Collezione Giuseppe Iannaccone

Opera

Luigi Ontani, , , , 31.5 × 26 cm

BIografia

Luigi Ontani

Luigi Ontani è nato nel 1943 a Vergato in provincia di Bologna e oggi vive e lavora tra Bologna e Roma. Il suo lavoro, estremamente eclettico, non può essere incasellato in una precisa corrente artistica, la sua arte è espressione di un'indole indipendente, che procede solitaria attraverso il flusso delle mode: “Sono tautologico, ma anche convinto a voler percorrere un sentiero dissonante rispetto ai girotondi o viaggi dell'arte del mondo. [...] io avevo scelto l'elemento letterario o pittoresco o folclorico, l'allegoria, la mitologia, la leggenda, la grottesca, da subito, erano elementi abbastanza in oblio, scoperti dal mio io come una curiosità, un'archeologia da rivisitare, senza avere una parte o senza curarsi della costante di dominio di quel momento”. La sua produzione artistica verte su una rosa di medium artistici che gli permettono di sperimentare e di impegnarsi nella rivalutazione del lavoro artigianale e delle arti applicate specie nella lavorazione della cartapesta, del gesso, del vetro, della ceramica, del marmo e del legno. Nell'elaborazione dei suoi lavori, Ontani, adotta il medesimo procedimento concettuale: indaga il passato, la mitologia classica, la fiaba, la tradizione cristiana, la storia dell'arte, il folclore popolare, il pensiero occidentale ed orientale col fine di estrapolarne immagini, simboli ed icone, che devono fare scaturire nell'osservatore rimandi e corrispondenze insite nell'arcano del suo pensiero. Nulla è esplicito, Ontani parla per citazioni come nel caso di diverse fotografie, talvolta ritoccate con l'acquarello presenti in collezione e che richiamano culture e luoghi diversi; interviene poi sull’opera arricchendo le fonti di elementi biografici, e il suo volto è spesso protagonista come nel busto presente nella collezione di Giuseppe Iannaccone, allestito nello studio di lavoro del collezionista. La scultura, appesa su una parete unica e di colore rosso evidenzia la bellezza e la particolarità de Il poeta ARTuromARTIni CechoVia realizzata nel 2007 e proveniente dalla raccolta di Claudia Gian Ferrari, gallerista e collezionista, che era particolarmente amica dell’artista e del collezionista. Attraverso l’opera Ontani rende omaggio allo scultore trevisano Arturo Martini (Treviso 1889-Milano 1947) e ripropone in una prospettiva postmoderna due sculture Il poeta Cechov(1921-1922) con il capo reclinato che poggia sulla mano sinistra e, nell’abito plissettato, la celebre amante morta (1921-1922) che oggi si trova, grazie alla donazione di Claudia Gianferrari, a Villa Necchi Campiglio a Milano. Il volto e la mano di marmo bianco sono stati ricavati dai calchi dell’artista Ontani. Un altro volto dell’artista è quello alla base circondato da foglie di ontano botanico e da un compasso e un mazzuolo, strumenti tipici dell’artista scultore. In collezione vi è anche L’Elefantino del Marchesino (2000-2007) una scultura realizzata in ceramica policroma dalla bottega d’arte Ceramica Gatti di Faenza. Questo lavoro vuole essere un omaggio all’artista Filippo De Pisis: Ontani si fa inviare dalla Galleria Gian Ferrari un numero considerevole di immagini, libri e monografie inerenti l'attività di quest'ultimo, dai quali prendere spunto. La scultura raffigura un elefante, sul cui dorso siede, in posizione yoga, un giovinetto quasi completamente nudo; i suoi capelli biondi e lunghi incorniciano un volto dai tratti fisionomici familiari, quelli dell'artista, il quale rimanda alla sua professione agghindandosi con un bizzarro copricapo a forma di tavolozza, con pennelli annessi alla guisa di piume. Il morbido cuscino su cui è seduto è decorato con una miriade di occhi, simbologia ricorrente nelle opere di Ontani: essi alludono alla chiaroveggenza, resa possibile mediante l'occhio pineale o terzo occhio. Il dorso dell'elefante è coperto da un panneggio purpureo tappezzato di immagini simili a francobolli, che ripropongono in miniatura alcuni dipinti di Filippo De Pisis. La scultura è appoggiata su un base dorata, sostenuta da due esuberanti colonne tortili che riprendono l'andamento dei rami di ontano.

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Opera

Luigi Ontani, , , , 30 × 37 cm

BIografia

Luigi Ontani

Luigi Ontani è nato nel 1943 a Vergato in provincia di Bologna e oggi vive e lavora tra Bologna e Roma. Il suo lavoro, estremamente eclettico, non può essere incasellato in una precisa corrente artistica, la sua arte è espressione di un'indole indipendente, che procede solitaria attraverso il flusso delle mode: “Sono tautologico, ma anche convinto a voler percorrere un sentiero dissonante rispetto ai girotondi o viaggi dell'arte del mondo. [...] io avevo scelto l'elemento letterario o pittoresco o folclorico, l'allegoria, la mitologia, la leggenda, la grottesca, da subito, erano elementi abbastanza in oblio, scoperti dal mio io come una curiosità, un'archeologia da rivisitare, senza avere una parte o senza curarsi della costante di dominio di quel momento”. La sua produzione artistica verte su una rosa di medium artistici che gli permettono di sperimentare e di impegnarsi nella rivalutazione del lavoro artigianale e delle arti applicate specie nella lavorazione della cartapesta, del gesso, del vetro, della ceramica, del marmo e del legno. Nell'elaborazione dei suoi lavori, Ontani, adotta il medesimo procedimento concettuale: indaga il passato, la mitologia classica, la fiaba, la tradizione cristiana, la storia dell'arte, il folclore popolare, il pensiero occidentale ed orientale col fine di estrapolarne immagini, simboli ed icone, che devono fare scaturire nell'osservatore rimandi e corrispondenze insite nell'arcano del suo pensiero. Nulla è esplicito, Ontani parla per citazioni come nel caso di diverse fotografie, talvolta ritoccate con l'acquarello presenti in collezione e che richiamano culture e luoghi diversi; interviene poi sull’opera arricchendo le fonti di elementi biografici, e il suo volto è spesso protagonista come nel busto presente nella collezione di Giuseppe Iannaccone, allestito nello studio di lavoro del collezionista. La scultura, appesa su una parete unica e di colore rosso evidenzia la bellezza e la particolarità de Il poeta ARTuromARTIni CechoVia realizzata nel 2007 e proveniente dalla raccolta di Claudia Gian Ferrari, gallerista e collezionista, che era particolarmente amica dell’artista e del collezionista. Attraverso l’opera Ontani rende omaggio allo scultore trevisano Arturo Martini (Treviso 1889-Milano 1947) e ripropone in una prospettiva postmoderna due sculture Il poeta Cechov(1921-1922) con il capo reclinato che poggia sulla mano sinistra e, nell’abito plissettato, la celebre amante morta (1921-1922) che oggi si trova, grazie alla donazione di Claudia Gianferrari, a Villa Necchi Campiglio a Milano. Il volto e la mano di marmo bianco sono stati ricavati dai calchi dell’artista Ontani. Un altro volto dell’artista è quello alla base circondato da foglie di ontano botanico e da un compasso e un mazzuolo, strumenti tipici dell’artista scultore. In collezione vi è anche L’Elefantino del Marchesino (2000-2007) una scultura realizzata in ceramica policroma dalla bottega d’arte Ceramica Gatti di Faenza. Questo lavoro vuole essere un omaggio all’artista Filippo De Pisis: Ontani si fa inviare dalla Galleria Gian Ferrari un numero considerevole di immagini, libri e monografie inerenti l'attività di quest'ultimo, dai quali prendere spunto. La scultura raffigura un elefante, sul cui dorso siede, in posizione yoga, un giovinetto quasi completamente nudo; i suoi capelli biondi e lunghi incorniciano un volto dai tratti fisionomici familiari, quelli dell'artista, il quale rimanda alla sua professione agghindandosi con un bizzarro copricapo a forma di tavolozza, con pennelli annessi alla guisa di piume. Il morbido cuscino su cui è seduto è decorato con una miriade di occhi, simbologia ricorrente nelle opere di Ontani: essi alludono alla chiaroveggenza, resa possibile mediante l'occhio pineale o terzo occhio. Il dorso dell'elefante è coperto da un panneggio purpureo tappezzato di immagini simili a francobolli, che ripropongono in miniatura alcuni dipinti di Filippo De Pisis. La scultura è appoggiata su un base dorata, sostenuta da due esuberanti colonne tortili che riprendono l'andamento dei rami di ontano.

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Opera

Luigi Ontani, , , , 67 × 57.5 cm

BIografia

Luigi Ontani

Luigi Ontani è nato nel 1943 a Vergato in provincia di Bologna e oggi vive e lavora tra Bologna e Roma. Il suo lavoro, estremamente eclettico, non può essere incasellato in una precisa corrente artistica, la sua arte è espressione di un'indole indipendente, che procede solitaria attraverso il flusso delle mode: “Sono tautologico, ma anche convinto a voler percorrere un sentiero dissonante rispetto ai girotondi o viaggi dell'arte del mondo. [...] io avevo scelto l'elemento letterario o pittoresco o folclorico, l'allegoria, la mitologia, la leggenda, la grottesca, da subito, erano elementi abbastanza in oblio, scoperti dal mio io come una curiosità, un'archeologia da rivisitare, senza avere una parte o senza curarsi della costante di dominio di quel momento”. La sua produzione artistica verte su una rosa di medium artistici che gli permettono di sperimentare e di impegnarsi nella rivalutazione del lavoro artigianale e delle arti applicate specie nella lavorazione della cartapesta, del gesso, del vetro, della ceramica, del marmo e del legno. Nell'elaborazione dei suoi lavori, Ontani, adotta il medesimo procedimento concettuale: indaga il passato, la mitologia classica, la fiaba, la tradizione cristiana, la storia dell'arte, il folclore popolare, il pensiero occidentale ed orientale col fine di estrapolarne immagini, simboli ed icone, che devono fare scaturire nell'osservatore rimandi e corrispondenze insite nell'arcano del suo pensiero. Nulla è esplicito, Ontani parla per citazioni come nel caso di diverse fotografie, talvolta ritoccate con l'acquarello presenti in collezione e che richiamano culture e luoghi diversi; interviene poi sull’opera arricchendo le fonti di elementi biografici, e il suo volto è spesso protagonista come nel busto presente nella collezione di Giuseppe Iannaccone, allestito nello studio di lavoro del collezionista. La scultura, appesa su una parete unica e di colore rosso evidenzia la bellezza e la particolarità de Il poeta ARTuromARTIni CechoVia realizzata nel 2007 e proveniente dalla raccolta di Claudia Gian Ferrari, gallerista e collezionista, che era particolarmente amica dell’artista e del collezionista. Attraverso l’opera Ontani rende omaggio allo scultore trevisano Arturo Martini (Treviso 1889-Milano 1947) e ripropone in una prospettiva postmoderna due sculture Il poeta Cechov(1921-1922) con il capo reclinato che poggia sulla mano sinistra e, nell’abito plissettato, la celebre amante morta (1921-1922) che oggi si trova, grazie alla donazione di Claudia Gianferrari, a Villa Necchi Campiglio a Milano. Il volto e la mano di marmo bianco sono stati ricavati dai calchi dell’artista Ontani. Un altro volto dell’artista è quello alla base circondato da foglie di ontano botanico e da un compasso e un mazzuolo, strumenti tipici dell’artista scultore. In collezione vi è anche L’Elefantino del Marchesino (2000-2007) una scultura realizzata in ceramica policroma dalla bottega d’arte Ceramica Gatti di Faenza. Questo lavoro vuole essere un omaggio all’artista Filippo De Pisis: Ontani si fa inviare dalla Galleria Gian Ferrari un numero considerevole di immagini, libri e monografie inerenti l'attività di quest'ultimo, dai quali prendere spunto. La scultura raffigura un elefante, sul cui dorso siede, in posizione yoga, un giovinetto quasi completamente nudo; i suoi capelli biondi e lunghi incorniciano un volto dai tratti fisionomici familiari, quelli dell'artista, il quale rimanda alla sua professione agghindandosi con un bizzarro copricapo a forma di tavolozza, con pennelli annessi alla guisa di piume. Il morbido cuscino su cui è seduto è decorato con una miriade di occhi, simbologia ricorrente nelle opere di Ontani: essi alludono alla chiaroveggenza, resa possibile mediante l'occhio pineale o terzo occhio. Il dorso dell'elefante è coperto da un panneggio purpureo tappezzato di immagini simili a francobolli, che ripropongono in miniatura alcuni dipinti di Filippo De Pisis. La scultura è appoggiata su un base dorata, sostenuta da due esuberanti colonne tortili che riprendono l'andamento dei rami di ontano.

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,

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,

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,

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Opera

Luigi Ontani, , , , 29.5 × 22.5 cm

BIografia

Luigi Ontani

Luigi Ontani è nato nel 1943 a Vergato in provincia di Bologna e oggi vive e lavora tra Bologna e Roma. Il suo lavoro, estremamente eclettico, non può essere incasellato in una precisa corrente artistica, la sua arte è espressione di un'indole indipendente, che procede solitaria attraverso il flusso delle mode: “Sono tautologico, ma anche convinto a voler percorrere un sentiero dissonante rispetto ai girotondi o viaggi dell'arte del mondo. [...] io avevo scelto l'elemento letterario o pittoresco o folclorico, l'allegoria, la mitologia, la leggenda, la grottesca, da subito, erano elementi abbastanza in oblio, scoperti dal mio io come una curiosità, un'archeologia da rivisitare, senza avere una parte o senza curarsi della costante di dominio di quel momento”. La sua produzione artistica verte su una rosa di medium artistici che gli permettono di sperimentare e di impegnarsi nella rivalutazione del lavoro artigianale e delle arti applicate specie nella lavorazione della cartapesta, del gesso, del vetro, della ceramica, del marmo e del legno. Nell'elaborazione dei suoi lavori, Ontani, adotta il medesimo procedimento concettuale: indaga il passato, la mitologia classica, la fiaba, la tradizione cristiana, la storia dell'arte, il folclore popolare, il pensiero occidentale ed orientale col fine di estrapolarne immagini, simboli ed icone, che devono fare scaturire nell'osservatore rimandi e corrispondenze insite nell'arcano del suo pensiero. Nulla è esplicito, Ontani parla per citazioni come nel caso di diverse fotografie, talvolta ritoccate con l'acquarello presenti in collezione e che richiamano culture e luoghi diversi; interviene poi sull’opera arricchendo le fonti di elementi biografici, e il suo volto è spesso protagonista come nel busto presente nella collezione di Giuseppe Iannaccone, allestito nello studio di lavoro del collezionista. La scultura, appesa su una parete unica e di colore rosso evidenzia la bellezza e la particolarità de Il poeta ARTuromARTIni CechoVia realizzata nel 2007 e proveniente dalla raccolta di Claudia Gian Ferrari, gallerista e collezionista, che era particolarmente amica dell’artista e del collezionista. Attraverso l’opera Ontani rende omaggio allo scultore trevisano Arturo Martini (Treviso 1889-Milano 1947) e ripropone in una prospettiva postmoderna due sculture Il poeta Cechov(1921-1922) con il capo reclinato che poggia sulla mano sinistra e, nell’abito plissettato, la celebre amante morta (1921-1922) che oggi si trova, grazie alla donazione di Claudia Gianferrari, a Villa Necchi Campiglio a Milano. Il volto e la mano di marmo bianco sono stati ricavati dai calchi dell’artista Ontani. Un altro volto dell’artista è quello alla base circondato da foglie di ontano botanico e da un compasso e un mazzuolo, strumenti tipici dell’artista scultore. In collezione vi è anche L’Elefantino del Marchesino (2000-2007) una scultura realizzata in ceramica policroma dalla bottega d’arte Ceramica Gatti di Faenza. Questo lavoro vuole essere un omaggio all’artista Filippo De Pisis: Ontani si fa inviare dalla Galleria Gian Ferrari un numero considerevole di immagini, libri e monografie inerenti l'attività di quest'ultimo, dai quali prendere spunto. La scultura raffigura un elefante, sul cui dorso siede, in posizione yoga, un giovinetto quasi completamente nudo; i suoi capelli biondi e lunghi incorniciano un volto dai tratti fisionomici familiari, quelli dell'artista, il quale rimanda alla sua professione agghindandosi con un bizzarro copricapo a forma di tavolozza, con pennelli annessi alla guisa di piume. Il morbido cuscino su cui è seduto è decorato con una miriade di occhi, simbologia ricorrente nelle opere di Ontani: essi alludono alla chiaroveggenza, resa possibile mediante l'occhio pineale o terzo occhio. Il dorso dell'elefante è coperto da un panneggio purpureo tappezzato di immagini simili a francobolli, che ripropongono in miniatura alcuni dipinti di Filippo De Pisis. La scultura è appoggiata su un base dorata, sostenuta da due esuberanti colonne tortili che riprendono l'andamento dei rami di ontano.

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Opera

Luigi Ontani, , , , 55 × 45 × 31.5 cm

BIografia

Luigi Ontani

Luigi Ontani è nato nel 1943 a Vergato in provincia di Bologna e oggi vive e lavora tra Bologna e Roma. Il suo lavoro, estremamente eclettico, non può essere incasellato in una precisa corrente artistica, la sua arte è espressione di un'indole indipendente, che procede solitaria attraverso il flusso delle mode: “Sono tautologico, ma anche convinto a voler percorrere un sentiero dissonante rispetto ai girotondi o viaggi dell'arte del mondo. [...] io avevo scelto l'elemento letterario o pittoresco o folclorico, l'allegoria, la mitologia, la leggenda, la grottesca, da subito, erano elementi abbastanza in oblio, scoperti dal mio io come una curiosità, un'archeologia da rivisitare, senza avere una parte o senza curarsi della costante di dominio di quel momento”. La sua produzione artistica verte su una rosa di medium artistici che gli permettono di sperimentare e di impegnarsi nella rivalutazione del lavoro artigianale e delle arti applicate specie nella lavorazione della cartapesta, del gesso, del vetro, della ceramica, del marmo e del legno. Nell'elaborazione dei suoi lavori, Ontani, adotta il medesimo procedimento concettuale: indaga il passato, la mitologia classica, la fiaba, la tradizione cristiana, la storia dell'arte, il folclore popolare, il pensiero occidentale ed orientale col fine di estrapolarne immagini, simboli ed icone, che devono fare scaturire nell'osservatore rimandi e corrispondenze insite nell'arcano del suo pensiero. Nulla è esplicito, Ontani parla per citazioni come nel caso di diverse fotografie, talvolta ritoccate con l'acquarello presenti in collezione e che richiamano culture e luoghi diversi; interviene poi sull’opera arricchendo le fonti di elementi biografici, e il suo volto è spesso protagonista come nel busto presente nella collezione di Giuseppe Iannaccone, allestito nello studio di lavoro del collezionista. La scultura, appesa su una parete unica e di colore rosso evidenzia la bellezza e la particolarità de Il poeta ARTuromARTIni CechoVia realizzata nel 2007 e proveniente dalla raccolta di Claudia Gian Ferrari, gallerista e collezionista, che era particolarmente amica dell’artista e del collezionista. Attraverso l’opera Ontani rende omaggio allo scultore trevisano Arturo Martini (Treviso 1889-Milano 1947) e ripropone in una prospettiva postmoderna due sculture Il poeta Cechov(1921-1922) con il capo reclinato che poggia sulla mano sinistra e, nell’abito plissettato, la celebre amante morta (1921-1922) che oggi si trova, grazie alla donazione di Claudia Gianferrari, a Villa Necchi Campiglio a Milano. Il volto e la mano di marmo bianco sono stati ricavati dai calchi dell’artista Ontani. Un altro volto dell’artista è quello alla base circondato da foglie di ontano botanico e da un compasso e un mazzuolo, strumenti tipici dell’artista scultore. In collezione vi è anche L’Elefantino del Marchesino (2000-2007) una scultura realizzata in ceramica policroma dalla bottega d’arte Ceramica Gatti di Faenza. Questo lavoro vuole essere un omaggio all’artista Filippo De Pisis: Ontani si fa inviare dalla Galleria Gian Ferrari un numero considerevole di immagini, libri e monografie inerenti l'attività di quest'ultimo, dai quali prendere spunto. La scultura raffigura un elefante, sul cui dorso siede, in posizione yoga, un giovinetto quasi completamente nudo; i suoi capelli biondi e lunghi incorniciano un volto dai tratti fisionomici familiari, quelli dell'artista, il quale rimanda alla sua professione agghindandosi con un bizzarro copricapo a forma di tavolozza, con pennelli annessi alla guisa di piume. Il morbido cuscino su cui è seduto è decorato con una miriade di occhi, simbologia ricorrente nelle opere di Ontani: essi alludono alla chiaroveggenza, resa possibile mediante l'occhio pineale o terzo occhio. Il dorso dell'elefante è coperto da un panneggio purpureo tappezzato di immagini simili a francobolli, che ripropongono in miniatura alcuni dipinti di Filippo De Pisis. La scultura è appoggiata su un base dorata, sostenuta da due esuberanti colonne tortili che riprendono l'andamento dei rami di ontano.

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Banksy
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Gianfranco Ferroni
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Gianfranco Ferroni
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Gianfranco Ferroni
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Tecnica: Disegno Acquarelli Mostra tutte le opere (63)

Charles Avery
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Charles Avery
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