Collezione Giuseppe Iannaccone

Artwork

Smith Kiki, Eve, 2001, resin, marble powder, paint, pencil on stone plinth, 55.2 × 15.2 × 17.8 cm

Biography

Smith Kiki

Kiki Smith è nata Norimberga in Germania nel 1954 e oggi vive e lavora a New York. Figlia dello scultore Tony Smith si focalizza sulla rappresentazione del corpo umano, declinandolo in modi molto diversi nel corso del tempo e così facendo modificando e rinnovando continuamente la sua produzione artistica.“Io passo almeno il 50 per cento del mio tempo immersa nella vita domestica, lavoro a casa tutto il giorno. Non cucino molto ma sono interessata alla «domesticità», che ha a che fare con una storia sociale incredibilmente affascinante. Piuttosto che guardare - come è avvenuto con il femminismo - alla politica che esce dalla cucina, io ho voluto procedere all'esatto contrario e ho fatto «entrare» là dentro la politica.” Se tra il 1980 e il 1990 esamina la condizione dell’essere umano tramite la metafora del corpo e realizza numerose opere che la rappresentano, il suo lavoro subisce un notevole cambiamento nella metà degli anni ’90. Infatti, seppur sempre interessandosi al corpo umano come soggetto principale della sua produzione, l’attenzione si sposta da una puntuale analisi dei “particolari” organi del corpo a una ricerca più ampia volta a rappresentare delle icone ben conosciute, come ad esempio Eva, la Vergine Maria, Maria Maddalena e Lilith (prima moglie di Abramo secondo gli antichi ebrei). Sempre nel corso degli anni ’90 l’artista introduce nelle sue composizioni nuovi elementi riconducibili al mondo naturale ed il cosmo. Crea, dunque, delle istallazioni ambigue in cui la figura umana viene rappresentata intrinsecamente connessa ad uccelli, altri tipi di animali ed al paesaggio. L’artista “attratta dalla varietà, curiosa di sperimentare il più possibile. Faccio disegni, stampe, sculture, video, foto e arazzi”, non smette di rinnovare la sua produzione neanche nel corso di quest’ultimo decennio, periodo in cui non si interessa soltanto alla relazione esistente tra le figure femminili e gli animali e introduce nuovi elementi facenti riferimento ai personaggi delle favole, alla letteratura Vittoriana ed ai racconti della tradizione religiosa. Tutti questi personaggi e racconti vengono però modificati e reinterpretati dall’artista in modo da potere esprimere il suo punto di vista da femminista convinta e la sua personale visione del mondo. I soggetti delle sue sculture si evolvono nel tempo, si può dire lo stesso delle loro dimensioni. L’artista infatti ha notevolmente ridotto le dimensioni delle sue sculture con un obiettivo ben preciso: non affascinare lo spettatore, ma coinvolgerlo e farlo riflettere sulla condizione dell’essere umano. Analizzando la produzione di Kiki Smith e come essa si sia evoluta nel tempo, è facile individuare e comprendere quale sia l’approccio che utilizza nel realizzare le sue opere. Seppur rappresentando alcune tra le più famose icone femminili della tradizione religiosa, mitologica e letteraria, l’artista cerca di “naturalizzare” tali soggetti rendendoli terreni ed umani con le loro sicurezze e fragilità. In collezione Iannaccone numerose sono le opere presenti, da una carta nepalese acquistata in India, a numerose statuine bianche, a sculture in bronzo con animali alla grande scultura “The Guardians”.

Related Artworks

Artist: Smith Kiki View all (7)


Ophelia, 2002


Tied to her Nature, 2002


Marie Therese, 2003


Woman with Wolf, 2003


Guardian, 2005

Year: 2001 View all (10)


The Veils, 2001


Stage of Evidence, 2001


Anita Joy, 2001


Messina, Quartiere Giostra_23, 2001


Spiaggia "Figura sulla spiaggia"_15, 2001

Subject: Nude Christian iconography View all (53)


Shikijyo Sexual Desire, 1996/2008


Tokyo Comedy , 1997/2008


Grand diary of photo mania, 1998-2008


Mithology, 2001-2008


Mithology , 2001-2008

Tecnique: Sculpture Mixed media View all (49)


Skull of Minuso, 2007


Untitled (Empiricist), 2009


Ballerina with Action Man Parts, 2005


Bronze Rat, 2006


Suffragette as a Puta Feminista (Originally a "Votes for Women" postcard from the Ann Lewis Women's Suffrage Collection, 1905-1910), 2018

Country: United States Germany View all (51)


Cremaster 5: Her Giant, 1997


Ubu roi (The War March), 2009


Das geh' ich melden, 2003


Sundenbock, 2005


Suffragette as a Puta Feminista (Originally a "Votes for Women" postcard from the Ann Lewis Women's Suffrage Collection, 1905-1910), 2018

Artwork

Smith Kiki, Ophelia, 2002, bronze, 15 × 20 × 53 cm

Biography

Smith Kiki

Kiki Smith è nata Norimberga in Germania nel 1954 e oggi vive e lavora a New York. Figlia dello scultore Tony Smith si focalizza sulla rappresentazione del corpo umano, declinandolo in modi molto diversi nel corso del tempo e così facendo modificando e rinnovando continuamente la sua produzione artistica.“Io passo almeno il 50 per cento del mio tempo immersa nella vita domestica, lavoro a casa tutto il giorno. Non cucino molto ma sono interessata alla «domesticità», che ha a che fare con una storia sociale incredibilmente affascinante. Piuttosto che guardare - come è avvenuto con il femminismo - alla politica che esce dalla cucina, io ho voluto procedere all'esatto contrario e ho fatto «entrare» là dentro la politica.” Se tra il 1980 e il 1990 esamina la condizione dell’essere umano tramite la metafora del corpo e realizza numerose opere che la rappresentano, il suo lavoro subisce un notevole cambiamento nella metà degli anni ’90. Infatti, seppur sempre interessandosi al corpo umano come soggetto principale della sua produzione, l’attenzione si sposta da una puntuale analisi dei “particolari” organi del corpo a una ricerca più ampia volta a rappresentare delle icone ben conosciute, come ad esempio Eva, la Vergine Maria, Maria Maddalena e Lilith (prima moglie di Abramo secondo gli antichi ebrei). Sempre nel corso degli anni ’90 l’artista introduce nelle sue composizioni nuovi elementi riconducibili al mondo naturale ed il cosmo. Crea, dunque, delle istallazioni ambigue in cui la figura umana viene rappresentata intrinsecamente connessa ad uccelli, altri tipi di animali ed al paesaggio. L’artista “attratta dalla varietà, curiosa di sperimentare il più possibile. Faccio disegni, stampe, sculture, video, foto e arazzi”, non smette di rinnovare la sua produzione neanche nel corso di quest’ultimo decennio, periodo in cui non si interessa soltanto alla relazione esistente tra le figure femminili e gli animali e introduce nuovi elementi facenti riferimento ai personaggi delle favole, alla letteratura Vittoriana ed ai racconti della tradizione religiosa. Tutti questi personaggi e racconti vengono però modificati e reinterpretati dall’artista in modo da potere esprimere il suo punto di vista da femminista convinta e la sua personale visione del mondo. I soggetti delle sue sculture si evolvono nel tempo, si può dire lo stesso delle loro dimensioni. L’artista infatti ha notevolmente ridotto le dimensioni delle sue sculture con un obiettivo ben preciso: non affascinare lo spettatore, ma coinvolgerlo e farlo riflettere sulla condizione dell’essere umano. Analizzando la produzione di Kiki Smith e come essa si sia evoluta nel tempo, è facile individuare e comprendere quale sia l’approccio che utilizza nel realizzare le sue opere. Seppur rappresentando alcune tra le più famose icone femminili della tradizione religiosa, mitologica e letteraria, l’artista cerca di “naturalizzare” tali soggetti rendendoli terreni ed umani con le loro sicurezze e fragilità. In collezione Iannaccone numerose sono le opere presenti, da una carta nepalese acquistata in India, a numerose statuine bianche, a sculture in bronzo con animali alla grande scultura “The Guardians”.

Related Artworks

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Eve, 2001


Tied to her Nature, 2002


Marie Therese, 2003


Woman with Wolf, 2003


Guardian, 2005

Year: 2002 View all (9)


Carla in ginocchio sul letto_7, 2002


Il mio primo disegno sui migranti in Sicilia_60, 2002


Interno con riflesso_9, 2002


Figura distesa di spalle_14, 2002


Head Shot, 2002

Subject: Portrait Nude View all (156)


Untitled (Man/Woman with Shoe on Head), from The Liar series, 1995


Untitled (Study for Painting and Punishment), 2000 - 2003


Shikijyo Sexual Desire, 1996/2008


Tokyo Comedy , 1997/2008


Grand diary of photo mania, 1998-2008

Tecnique: Sculpture View all (35)


Untitled (Empiricist), 2009


Ballerina with Action Man Parts, 2005


Bronze Rat, 2006


Testa di ragazzo, 1932-1935


Ballerina, 1938

Country: United States Germany View all (51)


Cremaster 5: Her Giant, 1997


Ubu roi (The War March), 2009


Das geh' ich melden, 2003


Sundenbock, 2005


Suffragette as a Puta Feminista (Originally a "Votes for Women" postcard from the Ann Lewis Women's Suffrage Collection, 1905-1910), 2018

Artwork

Smith Kiki, Tied to her Nature, 2002, bronze, 31.8 × 15.2 × 48.3 cm

Biography

Smith Kiki

Kiki Smith è nata Norimberga in Germania nel 1954 e oggi vive e lavora a New York. Figlia dello scultore Tony Smith si focalizza sulla rappresentazione del corpo umano, declinandolo in modi molto diversi nel corso del tempo e così facendo modificando e rinnovando continuamente la sua produzione artistica.“Io passo almeno il 50 per cento del mio tempo immersa nella vita domestica, lavoro a casa tutto il giorno. Non cucino molto ma sono interessata alla «domesticità», che ha a che fare con una storia sociale incredibilmente affascinante. Piuttosto che guardare - come è avvenuto con il femminismo - alla politica che esce dalla cucina, io ho voluto procedere all'esatto contrario e ho fatto «entrare» là dentro la politica.” Se tra il 1980 e il 1990 esamina la condizione dell’essere umano tramite la metafora del corpo e realizza numerose opere che la rappresentano, il suo lavoro subisce un notevole cambiamento nella metà degli anni ’90. Infatti, seppur sempre interessandosi al corpo umano come soggetto principale della sua produzione, l’attenzione si sposta da una puntuale analisi dei “particolari” organi del corpo a una ricerca più ampia volta a rappresentare delle icone ben conosciute, come ad esempio Eva, la Vergine Maria, Maria Maddalena e Lilith (prima moglie di Abramo secondo gli antichi ebrei). Sempre nel corso degli anni ’90 l’artista introduce nelle sue composizioni nuovi elementi riconducibili al mondo naturale ed il cosmo. Crea, dunque, delle istallazioni ambigue in cui la figura umana viene rappresentata intrinsecamente connessa ad uccelli, altri tipi di animali ed al paesaggio. L’artista “attratta dalla varietà, curiosa di sperimentare il più possibile. Faccio disegni, stampe, sculture, video, foto e arazzi”, non smette di rinnovare la sua produzione neanche nel corso di quest’ultimo decennio, periodo in cui non si interessa soltanto alla relazione esistente tra le figure femminili e gli animali e introduce nuovi elementi facenti riferimento ai personaggi delle favole, alla letteratura Vittoriana ed ai racconti della tradizione religiosa. Tutti questi personaggi e racconti vengono però modificati e reinterpretati dall’artista in modo da potere esprimere il suo punto di vista da femminista convinta e la sua personale visione del mondo. I soggetti delle sue sculture si evolvono nel tempo, si può dire lo stesso delle loro dimensioni. L’artista infatti ha notevolmente ridotto le dimensioni delle sue sculture con un obiettivo ben preciso: non affascinare lo spettatore, ma coinvolgerlo e farlo riflettere sulla condizione dell’essere umano. Analizzando la produzione di Kiki Smith e come essa si sia evoluta nel tempo, è facile individuare e comprendere quale sia l’approccio che utilizza nel realizzare le sue opere. Seppur rappresentando alcune tra le più famose icone femminili della tradizione religiosa, mitologica e letteraria, l’artista cerca di “naturalizzare” tali soggetti rendendoli terreni ed umani con le loro sicurezze e fragilità. In collezione Iannaccone numerose sono le opere presenti, da una carta nepalese acquistata in India, a numerose statuine bianche, a sculture in bronzo con animali alla grande scultura “The Guardians”.

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Eve, 2001


Ophelia, 2002


Marie Therese, 2003


Woman with Wolf, 2003


Guardian, 2005

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Carla in ginocchio sul letto_7, 2002


Il mio primo disegno sui migranti in Sicilia_60, 2002


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Figura distesa di spalle_14, 2002


Head Shot, 2002

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Untitled (Laissez Faire), 2009


Il circo, 1941


The Veils, 2001


Bat opera (1, 2, 3, 4, 5), 2006


Finalmente mi guardo le spalle, 2016

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Untitled (Empiricist), 2009


Ballerina with Action Man Parts, 2005


Bronze Rat, 2006


Testa di ragazzo, 1932-1935


Ballerina, 1938

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Cremaster 5: Her Giant, 1997


Ubu roi (The War March), 2009


Das geh' ich melden, 2003


Sundenbock, 2005


Suffragette as a Puta Feminista (Originally a "Votes for Women" postcard from the Ann Lewis Women's Suffrage Collection, 1905-1910), 2018

Artwork

Smith Kiki, Marie Therese, 2003, bronze, 53.5 × 20.5 × 20.5 cm

Biography

Smith Kiki

Kiki Smith è nata Norimberga in Germania nel 1954 e oggi vive e lavora a New York. Figlia dello scultore Tony Smith si focalizza sulla rappresentazione del corpo umano, declinandolo in modi molto diversi nel corso del tempo e così facendo modificando e rinnovando continuamente la sua produzione artistica.“Io passo almeno il 50 per cento del mio tempo immersa nella vita domestica, lavoro a casa tutto il giorno. Non cucino molto ma sono interessata alla «domesticità», che ha a che fare con una storia sociale incredibilmente affascinante. Piuttosto che guardare - come è avvenuto con il femminismo - alla politica che esce dalla cucina, io ho voluto procedere all'esatto contrario e ho fatto «entrare» là dentro la politica.” Se tra il 1980 e il 1990 esamina la condizione dell’essere umano tramite la metafora del corpo e realizza numerose opere che la rappresentano, il suo lavoro subisce un notevole cambiamento nella metà degli anni ’90. Infatti, seppur sempre interessandosi al corpo umano come soggetto principale della sua produzione, l’attenzione si sposta da una puntuale analisi dei “particolari” organi del corpo a una ricerca più ampia volta a rappresentare delle icone ben conosciute, come ad esempio Eva, la Vergine Maria, Maria Maddalena e Lilith (prima moglie di Abramo secondo gli antichi ebrei). Sempre nel corso degli anni ’90 l’artista introduce nelle sue composizioni nuovi elementi riconducibili al mondo naturale ed il cosmo. Crea, dunque, delle istallazioni ambigue in cui la figura umana viene rappresentata intrinsecamente connessa ad uccelli, altri tipi di animali ed al paesaggio. L’artista “attratta dalla varietà, curiosa di sperimentare il più possibile. Faccio disegni, stampe, sculture, video, foto e arazzi”, non smette di rinnovare la sua produzione neanche nel corso di quest’ultimo decennio, periodo in cui non si interessa soltanto alla relazione esistente tra le figure femminili e gli animali e introduce nuovi elementi facenti riferimento ai personaggi delle favole, alla letteratura Vittoriana ed ai racconti della tradizione religiosa. Tutti questi personaggi e racconti vengono però modificati e reinterpretati dall’artista in modo da potere esprimere il suo punto di vista da femminista convinta e la sua personale visione del mondo. I soggetti delle sue sculture si evolvono nel tempo, si può dire lo stesso delle loro dimensioni. L’artista infatti ha notevolmente ridotto le dimensioni delle sue sculture con un obiettivo ben preciso: non affascinare lo spettatore, ma coinvolgerlo e farlo riflettere sulla condizione dell’essere umano. Analizzando la produzione di Kiki Smith e come essa si sia evoluta nel tempo, è facile individuare e comprendere quale sia l’approccio che utilizza nel realizzare le sue opere. Seppur rappresentando alcune tra le più famose icone femminili della tradizione religiosa, mitologica e letteraria, l’artista cerca di “naturalizzare” tali soggetti rendendoli terreni ed umani con le loro sicurezze e fragilità. In collezione Iannaccone numerose sono le opere presenti, da una carta nepalese acquistata in India, a numerose statuine bianche, a sculture in bronzo con animali alla grande scultura “The Guardians”.

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Eve, 2001


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My Fourth Homage, 2003


Das geh' ich melden, 2003


Father & Son, 2003


?Quién puede borrar las huellas?, 2003


Figura nel bagno (doccia Silvana)_10, 2003

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Untitled (Man/Woman with Shoe on Head), from The Liar series, 1995


Untitled (Study for Painting and Punishment), 2000 - 2003


Shikijyo Sexual Desire, 1996/2008


Grand diary of photo mania, 1998-2008


Pola Eros, 2007

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Untitled (Empiricist), 2009


Ballerina with Action Man Parts, 2005


Bronze Rat, 2006


Testa di ragazzo, 1932-1935


Ballerina, 1938

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Cremaster 5: Her Giant, 1997


Ubu roi (The War March), 2009


Das geh' ich melden, 2003


Sundenbock, 2005


Suffragette as a Puta Feminista (Originally a "Votes for Women" postcard from the Ann Lewis Women's Suffrage Collection, 1905-1910), 2018

Artwork

Smith Kiki, Woman with Wolf, 2003, china, 37 × 12 × 20 cm

Biography

Smith Kiki

Kiki Smith è nata Norimberga in Germania nel 1954 e oggi vive e lavora a New York. Figlia dello scultore Tony Smith si focalizza sulla rappresentazione del corpo umano, declinandolo in modi molto diversi nel corso del tempo e così facendo modificando e rinnovando continuamente la sua produzione artistica.“Io passo almeno il 50 per cento del mio tempo immersa nella vita domestica, lavoro a casa tutto il giorno. Non cucino molto ma sono interessata alla «domesticità», che ha a che fare con una storia sociale incredibilmente affascinante. Piuttosto che guardare - come è avvenuto con il femminismo - alla politica che esce dalla cucina, io ho voluto procedere all'esatto contrario e ho fatto «entrare» là dentro la politica.” Se tra il 1980 e il 1990 esamina la condizione dell’essere umano tramite la metafora del corpo e realizza numerose opere che la rappresentano, il suo lavoro subisce un notevole cambiamento nella metà degli anni ’90. Infatti, seppur sempre interessandosi al corpo umano come soggetto principale della sua produzione, l’attenzione si sposta da una puntuale analisi dei “particolari” organi del corpo a una ricerca più ampia volta a rappresentare delle icone ben conosciute, come ad esempio Eva, la Vergine Maria, Maria Maddalena e Lilith (prima moglie di Abramo secondo gli antichi ebrei). Sempre nel corso degli anni ’90 l’artista introduce nelle sue composizioni nuovi elementi riconducibili al mondo naturale ed il cosmo. Crea, dunque, delle istallazioni ambigue in cui la figura umana viene rappresentata intrinsecamente connessa ad uccelli, altri tipi di animali ed al paesaggio. L’artista “attratta dalla varietà, curiosa di sperimentare il più possibile. Faccio disegni, stampe, sculture, video, foto e arazzi”, non smette di rinnovare la sua produzione neanche nel corso di quest’ultimo decennio, periodo in cui non si interessa soltanto alla relazione esistente tra le figure femminili e gli animali e introduce nuovi elementi facenti riferimento ai personaggi delle favole, alla letteratura Vittoriana ed ai racconti della tradizione religiosa. Tutti questi personaggi e racconti vengono però modificati e reinterpretati dall’artista in modo da potere esprimere il suo punto di vista da femminista convinta e la sua personale visione del mondo. I soggetti delle sue sculture si evolvono nel tempo, si può dire lo stesso delle loro dimensioni. L’artista infatti ha notevolmente ridotto le dimensioni delle sue sculture con un obiettivo ben preciso: non affascinare lo spettatore, ma coinvolgerlo e farlo riflettere sulla condizione dell’essere umano. Analizzando la produzione di Kiki Smith e come essa si sia evoluta nel tempo, è facile individuare e comprendere quale sia l’approccio che utilizza nel realizzare le sue opere. Seppur rappresentando alcune tra le più famose icone femminili della tradizione religiosa, mitologica e letteraria, l’artista cerca di “naturalizzare” tali soggetti rendendoli terreni ed umani con le loro sicurezze e fragilità. In collezione Iannaccone numerose sono le opere presenti, da una carta nepalese acquistata in India, a numerose statuine bianche, a sculture in bronzo con animali alla grande scultura “The Guardians”.

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My Fourth Homage, 2003


Das geh' ich melden, 2003


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Il circo, 1941


The Veils, 2001


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Finalmente mi guardo le spalle, 2016

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Bronze Rat, 2006


Testa di ragazzo, 1932-1935


Ballerina, 1938

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Cremaster 5: Her Giant, 1997


Ubu roi (The War March), 2009


Das geh' ich melden, 2003


Sundenbock, 2005


Suffragette as a Puta Feminista (Originally a "Votes for Women" postcard from the Ann Lewis Women's Suffrage Collection, 1905-1910), 2018

Artwork

Smith Kiki, Guardian, 2005, bronze, 170.2 × 37.5 × 68.6 cm

Biography

Smith Kiki

Kiki Smith è nata Norimberga in Germania nel 1954 e oggi vive e lavora a New York. Figlia dello scultore Tony Smith si focalizza sulla rappresentazione del corpo umano, declinandolo in modi molto diversi nel corso del tempo e così facendo modificando e rinnovando continuamente la sua produzione artistica.“Io passo almeno il 50 per cento del mio tempo immersa nella vita domestica, lavoro a casa tutto il giorno. Non cucino molto ma sono interessata alla «domesticità», che ha a che fare con una storia sociale incredibilmente affascinante. Piuttosto che guardare - come è avvenuto con il femminismo - alla politica che esce dalla cucina, io ho voluto procedere all'esatto contrario e ho fatto «entrare» là dentro la politica.” Se tra il 1980 e il 1990 esamina la condizione dell’essere umano tramite la metafora del corpo e realizza numerose opere che la rappresentano, il suo lavoro subisce un notevole cambiamento nella metà degli anni ’90. Infatti, seppur sempre interessandosi al corpo umano come soggetto principale della sua produzione, l’attenzione si sposta da una puntuale analisi dei “particolari” organi del corpo a una ricerca più ampia volta a rappresentare delle icone ben conosciute, come ad esempio Eva, la Vergine Maria, Maria Maddalena e Lilith (prima moglie di Abramo secondo gli antichi ebrei). Sempre nel corso degli anni ’90 l’artista introduce nelle sue composizioni nuovi elementi riconducibili al mondo naturale ed il cosmo. Crea, dunque, delle istallazioni ambigue in cui la figura umana viene rappresentata intrinsecamente connessa ad uccelli, altri tipi di animali ed al paesaggio. L’artista “attratta dalla varietà, curiosa di sperimentare il più possibile. Faccio disegni, stampe, sculture, video, foto e arazzi”, non smette di rinnovare la sua produzione neanche nel corso di quest’ultimo decennio, periodo in cui non si interessa soltanto alla relazione esistente tra le figure femminili e gli animali e introduce nuovi elementi facenti riferimento ai personaggi delle favole, alla letteratura Vittoriana ed ai racconti della tradizione religiosa. Tutti questi personaggi e racconti vengono però modificati e reinterpretati dall’artista in modo da potere esprimere il suo punto di vista da femminista convinta e la sua personale visione del mondo. I soggetti delle sue sculture si evolvono nel tempo, si può dire lo stesso delle loro dimensioni. L’artista infatti ha notevolmente ridotto le dimensioni delle sue sculture con un obiettivo ben preciso: non affascinare lo spettatore, ma coinvolgerlo e farlo riflettere sulla condizione dell’essere umano. Analizzando la produzione di Kiki Smith e come essa si sia evoluta nel tempo, è facile individuare e comprendere quale sia l’approccio che utilizza nel realizzare le sue opere. Seppur rappresentando alcune tra le più famose icone femminili della tradizione religiosa, mitologica e letteraria, l’artista cerca di “naturalizzare” tali soggetti rendendoli terreni ed umani con le loro sicurezze e fragilità. In collezione Iannaccone numerose sono le opere presenti, da una carta nepalese acquistata in India, a numerose statuine bianche, a sculture in bronzo con animali alla grande scultura “The Guardians”.

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Haircut, 2005


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Ballerina with Action Man Parts, 2005


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Testa di ragazzo, 1932-1935


Ballerina, 1938

Country: Germany View all (15)


Das geh' ich melden, 2003


Sundenbock, 2005


Man on Bed with Birds, 2010


Woods, 2011


Untitled (Atown, almost any Town), 2001

Artwork

Smith Kiki, Sitting and Thinking, 2005, china, 21.5 × 14.5 × 17 cm

Biography

Smith Kiki

Kiki Smith è nata Norimberga in Germania nel 1954 e oggi vive e lavora a New York. Figlia dello scultore Tony Smith si focalizza sulla rappresentazione del corpo umano, declinandolo in modi molto diversi nel corso del tempo e così facendo modificando e rinnovando continuamente la sua produzione artistica.“Io passo almeno il 50 per cento del mio tempo immersa nella vita domestica, lavoro a casa tutto il giorno. Non cucino molto ma sono interessata alla «domesticità», che ha a che fare con una storia sociale incredibilmente affascinante. Piuttosto che guardare - come è avvenuto con il femminismo - alla politica che esce dalla cucina, io ho voluto procedere all'esatto contrario e ho fatto «entrare» là dentro la politica.” Se tra il 1980 e il 1990 esamina la condizione dell’essere umano tramite la metafora del corpo e realizza numerose opere che la rappresentano, il suo lavoro subisce un notevole cambiamento nella metà degli anni ’90. Infatti, seppur sempre interessandosi al corpo umano come soggetto principale della sua produzione, l’attenzione si sposta da una puntuale analisi dei “particolari” organi del corpo a una ricerca più ampia volta a rappresentare delle icone ben conosciute, come ad esempio Eva, la Vergine Maria, Maria Maddalena e Lilith (prima moglie di Abramo secondo gli antichi ebrei). Sempre nel corso degli anni ’90 l’artista introduce nelle sue composizioni nuovi elementi riconducibili al mondo naturale ed il cosmo. Crea, dunque, delle istallazioni ambigue in cui la figura umana viene rappresentata intrinsecamente connessa ad uccelli, altri tipi di animali ed al paesaggio. L’artista “attratta dalla varietà, curiosa di sperimentare il più possibile. Faccio disegni, stampe, sculture, video, foto e arazzi”, non smette di rinnovare la sua produzione neanche nel corso di quest’ultimo decennio, periodo in cui non si interessa soltanto alla relazione esistente tra le figure femminili e gli animali e introduce nuovi elementi facenti riferimento ai personaggi delle favole, alla letteratura Vittoriana ed ai racconti della tradizione religiosa. Tutti questi personaggi e racconti vengono però modificati e reinterpretati dall’artista in modo da potere esprimere il suo punto di vista da femminista convinta e la sua personale visione del mondo. I soggetti delle sue sculture si evolvono nel tempo, si può dire lo stesso delle loro dimensioni. L’artista infatti ha notevolmente ridotto le dimensioni delle sue sculture con un obiettivo ben preciso: non affascinare lo spettatore, ma coinvolgerlo e farlo riflettere sulla condizione dell’essere umano. Analizzando la produzione di Kiki Smith e come essa si sia evoluta nel tempo, è facile individuare e comprendere quale sia l’approccio che utilizza nel realizzare le sue opere. Seppur rappresentando alcune tra le più famose icone femminili della tradizione religiosa, mitologica e letteraria, l’artista cerca di “naturalizzare” tali soggetti rendendoli terreni ed umani con le loro sicurezze e fragilità. In collezione Iannaccone numerose sono le opere presenti, da una carta nepalese acquistata in India, a numerose statuine bianche, a sculture in bronzo con animali alla grande scultura “The Guardians”.

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Eve, 2001


Ophelia, 2002


Tied to her Nature, 2002


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Year: 2005 View all (8)


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Untitled (The Room was a Pool), 2005


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Testa di ragazzo, 1932-1935


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Cremaster 5: Her Giant, 1997


Ubu roi (The War March), 2009


Das geh' ich melden, 2003


Sundenbock, 2005


Suffragette as a Puta Feminista (Originally a "Votes for Women" postcard from the Ann Lewis Women's Suffrage Collection, 1905-1910), 2018

Artwork

Smith Kiki, Forest, 2006, Inchiostro glitter e foglia d'argento su carta nepalese, 210.8 × 175.3 cm

Biography

Smith Kiki

Kiki Smith è nata Norimberga in Germania nel 1954 e oggi vive e lavora a New York. Figlia dello scultore Tony Smith si focalizza sulla rappresentazione del corpo umano, declinandolo in modi molto diversi nel corso del tempo e così facendo modificando e rinnovando continuamente la sua produzione artistica.“Io passo almeno il 50 per cento del mio tempo immersa nella vita domestica, lavoro a casa tutto il giorno. Non cucino molto ma sono interessata alla «domesticità», che ha a che fare con una storia sociale incredibilmente affascinante. Piuttosto che guardare - come è avvenuto con il femminismo - alla politica che esce dalla cucina, io ho voluto procedere all'esatto contrario e ho fatto «entrare» là dentro la politica.” Se tra il 1980 e il 1990 esamina la condizione dell’essere umano tramite la metafora del corpo e realizza numerose opere che la rappresentano, il suo lavoro subisce un notevole cambiamento nella metà degli anni ’90. Infatti, seppur sempre interessandosi al corpo umano come soggetto principale della sua produzione, l’attenzione si sposta da una puntuale analisi dei “particolari” organi del corpo a una ricerca più ampia volta a rappresentare delle icone ben conosciute, come ad esempio Eva, la Vergine Maria, Maria Maddalena e Lilith (prima moglie di Abramo secondo gli antichi ebrei). Sempre nel corso degli anni ’90 l’artista introduce nelle sue composizioni nuovi elementi riconducibili al mondo naturale ed il cosmo. Crea, dunque, delle istallazioni ambigue in cui la figura umana viene rappresentata intrinsecamente connessa ad uccelli, altri tipi di animali ed al paesaggio. L’artista “attratta dalla varietà, curiosa di sperimentare il più possibile. Faccio disegni, stampe, sculture, video, foto e arazzi”, non smette di rinnovare la sua produzione neanche nel corso di quest’ultimo decennio, periodo in cui non si interessa soltanto alla relazione esistente tra le figure femminili e gli animali e introduce nuovi elementi facenti riferimento ai personaggi delle favole, alla letteratura Vittoriana ed ai racconti della tradizione religiosa. Tutti questi personaggi e racconti vengono però modificati e reinterpretati dall’artista in modo da potere esprimere il suo punto di vista da femminista convinta e la sua personale visione del mondo. I soggetti delle sue sculture si evolvono nel tempo, si può dire lo stesso delle loro dimensioni. L’artista infatti ha notevolmente ridotto le dimensioni delle sue sculture con un obiettivo ben preciso: non affascinare lo spettatore, ma coinvolgerlo e farlo riflettere sulla condizione dell’essere umano. Analizzando la produzione di Kiki Smith e come essa si sia evoluta nel tempo, è facile individuare e comprendere quale sia l’approccio che utilizza nel realizzare le sue opere. Seppur rappresentando alcune tra le più famose icone femminili della tradizione religiosa, mitologica e letteraria, l’artista cerca di “naturalizzare” tali soggetti rendendoli terreni ed umani con le loro sicurezze e fragilità. In collezione Iannaccone numerose sono le opere presenti, da una carta nepalese acquistata in India, a numerose statuine bianche, a sculture in bronzo con animali alla grande scultura “The Guardians”.

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Year: 2006 View all (11)


Bronze Rat, 2006


The Overthinker in a Ticket, 2006


The Resemblance, 2006


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Limpieza social , 2006

Tecnique: Mixed media View all (8)


Suffragette as a Puta Feminista (Originally a "Votes for Women" postcard from the Ann Lewis Women's Suffrage Collection, 1905-1910), 2018


Clandestini_29, 2006-2007


Head Shot, 2002


Untitled, 2004


Humming Eye, 2007