nudo nell'orto_50, 1997


Cava Paradiso_11, 1999


Silvana nell'orto o Nudo_27, 2000


Messina, Quartiere Giostra_23, 2001

Year: 1993 View all (9)


Eine Kleine Nacht Musiek, 1993


Senza titolo, 1993


Jalta, Ukraine, July 29, 1993, 1993


La Cucina - Mia madre_53, 1993


Figure sulla spiaggia_2, 1993

Subject: Portrait Landscape View all (178)


Untitled (Man/Woman with Shoe on Head), from The Liar series, 1995


Untitled (Study for Painting and Punishment), 2000 - 2003


Shikijyo Sexual Desire, 1996/2008


Grand diary of photo mania, 1998-2008


Pola Eros, 2007

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Untitled (Feeding the Gulls), 2007


Untitled (The Eternity Chamber), 2007


Untitled (Girl Feeding Gulls), 2008


Untitled (Laissez Faire), 2009


Untitled (Eel Sellers), 2010

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My Fourth Homage, 2003


Le Signorine Rossi, 1938


Sirena ferita, 1987


Senza titolo, 1993


Senza titolo, 2013

Artwork

Iudice Giovanni, Gli Amanti_49, 1995, Grafite su carta di cui uno tecnica mista, 24.5 cm

Giovanni Iudice gli amanti

Biography

Iudice Giovanni

Giovanni Iudice è nato a Gela nel 1970 dove ancora oggi vive e Lavora. L'avvocato è sinceramente affascinato dall'opera dell'artista gelese e segue la sua attività da molto tempo, così come racconta in un'intervista: “Giovanni Iudice l'ho scoperto parecchi anni fa, in una piccola galleria alla Fiera di Bologna. Mi aveva colpito una sua spiaggia fatta a matita, con quella moltitudine di gente ammassata che cercava un po’ di vacanza. Si capiva benissimo che era una scena in qualche modo di povertà: era una spiaggia libera, non di quelle a pagamento, e ritraeva un'umanità che in quel luogo trovava il massimo del lusso che si poteva permettere. L'opera in questione era già stata venduta purtroppo, l'aveva comprata, mi ricordo, Lucio Dalla. Da quel momento ho cominciato a prendere contatto con Giovanni Iudice, l'ho cercato sugli elenchi telefonici e l'ho chiamato. Mi colpiva il suo rapporto con la storia dell'arte siciliana: io avevo nella testa le spiagge di Pirandello, con la loro carne ammassata, avevo in mente Guttuso, insomma un po' tutte queste figure degli anni trenta e, mi sembrava che Iudice, benchè assolutamente contemporaneo, le avesse un po’ dentro. Quasi tutte le sue opere le ho comprate io, lasciando al mercato poche cose. Forse per la prima volta c'è un'osmosi totale tra artista e collezionista, perché io non sono solo colui che gli compra le opere, sono quello con cui discute d'arte: se oggi abbia ancora un senso parlare di realismo, dopo tanti anni di figurazione. Mi parla dei suoi progetti futuri e il nostro dibattito è continuo. Iudice ha scelto sin dall'inizio una linea unica che poi non ha mai abbandonato: è la ricerca di un'umanità che vive in periferia, ai margini della società, dotata di una profonda integrità, assai lontana da quella che siamo abituati a vedere sulle pagine dei giornali o in televisione. Iudice scava nell'animo umano, questo è il valore aggiunto della sua pittura di cui mi sono innamorato. Io ricerco quel tipo di arte, è stato così per le opere degli anni trenta e continuo a farlo per l'arte contemporanea, quindi è normale che Giovanni ed io ci si sia incontrati. Quando Giovanni era ancora molto giovane, Fagiolo dell'Arco mi disse che nel disegno era arrivato a De Chirico. Credo che Fagiolo dicesse la pura verità, nel disegno è veramente il primo della classe; è uno strumento che usa senza pensare, come quando noi facciamo un movimento della mano istintivo, non pensiamo perché la mano è parte di noi, per lui la matita è parte del suo essere, non c'è filtro, mano e matita sono un tutt'uno”. Una passione incondizionata che spinge il collezionista a stare in guardia, ossessivamente, per la paura di perdere dei tasselli fondamentali per la sua collezione.

La collezione Iannaccone comprende un gran numero di disegni a matita, dipinti ad olio raffiguranti modelle in interni domestici, spiagge e alcune tele incentrate sul tema dell’immigrazione che entra a far parte della poetica di Giovanni Iudice verso la metà degli anni duemila. Una realtà che viene scandagliata e visceralmente affrontata dall'artista sino ai giorni nostri. “Ho scelto di dipingere profughi, immigrati, clandestini per intima necessità, perché mi sono sentito in dovere di farlo. Credo che la figura del clandestino sia una delle icone più rappresentative del contemporaneo, il clandestino spera, immagina la terra promessa con la morte nel cuore per la patria che ha lasciato”.

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Artist: Iudice Giovanni View all (39)


La Cucina - Mia madre_53, 1993


Nudo nell'orto_50, 1997


Cava Paradiso_11, 1999


Silvana nell'orto o Nudo_27, 2000


Messina, Quartiere Giostra_23, 2001

Year: 1995


Untitled (Man/Woman with Shoe on Head), from The Liar series, 1995


Untitled, 1995


Untitled, 1995


Kneeling Silhouette, 1995

Subject: Nude The couple View all (69)


Shikijyo Sexual Desire, 1996/2008


Tokyo Comedy , 1997/2008


Grand diary of photo mania, 1998-2008


Mithology, 2001-2008


Mithology , 2001-2008

Tecnique: Drawing View all (41)


Untitled (Feeding the Gulls), 2007


Untitled (The Eternity Chamber), 2007


Untitled (Girl Feeding Gulls), 2008


Untitled (Laissez Faire), 2009


Untitled (Eel Sellers), 2010

Country: Italy View all (97)


My Fourth Homage, 2003


Le Signorine Rossi, 1938


Sirena ferita, 1987


Senza titolo, 1993


Senza titolo, 2013

Artwork

Iudice Giovanni, Interno con Francesco_6, 1996, pencil on paper, 30 cm

Biography

Iudice Giovanni

Giovanni Iudice è nato a Gela nel 1970 dove ancora oggi vive e Lavora. L'avvocato è sinceramente affascinato dall'opera dell'artista gelese e segue la sua attività da molto tempo, così come racconta in un'intervista: “Giovanni Iudice l'ho scoperto parecchi anni fa, in una piccola galleria alla Fiera di Bologna. Mi aveva colpito una sua spiaggia fatta a matita, con quella moltitudine di gente ammassata che cercava un po’ di vacanza. Si capiva benissimo che era una scena in qualche modo di povertà: era una spiaggia libera, non di quelle a pagamento, e ritraeva un'umanità che in quel luogo trovava il massimo del lusso che si poteva permettere. L'opera in questione era già stata venduta purtroppo, l'aveva comprata, mi ricordo, Lucio Dalla. Da quel momento ho cominciato a prendere contatto con Giovanni Iudice, l'ho cercato sugli elenchi telefonici e l'ho chiamato. Mi colpiva il suo rapporto con la storia dell'arte siciliana: io avevo nella testa le spiagge di Pirandello, con la loro carne ammassata, avevo in mente Guttuso, insomma un po' tutte queste figure degli anni trenta e, mi sembrava che Iudice, benchè assolutamente contemporaneo, le avesse un po’ dentro. Quasi tutte le sue opere le ho comprate io, lasciando al mercato poche cose. Forse per la prima volta c'è un'osmosi totale tra artista e collezionista, perché io non sono solo colui che gli compra le opere, sono quello con cui discute d'arte: se oggi abbia ancora un senso parlare di realismo, dopo tanti anni di figurazione. Mi parla dei suoi progetti futuri e il nostro dibattito è continuo. Iudice ha scelto sin dall'inizio una linea unica che poi non ha mai abbandonato: è la ricerca di un'umanità che vive in periferia, ai margini della società, dotata di una profonda integrità, assai lontana da quella che siamo abituati a vedere sulle pagine dei giornali o in televisione. Iudice scava nell'animo umano, questo è il valore aggiunto della sua pittura di cui mi sono innamorato. Io ricerco quel tipo di arte, è stato così per le opere degli anni trenta e continuo a farlo per l'arte contemporanea, quindi è normale che Giovanni ed io ci si sia incontrati. Quando Giovanni era ancora molto giovane, Fagiolo dell'Arco mi disse che nel disegno era arrivato a De Chirico. Credo che Fagiolo dicesse la pura verità, nel disegno è veramente il primo della classe; è uno strumento che usa senza pensare, come quando noi facciamo un movimento della mano istintivo, non pensiamo perché la mano è parte di noi, per lui la matita è parte del suo essere, non c'è filtro, mano e matita sono un tutt'uno”. Una passione incondizionata che spinge il collezionista a stare in guardia, ossessivamente, per la paura di perdere dei tasselli fondamentali per la sua collezione.

La collezione Iannaccone comprende un gran numero di disegni a matita, dipinti ad olio raffiguranti modelle in interni domestici, spiagge e alcune tele incentrate sul tema dell’immigrazione che entra a far parte della poetica di Giovanni Iudice verso la metà degli anni duemila. Una realtà che viene scandagliata e visceralmente affrontata dall'artista sino ai giorni nostri. “Ho scelto di dipingere profughi, immigrati, clandestini per intima necessità, perché mi sono sentito in dovere di farlo. Credo che la figura del clandestino sia una delle icone più rappresentative del contemporaneo, il clandestino spera, immagina la terra promessa con la morte nel cuore per la patria che ha lasciato”.

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Artist: Iudice Giovanni View all (39)


La Cucina - Mia madre_53, 1993


Nudo nell'orto_50, 1997


Cava Paradiso_11, 1999


Silvana nell'orto o Nudo_27, 2000


Messina, Quartiere Giostra_23, 2001

Year: 1996


Speechless, 1996

Subject: Portrait View all (126)


Untitled (Man/Woman with Shoe on Head), from The Liar series, 1995


Untitled (Study for Painting and Punishment), 2000 - 2003


Shikijyo Sexual Desire, 1996/2008


Grand diary of photo mania, 1998-2008


Pola Eros, 2007

Tecnique: Drawing View all (41)


Untitled (Feeding the Gulls), 2007


Untitled (The Eternity Chamber), 2007


Untitled (Girl Feeding Gulls), 2008


Untitled (Laissez Faire), 2009


Untitled (Eel Sellers), 2010

Country: Italy View all (97)


My Fourth Homage, 2003


Le Signorine Rossi, 1938


Sirena ferita, 1987


Senza titolo, 1993


Senza titolo, 2013

Artwork

Iudice Giovanni, Nudo nell'orto_50, 1997, Olio su legno, 26.5 cm

Biography

Iudice Giovanni

Giovanni Iudice è nato a Gela nel 1970 dove ancora oggi vive e Lavora. L'avvocato è sinceramente affascinato dall'opera dell'artista gelese e segue la sua attività da molto tempo, così come racconta in un'intervista: “Giovanni Iudice l'ho scoperto parecchi anni fa, in una piccola galleria alla Fiera di Bologna. Mi aveva colpito una sua spiaggia fatta a matita, con quella moltitudine di gente ammassata che cercava un po’ di vacanza. Si capiva benissimo che era una scena in qualche modo di povertà: era una spiaggia libera, non di quelle a pagamento, e ritraeva un'umanità che in quel luogo trovava il massimo del lusso che si poteva permettere. L'opera in questione era già stata venduta purtroppo, l'aveva comprata, mi ricordo, Lucio Dalla. Da quel momento ho cominciato a prendere contatto con Giovanni Iudice, l'ho cercato sugli elenchi telefonici e l'ho chiamato. Mi colpiva il suo rapporto con la storia dell'arte siciliana: io avevo nella testa le spiagge di Pirandello, con la loro carne ammassata, avevo in mente Guttuso, insomma un po' tutte queste figure degli anni trenta e, mi sembrava che Iudice, benchè assolutamente contemporaneo, le avesse un po’ dentro. Quasi tutte le sue opere le ho comprate io, lasciando al mercato poche cose. Forse per la prima volta c'è un'osmosi totale tra artista e collezionista, perché io non sono solo colui che gli compra le opere, sono quello con cui discute d'arte: se oggi abbia ancora un senso parlare di realismo, dopo tanti anni di figurazione. Mi parla dei suoi progetti futuri e il nostro dibattito è continuo. Iudice ha scelto sin dall'inizio una linea unica che poi non ha mai abbandonato: è la ricerca di un'umanità che vive in periferia, ai margini della società, dotata di una profonda integrità, assai lontana da quella che siamo abituati a vedere sulle pagine dei giornali o in televisione. Iudice scava nell'animo umano, questo è il valore aggiunto della sua pittura di cui mi sono innamorato. Io ricerco quel tipo di arte, è stato così per le opere degli anni trenta e continuo a farlo per l'arte contemporanea, quindi è normale che Giovanni ed io ci si sia incontrati. Quando Giovanni era ancora molto giovane, Fagiolo dell'Arco mi disse che nel disegno era arrivato a De Chirico. Credo che Fagiolo dicesse la pura verità, nel disegno è veramente il primo della classe; è uno strumento che usa senza pensare, come quando noi facciamo un movimento della mano istintivo, non pensiamo perché la mano è parte di noi, per lui la matita è parte del suo essere, non c'è filtro, mano e matita sono un tutt'uno”. Una passione incondizionata che spinge il collezionista a stare in guardia, ossessivamente, per la paura di perdere dei tasselli fondamentali per la sua collezione.

La collezione Iannaccone comprende un gran numero di disegni a matita, dipinti ad olio raffiguranti modelle in interni domestici, spiagge e alcune tele incentrate sul tema dell’immigrazione che entra a far parte della poetica di Giovanni Iudice verso la metà degli anni duemila. Una realtà che viene scandagliata e visceralmente affrontata dall'artista sino ai giorni nostri. “Ho scelto di dipingere profughi, immigrati, clandestini per intima necessità, perché mi sono sentito in dovere di farlo. Credo che la figura del clandestino sia una delle icone più rappresentative del contemporaneo, il clandestino spera, immagina la terra promessa con la morte nel cuore per la patria che ha lasciato”.

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La Cucina - Mia madre_53, 1993


Cava Paradiso_11, 1999


Silvana nell'orto o Nudo_27, 2000


Messina, Quartiere Giostra_23, 2001


Spiaggia "Figura sulla spiaggia"_15, 2001

Year: 1997


Cremaster 5: Her Giant, 1997


IAN, 1997


Luigi Ontani, 1997


Paesaggio, 1997


Parasol Ant, 1997

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Untitled (Man/Woman with Shoe on Head), from The Liar series, 1995


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Ballerine, 1938


L'armadio, 1938


Caffè, 1940

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My Fourth Homage, 2003


Le Signorine Rossi, 1938


Sirena ferita, 1987


Senza titolo, 1993


Senza titolo, 2013

Artwork

Iudice Giovanni, Figure a Punta Bianca _3, 1998, drwaing, 30 cm

Biography

Iudice Giovanni

Giovanni Iudice è nato a Gela nel 1970 dove ancora oggi vive e Lavora. L'avvocato è sinceramente affascinato dall'opera dell'artista gelese e segue la sua attività da molto tempo, così come racconta in un'intervista: “Giovanni Iudice l'ho scoperto parecchi anni fa, in una piccola galleria alla Fiera di Bologna. Mi aveva colpito una sua spiaggia fatta a matita, con quella moltitudine di gente ammassata che cercava un po’ di vacanza. Si capiva benissimo che era una scena in qualche modo di povertà: era una spiaggia libera, non di quelle a pagamento, e ritraeva un'umanità che in quel luogo trovava il massimo del lusso che si poteva permettere. L'opera in questione era già stata venduta purtroppo, l'aveva comprata, mi ricordo, Lucio Dalla. Da quel momento ho cominciato a prendere contatto con Giovanni Iudice, l'ho cercato sugli elenchi telefonici e l'ho chiamato. Mi colpiva il suo rapporto con la storia dell'arte siciliana: io avevo nella testa le spiagge di Pirandello, con la loro carne ammassata, avevo in mente Guttuso, insomma un po' tutte queste figure degli anni trenta e, mi sembrava che Iudice, benchè assolutamente contemporaneo, le avesse un po’ dentro. Quasi tutte le sue opere le ho comprate io, lasciando al mercato poche cose. Forse per la prima volta c'è un'osmosi totale tra artista e collezionista, perché io non sono solo colui che gli compra le opere, sono quello con cui discute d'arte: se oggi abbia ancora un senso parlare di realismo, dopo tanti anni di figurazione. Mi parla dei suoi progetti futuri e il nostro dibattito è continuo. Iudice ha scelto sin dall'inizio una linea unica che poi non ha mai abbandonato: è la ricerca di un'umanità che vive in periferia, ai margini della società, dotata di una profonda integrità, assai lontana da quella che siamo abituati a vedere sulle pagine dei giornali o in televisione. Iudice scava nell'animo umano, questo è il valore aggiunto della sua pittura di cui mi sono innamorato. Io ricerco quel tipo di arte, è stato così per le opere degli anni trenta e continuo a farlo per l'arte contemporanea, quindi è normale che Giovanni ed io ci si sia incontrati. Quando Giovanni era ancora molto giovane, Fagiolo dell'Arco mi disse che nel disegno era arrivato a De Chirico. Credo che Fagiolo dicesse la pura verità, nel disegno è veramente il primo della classe; è uno strumento che usa senza pensare, come quando noi facciamo un movimento della mano istintivo, non pensiamo perché la mano è parte di noi, per lui la matita è parte del suo essere, non c'è filtro, mano e matita sono un tutt'uno”. Una passione incondizionata che spinge il collezionista a stare in guardia, ossessivamente, per la paura di perdere dei tasselli fondamentali per la sua collezione.

La collezione Iannaccone comprende un gran numero di disegni a matita, dipinti ad olio raffiguranti modelle in interni domestici, spiagge e alcune tele incentrate sul tema dell’immigrazione che entra a far parte della poetica di Giovanni Iudice verso la metà degli anni duemila. Una realtà che viene scandagliata e visceralmente affrontata dall'artista sino ai giorni nostri. “Ho scelto di dipingere profughi, immigrati, clandestini per intima necessità, perché mi sono sentito in dovere di farlo. Credo che la figura del clandestino sia una delle icone più rappresentative del contemporaneo, il clandestino spera, immagina la terra promessa con la morte nel cuore per la patria che ha lasciato”.

Related Artworks

Artist: Iudice Giovanni View all (39)


La Cucina - Mia madre_53, 1993


Nudo nell'orto_50, 1997


Cava Paradiso_11, 1999


Silvana nell'orto o Nudo_27, 2000


Messina, Quartiere Giostra_23, 2001

Year: 1998


Qajar#17 , 1998


Qajar#18 , 1998

Subject: Landscape Aggregation View all (78)


Caffè, 1940


Il biliardo, 1940


Il circo, 1941


Periferia (Grottammare), 1932


Tassì rosso, 1932

Tecnique: Drawing View all (41)


Untitled (Feeding the Gulls), 2007


Untitled (The Eternity Chamber), 2007


Untitled (Girl Feeding Gulls), 2008


Untitled (Laissez Faire), 2009


Untitled (Eel Sellers), 2010

Country: Italy View all (97)


My Fourth Homage, 2003


Le Signorine Rossi, 1938


Sirena ferita, 1987


Senza titolo, 1993


Senza titolo, 2013

Artwork

Iudice Giovanni, Cava Paradiso_11, 1999, oil on canvas, 46 cm

Biography

Iudice Giovanni

Giovanni Iudice è nato a Gela nel 1970 dove ancora oggi vive e Lavora. L'avvocato è sinceramente affascinato dall'opera dell'artista gelese e segue la sua attività da molto tempo, così come racconta in un'intervista: “Giovanni Iudice l'ho scoperto parecchi anni fa, in una piccola galleria alla Fiera di Bologna. Mi aveva colpito una sua spiaggia fatta a matita, con quella moltitudine di gente ammassata che cercava un po’ di vacanza. Si capiva benissimo che era una scena in qualche modo di povertà: era una spiaggia libera, non di quelle a pagamento, e ritraeva un'umanità che in quel luogo trovava il massimo del lusso che si poteva permettere. L'opera in questione era già stata venduta purtroppo, l'aveva comprata, mi ricordo, Lucio Dalla. Da quel momento ho cominciato a prendere contatto con Giovanni Iudice, l'ho cercato sugli elenchi telefonici e l'ho chiamato. Mi colpiva il suo rapporto con la storia dell'arte siciliana: io avevo nella testa le spiagge di Pirandello, con la loro carne ammassata, avevo in mente Guttuso, insomma un po' tutte queste figure degli anni trenta e, mi sembrava che Iudice, benchè assolutamente contemporaneo, le avesse un po’ dentro. Quasi tutte le sue opere le ho comprate io, lasciando al mercato poche cose. Forse per la prima volta c'è un'osmosi totale tra artista e collezionista, perché io non sono solo colui che gli compra le opere, sono quello con cui discute d'arte: se oggi abbia ancora un senso parlare di realismo, dopo tanti anni di figurazione. Mi parla dei suoi progetti futuri e il nostro dibattito è continuo. Iudice ha scelto sin dall'inizio una linea unica che poi non ha mai abbandonato: è la ricerca di un'umanità che vive in periferia, ai margini della società, dotata di una profonda integrità, assai lontana da quella che siamo abituati a vedere sulle pagine dei giornali o in televisione. Iudice scava nell'animo umano, questo è il valore aggiunto della sua pittura di cui mi sono innamorato. Io ricerco quel tipo di arte, è stato così per le opere degli anni trenta e continuo a farlo per l'arte contemporanea, quindi è normale che Giovanni ed io ci si sia incontrati. Quando Giovanni era ancora molto giovane, Fagiolo dell'Arco mi disse che nel disegno era arrivato a De Chirico. Credo che Fagiolo dicesse la pura verità, nel disegno è veramente il primo della classe; è uno strumento che usa senza pensare, come quando noi facciamo un movimento della mano istintivo, non pensiamo perché la mano è parte di noi, per lui la matita è parte del suo essere, non c'è filtro, mano e matita sono un tutt'uno”. Una passione incondizionata che spinge il collezionista a stare in guardia, ossessivamente, per la paura di perdere dei tasselli fondamentali per la sua collezione.

La collezione Iannaccone comprende un gran numero di disegni a matita, dipinti ad olio raffiguranti modelle in interni domestici, spiagge e alcune tele incentrate sul tema dell’immigrazione che entra a far parte della poetica di Giovanni Iudice verso la metà degli anni duemila. Una realtà che viene scandagliata e visceralmente affrontata dall'artista sino ai giorni nostri. “Ho scelto di dipingere profughi, immigrati, clandestini per intima necessità, perché mi sono sentito in dovere di farlo. Credo che la figura del clandestino sia una delle icone più rappresentative del contemporaneo, il clandestino spera, immagina la terra promessa con la morte nel cuore per la patria che ha lasciato”.

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La Cucina - Mia madre_53, 1993


Nudo nell'orto_50, 1997


Silvana nell'orto o Nudo_27, 2000


Messina, Quartiere Giostra_23, 2001


Spiaggia "Figura sulla spiaggia"_15, 2001

Year: 1999 View all (10)


Suicide, 1999


Giardino_19, 1999


Silvana che dorme_12, 1999


Spiaggia e roccia_32, 1999


Spiaggia_31, 1999

Subject: Landscape Aggregation View all (78)


Caffè, 1940


Il biliardo, 1940


Il circo, 1941


Periferia (Grottammare), 1932


Tassì rosso, 1932

Tecnique: Painting View all (167)


Untitled (Man/Woman with Shoe on Head), from The Liar series, 1995


Untitled (Study for Painting and Punishment), 2000 - 2003


Ballerine, 1938


L'armadio, 1938


Caffè, 1940

Country: Italy View all (97)


My Fourth Homage, 2003


Le Signorine Rossi, 1938


Sirena ferita, 1987


Senza titolo, 1993


Senza titolo, 2013

Artwork

Iudice Giovanni, Giardino_19, 1999, pencil on paper, 21 cm

Biography

Iudice Giovanni

Giovanni Iudice è nato a Gela nel 1970 dove ancora oggi vive e Lavora. L'avvocato è sinceramente affascinato dall'opera dell'artista gelese e segue la sua attività da molto tempo, così come racconta in un'intervista: “Giovanni Iudice l'ho scoperto parecchi anni fa, in una piccola galleria alla Fiera di Bologna. Mi aveva colpito una sua spiaggia fatta a matita, con quella moltitudine di gente ammassata che cercava un po’ di vacanza. Si capiva benissimo che era una scena in qualche modo di povertà: era una spiaggia libera, non di quelle a pagamento, e ritraeva un'umanità che in quel luogo trovava il massimo del lusso che si poteva permettere. L'opera in questione era già stata venduta purtroppo, l'aveva comprata, mi ricordo, Lucio Dalla. Da quel momento ho cominciato a prendere contatto con Giovanni Iudice, l'ho cercato sugli elenchi telefonici e l'ho chiamato. Mi colpiva il suo rapporto con la storia dell'arte siciliana: io avevo nella testa le spiagge di Pirandello, con la loro carne ammassata, avevo in mente Guttuso, insomma un po' tutte queste figure degli anni trenta e, mi sembrava che Iudice, benchè assolutamente contemporaneo, le avesse un po’ dentro. Quasi tutte le sue opere le ho comprate io, lasciando al mercato poche cose. Forse per la prima volta c'è un'osmosi totale tra artista e collezionista, perché io non sono solo colui che gli compra le opere, sono quello con cui discute d'arte: se oggi abbia ancora un senso parlare di realismo, dopo tanti anni di figurazione. Mi parla dei suoi progetti futuri e il nostro dibattito è continuo. Iudice ha scelto sin dall'inizio una linea unica che poi non ha mai abbandonato: è la ricerca di un'umanità che vive in periferia, ai margini della società, dotata di una profonda integrità, assai lontana da quella che siamo abituati a vedere sulle pagine dei giornali o in televisione. Iudice scava nell'animo umano, questo è il valore aggiunto della sua pittura di cui mi sono innamorato. Io ricerco quel tipo di arte, è stato così per le opere degli anni trenta e continuo a farlo per l'arte contemporanea, quindi è normale che Giovanni ed io ci si sia incontrati. Quando Giovanni era ancora molto giovane, Fagiolo dell'Arco mi disse che nel disegno era arrivato a De Chirico. Credo che Fagiolo dicesse la pura verità, nel disegno è veramente il primo della classe; è uno strumento che usa senza pensare, come quando noi facciamo un movimento della mano istintivo, non pensiamo perché la mano è parte di noi, per lui la matita è parte del suo essere, non c'è filtro, mano e matita sono un tutt'uno”. Una passione incondizionata che spinge il collezionista a stare in guardia, ossessivamente, per la paura di perdere dei tasselli fondamentali per la sua collezione.

La collezione Iannaccone comprende un gran numero di disegni a matita, dipinti ad olio raffiguranti modelle in interni domestici, spiagge e alcune tele incentrate sul tema dell’immigrazione che entra a far parte della poetica di Giovanni Iudice verso la metà degli anni duemila. Una realtà che viene scandagliata e visceralmente affrontata dall'artista sino ai giorni nostri. “Ho scelto di dipingere profughi, immigrati, clandestini per intima necessità, perché mi sono sentito in dovere di farlo. Credo che la figura del clandestino sia una delle icone più rappresentative del contemporaneo, il clandestino spera, immagina la terra promessa con la morte nel cuore per la patria che ha lasciato”.

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La Cucina - Mia madre_53, 1993


Nudo nell'orto_50, 1997


Cava Paradiso_11, 1999


Silvana nell'orto o Nudo_27, 2000


Messina, Quartiere Giostra_23, 2001

Year: 1999 View all (10)


Suicide, 1999


Cava Paradiso_11, 1999


Silvana che dorme_12, 1999


Spiaggia e roccia_32, 1999


Spiaggia_31, 1999

Subject: Portrait View all (126)


Untitled (Man/Woman with Shoe on Head), from The Liar series, 1995


Untitled (Study for Painting and Punishment), 2000 - 2003


Shikijyo Sexual Desire, 1996/2008


Grand diary of photo mania, 1998-2008


Pola Eros, 2007

Tecnique: Drawing View all (41)


Untitled (Feeding the Gulls), 2007


Untitled (The Eternity Chamber), 2007


Untitled (Girl Feeding Gulls), 2008


Untitled (Laissez Faire), 2009


Untitled (Eel Sellers), 2010

Country: Italy View all (97)


My Fourth Homage, 2003


Le Signorine Rossi, 1938


Sirena ferita, 1987


Senza titolo, 1993


Senza titolo, 2013

Artwork

Iudice Giovanni, Silvana che dorme_12, 1999, pencil on paper, 17 cm

Biography

Iudice Giovanni

Giovanni Iudice è nato a Gela nel 1970 dove ancora oggi vive e Lavora. L'avvocato è sinceramente affascinato dall'opera dell'artista gelese e segue la sua attività da molto tempo, così come racconta in un'intervista: “Giovanni Iudice l'ho scoperto parecchi anni fa, in una piccola galleria alla Fiera di Bologna. Mi aveva colpito una sua spiaggia fatta a matita, con quella moltitudine di gente ammassata che cercava un po’ di vacanza. Si capiva benissimo che era una scena in qualche modo di povertà: era una spiaggia libera, non di quelle a pagamento, e ritraeva un'umanità che in quel luogo trovava il massimo del lusso che si poteva permettere. L'opera in questione era già stata venduta purtroppo, l'aveva comprata, mi ricordo, Lucio Dalla. Da quel momento ho cominciato a prendere contatto con Giovanni Iudice, l'ho cercato sugli elenchi telefonici e l'ho chiamato. Mi colpiva il suo rapporto con la storia dell'arte siciliana: io avevo nella testa le spiagge di Pirandello, con la loro carne ammassata, avevo in mente Guttuso, insomma un po' tutte queste figure degli anni trenta e, mi sembrava che Iudice, benchè assolutamente contemporaneo, le avesse un po’ dentro. Quasi tutte le sue opere le ho comprate io, lasciando al mercato poche cose. Forse per la prima volta c'è un'osmosi totale tra artista e collezionista, perché io non sono solo colui che gli compra le opere, sono quello con cui discute d'arte: se oggi abbia ancora un senso parlare di realismo, dopo tanti anni di figurazione. Mi parla dei suoi progetti futuri e il nostro dibattito è continuo. Iudice ha scelto sin dall'inizio una linea unica che poi non ha mai abbandonato: è la ricerca di un'umanità che vive in periferia, ai margini della società, dotata di una profonda integrità, assai lontana da quella che siamo abituati a vedere sulle pagine dei giornali o in televisione. Iudice scava nell'animo umano, questo è il valore aggiunto della sua pittura di cui mi sono innamorato. Io ricerco quel tipo di arte, è stato così per le opere degli anni trenta e continuo a farlo per l'arte contemporanea, quindi è normale che Giovanni ed io ci si sia incontrati. Quando Giovanni era ancora molto giovane, Fagiolo dell'Arco mi disse che nel disegno era arrivato a De Chirico. Credo che Fagiolo dicesse la pura verità, nel disegno è veramente il primo della classe; è uno strumento che usa senza pensare, come quando noi facciamo un movimento della mano istintivo, non pensiamo perché la mano è parte di noi, per lui la matita è parte del suo essere, non c'è filtro, mano e matita sono un tutt'uno”. Una passione incondizionata che spinge il collezionista a stare in guardia, ossessivamente, per la paura di perdere dei tasselli fondamentali per la sua collezione.

La collezione Iannaccone comprende un gran numero di disegni a matita, dipinti ad olio raffiguranti modelle in interni domestici, spiagge e alcune tele incentrate sul tema dell’immigrazione che entra a far parte della poetica di Giovanni Iudice verso la metà degli anni duemila. Una realtà che viene scandagliata e visceralmente affrontata dall'artista sino ai giorni nostri. “Ho scelto di dipingere profughi, immigrati, clandestini per intima necessità, perché mi sono sentito in dovere di farlo. Credo che la figura del clandestino sia una delle icone più rappresentative del contemporaneo, il clandestino spera, immagina la terra promessa con la morte nel cuore per la patria che ha lasciato”.

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La Cucina - Mia madre_53, 1993


Nudo nell'orto_50, 1997


Cava Paradiso_11, 1999


Silvana nell'orto o Nudo_27, 2000


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Suicide, 1999


Cava Paradiso_11, 1999


Giardino_19, 1999


Spiaggia e roccia_32, 1999


Spiaggia_31, 1999

Subject: Portrait View all (126)


Untitled (Man/Woman with Shoe on Head), from The Liar series, 1995


Untitled (Study for Painting and Punishment), 2000 - 2003


Shikijyo Sexual Desire, 1996/2008


Grand diary of photo mania, 1998-2008


Pola Eros, 2007

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Untitled (Feeding the Gulls), 2007


Untitled (The Eternity Chamber), 2007


Untitled (Girl Feeding Gulls), 2008


Untitled (Laissez Faire), 2009


Untitled (Eel Sellers), 2010

Country: Italy View all (97)


My Fourth Homage, 2003


Le Signorine Rossi, 1938


Sirena ferita, 1987


Senza titolo, 1993


Senza titolo, 2013

Artwork

Iudice Giovanni, Spiaggia e roccia_32, 1999, pencil on cardboard, 23.5 cm

Biography

Iudice Giovanni

Giovanni Iudice è nato a Gela nel 1970 dove ancora oggi vive e Lavora. L'avvocato è sinceramente affascinato dall'opera dell'artista gelese e segue la sua attività da molto tempo, così come racconta in un'intervista: “Giovanni Iudice l'ho scoperto parecchi anni fa, in una piccola galleria alla Fiera di Bologna. Mi aveva colpito una sua spiaggia fatta a matita, con quella moltitudine di gente ammassata che cercava un po’ di vacanza. Si capiva benissimo che era una scena in qualche modo di povertà: era una spiaggia libera, non di quelle a pagamento, e ritraeva un'umanità che in quel luogo trovava il massimo del lusso che si poteva permettere. L'opera in questione era già stata venduta purtroppo, l'aveva comprata, mi ricordo, Lucio Dalla. Da quel momento ho cominciato a prendere contatto con Giovanni Iudice, l'ho cercato sugli elenchi telefonici e l'ho chiamato. Mi colpiva il suo rapporto con la storia dell'arte siciliana: io avevo nella testa le spiagge di Pirandello, con la loro carne ammassata, avevo in mente Guttuso, insomma un po' tutte queste figure degli anni trenta e, mi sembrava che Iudice, benchè assolutamente contemporaneo, le avesse un po’ dentro. Quasi tutte le sue opere le ho comprate io, lasciando al mercato poche cose. Forse per la prima volta c'è un'osmosi totale tra artista e collezionista, perché io non sono solo colui che gli compra le opere, sono quello con cui discute d'arte: se oggi abbia ancora un senso parlare di realismo, dopo tanti anni di figurazione. Mi parla dei suoi progetti futuri e il nostro dibattito è continuo. Iudice ha scelto sin dall'inizio una linea unica che poi non ha mai abbandonato: è la ricerca di un'umanità che vive in periferia, ai margini della società, dotata di una profonda integrità, assai lontana da quella che siamo abituati a vedere sulle pagine dei giornali o in televisione. Iudice scava nell'animo umano, questo è il valore aggiunto della sua pittura di cui mi sono innamorato. Io ricerco quel tipo di arte, è stato così per le opere degli anni trenta e continuo a farlo per l'arte contemporanea, quindi è normale che Giovanni ed io ci si sia incontrati. Quando Giovanni era ancora molto giovane, Fagiolo dell'Arco mi disse che nel disegno era arrivato a De Chirico. Credo che Fagiolo dicesse la pura verità, nel disegno è veramente il primo della classe; è uno strumento che usa senza pensare, come quando noi facciamo un movimento della mano istintivo, non pensiamo perché la mano è parte di noi, per lui la matita è parte del suo essere, non c'è filtro, mano e matita sono un tutt'uno”. Una passione incondizionata che spinge il collezionista a stare in guardia, ossessivamente, per la paura di perdere dei tasselli fondamentali per la sua collezione.

La collezione Iannaccone comprende un gran numero di disegni a matita, dipinti ad olio raffiguranti modelle in interni domestici, spiagge e alcune tele incentrate sul tema dell’immigrazione che entra a far parte della poetica di Giovanni Iudice verso la metà degli anni duemila. Una realtà che viene scandagliata e visceralmente affrontata dall'artista sino ai giorni nostri. “Ho scelto di dipingere profughi, immigrati, clandestini per intima necessità, perché mi sono sentito in dovere di farlo. Credo che la figura del clandestino sia una delle icone più rappresentative del contemporaneo, il clandestino spera, immagina la terra promessa con la morte nel cuore per la patria che ha lasciato”.

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La Cucina - Mia madre_53, 1993


Nudo nell'orto_50, 1997


Cava Paradiso_11, 1999


Silvana nell'orto o Nudo_27, 2000


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Suicide, 1999


Cava Paradiso_11, 1999


Giardino_19, 1999


Silvana che dorme_12, 1999


Spiaggia_31, 1999

Subject: Landscape Aggregation View all (78)


Caffè, 1940


Il biliardo, 1940


Il circo, 1941


Periferia (Grottammare), 1932


Tassì rosso, 1932

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Untitled (Feeding the Gulls), 2007


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My Fourth Homage, 2003


Le Signorine Rossi, 1938


Sirena ferita, 1987


Senza titolo, 1993


Senza titolo, 2013

Artwork

Iudice Giovanni, Spiaggia_31, 1999, pencil on cardboard, 16.8 cm

Biography

Iudice Giovanni

Giovanni Iudice è nato a Gela nel 1970 dove ancora oggi vive e Lavora. L'avvocato è sinceramente affascinato dall'opera dell'artista gelese e segue la sua attività da molto tempo, così come racconta in un'intervista: “Giovanni Iudice l'ho scoperto parecchi anni fa, in una piccola galleria alla Fiera di Bologna. Mi aveva colpito una sua spiaggia fatta a matita, con quella moltitudine di gente ammassata che cercava un po’ di vacanza. Si capiva benissimo che era una scena in qualche modo di povertà: era una spiaggia libera, non di quelle a pagamento, e ritraeva un'umanità che in quel luogo trovava il massimo del lusso che si poteva permettere. L'opera in questione era già stata venduta purtroppo, l'aveva comprata, mi ricordo, Lucio Dalla. Da quel momento ho cominciato a prendere contatto con Giovanni Iudice, l'ho cercato sugli elenchi telefonici e l'ho chiamato. Mi colpiva il suo rapporto con la storia dell'arte siciliana: io avevo nella testa le spiagge di Pirandello, con la loro carne ammassata, avevo in mente Guttuso, insomma un po' tutte queste figure degli anni trenta e, mi sembrava che Iudice, benchè assolutamente contemporaneo, le avesse un po’ dentro. Quasi tutte le sue opere le ho comprate io, lasciando al mercato poche cose. Forse per la prima volta c'è un'osmosi totale tra artista e collezionista, perché io non sono solo colui che gli compra le opere, sono quello con cui discute d'arte: se oggi abbia ancora un senso parlare di realismo, dopo tanti anni di figurazione. Mi parla dei suoi progetti futuri e il nostro dibattito è continuo. Iudice ha scelto sin dall'inizio una linea unica che poi non ha mai abbandonato: è la ricerca di un'umanità che vive in periferia, ai margini della società, dotata di una profonda integrità, assai lontana da quella che siamo abituati a vedere sulle pagine dei giornali o in televisione. Iudice scava nell'animo umano, questo è il valore aggiunto della sua pittura di cui mi sono innamorato. Io ricerco quel tipo di arte, è stato così per le opere degli anni trenta e continuo a farlo per l'arte contemporanea, quindi è normale che Giovanni ed io ci si sia incontrati. Quando Giovanni era ancora molto giovane, Fagiolo dell'Arco mi disse che nel disegno era arrivato a De Chirico. Credo che Fagiolo dicesse la pura verità, nel disegno è veramente il primo della classe; è uno strumento che usa senza pensare, come quando noi facciamo un movimento della mano istintivo, non pensiamo perché la mano è parte di noi, per lui la matita è parte del suo essere, non c'è filtro, mano e matita sono un tutt'uno”. Una passione incondizionata che spinge il collezionista a stare in guardia, ossessivamente, per la paura di perdere dei tasselli fondamentali per la sua collezione.

La collezione Iannaccone comprende un gran numero di disegni a matita, dipinti ad olio raffiguranti modelle in interni domestici, spiagge e alcune tele incentrate sul tema dell’immigrazione che entra a far parte della poetica di Giovanni Iudice verso la metà degli anni duemila. Una realtà che viene scandagliata e visceralmente affrontata dall'artista sino ai giorni nostri. “Ho scelto di dipingere profughi, immigrati, clandestini per intima necessità, perché mi sono sentito in dovere di farlo. Credo che la figura del clandestino sia una delle icone più rappresentative del contemporaneo, il clandestino spera, immagina la terra promessa con la morte nel cuore per la patria che ha lasciato”.

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La Cucina - Mia madre_53, 1993


Nudo nell'orto_50, 1997


Cava Paradiso_11, 1999


Silvana nell'orto o Nudo_27, 2000


Messina, Quartiere Giostra_23, 2001

Year: 1999 View all (10)


Suicide, 1999


Cava Paradiso_11, 1999


Giardino_19, 1999


Silvana che dorme_12, 1999


Spiaggia e roccia_32, 1999

Subject: Landscape View all (47)


Periferia (Grottammare), 1932


Tassì rosso, 1932


La città degli studi, 1933


Marina, 1929


Paesaggio romano con figura sdraiata, 1932

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Untitled (Feeding the Gulls), 2007


Untitled (The Eternity Chamber), 2007


Untitled (Girl Feeding Gulls), 2008


Untitled (Laissez Faire), 2009


Untitled (Eel Sellers), 2010

Country: Italy View all (97)


My Fourth Homage, 2003


Le Signorine Rossi, 1938


Sirena ferita, 1987


Senza titolo, 1993


Senza titolo, 2013

Artwork

Iudice Giovanni, Silvana nell'orto o Nudo_27, 2000, oil on wood, 41 cm

Biography

Iudice Giovanni

Giovanni Iudice è nato a Gela nel 1970 dove ancora oggi vive e Lavora. L'avvocato è sinceramente affascinato dall'opera dell'artista gelese e segue la sua attività da molto tempo, così come racconta in un'intervista: “Giovanni Iudice l'ho scoperto parecchi anni fa, in una piccola galleria alla Fiera di Bologna. Mi aveva colpito una sua spiaggia fatta a matita, con quella moltitudine di gente ammassata che cercava un po’ di vacanza. Si capiva benissimo che era una scena in qualche modo di povertà: era una spiaggia libera, non di quelle a pagamento, e ritraeva un'umanità che in quel luogo trovava il massimo del lusso che si poteva permettere. L'opera in questione era già stata venduta purtroppo, l'aveva comprata, mi ricordo, Lucio Dalla. Da quel momento ho cominciato a prendere contatto con Giovanni Iudice, l'ho cercato sugli elenchi telefonici e l'ho chiamato. Mi colpiva il suo rapporto con la storia dell'arte siciliana: io avevo nella testa le spiagge di Pirandello, con la loro carne ammassata, avevo in mente Guttuso, insomma un po' tutte queste figure degli anni trenta e, mi sembrava che Iudice, benchè assolutamente contemporaneo, le avesse un po’ dentro. Quasi tutte le sue opere le ho comprate io, lasciando al mercato poche cose. Forse per la prima volta c'è un'osmosi totale tra artista e collezionista, perché io non sono solo colui che gli compra le opere, sono quello con cui discute d'arte: se oggi abbia ancora un senso parlare di realismo, dopo tanti anni di figurazione. Mi parla dei suoi progetti futuri e il nostro dibattito è continuo. Iudice ha scelto sin dall'inizio una linea unica che poi non ha mai abbandonato: è la ricerca di un'umanità che vive in periferia, ai margini della società, dotata di una profonda integrità, assai lontana da quella che siamo abituati a vedere sulle pagine dei giornali o in televisione. Iudice scava nell'animo umano, questo è il valore aggiunto della sua pittura di cui mi sono innamorato. Io ricerco quel tipo di arte, è stato così per le opere degli anni trenta e continuo a farlo per l'arte contemporanea, quindi è normale che Giovanni ed io ci si sia incontrati. Quando Giovanni era ancora molto giovane, Fagiolo dell'Arco mi disse che nel disegno era arrivato a De Chirico. Credo che Fagiolo dicesse la pura verità, nel disegno è veramente il primo della classe; è uno strumento che usa senza pensare, come quando noi facciamo un movimento della mano istintivo, non pensiamo perché la mano è parte di noi, per lui la matita è parte del suo essere, non c'è filtro, mano e matita sono un tutt'uno”. Una passione incondizionata che spinge il collezionista a stare in guardia, ossessivamente, per la paura di perdere dei tasselli fondamentali per la sua collezione.

La collezione Iannaccone comprende un gran numero di disegni a matita, dipinti ad olio raffiguranti modelle in interni domestici, spiagge e alcune tele incentrate sul tema dell’immigrazione che entra a far parte della poetica di Giovanni Iudice verso la metà degli anni duemila. Una realtà che viene scandagliata e visceralmente affrontata dall'artista sino ai giorni nostri. “Ho scelto di dipingere profughi, immigrati, clandestini per intima necessità, perché mi sono sentito in dovere di farlo. Credo che la figura del clandestino sia una delle icone più rappresentative del contemporaneo, il clandestino spera, immagina la terra promessa con la morte nel cuore per la patria che ha lasciato”.

Related Artworks

Artist: Iudice Giovanni View all (39)


La Cucina - Mia madre_53, 1993


Nudo nell'orto_50, 1997


Cava Paradiso_11, 1999


Messina, Quartiere Giostra_23, 2001


Spiaggia "Figura sulla spiaggia"_15, 2001

Year: 2000 View all (12)


I'va got it all, 2000


Like Everyday#11 , 2000


Like Everyday#61 , 2000


Monster Munch III, 2000


Via di Pachino_22, 2000

Subject: Portrait Nude Landscape View all (202)


Untitled (Man/Woman with Shoe on Head), from The Liar series, 1995


Untitled (Study for Painting and Punishment), 2000 - 2003


Shikijyo Sexual Desire, 1996/2008


Tokyo Comedy , 1997/2008


Grand diary of photo mania, 1998-2008

Tecnique: Painting View all (167)


Untitled (Man/Woman with Shoe on Head), from The Liar series, 1995


Untitled (Study for Painting and Punishment), 2000 - 2003


Ballerine, 1938


L'armadio, 1938


Caffè, 1940

Country: Italy View all (97)


My Fourth Homage, 2003


Le Signorine Rossi, 1938


Sirena ferita, 1987


Senza titolo, 1993


Senza titolo, 2013

Artwork

Iudice Giovanni, Via di Pachino_22, 2000, pencil on cardboard, 30.5 cm

Biography

Iudice Giovanni

Giovanni Iudice è nato a Gela nel 1970 dove ancora oggi vive e Lavora. L'avvocato è sinceramente affascinato dall'opera dell'artista gelese e segue la sua attività da molto tempo, così come racconta in un'intervista: “Giovanni Iudice l'ho scoperto parecchi anni fa, in una piccola galleria alla Fiera di Bologna. Mi aveva colpito una sua spiaggia fatta a matita, con quella moltitudine di gente ammassata che cercava un po’ di vacanza. Si capiva benissimo che era una scena in qualche modo di povertà: era una spiaggia libera, non di quelle a pagamento, e ritraeva un'umanità che in quel luogo trovava il massimo del lusso che si poteva permettere. L'opera in questione era già stata venduta purtroppo, l'aveva comprata, mi ricordo, Lucio Dalla. Da quel momento ho cominciato a prendere contatto con Giovanni Iudice, l'ho cercato sugli elenchi telefonici e l'ho chiamato. Mi colpiva il suo rapporto con la storia dell'arte siciliana: io avevo nella testa le spiagge di Pirandello, con la loro carne ammassata, avevo in mente Guttuso, insomma un po' tutte queste figure degli anni trenta e, mi sembrava che Iudice, benchè assolutamente contemporaneo, le avesse un po’ dentro. Quasi tutte le sue opere le ho comprate io, lasciando al mercato poche cose. Forse per la prima volta c'è un'osmosi totale tra artista e collezionista, perché io non sono solo colui che gli compra le opere, sono quello con cui discute d'arte: se oggi abbia ancora un senso parlare di realismo, dopo tanti anni di figurazione. Mi parla dei suoi progetti futuri e il nostro dibattito è continuo. Iudice ha scelto sin dall'inizio una linea unica che poi non ha mai abbandonato: è la ricerca di un'umanità che vive in periferia, ai margini della società, dotata di una profonda integrità, assai lontana da quella che siamo abituati a vedere sulle pagine dei giornali o in televisione. Iudice scava nell'animo umano, questo è il valore aggiunto della sua pittura di cui mi sono innamorato. Io ricerco quel tipo di arte, è stato così per le opere degli anni trenta e continuo a farlo per l'arte contemporanea, quindi è normale che Giovanni ed io ci si sia incontrati. Quando Giovanni era ancora molto giovane, Fagiolo dell'Arco mi disse che nel disegno era arrivato a De Chirico. Credo che Fagiolo dicesse la pura verità, nel disegno è veramente il primo della classe; è uno strumento che usa senza pensare, come quando noi facciamo un movimento della mano istintivo, non pensiamo perché la mano è parte di noi, per lui la matita è parte del suo essere, non c'è filtro, mano e matita sono un tutt'uno”. Una passione incondizionata che spinge il collezionista a stare in guardia, ossessivamente, per la paura di perdere dei tasselli fondamentali per la sua collezione.

La collezione Iannaccone comprende un gran numero di disegni a matita, dipinti ad olio raffiguranti modelle in interni domestici, spiagge e alcune tele incentrate sul tema dell’immigrazione che entra a far parte della poetica di Giovanni Iudice verso la metà degli anni duemila. Una realtà che viene scandagliata e visceralmente affrontata dall'artista sino ai giorni nostri. “Ho scelto di dipingere profughi, immigrati, clandestini per intima necessità, perché mi sono sentito in dovere di farlo. Credo che la figura del clandestino sia una delle icone più rappresentative del contemporaneo, il clandestino spera, immagina la terra promessa con la morte nel cuore per la patria che ha lasciato”.

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La Cucina - Mia madre_53, 1993


Nudo nell'orto_50, 1997


Cava Paradiso_11, 1999


Silvana nell'orto o Nudo_27, 2000


Messina, Quartiere Giostra_23, 2001

Year: 2000 View all (12)


I'va got it all, 2000


Like Everyday#11 , 2000


Like Everyday#61 , 2000


Monster Munch III, 2000


Silvana nell'orto o Nudo_27, 2000

Subject: Landscape View all (47)


Periferia (Grottammare), 1932


Tassì rosso, 1932


La città degli studi, 1933


Marina, 1929


Paesaggio romano con figura sdraiata, 1932

Tecnique: Drawing View all (41)


Untitled (Feeding the Gulls), 2007


Untitled (The Eternity Chamber), 2007


Untitled (Girl Feeding Gulls), 2008


Untitled (Laissez Faire), 2009


Untitled (Eel Sellers), 2010

Country: Italy View all (97)


My Fourth Homage, 2003


Le Signorine Rossi, 1938


Sirena ferita, 1987


Senza titolo, 1993


Senza titolo, 2013

Artwork

Iudice Giovanni, Messina, Quartiere Giostra_23, 2001, oil on paper transferred to board, 18 cm

Biography

Iudice Giovanni

Giovanni Iudice è nato a Gela nel 1970 dove ancora oggi vive e Lavora. L'avvocato è sinceramente affascinato dall'opera dell'artista gelese e segue la sua attività da molto tempo, così come racconta in un'intervista: “Giovanni Iudice l'ho scoperto parecchi anni fa, in una piccola galleria alla Fiera di Bologna. Mi aveva colpito una sua spiaggia fatta a matita, con quella moltitudine di gente ammassata che cercava un po’ di vacanza. Si capiva benissimo che era una scena in qualche modo di povertà: era una spiaggia libera, non di quelle a pagamento, e ritraeva un'umanità che in quel luogo trovava il massimo del lusso che si poteva permettere. L'opera in questione era già stata venduta purtroppo, l'aveva comprata, mi ricordo, Lucio Dalla. Da quel momento ho cominciato a prendere contatto con Giovanni Iudice, l'ho cercato sugli elenchi telefonici e l'ho chiamato. Mi colpiva il suo rapporto con la storia dell'arte siciliana: io avevo nella testa le spiagge di Pirandello, con la loro carne ammassata, avevo in mente Guttuso, insomma un po' tutte queste figure degli anni trenta e, mi sembrava che Iudice, benchè assolutamente contemporaneo, le avesse un po’ dentro. Quasi tutte le sue opere le ho comprate io, lasciando al mercato poche cose. Forse per la prima volta c'è un'osmosi totale tra artista e collezionista, perché io non sono solo colui che gli compra le opere, sono quello con cui discute d'arte: se oggi abbia ancora un senso parlare di realismo, dopo tanti anni di figurazione. Mi parla dei suoi progetti futuri e il nostro dibattito è continuo. Iudice ha scelto sin dall'inizio una linea unica che poi non ha mai abbandonato: è la ricerca di un'umanità che vive in periferia, ai margini della società, dotata di una profonda integrità, assai lontana da quella che siamo abituati a vedere sulle pagine dei giornali o in televisione. Iudice scava nell'animo umano, questo è il valore aggiunto della sua pittura di cui mi sono innamorato. Io ricerco quel tipo di arte, è stato così per le opere degli anni trenta e continuo a farlo per l'arte contemporanea, quindi è normale che Giovanni ed io ci si sia incontrati. Quando Giovanni era ancora molto giovane, Fagiolo dell'Arco mi disse che nel disegno era arrivato a De Chirico. Credo che Fagiolo dicesse la pura verità, nel disegno è veramente il primo della classe; è uno strumento che usa senza pensare, come quando noi facciamo un movimento della mano istintivo, non pensiamo perché la mano è parte di noi, per lui la matita è parte del suo essere, non c'è filtro, mano e matita sono un tutt'uno”. Una passione incondizionata che spinge il collezionista a stare in guardia, ossessivamente, per la paura di perdere dei tasselli fondamentali per la sua collezione.

La collezione Iannaccone comprende un gran numero di disegni a matita, dipinti ad olio raffiguranti modelle in interni domestici, spiagge e alcune tele incentrate sul tema dell’immigrazione che entra a far parte della poetica di Giovanni Iudice verso la metà degli anni duemila. Una realtà che viene scandagliata e visceralmente affrontata dall'artista sino ai giorni nostri. “Ho scelto di dipingere profughi, immigrati, clandestini per intima necessità, perché mi sono sentito in dovere di farlo. Credo che la figura del clandestino sia una delle icone più rappresentative del contemporaneo, il clandestino spera, immagina la terra promessa con la morte nel cuore per la patria che ha lasciato”.

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La Cucina - Mia madre_53, 1993


Nudo nell'orto_50, 1997


Cava Paradiso_11, 1999


Silvana nell'orto o Nudo_27, 2000


Spiaggia "Figura sulla spiaggia"_15, 2001

Year: 2001 View all (11)


The Veils, 2001


Stage of Evidence, 2001


Anita Joy, 2001


Spiaggia "Figura sulla spiaggia"_15, 2001


Spiaggia_33, 2001

Subject: Landscape View all (47)


Periferia (Grottammare), 1932


Tassì rosso, 1932


La città degli studi, 1933


Marina, 1929


Paesaggio romano con figura sdraiata, 1932

Tecnique: Painting View all (167)


Untitled (Man/Woman with Shoe on Head), from The Liar series, 1995


Untitled (Study for Painting and Punishment), 2000 - 2003


Ballerine, 1938


L'armadio, 1938


Caffè, 1940

Country: Italy View all (97)


My Fourth Homage, 2003


Le Signorine Rossi, 1938


Sirena ferita, 1987


Senza titolo, 1993


Senza titolo, 2013

Artwork

Iudice Giovanni, Spiaggia "Figura sulla spiaggia"_15, 2001, oil on cardboard transferred to board, 17 cm

Biography

Iudice Giovanni

Giovanni Iudice è nato a Gela nel 1970 dove ancora oggi vive e Lavora. L'avvocato è sinceramente affascinato dall'opera dell'artista gelese e segue la sua attività da molto tempo, così come racconta in un'intervista: “Giovanni Iudice l'ho scoperto parecchi anni fa, in una piccola galleria alla Fiera di Bologna. Mi aveva colpito una sua spiaggia fatta a matita, con quella moltitudine di gente ammassata che cercava un po’ di vacanza. Si capiva benissimo che era una scena in qualche modo di povertà: era una spiaggia libera, non di quelle a pagamento, e ritraeva un'umanità che in quel luogo trovava il massimo del lusso che si poteva permettere. L'opera in questione era già stata venduta purtroppo, l'aveva comprata, mi ricordo, Lucio Dalla. Da quel momento ho cominciato a prendere contatto con Giovanni Iudice, l'ho cercato sugli elenchi telefonici e l'ho chiamato. Mi colpiva il suo rapporto con la storia dell'arte siciliana: io avevo nella testa le spiagge di Pirandello, con la loro carne ammassata, avevo in mente Guttuso, insomma un po' tutte queste figure degli anni trenta e, mi sembrava che Iudice, benchè assolutamente contemporaneo, le avesse un po’ dentro. Quasi tutte le sue opere le ho comprate io, lasciando al mercato poche cose. Forse per la prima volta c'è un'osmosi totale tra artista e collezionista, perché io non sono solo colui che gli compra le opere, sono quello con cui discute d'arte: se oggi abbia ancora un senso parlare di realismo, dopo tanti anni di figurazione. Mi parla dei suoi progetti futuri e il nostro dibattito è continuo. Iudice ha scelto sin dall'inizio una linea unica che poi non ha mai abbandonato: è la ricerca di un'umanità che vive in periferia, ai margini della società, dotata di una profonda integrità, assai lontana da quella che siamo abituati a vedere sulle pagine dei giornali o in televisione. Iudice scava nell'animo umano, questo è il valore aggiunto della sua pittura di cui mi sono innamorato. Io ricerco quel tipo di arte, è stato così per le opere degli anni trenta e continuo a farlo per l'arte contemporanea, quindi è normale che Giovanni ed io ci si sia incontrati. Quando Giovanni era ancora molto giovane, Fagiolo dell'Arco mi disse che nel disegno era arrivato a De Chirico. Credo che Fagiolo dicesse la pura verità, nel disegno è veramente il primo della classe; è uno strumento che usa senza pensare, come quando noi facciamo un movimento della mano istintivo, non pensiamo perché la mano è parte di noi, per lui la matita è parte del suo essere, non c'è filtro, mano e matita sono un tutt'uno”. Una passione incondizionata che spinge il collezionista a stare in guardia, ossessivamente, per la paura di perdere dei tasselli fondamentali per la sua collezione.

La collezione Iannaccone comprende un gran numero di disegni a matita, dipinti ad olio raffiguranti modelle in interni domestici, spiagge e alcune tele incentrate sul tema dell’immigrazione che entra a far parte della poetica di Giovanni Iudice verso la metà degli anni duemila. Una realtà che viene scandagliata e visceralmente affrontata dall'artista sino ai giorni nostri. “Ho scelto di dipingere profughi, immigrati, clandestini per intima necessità, perché mi sono sentito in dovere di farlo. Credo che la figura del clandestino sia una delle icone più rappresentative del contemporaneo, il clandestino spera, immagina la terra promessa con la morte nel cuore per la patria che ha lasciato”.

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Artist: Iudice Giovanni View all (39)


La Cucina - Mia madre_53, 1993


Nudo nell'orto_50, 1997


Cava Paradiso_11, 1999


Silvana nell'orto o Nudo_27, 2000


Messina, Quartiere Giostra_23, 2001

Year: 2001 View all (11)


The Veils, 2001


Stage of Evidence, 2001


Anita Joy, 2001


Messina, Quartiere Giostra_23, 2001


Spiaggia_33, 2001

Subject: Landscape View all (47)


Periferia (Grottammare), 1932


Tassì rosso, 1932


La città degli studi, 1933


Marina, 1929


Paesaggio romano con figura sdraiata, 1932

Tecnique: Painting View all (167)


Untitled (Man/Woman with Shoe on Head), from The Liar series, 1995


Untitled (Study for Painting and Punishment), 2000 - 2003


Ballerine, 1938


L'armadio, 1938


Caffè, 1940

Country: Italy View all (97)


My Fourth Homage, 2003


Le Signorine Rossi, 1938


Sirena ferita, 1987


Senza titolo, 1993


Senza titolo, 2013

Artwork

Iudice Giovanni, Spiaggia_33, 2001, pencil on paper, 33 cm

Biography

Iudice Giovanni

Giovanni Iudice è nato a Gela nel 1970 dove ancora oggi vive e Lavora. L'avvocato è sinceramente affascinato dall'opera dell'artista gelese e segue la sua attività da molto tempo, così come racconta in un'intervista: “Giovanni Iudice l'ho scoperto parecchi anni fa, in una piccola galleria alla Fiera di Bologna. Mi aveva colpito una sua spiaggia fatta a matita, con quella moltitudine di gente ammassata che cercava un po’ di vacanza. Si capiva benissimo che era una scena in qualche modo di povertà: era una spiaggia libera, non di quelle a pagamento, e ritraeva un'umanità che in quel luogo trovava il massimo del lusso che si poteva permettere. L'opera in questione era già stata venduta purtroppo, l'aveva comprata, mi ricordo, Lucio Dalla. Da quel momento ho cominciato a prendere contatto con Giovanni Iudice, l'ho cercato sugli elenchi telefonici e l'ho chiamato. Mi colpiva il suo rapporto con la storia dell'arte siciliana: io avevo nella testa le spiagge di Pirandello, con la loro carne ammassata, avevo in mente Guttuso, insomma un po' tutte queste figure degli anni trenta e, mi sembrava che Iudice, benchè assolutamente contemporaneo, le avesse un po’ dentro. Quasi tutte le sue opere le ho comprate io, lasciando al mercato poche cose. Forse per la prima volta c'è un'osmosi totale tra artista e collezionista, perché io non sono solo colui che gli compra le opere, sono quello con cui discute d'arte: se oggi abbia ancora un senso parlare di realismo, dopo tanti anni di figurazione. Mi parla dei suoi progetti futuri e il nostro dibattito è continuo. Iudice ha scelto sin dall'inizio una linea unica che poi non ha mai abbandonato: è la ricerca di un'umanità che vive in periferia, ai margini della società, dotata di una profonda integrità, assai lontana da quella che siamo abituati a vedere sulle pagine dei giornali o in televisione. Iudice scava nell'animo umano, questo è il valore aggiunto della sua pittura di cui mi sono innamorato. Io ricerco quel tipo di arte, è stato così per le opere degli anni trenta e continuo a farlo per l'arte contemporanea, quindi è normale che Giovanni ed io ci si sia incontrati. Quando Giovanni era ancora molto giovane, Fagiolo dell'Arco mi disse che nel disegno era arrivato a De Chirico. Credo che Fagiolo dicesse la pura verità, nel disegno è veramente il primo della classe; è uno strumento che usa senza pensare, come quando noi facciamo un movimento della mano istintivo, non pensiamo perché la mano è parte di noi, per lui la matita è parte del suo essere, non c'è filtro, mano e matita sono un tutt'uno”. Una passione incondizionata che spinge il collezionista a stare in guardia, ossessivamente, per la paura di perdere dei tasselli fondamentali per la sua collezione.

La collezione Iannaccone comprende un gran numero di disegni a matita, dipinti ad olio raffiguranti modelle in interni domestici, spiagge e alcune tele incentrate sul tema dell’immigrazione che entra a far parte della poetica di Giovanni Iudice verso la metà degli anni duemila. Una realtà che viene scandagliata e visceralmente affrontata dall'artista sino ai giorni nostri. “Ho scelto di dipingere profughi, immigrati, clandestini per intima necessità, perché mi sono sentito in dovere di farlo. Credo che la figura del clandestino sia una delle icone più rappresentative del contemporaneo, il clandestino spera, immagina la terra promessa con la morte nel cuore per la patria che ha lasciato”.

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Artist: Iudice Giovanni View all (39)


La Cucina - Mia madre_53, 1993


Nudo nell'orto_50, 1997


Cava Paradiso_11, 1999


Silvana nell'orto o Nudo_27, 2000


Messina, Quartiere Giostra_23, 2001

Year: 2001 View all (11)


The Veils, 2001


Stage of Evidence, 2001


Anita Joy, 2001


Messina, Quartiere Giostra_23, 2001


Spiaggia "Figura sulla spiaggia"_15, 2001

Subject: Landscape Aggregation View all (78)


Caffè, 1940


Il biliardo, 1940


Il circo, 1941


Periferia (Grottammare), 1932


Tassì rosso, 1932

Tecnique: Drawing View all (41)


Untitled (Feeding the Gulls), 2007


Untitled (The Eternity Chamber), 2007


Untitled (Girl Feeding Gulls), 2008


Untitled (Laissez Faire), 2009


Untitled (Eel Sellers), 2010

Country: Italy View all (97)


My Fourth Homage, 2003


Le Signorine Rossi, 1938


Sirena ferita, 1987


Senza titolo, 1993


Senza titolo, 2013

Artwork

Iudice Giovanni, Carla in ginocchio sul letto_7, 2002, oil on canvas, 35 cm

Biography

Iudice Giovanni

Giovanni Iudice è nato a Gela nel 1970 dove ancora oggi vive e Lavora. L'avvocato è sinceramente affascinato dall'opera dell'artista gelese e segue la sua attività da molto tempo, così come racconta in un'intervista: “Giovanni Iudice l'ho scoperto parecchi anni fa, in una piccola galleria alla Fiera di Bologna. Mi aveva colpito una sua spiaggia fatta a matita, con quella moltitudine di gente ammassata che cercava un po’ di vacanza. Si capiva benissimo che era una scena in qualche modo di povertà: era una spiaggia libera, non di quelle a pagamento, e ritraeva un'umanità che in quel luogo trovava il massimo del lusso che si poteva permettere. L'opera in questione era già stata venduta purtroppo, l'aveva comprata, mi ricordo, Lucio Dalla. Da quel momento ho cominciato a prendere contatto con Giovanni Iudice, l'ho cercato sugli elenchi telefonici e l'ho chiamato. Mi colpiva il suo rapporto con la storia dell'arte siciliana: io avevo nella testa le spiagge di Pirandello, con la loro carne ammassata, avevo in mente Guttuso, insomma un po' tutte queste figure degli anni trenta e, mi sembrava che Iudice, benchè assolutamente contemporaneo, le avesse un po’ dentro. Quasi tutte le sue opere le ho comprate io, lasciando al mercato poche cose. Forse per la prima volta c'è un'osmosi totale tra artista e collezionista, perché io non sono solo colui che gli compra le opere, sono quello con cui discute d'arte: se oggi abbia ancora un senso parlare di realismo, dopo tanti anni di figurazione. Mi parla dei suoi progetti futuri e il nostro dibattito è continuo. Iudice ha scelto sin dall'inizio una linea unica che poi non ha mai abbandonato: è la ricerca di un'umanità che vive in periferia, ai margini della società, dotata di una profonda integrità, assai lontana da quella che siamo abituati a vedere sulle pagine dei giornali o in televisione. Iudice scava nell'animo umano, questo è il valore aggiunto della sua pittura di cui mi sono innamorato. Io ricerco quel tipo di arte, è stato così per le opere degli anni trenta e continuo a farlo per l'arte contemporanea, quindi è normale che Giovanni ed io ci si sia incontrati. Quando Giovanni era ancora molto giovane, Fagiolo dell'Arco mi disse che nel disegno era arrivato a De Chirico. Credo che Fagiolo dicesse la pura verità, nel disegno è veramente il primo della classe; è uno strumento che usa senza pensare, come quando noi facciamo un movimento della mano istintivo, non pensiamo perché la mano è parte di noi, per lui la matita è parte del suo essere, non c'è filtro, mano e matita sono un tutt'uno”. Una passione incondizionata che spinge il collezionista a stare in guardia, ossessivamente, per la paura di perdere dei tasselli fondamentali per la sua collezione.

La collezione Iannaccone comprende un gran numero di disegni a matita, dipinti ad olio raffiguranti modelle in interni domestici, spiagge e alcune tele incentrate sul tema dell’immigrazione che entra a far parte della poetica di Giovanni Iudice verso la metà degli anni duemila. Una realtà che viene scandagliata e visceralmente affrontata dall'artista sino ai giorni nostri. “Ho scelto di dipingere profughi, immigrati, clandestini per intima necessità, perché mi sono sentito in dovere di farlo. Credo che la figura del clandestino sia una delle icone più rappresentative del contemporaneo, il clandestino spera, immagina la terra promessa con la morte nel cuore per la patria che ha lasciato”.

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La Cucina - Mia madre_53, 1993


Nudo nell'orto_50, 1997


Cava Paradiso_11, 1999


Silvana nell'orto o Nudo_27, 2000


Messina, Quartiere Giostra_23, 2001

Year: 2002 View all (11)


Victoria, 2002


Yoko VII, 2002


Il mio primo disegno sui migranti in Sicilia_60, 2002


Interno con riflesso_9, 2002


Figura distesa di spalle_14, 2002

Subject: Portrait Nude View all (156)


Untitled (Man/Woman with Shoe on Head), from The Liar series, 1995


Untitled (Study for Painting and Punishment), 2000 - 2003


Shikijyo Sexual Desire, 1996/2008


Tokyo Comedy , 1997/2008


Grand diary of photo mania, 1998-2008

Tecnique: Painting View all (167)


Untitled (Man/Woman with Shoe on Head), from The Liar series, 1995


Untitled (Study for Painting and Punishment), 2000 - 2003


Ballerine, 1938


L'armadio, 1938


Caffè, 1940

Country: Italy View all (97)


My Fourth Homage, 2003


Le Signorine Rossi, 1938


Sirena ferita, 1987


Senza titolo, 1993


Senza titolo, 2013

Artwork

Iudice Giovanni, Il mio primo disegno sui migranti in Sicilia_60, 2002, grafite e carboncino su carta, 29.5 cm

Biography

Iudice Giovanni

Giovanni Iudice è nato a Gela nel 1970 dove ancora oggi vive e Lavora. L'avvocato è sinceramente affascinato dall'opera dell'artista gelese e segue la sua attività da molto tempo, così come racconta in un'intervista: “Giovanni Iudice l'ho scoperto parecchi anni fa, in una piccola galleria alla Fiera di Bologna. Mi aveva colpito una sua spiaggia fatta a matita, con quella moltitudine di gente ammassata che cercava un po’ di vacanza. Si capiva benissimo che era una scena in qualche modo di povertà: era una spiaggia libera, non di quelle a pagamento, e ritraeva un'umanità che in quel luogo trovava il massimo del lusso che si poteva permettere. L'opera in questione era già stata venduta purtroppo, l'aveva comprata, mi ricordo, Lucio Dalla. Da quel momento ho cominciato a prendere contatto con Giovanni Iudice, l'ho cercato sugli elenchi telefonici e l'ho chiamato. Mi colpiva il suo rapporto con la storia dell'arte siciliana: io avevo nella testa le spiagge di Pirandello, con la loro carne ammassata, avevo in mente Guttuso, insomma un po' tutte queste figure degli anni trenta e, mi sembrava che Iudice, benchè assolutamente contemporaneo, le avesse un po’ dentro. Quasi tutte le sue opere le ho comprate io, lasciando al mercato poche cose. Forse per la prima volta c'è un'osmosi totale tra artista e collezionista, perché io non sono solo colui che gli compra le opere, sono quello con cui discute d'arte: se oggi abbia ancora un senso parlare di realismo, dopo tanti anni di figurazione. Mi parla dei suoi progetti futuri e il nostro dibattito è continuo. Iudice ha scelto sin dall'inizio una linea unica che poi non ha mai abbandonato: è la ricerca di un'umanità che vive in periferia, ai margini della società, dotata di una profonda integrità, assai lontana da quella che siamo abituati a vedere sulle pagine dei giornali o in televisione. Iudice scava nell'animo umano, questo è il valore aggiunto della sua pittura di cui mi sono innamorato. Io ricerco quel tipo di arte, è stato così per le opere degli anni trenta e continuo a farlo per l'arte contemporanea, quindi è normale che Giovanni ed io ci si sia incontrati. Quando Giovanni era ancora molto giovane, Fagiolo dell'Arco mi disse che nel disegno era arrivato a De Chirico. Credo che Fagiolo dicesse la pura verità, nel disegno è veramente il primo della classe; è uno strumento che usa senza pensare, come quando noi facciamo un movimento della mano istintivo, non pensiamo perché la mano è parte di noi, per lui la matita è parte del suo essere, non c'è filtro, mano e matita sono un tutt'uno”. Una passione incondizionata che spinge il collezionista a stare in guardia, ossessivamente, per la paura di perdere dei tasselli fondamentali per la sua collezione.

La collezione Iannaccone comprende un gran numero di disegni a matita, dipinti ad olio raffiguranti modelle in interni domestici, spiagge e alcune tele incentrate sul tema dell’immigrazione che entra a far parte della poetica di Giovanni Iudice verso la metà degli anni duemila. Una realtà che viene scandagliata e visceralmente affrontata dall'artista sino ai giorni nostri. “Ho scelto di dipingere profughi, immigrati, clandestini per intima necessità, perché mi sono sentito in dovere di farlo. Credo che la figura del clandestino sia una delle icone più rappresentative del contemporaneo, il clandestino spera, immagina la terra promessa con la morte nel cuore per la patria che ha lasciato”.

Related Artworks

Artist: Iudice Giovanni View all (39)


La Cucina - Mia madre_53, 1993


Nudo nell'orto_50, 1997


Cava Paradiso_11, 1999


Silvana nell'orto o Nudo_27, 2000


Messina, Quartiere Giostra_23, 2001

Year: 2002 View all (11)


Victoria, 2002


Yoko VII, 2002


Carla in ginocchio sul letto_7, 2002


Interno con riflesso_9, 2002


Figura distesa di spalle_14, 2002

Artwork

Iudice Giovanni, Interno con riflesso_9, 2002, oil on wood, 20 cm

Biography

Iudice Giovanni

Giovanni Iudice è nato a Gela nel 1970 dove ancora oggi vive e Lavora. L'avvocato è sinceramente affascinato dall'opera dell'artista gelese e segue la sua attività da molto tempo, così come racconta in un'intervista: “Giovanni Iudice l'ho scoperto parecchi anni fa, in una piccola galleria alla Fiera di Bologna. Mi aveva colpito una sua spiaggia fatta a matita, con quella moltitudine di gente ammassata che cercava un po’ di vacanza. Si capiva benissimo che era una scena in qualche modo di povertà: era una spiaggia libera, non di quelle a pagamento, e ritraeva un'umanità che in quel luogo trovava il massimo del lusso che si poteva permettere. L'opera in questione era già stata venduta purtroppo, l'aveva comprata, mi ricordo, Lucio Dalla. Da quel momento ho cominciato a prendere contatto con Giovanni Iudice, l'ho cercato sugli elenchi telefonici e l'ho chiamato. Mi colpiva il suo rapporto con la storia dell'arte siciliana: io avevo nella testa le spiagge di Pirandello, con la loro carne ammassata, avevo in mente Guttuso, insomma un po' tutte queste figure degli anni trenta e, mi sembrava che Iudice, benchè assolutamente contemporaneo, le avesse un po’ dentro. Quasi tutte le sue opere le ho comprate io, lasciando al mercato poche cose. Forse per la prima volta c'è un'osmosi totale tra artista e collezionista, perché io non sono solo colui che gli compra le opere, sono quello con cui discute d'arte: se oggi abbia ancora un senso parlare di realismo, dopo tanti anni di figurazione. Mi parla dei suoi progetti futuri e il nostro dibattito è continuo. Iudice ha scelto sin dall'inizio una linea unica che poi non ha mai abbandonato: è la ricerca di un'umanità che vive in periferia, ai margini della società, dotata di una profonda integrità, assai lontana da quella che siamo abituati a vedere sulle pagine dei giornali o in televisione. Iudice scava nell'animo umano, questo è il valore aggiunto della sua pittura di cui mi sono innamorato. Io ricerco quel tipo di arte, è stato così per le opere degli anni trenta e continuo a farlo per l'arte contemporanea, quindi è normale che Giovanni ed io ci si sia incontrati. Quando Giovanni era ancora molto giovane, Fagiolo dell'Arco mi disse che nel disegno era arrivato a De Chirico. Credo che Fagiolo dicesse la pura verità, nel disegno è veramente il primo della classe; è uno strumento che usa senza pensare, come quando noi facciamo un movimento della mano istintivo, non pensiamo perché la mano è parte di noi, per lui la matita è parte del suo essere, non c'è filtro, mano e matita sono un tutt'uno”. Una passione incondizionata che spinge il collezionista a stare in guardia, ossessivamente, per la paura di perdere dei tasselli fondamentali per la sua collezione.

La collezione Iannaccone comprende un gran numero di disegni a matita, dipinti ad olio raffiguranti modelle in interni domestici, spiagge e alcune tele incentrate sul tema dell’immigrazione che entra a far parte della poetica di Giovanni Iudice verso la metà degli anni duemila. Una realtà che viene scandagliata e visceralmente affrontata dall'artista sino ai giorni nostri. “Ho scelto di dipingere profughi, immigrati, clandestini per intima necessità, perché mi sono sentito in dovere di farlo. Credo che la figura del clandestino sia una delle icone più rappresentative del contemporaneo, il clandestino spera, immagina la terra promessa con la morte nel cuore per la patria che ha lasciato”.

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La Cucina - Mia madre_53, 1993


Nudo nell'orto_50, 1997


Cava Paradiso_11, 1999


Silvana nell'orto o Nudo_27, 2000


Messina, Quartiere Giostra_23, 2001

Year: 2002 View all (11)


Victoria, 2002


Yoko VII, 2002


Carla in ginocchio sul letto_7, 2002


Il mio primo disegno sui migranti in Sicilia_60, 2002


Figura distesa di spalle_14, 2002

Subject: The couple View all (21)


Il circo, 1941


The Veils, 2001


Woods, 2011


Song of the Keris, 2005


Gli Amanti_49, 1995

Tecnique: Painting View all (167)


Untitled (Man/Woman with Shoe on Head), from The Liar series, 1995


Untitled (Study for Painting and Punishment), 2000 - 2003


Ballerine, 1938


L'armadio, 1938


Caffè, 1940

Country: Italy View all (97)


My Fourth Homage, 2003


Le Signorine Rossi, 1938


Sirena ferita, 1987


Senza titolo, 1993


Senza titolo, 2013

Artwork

Iudice Giovanni, Figura distesa di spalle_14, 2002, drawing, 25 cm

Biography

Iudice Giovanni

Giovanni Iudice è nato a Gela nel 1970 dove ancora oggi vive e Lavora. L'avvocato è sinceramente affascinato dall'opera dell'artista gelese e segue la sua attività da molto tempo, così come racconta in un'intervista: “Giovanni Iudice l'ho scoperto parecchi anni fa, in una piccola galleria alla Fiera di Bologna. Mi aveva colpito una sua spiaggia fatta a matita, con quella moltitudine di gente ammassata che cercava un po’ di vacanza. Si capiva benissimo che era una scena in qualche modo di povertà: era una spiaggia libera, non di quelle a pagamento, e ritraeva un'umanità che in quel luogo trovava il massimo del lusso che si poteva permettere. L'opera in questione era già stata venduta purtroppo, l'aveva comprata, mi ricordo, Lucio Dalla. Da quel momento ho cominciato a prendere contatto con Giovanni Iudice, l'ho cercato sugli elenchi telefonici e l'ho chiamato. Mi colpiva il suo rapporto con la storia dell'arte siciliana: io avevo nella testa le spiagge di Pirandello, con la loro carne ammassata, avevo in mente Guttuso, insomma un po' tutte queste figure degli anni trenta e, mi sembrava che Iudice, benchè assolutamente contemporaneo, le avesse un po’ dentro. Quasi tutte le sue opere le ho comprate io, lasciando al mercato poche cose. Forse per la prima volta c'è un'osmosi totale tra artista e collezionista, perché io non sono solo colui che gli compra le opere, sono quello con cui discute d'arte: se oggi abbia ancora un senso parlare di realismo, dopo tanti anni di figurazione. Mi parla dei suoi progetti futuri e il nostro dibattito è continuo. Iudice ha scelto sin dall'inizio una linea unica che poi non ha mai abbandonato: è la ricerca di un'umanità che vive in periferia, ai margini della società, dotata di una profonda integrità, assai lontana da quella che siamo abituati a vedere sulle pagine dei giornali o in televisione. Iudice scava nell'animo umano, questo è il valore aggiunto della sua pittura di cui mi sono innamorato. Io ricerco quel tipo di arte, è stato così per le opere degli anni trenta e continuo a farlo per l'arte contemporanea, quindi è normale che Giovanni ed io ci si sia incontrati. Quando Giovanni era ancora molto giovane, Fagiolo dell'Arco mi disse che nel disegno era arrivato a De Chirico. Credo che Fagiolo dicesse la pura verità, nel disegno è veramente il primo della classe; è uno strumento che usa senza pensare, come quando noi facciamo un movimento della mano istintivo, non pensiamo perché la mano è parte di noi, per lui la matita è parte del suo essere, non c'è filtro, mano e matita sono un tutt'uno”. Una passione incondizionata che spinge il collezionista a stare in guardia, ossessivamente, per la paura di perdere dei tasselli fondamentali per la sua collezione.

La collezione Iannaccone comprende un gran numero di disegni a matita, dipinti ad olio raffiguranti modelle in interni domestici, spiagge e alcune tele incentrate sul tema dell’immigrazione che entra a far parte della poetica di Giovanni Iudice verso la metà degli anni duemila. Una realtà che viene scandagliata e visceralmente affrontata dall'artista sino ai giorni nostri. “Ho scelto di dipingere profughi, immigrati, clandestini per intima necessità, perché mi sono sentito in dovere di farlo. Credo che la figura del clandestino sia una delle icone più rappresentative del contemporaneo, il clandestino spera, immagina la terra promessa con la morte nel cuore per la patria che ha lasciato”.

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La Cucina - Mia madre_53, 1993


Nudo nell'orto_50, 1997


Cava Paradiso_11, 1999


Silvana nell'orto o Nudo_27, 2000


Messina, Quartiere Giostra_23, 2001

Year: 2002 View all (11)


Victoria, 2002


Yoko VII, 2002


Carla in ginocchio sul letto_7, 2002


Il mio primo disegno sui migranti in Sicilia_60, 2002


Interno con riflesso_9, 2002

Tecnique: Drawing View all (41)


Untitled (Feeding the Gulls), 2007


Untitled (The Eternity Chamber), 2007


Untitled (Girl Feeding Gulls), 2008


Untitled (Laissez Faire), 2009


Untitled (Eel Sellers), 2010

Artwork

Iudice Giovanni, Figura nel bagno (doccia Silvana)_10, 2003, oil on wood, 41 cm

Biography

Iudice Giovanni

Giovanni Iudice è nato a Gela nel 1970 dove ancora oggi vive e Lavora. L'avvocato è sinceramente affascinato dall'opera dell'artista gelese e segue la sua attività da molto tempo, così come racconta in un'intervista: “Giovanni Iudice l'ho scoperto parecchi anni fa, in una piccola galleria alla Fiera di Bologna. Mi aveva colpito una sua spiaggia fatta a matita, con quella moltitudine di gente ammassata che cercava un po’ di vacanza. Si capiva benissimo che era una scena in qualche modo di povertà: era una spiaggia libera, non di quelle a pagamento, e ritraeva un'umanità che in quel luogo trovava il massimo del lusso che si poteva permettere. L'opera in questione era già stata venduta purtroppo, l'aveva comprata, mi ricordo, Lucio Dalla. Da quel momento ho cominciato a prendere contatto con Giovanni Iudice, l'ho cercato sugli elenchi telefonici e l'ho chiamato. Mi colpiva il suo rapporto con la storia dell'arte siciliana: io avevo nella testa le spiagge di Pirandello, con la loro carne ammassata, avevo in mente Guttuso, insomma un po' tutte queste figure degli anni trenta e, mi sembrava che Iudice, benchè assolutamente contemporaneo, le avesse un po’ dentro. Quasi tutte le sue opere le ho comprate io, lasciando al mercato poche cose. Forse per la prima volta c'è un'osmosi totale tra artista e collezionista, perché io non sono solo colui che gli compra le opere, sono quello con cui discute d'arte: se oggi abbia ancora un senso parlare di realismo, dopo tanti anni di figurazione. Mi parla dei suoi progetti futuri e il nostro dibattito è continuo. Iudice ha scelto sin dall'inizio una linea unica che poi non ha mai abbandonato: è la ricerca di un'umanità che vive in periferia, ai margini della società, dotata di una profonda integrità, assai lontana da quella che siamo abituati a vedere sulle pagine dei giornali o in televisione. Iudice scava nell'animo umano, questo è il valore aggiunto della sua pittura di cui mi sono innamorato. Io ricerco quel tipo di arte, è stato così per le opere degli anni trenta e continuo a farlo per l'arte contemporanea, quindi è normale che Giovanni ed io ci si sia incontrati. Quando Giovanni era ancora molto giovane, Fagiolo dell'Arco mi disse che nel disegno era arrivato a De Chirico. Credo che Fagiolo dicesse la pura verità, nel disegno è veramente il primo della classe; è uno strumento che usa senza pensare, come quando noi facciamo un movimento della mano istintivo, non pensiamo perché la mano è parte di noi, per lui la matita è parte del suo essere, non c'è filtro, mano e matita sono un tutt'uno”. Una passione incondizionata che spinge il collezionista a stare in guardia, ossessivamente, per la paura di perdere dei tasselli fondamentali per la sua collezione.

La collezione Iannaccone comprende un gran numero di disegni a matita, dipinti ad olio raffiguranti modelle in interni domestici, spiagge e alcune tele incentrate sul tema dell’immigrazione che entra a far parte della poetica di Giovanni Iudice verso la metà degli anni duemila. Una realtà che viene scandagliata e visceralmente affrontata dall'artista sino ai giorni nostri. “Ho scelto di dipingere profughi, immigrati, clandestini per intima necessità, perché mi sono sentito in dovere di farlo. Credo che la figura del clandestino sia una delle icone più rappresentative del contemporaneo, il clandestino spera, immagina la terra promessa con la morte nel cuore per la patria che ha lasciato”.

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Year: 2003 View all (14)


My Fourth Homage, 2003


Das geh' ich melden, 2003


Father & Son, 2003


?Quién puede borrar las huellas?, 2003


Finestra sul cortile_5, 2003

Subject: Portrait Nude View all (156)


Untitled (Man/Woman with Shoe on Head), from The Liar series, 1995


Untitled (Study for Painting and Punishment), 2000 - 2003


Shikijyo Sexual Desire, 1996/2008


Tokyo Comedy , 1997/2008


Grand diary of photo mania, 1998-2008

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Untitled (Man/Woman with Shoe on Head), from The Liar series, 1995


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L'armadio, 1938


Caffè, 1940

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My Fourth Homage, 2003


Le Signorine Rossi, 1938


Sirena ferita, 1987


Senza titolo, 1993


Senza titolo, 2013

Artwork

Iudice Giovanni, Finestra sul cortile_5, 2003, oil on wood

Biography

Iudice Giovanni

Giovanni Iudice è nato a Gela nel 1970 dove ancora oggi vive e Lavora. L'avvocato è sinceramente affascinato dall'opera dell'artista gelese e segue la sua attività da molto tempo, così come racconta in un'intervista: “Giovanni Iudice l'ho scoperto parecchi anni fa, in una piccola galleria alla Fiera di Bologna. Mi aveva colpito una sua spiaggia fatta a matita, con quella moltitudine di gente ammassata che cercava un po’ di vacanza. Si capiva benissimo che era una scena in qualche modo di povertà: era una spiaggia libera, non di quelle a pagamento, e ritraeva un'umanità che in quel luogo trovava il massimo del lusso che si poteva permettere. L'opera in questione era già stata venduta purtroppo, l'aveva comprata, mi ricordo, Lucio Dalla. Da quel momento ho cominciato a prendere contatto con Giovanni Iudice, l'ho cercato sugli elenchi telefonici e l'ho chiamato. Mi colpiva il suo rapporto con la storia dell'arte siciliana: io avevo nella testa le spiagge di Pirandello, con la loro carne ammassata, avevo in mente Guttuso, insomma un po' tutte queste figure degli anni trenta e, mi sembrava che Iudice, benchè assolutamente contemporaneo, le avesse un po’ dentro. Quasi tutte le sue opere le ho comprate io, lasciando al mercato poche cose. Forse per la prima volta c'è un'osmosi totale tra artista e collezionista, perché io non sono solo colui che gli compra le opere, sono quello con cui discute d'arte: se oggi abbia ancora un senso parlare di realismo, dopo tanti anni di figurazione. Mi parla dei suoi progetti futuri e il nostro dibattito è continuo. Iudice ha scelto sin dall'inizio una linea unica che poi non ha mai abbandonato: è la ricerca di un'umanità che vive in periferia, ai margini della società, dotata di una profonda integrità, assai lontana da quella che siamo abituati a vedere sulle pagine dei giornali o in televisione. Iudice scava nell'animo umano, questo è il valore aggiunto della sua pittura di cui mi sono innamorato. Io ricerco quel tipo di arte, è stato così per le opere degli anni trenta e continuo a farlo per l'arte contemporanea, quindi è normale che Giovanni ed io ci si sia incontrati. Quando Giovanni era ancora molto giovane, Fagiolo dell'Arco mi disse che nel disegno era arrivato a De Chirico. Credo che Fagiolo dicesse la pura verità, nel disegno è veramente il primo della classe; è uno strumento che usa senza pensare, come quando noi facciamo un movimento della mano istintivo, non pensiamo perché la mano è parte di noi, per lui la matita è parte del suo essere, non c'è filtro, mano e matita sono un tutt'uno”. Una passione incondizionata che spinge il collezionista a stare in guardia, ossessivamente, per la paura di perdere dei tasselli fondamentali per la sua collezione.

La collezione Iannaccone comprende un gran numero di disegni a matita, dipinti ad olio raffiguranti modelle in interni domestici, spiagge e alcune tele incentrate sul tema dell’immigrazione che entra a far parte della poetica di Giovanni Iudice verso la metà degli anni duemila. Una realtà che viene scandagliata e visceralmente affrontata dall'artista sino ai giorni nostri. “Ho scelto di dipingere profughi, immigrati, clandestini per intima necessità, perché mi sono sentito in dovere di farlo. Credo che la figura del clandestino sia una delle icone più rappresentative del contemporaneo, il clandestino spera, immagina la terra promessa con la morte nel cuore per la patria che ha lasciato”.

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Le Signorine Rossi, 1938


Sirena ferita, 1987


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Senza titolo, 2013

Artwork

Iudice Giovanni, Nudo in ginocchio Carla_8, 2003, oil on canvas transferred to board, 35 cm

Biography

Iudice Giovanni

Giovanni Iudice è nato a Gela nel 1970 dove ancora oggi vive e Lavora. L'avvocato è sinceramente affascinato dall'opera dell'artista gelese e segue la sua attività da molto tempo, così come racconta in un'intervista: “Giovanni Iudice l'ho scoperto parecchi anni fa, in una piccola galleria alla Fiera di Bologna. Mi aveva colpito una sua spiaggia fatta a matita, con quella moltitudine di gente ammassata che cercava un po’ di vacanza. Si capiva benissimo che era una scena in qualche modo di povertà: era una spiaggia libera, non di quelle a pagamento, e ritraeva un'umanità che in quel luogo trovava il massimo del lusso che si poteva permettere. L'opera in questione era già stata venduta purtroppo, l'aveva comprata, mi ricordo, Lucio Dalla. Da quel momento ho cominciato a prendere contatto con Giovanni Iudice, l'ho cercato sugli elenchi telefonici e l'ho chiamato. Mi colpiva il suo rapporto con la storia dell'arte siciliana: io avevo nella testa le spiagge di Pirandello, con la loro carne ammassata, avevo in mente Guttuso, insomma un po' tutte queste figure degli anni trenta e, mi sembrava che Iudice, benchè assolutamente contemporaneo, le avesse un po’ dentro. Quasi tutte le sue opere le ho comprate io, lasciando al mercato poche cose. Forse per la prima volta c'è un'osmosi totale tra artista e collezionista, perché io non sono solo colui che gli compra le opere, sono quello con cui discute d'arte: se oggi abbia ancora un senso parlare di realismo, dopo tanti anni di figurazione. Mi parla dei suoi progetti futuri e il nostro dibattito è continuo. Iudice ha scelto sin dall'inizio una linea unica che poi non ha mai abbandonato: è la ricerca di un'umanità che vive in periferia, ai margini della società, dotata di una profonda integrità, assai lontana da quella che siamo abituati a vedere sulle pagine dei giornali o in televisione. Iudice scava nell'animo umano, questo è il valore aggiunto della sua pittura di cui mi sono innamorato. Io ricerco quel tipo di arte, è stato così per le opere degli anni trenta e continuo a farlo per l'arte contemporanea, quindi è normale che Giovanni ed io ci si sia incontrati. Quando Giovanni era ancora molto giovane, Fagiolo dell'Arco mi disse che nel disegno era arrivato a De Chirico. Credo che Fagiolo dicesse la pura verità, nel disegno è veramente il primo della classe; è uno strumento che usa senza pensare, come quando noi facciamo un movimento della mano istintivo, non pensiamo perché la mano è parte di noi, per lui la matita è parte del suo essere, non c'è filtro, mano e matita sono un tutt'uno”. Una passione incondizionata che spinge il collezionista a stare in guardia, ossessivamente, per la paura di perdere dei tasselli fondamentali per la sua collezione.

La collezione Iannaccone comprende un gran numero di disegni a matita, dipinti ad olio raffiguranti modelle in interni domestici, spiagge e alcune tele incentrate sul tema dell’immigrazione che entra a far parte della poetica di Giovanni Iudice verso la metà degli anni duemila. Una realtà che viene scandagliata e visceralmente affrontata dall'artista sino ai giorni nostri. “Ho scelto di dipingere profughi, immigrati, clandestini per intima necessità, perché mi sono sentito in dovere di farlo. Credo che la figura del clandestino sia una delle icone più rappresentative del contemporaneo, il clandestino spera, immagina la terra promessa con la morte nel cuore per la patria che ha lasciato”.

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Nudo nell'orto_50, 1997


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Silvana nell'orto o Nudo_27, 2000


Messina, Quartiere Giostra_23, 2001

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Father & Son, 2003


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Figura nel bagno (doccia Silvana)_10, 2003

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Untitled (Man/Woman with Shoe on Head), from The Liar series, 1995


Untitled (Study for Painting and Punishment), 2000 - 2003


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Tokyo Comedy , 1997/2008


Grand diary of photo mania, 1998-2008

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Untitled (Man/Woman with Shoe on Head), from The Liar series, 1995


Untitled (Study for Painting and Punishment), 2000 - 2003


Ballerine, 1938


L'armadio, 1938


Caffè, 1940

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My Fourth Homage, 2003


Le Signorine Rossi, 1938


Sirena ferita, 1987


Senza titolo, 1993


Senza titolo, 2013

Artwork

Iudice Giovanni, Nudo seduto di fronte_17, 2003, oil on canvas, 60 cm

Biography

Iudice Giovanni

Giovanni Iudice è nato a Gela nel 1970 dove ancora oggi vive e Lavora. L'avvocato è sinceramente affascinato dall'opera dell'artista gelese e segue la sua attività da molto tempo, così come racconta in un'intervista: “Giovanni Iudice l'ho scoperto parecchi anni fa, in una piccola galleria alla Fiera di Bologna. Mi aveva colpito una sua spiaggia fatta a matita, con quella moltitudine di gente ammassata che cercava un po’ di vacanza. Si capiva benissimo che era una scena in qualche modo di povertà: era una spiaggia libera, non di quelle a pagamento, e ritraeva un'umanità che in quel luogo trovava il massimo del lusso che si poteva permettere. L'opera in questione era già stata venduta purtroppo, l'aveva comprata, mi ricordo, Lucio Dalla. Da quel momento ho cominciato a prendere contatto con Giovanni Iudice, l'ho cercato sugli elenchi telefonici e l'ho chiamato. Mi colpiva il suo rapporto con la storia dell'arte siciliana: io avevo nella testa le spiagge di Pirandello, con la loro carne ammassata, avevo in mente Guttuso, insomma un po' tutte queste figure degli anni trenta e, mi sembrava che Iudice, benchè assolutamente contemporaneo, le avesse un po’ dentro. Quasi tutte le sue opere le ho comprate io, lasciando al mercato poche cose. Forse per la prima volta c'è un'osmosi totale tra artista e collezionista, perché io non sono solo colui che gli compra le opere, sono quello con cui discute d'arte: se oggi abbia ancora un senso parlare di realismo, dopo tanti anni di figurazione. Mi parla dei suoi progetti futuri e il nostro dibattito è continuo. Iudice ha scelto sin dall'inizio una linea unica che poi non ha mai abbandonato: è la ricerca di un'umanità che vive in periferia, ai margini della società, dotata di una profonda integrità, assai lontana da quella che siamo abituati a vedere sulle pagine dei giornali o in televisione. Iudice scava nell'animo umano, questo è il valore aggiunto della sua pittura di cui mi sono innamorato. Io ricerco quel tipo di arte, è stato così per le opere degli anni trenta e continuo a farlo per l'arte contemporanea, quindi è normale che Giovanni ed io ci si sia incontrati. Quando Giovanni era ancora molto giovane, Fagiolo dell'Arco mi disse che nel disegno era arrivato a De Chirico. Credo che Fagiolo dicesse la pura verità, nel disegno è veramente il primo della classe; è uno strumento che usa senza pensare, come quando noi facciamo un movimento della mano istintivo, non pensiamo perché la mano è parte di noi, per lui la matita è parte del suo essere, non c'è filtro, mano e matita sono un tutt'uno”. Una passione incondizionata che spinge il collezionista a stare in guardia, ossessivamente, per la paura di perdere dei tasselli fondamentali per la sua collezione.

La collezione Iannaccone comprende un gran numero di disegni a matita, dipinti ad olio raffiguranti modelle in interni domestici, spiagge e alcune tele incentrate sul tema dell’immigrazione che entra a far parte della poetica di Giovanni Iudice verso la metà degli anni duemila. Una realtà che viene scandagliata e visceralmente affrontata dall'artista sino ai giorni nostri. “Ho scelto di dipingere profughi, immigrati, clandestini per intima necessità, perché mi sono sentito in dovere di farlo. Credo che la figura del clandestino sia una delle icone più rappresentative del contemporaneo, il clandestino spera, immagina la terra promessa con la morte nel cuore per la patria che ha lasciato”.

Related Artworks

Artist: Iudice Giovanni View all (39)


La Cucina - Mia madre_53, 1993


Nudo nell'orto_50, 1997


Cava Paradiso_11, 1999


Silvana nell'orto o Nudo_27, 2000


Messina, Quartiere Giostra_23, 2001

Year: 2003 View all (14)


My Fourth Homage, 2003


Das geh' ich melden, 2003


Father & Son, 2003


?Quién puede borrar las huellas?, 2003


Figura nel bagno (doccia Silvana)_10, 2003

Subject: Nude View all (47)


Shikijyo Sexual Desire, 1996/2008


Tokyo Comedy , 1997/2008


Grand diary of photo mania, 1998-2008


Mithology, 2001-2008


Mithology , 2001-2008

Tecnique: Painting View all (167)


Untitled (Man/Woman with Shoe on Head), from The Liar series, 1995


Untitled (Study for Painting and Punishment), 2000 - 2003


Ballerine, 1938


L'armadio, 1938


Caffè, 1940

Country: Italy View all (97)


My Fourth Homage, 2003


Le Signorine Rossi, 1938


Sirena ferita, 1987


Senza titolo, 1993


Senza titolo, 2013

Artwork

Iudice Giovanni, Seduta sulla sedia (Carla)_27b, 2003, pencil on paper, 100 cm

Biography

Iudice Giovanni

Giovanni Iudice è nato a Gela nel 1970 dove ancora oggi vive e Lavora. L'avvocato è sinceramente affascinato dall'opera dell'artista gelese e segue la sua attività da molto tempo, così come racconta in un'intervista: “Giovanni Iudice l'ho scoperto parecchi anni fa, in una piccola galleria alla Fiera di Bologna. Mi aveva colpito una sua spiaggia fatta a matita, con quella moltitudine di gente ammassata che cercava un po’ di vacanza. Si capiva benissimo che era una scena in qualche modo di povertà: era una spiaggia libera, non di quelle a pagamento, e ritraeva un'umanità che in quel luogo trovava il massimo del lusso che si poteva permettere. L'opera in questione era già stata venduta purtroppo, l'aveva comprata, mi ricordo, Lucio Dalla. Da quel momento ho cominciato a prendere contatto con Giovanni Iudice, l'ho cercato sugli elenchi telefonici e l'ho chiamato. Mi colpiva il suo rapporto con la storia dell'arte siciliana: io avevo nella testa le spiagge di Pirandello, con la loro carne ammassata, avevo in mente Guttuso, insomma un po' tutte queste figure degli anni trenta e, mi sembrava che Iudice, benchè assolutamente contemporaneo, le avesse un po’ dentro. Quasi tutte le sue opere le ho comprate io, lasciando al mercato poche cose. Forse per la prima volta c'è un'osmosi totale tra artista e collezionista, perché io non sono solo colui che gli compra le opere, sono quello con cui discute d'arte: se oggi abbia ancora un senso parlare di realismo, dopo tanti anni di figurazione. Mi parla dei suoi progetti futuri e il nostro dibattito è continuo. Iudice ha scelto sin dall'inizio una linea unica che poi non ha mai abbandonato: è la ricerca di un'umanità che vive in periferia, ai margini della società, dotata di una profonda integrità, assai lontana da quella che siamo abituati a vedere sulle pagine dei giornali o in televisione. Iudice scava nell'animo umano, questo è il valore aggiunto della sua pittura di cui mi sono innamorato. Io ricerco quel tipo di arte, è stato così per le opere degli anni trenta e continuo a farlo per l'arte contemporanea, quindi è normale che Giovanni ed io ci si sia incontrati. Quando Giovanni era ancora molto giovane, Fagiolo dell'Arco mi disse che nel disegno era arrivato a De Chirico. Credo che Fagiolo dicesse la pura verità, nel disegno è veramente il primo della classe; è uno strumento che usa senza pensare, come quando noi facciamo un movimento della mano istintivo, non pensiamo perché la mano è parte di noi, per lui la matita è parte del suo essere, non c'è filtro, mano e matita sono un tutt'uno”. Una passione incondizionata che spinge il collezionista a stare in guardia, ossessivamente, per la paura di perdere dei tasselli fondamentali per la sua collezione.

La collezione Iannaccone comprende un gran numero di disegni a matita, dipinti ad olio raffiguranti modelle in interni domestici, spiagge e alcune tele incentrate sul tema dell’immigrazione che entra a far parte della poetica di Giovanni Iudice verso la metà degli anni duemila. Una realtà che viene scandagliata e visceralmente affrontata dall'artista sino ai giorni nostri. “Ho scelto di dipingere profughi, immigrati, clandestini per intima necessità, perché mi sono sentito in dovere di farlo. Credo che la figura del clandestino sia una delle icone più rappresentative del contemporaneo, il clandestino spera, immagina la terra promessa con la morte nel cuore per la patria che ha lasciato”.

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La Cucina - Mia madre_53, 1993


Nudo nell'orto_50, 1997


Cava Paradiso_11, 1999


Silvana nell'orto o Nudo_27, 2000


Messina, Quartiere Giostra_23, 2001

Year: 2003 View all (14)


My Fourth Homage, 2003


Das geh' ich melden, 2003


Father & Son, 2003


?Quién puede borrar las huellas?, 2003


Figura nel bagno (doccia Silvana)_10, 2003

Subject: Portrait Nude View all (156)


Untitled (Man/Woman with Shoe on Head), from The Liar series, 1995


Untitled (Study for Painting and Punishment), 2000 - 2003


Shikijyo Sexual Desire, 1996/2008


Tokyo Comedy , 1997/2008


Grand diary of photo mania, 1998-2008

Tecnique: Drawing View all (41)


Untitled (Feeding the Gulls), 2007


Untitled (The Eternity Chamber), 2007


Untitled (Girl Feeding Gulls), 2008


Untitled (Laissez Faire), 2009


Untitled (Eel Sellers), 2010

Country: Italy View all (97)


My Fourth Homage, 2003


Le Signorine Rossi, 1938


Sirena ferita, 1987


Senza titolo, 1993


Senza titolo, 2013

Artwork

Iudice Giovanni, Clandestini_29, 2006-2007, mixed media on wood, 44 × 3.5 cm

Biography

Iudice Giovanni

Giovanni Iudice è nato a Gela nel 1970 dove ancora oggi vive e Lavora. L'avvocato è sinceramente affascinato dall'opera dell'artista gelese e segue la sua attività da molto tempo, così come racconta in un'intervista: “Giovanni Iudice l'ho scoperto parecchi anni fa, in una piccola galleria alla Fiera di Bologna. Mi aveva colpito una sua spiaggia fatta a matita, con quella moltitudine di gente ammassata che cercava un po’ di vacanza. Si capiva benissimo che era una scena in qualche modo di povertà: era una spiaggia libera, non di quelle a pagamento, e ritraeva un'umanità che in quel luogo trovava il massimo del lusso che si poteva permettere. L'opera in questione era già stata venduta purtroppo, l'aveva comprata, mi ricordo, Lucio Dalla. Da quel momento ho cominciato a prendere contatto con Giovanni Iudice, l'ho cercato sugli elenchi telefonici e l'ho chiamato. Mi colpiva il suo rapporto con la storia dell'arte siciliana: io avevo nella testa le spiagge di Pirandello, con la loro carne ammassata, avevo in mente Guttuso, insomma un po' tutte queste figure degli anni trenta e, mi sembrava che Iudice, benchè assolutamente contemporaneo, le avesse un po’ dentro. Quasi tutte le sue opere le ho comprate io, lasciando al mercato poche cose. Forse per la prima volta c'è un'osmosi totale tra artista e collezionista, perché io non sono solo colui che gli compra le opere, sono quello con cui discute d'arte: se oggi abbia ancora un senso parlare di realismo, dopo tanti anni di figurazione. Mi parla dei suoi progetti futuri e il nostro dibattito è continuo. Iudice ha scelto sin dall'inizio una linea unica che poi non ha mai abbandonato: è la ricerca di un'umanità che vive in periferia, ai margini della società, dotata di una profonda integrità, assai lontana da quella che siamo abituati a vedere sulle pagine dei giornali o in televisione. Iudice scava nell'animo umano, questo è il valore aggiunto della sua pittura di cui mi sono innamorato. Io ricerco quel tipo di arte, è stato così per le opere degli anni trenta e continuo a farlo per l'arte contemporanea, quindi è normale che Giovanni ed io ci si sia incontrati. Quando Giovanni era ancora molto giovane, Fagiolo dell'Arco mi disse che nel disegno era arrivato a De Chirico. Credo che Fagiolo dicesse la pura verità, nel disegno è veramente il primo della classe; è uno strumento che usa senza pensare, come quando noi facciamo un movimento della mano istintivo, non pensiamo perché la mano è parte di noi, per lui la matita è parte del suo essere, non c'è filtro, mano e matita sono un tutt'uno”. Una passione incondizionata che spinge il collezionista a stare in guardia, ossessivamente, per la paura di perdere dei tasselli fondamentali per la sua collezione.

La collezione Iannaccone comprende un gran numero di disegni a matita, dipinti ad olio raffiguranti modelle in interni domestici, spiagge e alcune tele incentrate sul tema dell’immigrazione che entra a far parte della poetica di Giovanni Iudice verso la metà degli anni duemila. Una realtà che viene scandagliata e visceralmente affrontata dall'artista sino ai giorni nostri. “Ho scelto di dipingere profughi, immigrati, clandestini per intima necessità, perché mi sono sentito in dovere di farlo. Credo che la figura del clandestino sia una delle icone più rappresentative del contemporaneo, il clandestino spera, immagina la terra promessa con la morte nel cuore per la patria che ha lasciato”.

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Artist: Iudice Giovanni View all (39)


La Cucina - Mia madre_53, 1993


Nudo nell'orto_50, 1997


Cava Paradiso_11, 1999


Silvana nell'orto o Nudo_27, 2000


Messina, Quartiere Giostra_23, 2001

Subject: Portrait View all (126)


Untitled (Man/Woman with Shoe on Head), from The Liar series, 1995


Untitled (Study for Painting and Punishment), 2000 - 2003


Shikijyo Sexual Desire, 1996/2008


Grand diary of photo mania, 1998-2008


Pola Eros, 2007

Tecnique: Mixed media View all (10)


Suffragette as a Puta Feminista (Originally a "Votes for Women" postcard from the Ann Lewis Women's Suffrage Collection, 1905-1910), 2018


Waterfall Variation, 2015


Head Shot, 2002


Untitled, 2004


Humming Eye, 2007

Country: Italy View all (97)


My Fourth Homage, 2003


Le Signorine Rossi, 1938


Sirena ferita, 1987


Senza titolo, 1993


Senza titolo, 2013

Artwork

Iudice Giovanni, Senza titolo_39, 2008, oil on wood, 175 cm

Biography

Iudice Giovanni

Giovanni Iudice è nato a Gela nel 1970 dove ancora oggi vive e Lavora. L'avvocato è sinceramente affascinato dall'opera dell'artista gelese e segue la sua attività da molto tempo, così come racconta in un'intervista: “Giovanni Iudice l'ho scoperto parecchi anni fa, in una piccola galleria alla Fiera di Bologna. Mi aveva colpito una sua spiaggia fatta a matita, con quella moltitudine di gente ammassata che cercava un po’ di vacanza. Si capiva benissimo che era una scena in qualche modo di povertà: era una spiaggia libera, non di quelle a pagamento, e ritraeva un'umanità che in quel luogo trovava il massimo del lusso che si poteva permettere. L'opera in questione era già stata venduta purtroppo, l'aveva comprata, mi ricordo, Lucio Dalla. Da quel momento ho cominciato a prendere contatto con Giovanni Iudice, l'ho cercato sugli elenchi telefonici e l'ho chiamato. Mi colpiva il suo rapporto con la storia dell'arte siciliana: io avevo nella testa le spiagge di Pirandello, con la loro carne ammassata, avevo in mente Guttuso, insomma un po' tutte queste figure degli anni trenta e, mi sembrava che Iudice, benchè assolutamente contemporaneo, le avesse un po’ dentro. Quasi tutte le sue opere le ho comprate io, lasciando al mercato poche cose. Forse per la prima volta c'è un'osmosi totale tra artista e collezionista, perché io non sono solo colui che gli compra le opere, sono quello con cui discute d'arte: se oggi abbia ancora un senso parlare di realismo, dopo tanti anni di figurazione. Mi parla dei suoi progetti futuri e il nostro dibattito è continuo. Iudice ha scelto sin dall'inizio una linea unica che poi non ha mai abbandonato: è la ricerca di un'umanità che vive in periferia, ai margini della società, dotata di una profonda integrità, assai lontana da quella che siamo abituati a vedere sulle pagine dei giornali o in televisione. Iudice scava nell'animo umano, questo è il valore aggiunto della sua pittura di cui mi sono innamorato. Io ricerco quel tipo di arte, è stato così per le opere degli anni trenta e continuo a farlo per l'arte contemporanea, quindi è normale che Giovanni ed io ci si sia incontrati. Quando Giovanni era ancora molto giovane, Fagiolo dell'Arco mi disse che nel disegno era arrivato a De Chirico. Credo che Fagiolo dicesse la pura verità, nel disegno è veramente il primo della classe; è uno strumento che usa senza pensare, come quando noi facciamo un movimento della mano istintivo, non pensiamo perché la mano è parte di noi, per lui la matita è parte del suo essere, non c'è filtro, mano e matita sono un tutt'uno”. Una passione incondizionata che spinge il collezionista a stare in guardia, ossessivamente, per la paura di perdere dei tasselli fondamentali per la sua collezione.

La collezione Iannaccone comprende un gran numero di disegni a matita, dipinti ad olio raffiguranti modelle in interni domestici, spiagge e alcune tele incentrate sul tema dell’immigrazione che entra a far parte della poetica di Giovanni Iudice verso la metà degli anni duemila. Una realtà che viene scandagliata e visceralmente affrontata dall'artista sino ai giorni nostri. “Ho scelto di dipingere profughi, immigrati, clandestini per intima necessità, perché mi sono sentito in dovere di farlo. Credo che la figura del clandestino sia una delle icone più rappresentative del contemporaneo, il clandestino spera, immagina la terra promessa con la morte nel cuore per la patria che ha lasciato”.

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Messina, Quartiere Giostra_23, 2001

Year: 2008 View all (15)


Untitled (Girl Feeding Gulls), 2008


New Morning, 2008


Unos a Ortros, 2008


Nil Nil#19 , 2008


Nil Nil#8 , 2008

Subject: Topical View all (6)


Umanità_40, 2011


Nuvole a Venezia_1, 2012


Bagnanti e rocce_45, 2012


Centro di permanenza temporanea, 2007


Untitled, 2014

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Untitled (Man/Woman with Shoe on Head), from The Liar series, 1995


Untitled (Study for Painting and Punishment), 2000 - 2003


Ballerine, 1938


L'armadio, 1938


Caffè, 1940

Country: Italy View all (97)


My Fourth Homage, 2003


Le Signorine Rossi, 1938


Sirena ferita, 1987


Senza titolo, 1993


Senza titolo, 2013

Artwork

Iudice Giovanni, Carla (Piccolissimo)_36, 2010, oil on wood, 20 cm

Biography

Iudice Giovanni

Giovanni Iudice è nato a Gela nel 1970 dove ancora oggi vive e Lavora. L'avvocato è sinceramente affascinato dall'opera dell'artista gelese e segue la sua attività da molto tempo, così come racconta in un'intervista: “Giovanni Iudice l'ho scoperto parecchi anni fa, in una piccola galleria alla Fiera di Bologna. Mi aveva colpito una sua spiaggia fatta a matita, con quella moltitudine di gente ammassata che cercava un po’ di vacanza. Si capiva benissimo che era una scena in qualche modo di povertà: era una spiaggia libera, non di quelle a pagamento, e ritraeva un'umanità che in quel luogo trovava il massimo del lusso che si poteva permettere. L'opera in questione era già stata venduta purtroppo, l'aveva comprata, mi ricordo, Lucio Dalla. Da quel momento ho cominciato a prendere contatto con Giovanni Iudice, l'ho cercato sugli elenchi telefonici e l'ho chiamato. Mi colpiva il suo rapporto con la storia dell'arte siciliana: io avevo nella testa le spiagge di Pirandello, con la loro carne ammassata, avevo in mente Guttuso, insomma un po' tutte queste figure degli anni trenta e, mi sembrava che Iudice, benchè assolutamente contemporaneo, le avesse un po’ dentro. Quasi tutte le sue opere le ho comprate io, lasciando al mercato poche cose. Forse per la prima volta c'è un'osmosi totale tra artista e collezionista, perché io non sono solo colui che gli compra le opere, sono quello con cui discute d'arte: se oggi abbia ancora un senso parlare di realismo, dopo tanti anni di figurazione. Mi parla dei suoi progetti futuri e il nostro dibattito è continuo. Iudice ha scelto sin dall'inizio una linea unica che poi non ha mai abbandonato: è la ricerca di un'umanità che vive in periferia, ai margini della società, dotata di una profonda integrità, assai lontana da quella che siamo abituati a vedere sulle pagine dei giornali o in televisione. Iudice scava nell'animo umano, questo è il valore aggiunto della sua pittura di cui mi sono innamorato. Io ricerco quel tipo di arte, è stato così per le opere degli anni trenta e continuo a farlo per l'arte contemporanea, quindi è normale che Giovanni ed io ci si sia incontrati. Quando Giovanni era ancora molto giovane, Fagiolo dell'Arco mi disse che nel disegno era arrivato a De Chirico. Credo che Fagiolo dicesse la pura verità, nel disegno è veramente il primo della classe; è uno strumento che usa senza pensare, come quando noi facciamo un movimento della mano istintivo, non pensiamo perché la mano è parte di noi, per lui la matita è parte del suo essere, non c'è filtro, mano e matita sono un tutt'uno”. Una passione incondizionata che spinge il collezionista a stare in guardia, ossessivamente, per la paura di perdere dei tasselli fondamentali per la sua collezione.

La collezione Iannaccone comprende un gran numero di disegni a matita, dipinti ad olio raffiguranti modelle in interni domestici, spiagge e alcune tele incentrate sul tema dell’immigrazione che entra a far parte della poetica di Giovanni Iudice verso la metà degli anni duemila. Una realtà che viene scandagliata e visceralmente affrontata dall'artista sino ai giorni nostri. “Ho scelto di dipingere profughi, immigrati, clandestini per intima necessità, perché mi sono sentito in dovere di farlo. Credo che la figura del clandestino sia una delle icone più rappresentative del contemporaneo, il clandestino spera, immagina la terra promessa con la morte nel cuore per la patria che ha lasciato”.

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Senza titolo, 1993


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Iudice Giovanni, Senza titolo (Natura morta con piatto e osso)_38, 2010, pencil on paper, 18 cm

Biography

Iudice Giovanni

Giovanni Iudice è nato a Gela nel 1970 dove ancora oggi vive e Lavora. L'avvocato è sinceramente affascinato dall'opera dell'artista gelese e segue la sua attività da molto tempo, così come racconta in un'intervista: “Giovanni Iudice l'ho scoperto parecchi anni fa, in una piccola galleria alla Fiera di Bologna. Mi aveva colpito una sua spiaggia fatta a matita, con quella moltitudine di gente ammassata che cercava un po’ di vacanza. Si capiva benissimo che era una scena in qualche modo di povertà: era una spiaggia libera, non di quelle a pagamento, e ritraeva un'umanità che in quel luogo trovava il massimo del lusso che si poteva permettere. L'opera in questione era già stata venduta purtroppo, l'aveva comprata, mi ricordo, Lucio Dalla. Da quel momento ho cominciato a prendere contatto con Giovanni Iudice, l'ho cercato sugli elenchi telefonici e l'ho chiamato. Mi colpiva il suo rapporto con la storia dell'arte siciliana: io avevo nella testa le spiagge di Pirandello, con la loro carne ammassata, avevo in mente Guttuso, insomma un po' tutte queste figure degli anni trenta e, mi sembrava che Iudice, benchè assolutamente contemporaneo, le avesse un po’ dentro. Quasi tutte le sue opere le ho comprate io, lasciando al mercato poche cose. Forse per la prima volta c'è un'osmosi totale tra artista e collezionista, perché io non sono solo colui che gli compra le opere, sono quello con cui discute d'arte: se oggi abbia ancora un senso parlare di realismo, dopo tanti anni di figurazione. Mi parla dei suoi progetti futuri e il nostro dibattito è continuo. Iudice ha scelto sin dall'inizio una linea unica che poi non ha mai abbandonato: è la ricerca di un'umanità che vive in periferia, ai margini della società, dotata di una profonda integrità, assai lontana da quella che siamo abituati a vedere sulle pagine dei giornali o in televisione. Iudice scava nell'animo umano, questo è il valore aggiunto della sua pittura di cui mi sono innamorato. Io ricerco quel tipo di arte, è stato così per le opere degli anni trenta e continuo a farlo per l'arte contemporanea, quindi è normale che Giovanni ed io ci si sia incontrati. Quando Giovanni era ancora molto giovane, Fagiolo dell'Arco mi disse che nel disegno era arrivato a De Chirico. Credo che Fagiolo dicesse la pura verità, nel disegno è veramente il primo della classe; è uno strumento che usa senza pensare, come quando noi facciamo un movimento della mano istintivo, non pensiamo perché la mano è parte di noi, per lui la matita è parte del suo essere, non c'è filtro, mano e matita sono un tutt'uno”. Una passione incondizionata che spinge il collezionista a stare in guardia, ossessivamente, per la paura di perdere dei tasselli fondamentali per la sua collezione.

La collezione Iannaccone comprende un gran numero di disegni a matita, dipinti ad olio raffiguranti modelle in interni domestici, spiagge e alcune tele incentrate sul tema dell’immigrazione che entra a far parte della poetica di Giovanni Iudice verso la metà degli anni duemila. Una realtà che viene scandagliata e visceralmente affrontata dall'artista sino ai giorni nostri. “Ho scelto di dipingere profughi, immigrati, clandestini per intima necessità, perché mi sono sentito in dovere di farlo. Credo che la figura del clandestino sia una delle icone più rappresentative del contemporaneo, il clandestino spera, immagina la terra promessa con la morte nel cuore per la patria che ha lasciato”.

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La Cucina - Mia madre_53, 1993


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Cava Paradiso_11, 1999


Silvana nell'orto o Nudo_27, 2000


Messina, Quartiere Giostra_23, 2001

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Senza titolo , 2010


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L'armadio, 1938


Soprabito sul divano, 1941


Senza titolo, 2013


Pesce e coltello, 1940


Man on Bed with Birds, 2010

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Untitled (Feeding the Gulls), 2007


Untitled (The Eternity Chamber), 2007


Untitled (Girl Feeding Gulls), 2008


Untitled (Laissez Faire), 2009


Untitled (Eel Sellers), 2010

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My Fourth Homage, 2003


Le Signorine Rossi, 1938


Sirena ferita, 1987


Senza titolo, 1993


Senza titolo, 2013

Artwork

Iudice Giovanni, Spiaggia (Palermo)_35, 2010, pencil on paper, 70 cm

Biography

Iudice Giovanni

Giovanni Iudice è nato a Gela nel 1970 dove ancora oggi vive e Lavora. L'avvocato è sinceramente affascinato dall'opera dell'artista gelese e segue la sua attività da molto tempo, così come racconta in un'intervista: “Giovanni Iudice l'ho scoperto parecchi anni fa, in una piccola galleria alla Fiera di Bologna. Mi aveva colpito una sua spiaggia fatta a matita, con quella moltitudine di gente ammassata che cercava un po’ di vacanza. Si capiva benissimo che era una scena in qualche modo di povertà: era una spiaggia libera, non di quelle a pagamento, e ritraeva un'umanità che in quel luogo trovava il massimo del lusso che si poteva permettere. L'opera in questione era già stata venduta purtroppo, l'aveva comprata, mi ricordo, Lucio Dalla. Da quel momento ho cominciato a prendere contatto con Giovanni Iudice, l'ho cercato sugli elenchi telefonici e l'ho chiamato. Mi colpiva il suo rapporto con la storia dell'arte siciliana: io avevo nella testa le spiagge di Pirandello, con la loro carne ammassata, avevo in mente Guttuso, insomma un po' tutte queste figure degli anni trenta e, mi sembrava che Iudice, benchè assolutamente contemporaneo, le avesse un po’ dentro. Quasi tutte le sue opere le ho comprate io, lasciando al mercato poche cose. Forse per la prima volta c'è un'osmosi totale tra artista e collezionista, perché io non sono solo colui che gli compra le opere, sono quello con cui discute d'arte: se oggi abbia ancora un senso parlare di realismo, dopo tanti anni di figurazione. Mi parla dei suoi progetti futuri e il nostro dibattito è continuo. Iudice ha scelto sin dall'inizio una linea unica che poi non ha mai abbandonato: è la ricerca di un'umanità che vive in periferia, ai margini della società, dotata di una profonda integrità, assai lontana da quella che siamo abituati a vedere sulle pagine dei giornali o in televisione. Iudice scava nell'animo umano, questo è il valore aggiunto della sua pittura di cui mi sono innamorato. Io ricerco quel tipo di arte, è stato così per le opere degli anni trenta e continuo a farlo per l'arte contemporanea, quindi è normale che Giovanni ed io ci si sia incontrati. Quando Giovanni era ancora molto giovane, Fagiolo dell'Arco mi disse che nel disegno era arrivato a De Chirico. Credo che Fagiolo dicesse la pura verità, nel disegno è veramente il primo della classe; è uno strumento che usa senza pensare, come quando noi facciamo un movimento della mano istintivo, non pensiamo perché la mano è parte di noi, per lui la matita è parte del suo essere, non c'è filtro, mano e matita sono un tutt'uno”. Una passione incondizionata che spinge il collezionista a stare in guardia, ossessivamente, per la paura di perdere dei tasselli fondamentali per la sua collezione.

La collezione Iannaccone comprende un gran numero di disegni a matita, dipinti ad olio raffiguranti modelle in interni domestici, spiagge e alcune tele incentrate sul tema dell’immigrazione che entra a far parte della poetica di Giovanni Iudice verso la metà degli anni duemila. Una realtà che viene scandagliata e visceralmente affrontata dall'artista sino ai giorni nostri. “Ho scelto di dipingere profughi, immigrati, clandestini per intima necessità, perché mi sono sentito in dovere di farlo. Credo che la figura del clandestino sia una delle icone più rappresentative del contemporaneo, il clandestino spera, immagina la terra promessa con la morte nel cuore per la patria che ha lasciato”.

Related Artworks

Artist: Iudice Giovanni View all (39)


La Cucina - Mia madre_53, 1993


Nudo nell'orto_50, 1997


Cava Paradiso_11, 1999


Silvana nell'orto o Nudo_27, 2000


Messina, Quartiere Giostra_23, 2001

Year: 2010 View all (12)


Untitled (Eel Sellers), 2010


Senza titolo , 2010


Man on Bed with Birds, 2010


Autoritratto come Eclissi di Sole, 2010


Carla (Piccolissimo)_36, 2010

Subject: Landscape Aggregation View all (78)


Caffè, 1940


Il biliardo, 1940


Il circo, 1941


Periferia (Grottammare), 1932


Tassì rosso, 1932

Tecnique: Drawing View all (41)


Untitled (Feeding the Gulls), 2007


Untitled (The Eternity Chamber), 2007


Untitled (Girl Feeding Gulls), 2008


Untitled (Laissez Faire), 2009


Untitled (Eel Sellers), 2010

Country: Italy View all (97)


My Fourth Homage, 2003


Le Signorine Rossi, 1938


Sirena ferita, 1987


Senza titolo, 1993


Senza titolo, 2013

Artwork

Iudice Giovanni, Clandestini (ospedale)_41, 2011, matita su carta, 44 cm

Biography

Iudice Giovanni

Giovanni Iudice è nato a Gela nel 1970 dove ancora oggi vive e Lavora. L'avvocato è sinceramente affascinato dall'opera dell'artista gelese e segue la sua attività da molto tempo, così come racconta in un'intervista: “Giovanni Iudice l'ho scoperto parecchi anni fa, in una piccola galleria alla Fiera di Bologna. Mi aveva colpito una sua spiaggia fatta a matita, con quella moltitudine di gente ammassata che cercava un po’ di vacanza. Si capiva benissimo che era una scena in qualche modo di povertà: era una spiaggia libera, non di quelle a pagamento, e ritraeva un'umanità che in quel luogo trovava il massimo del lusso che si poteva permettere. L'opera in questione era già stata venduta purtroppo, l'aveva comprata, mi ricordo, Lucio Dalla. Da quel momento ho cominciato a prendere contatto con Giovanni Iudice, l'ho cercato sugli elenchi telefonici e l'ho chiamato. Mi colpiva il suo rapporto con la storia dell'arte siciliana: io avevo nella testa le spiagge di Pirandello, con la loro carne ammassata, avevo in mente Guttuso, insomma un po' tutte queste figure degli anni trenta e, mi sembrava che Iudice, benchè assolutamente contemporaneo, le avesse un po’ dentro. Quasi tutte le sue opere le ho comprate io, lasciando al mercato poche cose. Forse per la prima volta c'è un'osmosi totale tra artista e collezionista, perché io non sono solo colui che gli compra le opere, sono quello con cui discute d'arte: se oggi abbia ancora un senso parlare di realismo, dopo tanti anni di figurazione. Mi parla dei suoi progetti futuri e il nostro dibattito è continuo. Iudice ha scelto sin dall'inizio una linea unica che poi non ha mai abbandonato: è la ricerca di un'umanità che vive in periferia, ai margini della società, dotata di una profonda integrità, assai lontana da quella che siamo abituati a vedere sulle pagine dei giornali o in televisione. Iudice scava nell'animo umano, questo è il valore aggiunto della sua pittura di cui mi sono innamorato. Io ricerco quel tipo di arte, è stato così per le opere degli anni trenta e continuo a farlo per l'arte contemporanea, quindi è normale che Giovanni ed io ci si sia incontrati. Quando Giovanni era ancora molto giovane, Fagiolo dell'Arco mi disse che nel disegno era arrivato a De Chirico. Credo che Fagiolo dicesse la pura verità, nel disegno è veramente il primo della classe; è uno strumento che usa senza pensare, come quando noi facciamo un movimento della mano istintivo, non pensiamo perché la mano è parte di noi, per lui la matita è parte del suo essere, non c'è filtro, mano e matita sono un tutt'uno”. Una passione incondizionata che spinge il collezionista a stare in guardia, ossessivamente, per la paura di perdere dei tasselli fondamentali per la sua collezione.

La collezione Iannaccone comprende un gran numero di disegni a matita, dipinti ad olio raffiguranti modelle in interni domestici, spiagge e alcune tele incentrate sul tema dell’immigrazione che entra a far parte della poetica di Giovanni Iudice verso la metà degli anni duemila. Una realtà che viene scandagliata e visceralmente affrontata dall'artista sino ai giorni nostri. “Ho scelto di dipingere profughi, immigrati, clandestini per intima necessità, perché mi sono sentito in dovere di farlo. Credo che la figura del clandestino sia una delle icone più rappresentative del contemporaneo, il clandestino spera, immagina la terra promessa con la morte nel cuore per la patria che ha lasciato”.

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Artist: Iudice Giovanni View all (39)


La Cucina - Mia madre_53, 1993


Nudo nell'orto_50, 1997


Cava Paradiso_11, 1999


Silvana nell'orto o Nudo_27, 2000


Messina, Quartiere Giostra_23, 2001

Year: 2011 View all (16)


olbania, 2011


Bear, 2011


Woods, 2011


Coulorphobic Clown, 2011


Summer Canvas III, 2011

Subject: Clandestini


Asino 2018 d.C._59, 2018

Artwork

Iudice Giovanni, Umanità_40, 2011, oil on canvas, 235 × 4 cm

Biography

Iudice Giovanni

Giovanni Iudice è nato a Gela nel 1970 dove ancora oggi vive e Lavora. L'avvocato è sinceramente affascinato dall'opera dell'artista gelese e segue la sua attività da molto tempo, così come racconta in un'intervista: “Giovanni Iudice l'ho scoperto parecchi anni fa, in una piccola galleria alla Fiera di Bologna. Mi aveva colpito una sua spiaggia fatta a matita, con quella moltitudine di gente ammassata che cercava un po’ di vacanza. Si capiva benissimo che era una scena in qualche modo di povertà: era una spiaggia libera, non di quelle a pagamento, e ritraeva un'umanità che in quel luogo trovava il massimo del lusso che si poteva permettere. L'opera in questione era già stata venduta purtroppo, l'aveva comprata, mi ricordo, Lucio Dalla. Da quel momento ho cominciato a prendere contatto con Giovanni Iudice, l'ho cercato sugli elenchi telefonici e l'ho chiamato. Mi colpiva il suo rapporto con la storia dell'arte siciliana: io avevo nella testa le spiagge di Pirandello, con la loro carne ammassata, avevo in mente Guttuso, insomma un po' tutte queste figure degli anni trenta e, mi sembrava che Iudice, benchè assolutamente contemporaneo, le avesse un po’ dentro. Quasi tutte le sue opere le ho comprate io, lasciando al mercato poche cose. Forse per la prima volta c'è un'osmosi totale tra artista e collezionista, perché io non sono solo colui che gli compra le opere, sono quello con cui discute d'arte: se oggi abbia ancora un senso parlare di realismo, dopo tanti anni di figurazione. Mi parla dei suoi progetti futuri e il nostro dibattito è continuo. Iudice ha scelto sin dall'inizio una linea unica che poi non ha mai abbandonato: è la ricerca di un'umanità che vive in periferia, ai margini della società, dotata di una profonda integrità, assai lontana da quella che siamo abituati a vedere sulle pagine dei giornali o in televisione. Iudice scava nell'animo umano, questo è il valore aggiunto della sua pittura di cui mi sono innamorato. Io ricerco quel tipo di arte, è stato così per le opere degli anni trenta e continuo a farlo per l'arte contemporanea, quindi è normale che Giovanni ed io ci si sia incontrati. Quando Giovanni era ancora molto giovane, Fagiolo dell'Arco mi disse che nel disegno era arrivato a De Chirico. Credo che Fagiolo dicesse la pura verità, nel disegno è veramente il primo della classe; è uno strumento che usa senza pensare, come quando noi facciamo un movimento della mano istintivo, non pensiamo perché la mano è parte di noi, per lui la matita è parte del suo essere, non c'è filtro, mano e matita sono un tutt'uno”. Una passione incondizionata che spinge il collezionista a stare in guardia, ossessivamente, per la paura di perdere dei tasselli fondamentali per la sua collezione.

La collezione Iannaccone comprende un gran numero di disegni a matita, dipinti ad olio raffiguranti modelle in interni domestici, spiagge e alcune tele incentrate sul tema dell’immigrazione che entra a far parte della poetica di Giovanni Iudice verso la metà degli anni duemila. Una realtà che viene scandagliata e visceralmente affrontata dall'artista sino ai giorni nostri. “Ho scelto di dipingere profughi, immigrati, clandestini per intima necessità, perché mi sono sentito in dovere di farlo. Credo che la figura del clandestino sia una delle icone più rappresentative del contemporaneo, il clandestino spera, immagina la terra promessa con la morte nel cuore per la patria che ha lasciato”.

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La Cucina - Mia madre_53, 1993


Nudo nell'orto_50, 1997


Cava Paradiso_11, 1999


Silvana nell'orto o Nudo_27, 2000


Messina, Quartiere Giostra_23, 2001

Year: 2011 View all (16)


olbania, 2011


Bear, 2011


Woods, 2011


Coulorphobic Clown, 2011


Summer Canvas III, 2011

Subject: Topical View all (6)


Senza titolo_39, 2008


Nuvole a Venezia_1, 2012


Bagnanti e rocce_45, 2012


Centro di permanenza temporanea, 2007


Untitled, 2014

Tecnique: Painting View all (167)


Untitled (Man/Woman with Shoe on Head), from The Liar series, 1995


Untitled (Study for Painting and Punishment), 2000 - 2003


Ballerine, 1938


L'armadio, 1938


Caffè, 1940

Country: Italy View all (97)


My Fourth Homage, 2003


Le Signorine Rossi, 1938


Sirena ferita, 1987


Senza titolo, 1993


Senza titolo, 2013

Artwork

Iudice Giovanni, Spiaggia (Donna in primo piano)_42, 2011, pencil on paper, 40 cm

Biography

Iudice Giovanni

Giovanni Iudice è nato a Gela nel 1970 dove ancora oggi vive e Lavora. L'avvocato è sinceramente affascinato dall'opera dell'artista gelese e segue la sua attività da molto tempo, così come racconta in un'intervista: “Giovanni Iudice l'ho scoperto parecchi anni fa, in una piccola galleria alla Fiera di Bologna. Mi aveva colpito una sua spiaggia fatta a matita, con quella moltitudine di gente ammassata che cercava un po’ di vacanza. Si capiva benissimo che era una scena in qualche modo di povertà: era una spiaggia libera, non di quelle a pagamento, e ritraeva un'umanità che in quel luogo trovava il massimo del lusso che si poteva permettere. L'opera in questione era già stata venduta purtroppo, l'aveva comprata, mi ricordo, Lucio Dalla. Da quel momento ho cominciato a prendere contatto con Giovanni Iudice, l'ho cercato sugli elenchi telefonici e l'ho chiamato. Mi colpiva il suo rapporto con la storia dell'arte siciliana: io avevo nella testa le spiagge di Pirandello, con la loro carne ammassata, avevo in mente Guttuso, insomma un po' tutte queste figure degli anni trenta e, mi sembrava che Iudice, benchè assolutamente contemporaneo, le avesse un po’ dentro. Quasi tutte le sue opere le ho comprate io, lasciando al mercato poche cose. Forse per la prima volta c'è un'osmosi totale tra artista e collezionista, perché io non sono solo colui che gli compra le opere, sono quello con cui discute d'arte: se oggi abbia ancora un senso parlare di realismo, dopo tanti anni di figurazione. Mi parla dei suoi progetti futuri e il nostro dibattito è continuo. Iudice ha scelto sin dall'inizio una linea unica che poi non ha mai abbandonato: è la ricerca di un'umanità che vive in periferia, ai margini della società, dotata di una profonda integrità, assai lontana da quella che siamo abituati a vedere sulle pagine dei giornali o in televisione. Iudice scava nell'animo umano, questo è il valore aggiunto della sua pittura di cui mi sono innamorato. Io ricerco quel tipo di arte, è stato così per le opere degli anni trenta e continuo a farlo per l'arte contemporanea, quindi è normale che Giovanni ed io ci si sia incontrati. Quando Giovanni era ancora molto giovane, Fagiolo dell'Arco mi disse che nel disegno era arrivato a De Chirico. Credo che Fagiolo dicesse la pura verità, nel disegno è veramente il primo della classe; è uno strumento che usa senza pensare, come quando noi facciamo un movimento della mano istintivo, non pensiamo perché la mano è parte di noi, per lui la matita è parte del suo essere, non c'è filtro, mano e matita sono un tutt'uno”. Una passione incondizionata che spinge il collezionista a stare in guardia, ossessivamente, per la paura di perdere dei tasselli fondamentali per la sua collezione.

La collezione Iannaccone comprende un gran numero di disegni a matita, dipinti ad olio raffiguranti modelle in interni domestici, spiagge e alcune tele incentrate sul tema dell’immigrazione che entra a far parte della poetica di Giovanni Iudice verso la metà degli anni duemila. Una realtà che viene scandagliata e visceralmente affrontata dall'artista sino ai giorni nostri. “Ho scelto di dipingere profughi, immigrati, clandestini per intima necessità, perché mi sono sentito in dovere di farlo. Credo che la figura del clandestino sia una delle icone più rappresentative del contemporaneo, il clandestino spera, immagina la terra promessa con la morte nel cuore per la patria che ha lasciato”.

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Artist: Iudice Giovanni View all (39)


La Cucina - Mia madre_53, 1993


Nudo nell'orto_50, 1997


Cava Paradiso_11, 1999


Silvana nell'orto o Nudo_27, 2000


Messina, Quartiere Giostra_23, 2001

Year: 2011 View all (16)


olbania, 2011


Bear, 2011


Woods, 2011


Coulorphobic Clown, 2011


Summer Canvas III, 2011

Subject: Landscape Aggregation View all (78)


Caffè, 1940


Il biliardo, 1940


Il circo, 1941


Periferia (Grottammare), 1932


Tassì rosso, 1932

Tecnique: Drawing View all (41)


Untitled (Feeding the Gulls), 2007


Untitled (The Eternity Chamber), 2007


Untitled (Girl Feeding Gulls), 2008


Untitled (Laissez Faire), 2009


Untitled (Eel Sellers), 2010

Country: Italy View all (97)


My Fourth Homage, 2003


Le Signorine Rossi, 1938


Sirena ferita, 1987


Senza titolo, 1993


Senza titolo, 2013

Artwork

Iudice Giovanni, Nuvole a Venezia_1, 2012, oil on canvas, 100 × 3.5 cm

Biography

Iudice Giovanni

Giovanni Iudice è nato a Gela nel 1970 dove ancora oggi vive e Lavora. L'avvocato è sinceramente affascinato dall'opera dell'artista gelese e segue la sua attività da molto tempo, così come racconta in un'intervista: “Giovanni Iudice l'ho scoperto parecchi anni fa, in una piccola galleria alla Fiera di Bologna. Mi aveva colpito una sua spiaggia fatta a matita, con quella moltitudine di gente ammassata che cercava un po’ di vacanza. Si capiva benissimo che era una scena in qualche modo di povertà: era una spiaggia libera, non di quelle a pagamento, e ritraeva un'umanità che in quel luogo trovava il massimo del lusso che si poteva permettere. L'opera in questione era già stata venduta purtroppo, l'aveva comprata, mi ricordo, Lucio Dalla. Da quel momento ho cominciato a prendere contatto con Giovanni Iudice, l'ho cercato sugli elenchi telefonici e l'ho chiamato. Mi colpiva il suo rapporto con la storia dell'arte siciliana: io avevo nella testa le spiagge di Pirandello, con la loro carne ammassata, avevo in mente Guttuso, insomma un po' tutte queste figure degli anni trenta e, mi sembrava che Iudice, benchè assolutamente contemporaneo, le avesse un po’ dentro. Quasi tutte le sue opere le ho comprate io, lasciando al mercato poche cose. Forse per la prima volta c'è un'osmosi totale tra artista e collezionista, perché io non sono solo colui che gli compra le opere, sono quello con cui discute d'arte: se oggi abbia ancora un senso parlare di realismo, dopo tanti anni di figurazione. Mi parla dei suoi progetti futuri e il nostro dibattito è continuo. Iudice ha scelto sin dall'inizio una linea unica che poi non ha mai abbandonato: è la ricerca di un'umanità che vive in periferia, ai margini della società, dotata di una profonda integrità, assai lontana da quella che siamo abituati a vedere sulle pagine dei giornali o in televisione. Iudice scava nell'animo umano, questo è il valore aggiunto della sua pittura di cui mi sono innamorato. Io ricerco quel tipo di arte, è stato così per le opere degli anni trenta e continuo a farlo per l'arte contemporanea, quindi è normale che Giovanni ed io ci si sia incontrati. Quando Giovanni era ancora molto giovane, Fagiolo dell'Arco mi disse che nel disegno era arrivato a De Chirico. Credo che Fagiolo dicesse la pura verità, nel disegno è veramente il primo della classe; è uno strumento che usa senza pensare, come quando noi facciamo un movimento della mano istintivo, non pensiamo perché la mano è parte di noi, per lui la matita è parte del suo essere, non c'è filtro, mano e matita sono un tutt'uno”. Una passione incondizionata che spinge il collezionista a stare in guardia, ossessivamente, per la paura di perdere dei tasselli fondamentali per la sua collezione.

La collezione Iannaccone comprende un gran numero di disegni a matita, dipinti ad olio raffiguranti modelle in interni domestici, spiagge e alcune tele incentrate sul tema dell’immigrazione che entra a far parte della poetica di Giovanni Iudice verso la metà degli anni duemila. Una realtà che viene scandagliata e visceralmente affrontata dall'artista sino ai giorni nostri. “Ho scelto di dipingere profughi, immigrati, clandestini per intima necessità, perché mi sono sentito in dovere di farlo. Credo che la figura del clandestino sia una delle icone più rappresentative del contemporaneo, il clandestino spera, immagina la terra promessa con la morte nel cuore per la patria che ha lasciato”.

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Artist: Iudice Giovanni View all (39)


La Cucina - Mia madre_53, 1993


Nudo nell'orto_50, 1997


Cava Paradiso_11, 1999


Silvana nell'orto o Nudo_27, 2000


Messina, Quartiere Giostra_23, 2001

Year: 2012 View all (10)


Senza Titolo (Pazuzu), 2012


Stanza 5 (The Agreement), 2012


Bagnanti e rocce_45, 2012


Autoritratto, 2012


Moleskine Guy , 2012

Subject: Topical View all (6)


Senza titolo_39, 2008


Umanità_40, 2011


Bagnanti e rocce_45, 2012


Centro di permanenza temporanea, 2007


Untitled, 2014

Tecnique: Painting View all (167)


Untitled (Man/Woman with Shoe on Head), from The Liar series, 1995


Untitled (Study for Painting and Punishment), 2000 - 2003


Ballerine, 1938


L'armadio, 1938


Caffè, 1940

Country: Italy View all (97)


My Fourth Homage, 2003


Le Signorine Rossi, 1938


Sirena ferita, 1987


Senza titolo, 1993


Senza titolo, 2013

Artwork

Iudice Giovanni, Bagnanti e rocce_45, 2012, pencil on paper, 38.5 cm

Biography

Iudice Giovanni

Giovanni Iudice è nato a Gela nel 1970 dove ancora oggi vive e Lavora. L'avvocato è sinceramente affascinato dall'opera dell'artista gelese e segue la sua attività da molto tempo, così come racconta in un'intervista: “Giovanni Iudice l'ho scoperto parecchi anni fa, in una piccola galleria alla Fiera di Bologna. Mi aveva colpito una sua spiaggia fatta a matita, con quella moltitudine di gente ammassata che cercava un po’ di vacanza. Si capiva benissimo che era una scena in qualche modo di povertà: era una spiaggia libera, non di quelle a pagamento, e ritraeva un'umanità che in quel luogo trovava il massimo del lusso che si poteva permettere. L'opera in questione era già stata venduta purtroppo, l'aveva comprata, mi ricordo, Lucio Dalla. Da quel momento ho cominciato a prendere contatto con Giovanni Iudice, l'ho cercato sugli elenchi telefonici e l'ho chiamato. Mi colpiva il suo rapporto con la storia dell'arte siciliana: io avevo nella testa le spiagge di Pirandello, con la loro carne ammassata, avevo in mente Guttuso, insomma un po' tutte queste figure degli anni trenta e, mi sembrava che Iudice, benchè assolutamente contemporaneo, le avesse un po’ dentro. Quasi tutte le sue opere le ho comprate io, lasciando al mercato poche cose. Forse per la prima volta c'è un'osmosi totale tra artista e collezionista, perché io non sono solo colui che gli compra le opere, sono quello con cui discute d'arte: se oggi abbia ancora un senso parlare di realismo, dopo tanti anni di figurazione. Mi parla dei suoi progetti futuri e il nostro dibattito è continuo. Iudice ha scelto sin dall'inizio una linea unica che poi non ha mai abbandonato: è la ricerca di un'umanità che vive in periferia, ai margini della società, dotata di una profonda integrità, assai lontana da quella che siamo abituati a vedere sulle pagine dei giornali o in televisione. Iudice scava nell'animo umano, questo è il valore aggiunto della sua pittura di cui mi sono innamorato. Io ricerco quel tipo di arte, è stato così per le opere degli anni trenta e continuo a farlo per l'arte contemporanea, quindi è normale che Giovanni ed io ci si sia incontrati. Quando Giovanni era ancora molto giovane, Fagiolo dell'Arco mi disse che nel disegno era arrivato a De Chirico. Credo che Fagiolo dicesse la pura verità, nel disegno è veramente il primo della classe; è uno strumento che usa senza pensare, come quando noi facciamo un movimento della mano istintivo, non pensiamo perché la mano è parte di noi, per lui la matita è parte del suo essere, non c'è filtro, mano e matita sono un tutt'uno”. Una passione incondizionata che spinge il collezionista a stare in guardia, ossessivamente, per la paura di perdere dei tasselli fondamentali per la sua collezione.

La collezione Iannaccone comprende un gran numero di disegni a matita, dipinti ad olio raffiguranti modelle in interni domestici, spiagge e alcune tele incentrate sul tema dell’immigrazione che entra a far parte della poetica di Giovanni Iudice verso la metà degli anni duemila. Una realtà che viene scandagliata e visceralmente affrontata dall'artista sino ai giorni nostri. “Ho scelto di dipingere profughi, immigrati, clandestini per intima necessità, perché mi sono sentito in dovere di farlo. Credo che la figura del clandestino sia una delle icone più rappresentative del contemporaneo, il clandestino spera, immagina la terra promessa con la morte nel cuore per la patria che ha lasciato”.

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La Cucina - Mia madre_53, 1993


Nudo nell'orto_50, 1997


Cava Paradiso_11, 1999


Silvana nell'orto o Nudo_27, 2000


Messina, Quartiere Giostra_23, 2001

Year: 2012 View all (10)


Senza Titolo (Pazuzu), 2012


Stanza 5 (The Agreement), 2012


Nuvole a Venezia_1, 2012


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Moleskine Guy , 2012

Subject: Landscape Aggregation Topical View all (84)


Caffè, 1940


Il biliardo, 1940


Il circo, 1941


Periferia (Grottammare), 1932


Tassì rosso, 1932

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Untitled (Feeding the Gulls), 2007


Untitled (The Eternity Chamber), 2007


Untitled (Girl Feeding Gulls), 2008


Untitled (Laissez Faire), 2009


Untitled (Eel Sellers), 2010

Country: Italy View all (97)


My Fourth Homage, 2003


Le Signorine Rossi, 1938


Sirena ferita, 1987


Senza titolo, 1993


Senza titolo, 2013

Artwork

Iudice Giovanni, Donna che si spoglia_46, 2014, oil on wood, 20 cm

Biography

Iudice Giovanni

Giovanni Iudice è nato a Gela nel 1970 dove ancora oggi vive e Lavora. L'avvocato è sinceramente affascinato dall'opera dell'artista gelese e segue la sua attività da molto tempo, così come racconta in un'intervista: “Giovanni Iudice l'ho scoperto parecchi anni fa, in una piccola galleria alla Fiera di Bologna. Mi aveva colpito una sua spiaggia fatta a matita, con quella moltitudine di gente ammassata che cercava un po’ di vacanza. Si capiva benissimo che era una scena in qualche modo di povertà: era una spiaggia libera, non di quelle a pagamento, e ritraeva un'umanità che in quel luogo trovava il massimo del lusso che si poteva permettere. L'opera in questione era già stata venduta purtroppo, l'aveva comprata, mi ricordo, Lucio Dalla. Da quel momento ho cominciato a prendere contatto con Giovanni Iudice, l'ho cercato sugli elenchi telefonici e l'ho chiamato. Mi colpiva il suo rapporto con la storia dell'arte siciliana: io avevo nella testa le spiagge di Pirandello, con la loro carne ammassata, avevo in mente Guttuso, insomma un po' tutte queste figure degli anni trenta e, mi sembrava che Iudice, benchè assolutamente contemporaneo, le avesse un po’ dentro. Quasi tutte le sue opere le ho comprate io, lasciando al mercato poche cose. Forse per la prima volta c'è un'osmosi totale tra artista e collezionista, perché io non sono solo colui che gli compra le opere, sono quello con cui discute d'arte: se oggi abbia ancora un senso parlare di realismo, dopo tanti anni di figurazione. Mi parla dei suoi progetti futuri e il nostro dibattito è continuo. Iudice ha scelto sin dall'inizio una linea unica che poi non ha mai abbandonato: è la ricerca di un'umanità che vive in periferia, ai margini della società, dotata di una profonda integrità, assai lontana da quella che siamo abituati a vedere sulle pagine dei giornali o in televisione. Iudice scava nell'animo umano, questo è il valore aggiunto della sua pittura di cui mi sono innamorato. Io ricerco quel tipo di arte, è stato così per le opere degli anni trenta e continuo a farlo per l'arte contemporanea, quindi è normale che Giovanni ed io ci si sia incontrati. Quando Giovanni era ancora molto giovane, Fagiolo dell'Arco mi disse che nel disegno era arrivato a De Chirico. Credo che Fagiolo dicesse la pura verità, nel disegno è veramente il primo della classe; è uno strumento che usa senza pensare, come quando noi facciamo un movimento della mano istintivo, non pensiamo perché la mano è parte di noi, per lui la matita è parte del suo essere, non c'è filtro, mano e matita sono un tutt'uno”. Una passione incondizionata che spinge il collezionista a stare in guardia, ossessivamente, per la paura di perdere dei tasselli fondamentali per la sua collezione.

La collezione Iannaccone comprende un gran numero di disegni a matita, dipinti ad olio raffiguranti modelle in interni domestici, spiagge e alcune tele incentrate sul tema dell’immigrazione che entra a far parte della poetica di Giovanni Iudice verso la metà degli anni duemila. Una realtà che viene scandagliata e visceralmente affrontata dall'artista sino ai giorni nostri. “Ho scelto di dipingere profughi, immigrati, clandestini per intima necessità, perché mi sono sentito in dovere di farlo. Credo che la figura del clandestino sia una delle icone più rappresentative del contemporaneo, il clandestino spera, immagina la terra promessa con la morte nel cuore per la patria che ha lasciato”.

Related Artworks

Artist: Iudice Giovanni View all (39)


La Cucina - Mia madre_53, 1993


Nudo nell'orto_50, 1997


Cava Paradiso_11, 1999


Silvana nell'orto o Nudo_27, 2000


Messina, Quartiere Giostra_23, 2001

Year: 2014


Untitled, 2014


Untitled, 2014


Midnight Garden, 2014

Subject: Portrait View all (126)


Untitled (Man/Woman with Shoe on Head), from The Liar series, 1995


Untitled (Study for Painting and Punishment), 2000 - 2003


Shikijyo Sexual Desire, 1996/2008


Grand diary of photo mania, 1998-2008


Pola Eros, 2007

Tecnique: Painting View all (167)


Untitled (Man/Woman with Shoe on Head), from The Liar series, 1995


Untitled (Study for Painting and Punishment), 2000 - 2003


Ballerine, 1938


L'armadio, 1938


Caffè, 1940

Country: Italy View all (97)


My Fourth Homage, 2003


Le Signorine Rossi, 1938


Sirena ferita, 1987


Senza titolo, 1993


Senza titolo, 2013

Artwork

Iudice Giovanni, Ultimo nudo_48, 2015, olio su tela, 49 cm

Biography

Iudice Giovanni

Giovanni Iudice è nato a Gela nel 1970 dove ancora oggi vive e Lavora. L'avvocato è sinceramente affascinato dall'opera dell'artista gelese e segue la sua attività da molto tempo, così come racconta in un'intervista: “Giovanni Iudice l'ho scoperto parecchi anni fa, in una piccola galleria alla Fiera di Bologna. Mi aveva colpito una sua spiaggia fatta a matita, con quella moltitudine di gente ammassata che cercava un po’ di vacanza. Si capiva benissimo che era una scena in qualche modo di povertà: era una spiaggia libera, non di quelle a pagamento, e ritraeva un'umanità che in quel luogo trovava il massimo del lusso che si poteva permettere. L'opera in questione era già stata venduta purtroppo, l'aveva comprata, mi ricordo, Lucio Dalla. Da quel momento ho cominciato a prendere contatto con Giovanni Iudice, l'ho cercato sugli elenchi telefonici e l'ho chiamato. Mi colpiva il suo rapporto con la storia dell'arte siciliana: io avevo nella testa le spiagge di Pirandello, con la loro carne ammassata, avevo in mente Guttuso, insomma un po' tutte queste figure degli anni trenta e, mi sembrava che Iudice, benchè assolutamente contemporaneo, le avesse un po’ dentro. Quasi tutte le sue opere le ho comprate io, lasciando al mercato poche cose. Forse per la prima volta c'è un'osmosi totale tra artista e collezionista, perché io non sono solo colui che gli compra le opere, sono quello con cui discute d'arte: se oggi abbia ancora un senso parlare di realismo, dopo tanti anni di figurazione. Mi parla dei suoi progetti futuri e il nostro dibattito è continuo. Iudice ha scelto sin dall'inizio una linea unica che poi non ha mai abbandonato: è la ricerca di un'umanità che vive in periferia, ai margini della società, dotata di una profonda integrità, assai lontana da quella che siamo abituati a vedere sulle pagine dei giornali o in televisione. Iudice scava nell'animo umano, questo è il valore aggiunto della sua pittura di cui mi sono innamorato. Io ricerco quel tipo di arte, è stato così per le opere degli anni trenta e continuo a farlo per l'arte contemporanea, quindi è normale che Giovanni ed io ci si sia incontrati. Quando Giovanni era ancora molto giovane, Fagiolo dell'Arco mi disse che nel disegno era arrivato a De Chirico. Credo che Fagiolo dicesse la pura verità, nel disegno è veramente il primo della classe; è uno strumento che usa senza pensare, come quando noi facciamo un movimento della mano istintivo, non pensiamo perché la mano è parte di noi, per lui la matita è parte del suo essere, non c'è filtro, mano e matita sono un tutt'uno”. Una passione incondizionata che spinge il collezionista a stare in guardia, ossessivamente, per la paura di perdere dei tasselli fondamentali per la sua collezione.

La collezione Iannaccone comprende un gran numero di disegni a matita, dipinti ad olio raffiguranti modelle in interni domestici, spiagge e alcune tele incentrate sul tema dell’immigrazione che entra a far parte della poetica di Giovanni Iudice verso la metà degli anni duemila. Una realtà che viene scandagliata e visceralmente affrontata dall'artista sino ai giorni nostri. “Ho scelto di dipingere profughi, immigrati, clandestini per intima necessità, perché mi sono sentito in dovere di farlo. Credo che la figura del clandestino sia una delle icone più rappresentative del contemporaneo, il clandestino spera, immagina la terra promessa con la morte nel cuore per la patria che ha lasciato”.

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Artist: Iudice Giovanni View all (39)


La Cucina - Mia madre_53, 1993


Nudo nell'orto_50, 1997


Cava Paradiso_11, 1999


Silvana nell'orto o Nudo_27, 2000


Messina, Quartiere Giostra_23, 2001

Year: 2015 View all (7)


Waterfall Variation, 2015


Dolma Kick, 2015


The treatment 19, 2015


Ingrid (Claque & Shill), 2015


Hedgerow Living, 2015

Subject: Portrait Nude View all (156)


Untitled (Man/Woman with Shoe on Head), from The Liar series, 1995


Untitled (Study for Painting and Punishment), 2000 - 2003


Shikijyo Sexual Desire, 1996/2008


Tokyo Comedy , 1997/2008


Grand diary of photo mania, 1998-2008

Tecnique: Painting View all (167)


Untitled (Man/Woman with Shoe on Head), from The Liar series, 1995


Untitled (Study for Painting and Punishment), 2000 - 2003


Ballerine, 1938


L'armadio, 1938


Caffè, 1940

Country: Italy View all (97)


My Fourth Homage, 2003


Le Signorine Rossi, 1938


Sirena ferita, 1987


Senza titolo, 1993


Senza titolo, 2013

Artwork

Iudice Giovanni, Ombrellone_51, 2016, Grafite su carta, 34 cm

Biography

Iudice Giovanni

Giovanni Iudice è nato a Gela nel 1970 dove ancora oggi vive e Lavora. L'avvocato è sinceramente affascinato dall'opera dell'artista gelese e segue la sua attività da molto tempo, così come racconta in un'intervista: “Giovanni Iudice l'ho scoperto parecchi anni fa, in una piccola galleria alla Fiera di Bologna. Mi aveva colpito una sua spiaggia fatta a matita, con quella moltitudine di gente ammassata che cercava un po’ di vacanza. Si capiva benissimo che era una scena in qualche modo di povertà: era una spiaggia libera, non di quelle a pagamento, e ritraeva un'umanità che in quel luogo trovava il massimo del lusso che si poteva permettere. L'opera in questione era già stata venduta purtroppo, l'aveva comprata, mi ricordo, Lucio Dalla. Da quel momento ho cominciato a prendere contatto con Giovanni Iudice, l'ho cercato sugli elenchi telefonici e l'ho chiamato. Mi colpiva il suo rapporto con la storia dell'arte siciliana: io avevo nella testa le spiagge di Pirandello, con la loro carne ammassata, avevo in mente Guttuso, insomma un po' tutte queste figure degli anni trenta e, mi sembrava che Iudice, benchè assolutamente contemporaneo, le avesse un po’ dentro. Quasi tutte le sue opere le ho comprate io, lasciando al mercato poche cose. Forse per la prima volta c'è un'osmosi totale tra artista e collezionista, perché io non sono solo colui che gli compra le opere, sono quello con cui discute d'arte: se oggi abbia ancora un senso parlare di realismo, dopo tanti anni di figurazione. Mi parla dei suoi progetti futuri e il nostro dibattito è continuo. Iudice ha scelto sin dall'inizio una linea unica che poi non ha mai abbandonato: è la ricerca di un'umanità che vive in periferia, ai margini della società, dotata di una profonda integrità, assai lontana da quella che siamo abituati a vedere sulle pagine dei giornali o in televisione. Iudice scava nell'animo umano, questo è il valore aggiunto della sua pittura di cui mi sono innamorato. Io ricerco quel tipo di arte, è stato così per le opere degli anni trenta e continuo a farlo per l'arte contemporanea, quindi è normale che Giovanni ed io ci si sia incontrati. Quando Giovanni era ancora molto giovane, Fagiolo dell'Arco mi disse che nel disegno era arrivato a De Chirico. Credo che Fagiolo dicesse la pura verità, nel disegno è veramente il primo della classe; è uno strumento che usa senza pensare, come quando noi facciamo un movimento della mano istintivo, non pensiamo perché la mano è parte di noi, per lui la matita è parte del suo essere, non c'è filtro, mano e matita sono un tutt'uno”. Una passione incondizionata che spinge il collezionista a stare in guardia, ossessivamente, per la paura di perdere dei tasselli fondamentali per la sua collezione.

La collezione Iannaccone comprende un gran numero di disegni a matita, dipinti ad olio raffiguranti modelle in interni domestici, spiagge e alcune tele incentrate sul tema dell’immigrazione che entra a far parte della poetica di Giovanni Iudice verso la metà degli anni duemila. Una realtà che viene scandagliata e visceralmente affrontata dall'artista sino ai giorni nostri. “Ho scelto di dipingere profughi, immigrati, clandestini per intima necessità, perché mi sono sentito in dovere di farlo. Credo che la figura del clandestino sia una delle icone più rappresentative del contemporaneo, il clandestino spera, immagina la terra promessa con la morte nel cuore per la patria che ha lasciato”.

Related Artworks

Artist: Iudice Giovanni View all (39)


La Cucina - Mia madre_53, 1993


Nudo nell'orto_50, 1997


Cava Paradiso_11, 1999


Silvana nell'orto o Nudo_27, 2000


Messina, Quartiere Giostra_23, 2001

Year: 2016 View all (13)


Piccolo osservatorio, 2016


Gradual (V), 2016


Ali, 2016


Finalmente mi guardo le spalle, 2016


Orecchie, 2016

Subject: Landscape Aggregation View all (78)


Caffè, 1940


Il biliardo, 1940


Il circo, 1941


Periferia (Grottammare), 1932


Tassì rosso, 1932

Tecnique: Drawing View all (41)


Untitled (Feeding the Gulls), 2007


Untitled (The Eternity Chamber), 2007


Untitled (Girl Feeding Gulls), 2008


Untitled (Laissez Faire), 2009


Untitled (Eel Sellers), 2010

Country: Italy View all (97)


My Fourth Homage, 2003


Le Signorine Rossi, 1938


Sirena ferita, 1987


Senza titolo, 1993


Senza titolo, 2013

Artwork

Iudice Giovanni, Asino 2018 d.C._59, 2018, trittico - olio su tela

Biography

Iudice Giovanni

Giovanni Iudice è nato a Gela nel 1970 dove ancora oggi vive e Lavora. L'avvocato è sinceramente affascinato dall'opera dell'artista gelese e segue la sua attività da molto tempo, così come racconta in un'intervista: “Giovanni Iudice l'ho scoperto parecchi anni fa, in una piccola galleria alla Fiera di Bologna. Mi aveva colpito una sua spiaggia fatta a matita, con quella moltitudine di gente ammassata che cercava un po’ di vacanza. Si capiva benissimo che era una scena in qualche modo di povertà: era una spiaggia libera, non di quelle a pagamento, e ritraeva un'umanità che in quel luogo trovava il massimo del lusso che si poteva permettere. L'opera in questione era già stata venduta purtroppo, l'aveva comprata, mi ricordo, Lucio Dalla. Da quel momento ho cominciato a prendere contatto con Giovanni Iudice, l'ho cercato sugli elenchi telefonici e l'ho chiamato. Mi colpiva il suo rapporto con la storia dell'arte siciliana: io avevo nella testa le spiagge di Pirandello, con la loro carne ammassata, avevo in mente Guttuso, insomma un po' tutte queste figure degli anni trenta e, mi sembrava che Iudice, benchè assolutamente contemporaneo, le avesse un po’ dentro. Quasi tutte le sue opere le ho comprate io, lasciando al mercato poche cose. Forse per la prima volta c'è un'osmosi totale tra artista e collezionista, perché io non sono solo colui che gli compra le opere, sono quello con cui discute d'arte: se oggi abbia ancora un senso parlare di realismo, dopo tanti anni di figurazione. Mi parla dei suoi progetti futuri e il nostro dibattito è continuo. Iudice ha scelto sin dall'inizio una linea unica che poi non ha mai abbandonato: è la ricerca di un'umanità che vive in periferia, ai margini della società, dotata di una profonda integrità, assai lontana da quella che siamo abituati a vedere sulle pagine dei giornali o in televisione. Iudice scava nell'animo umano, questo è il valore aggiunto della sua pittura di cui mi sono innamorato. Io ricerco quel tipo di arte, è stato così per le opere degli anni trenta e continuo a farlo per l'arte contemporanea, quindi è normale che Giovanni ed io ci si sia incontrati. Quando Giovanni era ancora molto giovane, Fagiolo dell'Arco mi disse che nel disegno era arrivato a De Chirico. Credo che Fagiolo dicesse la pura verità, nel disegno è veramente il primo della classe; è uno strumento che usa senza pensare, come quando noi facciamo un movimento della mano istintivo, non pensiamo perché la mano è parte di noi, per lui la matita è parte del suo essere, non c'è filtro, mano e matita sono un tutt'uno”. Una passione incondizionata che spinge il collezionista a stare in guardia, ossessivamente, per la paura di perdere dei tasselli fondamentali per la sua collezione.

La collezione Iannaccone comprende un gran numero di disegni a matita, dipinti ad olio raffiguranti modelle in interni domestici, spiagge e alcune tele incentrate sul tema dell’immigrazione che entra a far parte della poetica di Giovanni Iudice verso la metà degli anni duemila. Una realtà che viene scandagliata e visceralmente affrontata dall'artista sino ai giorni nostri. “Ho scelto di dipingere profughi, immigrati, clandestini per intima necessità, perché mi sono sentito in dovere di farlo. Credo che la figura del clandestino sia una delle icone più rappresentative del contemporaneo, il clandestino spera, immagina la terra promessa con la morte nel cuore per la patria che ha lasciato”.

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La Cucina - Mia madre_53, 1993


Nudo nell'orto_50, 1997


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Silvana nell'orto o Nudo_27, 2000


Messina, Quartiere Giostra_23, 2001

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Suffragette as a Puta Feminista (Originally a "Votes for Women" postcard from the Ann Lewis Women's Suffrage Collection, 1905-1910), 2018


Autoritratto come animale, 2018


Chi sarà il primo? , 2018


L'altra metà , 2018


Li ho persi tutti, 2018

Subject: Women Clandestini View all (10)


Victoria, 2002


Elyson, 1952


Parasol Ant, 1997


Clandestini (ospedale)_41, 2011


Asino 2018 d.C._59, 2018

Tecnique: Painting Oil on canvas View all (200)


Eine Kleine Nacht Musiek, 1993


Untitled (Man/Woman with Shoe on Head), from The Liar series, 1995


Untitled (Study for Painting and Punishment), 2000 - 2003


Ballerine, 1938


L'armadio, 1938

Country: Italy View all (97)


My Fourth Homage, 2003


Le Signorine Rossi, 1938


Sirena ferita, 1987


Senza titolo, 1993


Senza titolo, 2013