Collezione Giuseppe Iannaccone

Opera

Cuoghi Roberto, F(XIXR)i, 2009, stampa su carta cotone e cera, 75 × 5 × 50 cm

BIografia

Cuoghi Roberto

Roberto Cuoghi è nato a Modena nel 1973 ed oggi vive e lavora a Milano. Incuriosito dalla sperimentazione, nella pratica artistica, utilizza spesso il corpo per interpretare trasformazioni di sé e degli altri. Questa idea non nasce inizialmente come una performance artistica ma da un bisogno più intimo e privato. In Collezione sono presenti quattro opere realizzate secondo tecniche differenti: F(XIXR)i è un ritratto fotografico del 2009 al musicista americano Arto Lindsay, protagonista del movimento 'No Wave' e figlio di missionari presbiteriani. Dopo essersi conosciuti e frequentati per un certo periodo di tempo, confidenze personali generano l'idea di immortalare il musicista come martire per aver evitato il lancio di una crostata al mascarpone e frutti di bosco, dunque del tutto indifferente agli effetti di un colpo di fucile da caccia in pieno volto. La seconda opera è un dittico, D+P(XIXA)mm, due immagini evanescenti che si guardano e dai quali emerge un autoritratto dell’artista. Cuoghi si mostra attraverso l’opera come sarebbe diventato se non avesse intrapreso la strada dell’arte, forse “un membro di una gang, un senza denti, un mostro muto, un uomo che vive ancora con la madre, un santo moderno, un intellettuale pretenzioso”. La scultura, che possiamo incontrare lungo i corridoi dello Studio Legale è stata realizzata nel 2012, SS(VIZ)c, ed è la prima scultura in ceramica dell'artista. Una rappresentazione del Dio Babilonese Pazuzu, di cui l'artista ha realizzato nel 2008 un ingrandimento statuario partendo dalla scansione dell'originale amuleto conservato al Musée du Louvre di Parigi.

Imbrogliato nella sua anatomia mediante l'incrocio e la fusione della faccia per 7 volte, il demone Pazuzu è qui imbarazzato, ancora una volta, nella sua funzione di amuleto. Sotto tiro è il principio di immanenza, per cui lo spirito del Demone penetra nella sostanza di ogni sua rappresentazione. Segnalando il difetto all’origine, l’alterazione anatomica intralcia l'incarnazione dell'idolo, e, di conseguenza, l'assimilabilità dello spirito alle proprietà dell'oggetto, una ceramica forata, la cui materia è perciò in parte assente. Da qualche tempo in collezione è arrivata anche un'opera unica, gelosamente custodita sulla scrivania del collezionista, SS(LXVP)c, rappresenta una piccola chela, dalla poetica complessa, frutto delle competenze da ceramista dell'artista che fa parte della serie Putiferio. Il nome deriva dall'omonimo progetto presentato nell'isola di Idra il 20 giugno 2016, presso la Deste Foundation Project Space. Questo progetto ha rappresentato per Roberto l'occasione di sperimentare inedite tecniche di cottura e colorazione della ceramica. Ha continuato a produrre opere della serie Putiferio fino al 2019.

Opere Correlate

Artista: Cuoghi Roberto


D+P(XIXA)mm, 2010


SS(VIZ)c, 2012


SS(LXVP)c, 2016

Anno: 2009 Mostra tutte le opere (8)


Untitled (Empiricist), 2009


Ubu roi (The War March), 2009


Autoritratto come Universo, 2009


Autoritratto come parte di paesaggio notturno (tra un triangolo e un cerchio), 2009


Autoritratto su menta, 2009

Geografia: Italia Mostra tutte le opere (90)


My Fourth Homage, 2003


Le Signorine Rossi, 1938


Sirena ferita, 1987


Senza titolo, 1993


Senza titolo, 2013

Tema: Ritratto Mostra tutte le opere (118)


Untitled (Man/Woman with Shoe on Head), from The Liar series, 1995


Untitled (Study for Painting and Punishment), 2000 - 2003


Shikijyo Sexual Desire, 1996/2008


Grand diary of photo mania, 1998-2008


Pola Eros, 2007

Tecnica: Fotografia Mostra tutte le opere (40)


Shikijyo Sexual Desire, 1996/2008


Tokyo Comedy , 1997/2008


Grand diary of photo mania, 1998-2008


Mithology, 2001-2008


Mithology , 2001-2008

Opera

Cuoghi Roberto, D+P(XIXA)mm, 2010, pastello, gesso e aria compressa su carta e setacryl, polietilene (dittico), 65 × 3 cm

BIografia

Cuoghi Roberto

Roberto Cuoghi è nato a Modena nel 1973 ed oggi vive e lavora a Milano. Incuriosito dalla sperimentazione, nella pratica artistica, utilizza spesso il corpo per interpretare trasformazioni di sé e degli altri. Questa idea non nasce inizialmente come una performance artistica ma da un bisogno più intimo e privato. In Collezione sono presenti quattro opere realizzate secondo tecniche differenti: F(XIXR)i è un ritratto fotografico del 2009 al musicista americano Arto Lindsay, protagonista del movimento 'No Wave' e figlio di missionari presbiteriani. Dopo essersi conosciuti e frequentati per un certo periodo di tempo, confidenze personali generano l'idea di immortalare il musicista come martire per aver evitato il lancio di una crostata al mascarpone e frutti di bosco, dunque del tutto indifferente agli effetti di un colpo di fucile da caccia in pieno volto. La seconda opera è un dittico, D+P(XIXA)mm, due immagini evanescenti che si guardano e dai quali emerge un autoritratto dell’artista. Cuoghi si mostra attraverso l’opera come sarebbe diventato se non avesse intrapreso la strada dell’arte, forse “un membro di una gang, un senza denti, un mostro muto, un uomo che vive ancora con la madre, un santo moderno, un intellettuale pretenzioso”. La scultura, che possiamo incontrare lungo i corridoi dello Studio Legale è stata realizzata nel 2012, SS(VIZ)c, ed è la prima scultura in ceramica dell'artista. Una rappresentazione del Dio Babilonese Pazuzu, di cui l'artista ha realizzato nel 2008 un ingrandimento statuario partendo dalla scansione dell'originale amuleto conservato al Musée du Louvre di Parigi.

Imbrogliato nella sua anatomia mediante l'incrocio e la fusione della faccia per 7 volte, il demone Pazuzu è qui imbarazzato, ancora una volta, nella sua funzione di amuleto. Sotto tiro è il principio di immanenza, per cui lo spirito del Demone penetra nella sostanza di ogni sua rappresentazione. Segnalando il difetto all’origine, l’alterazione anatomica intralcia l'incarnazione dell'idolo, e, di conseguenza, l'assimilabilità dello spirito alle proprietà dell'oggetto, una ceramica forata, la cui materia è perciò in parte assente. Da qualche tempo in collezione è arrivata anche un'opera unica, gelosamente custodita sulla scrivania del collezionista, SS(LXVP)c, rappresenta una piccola chela, dalla poetica complessa, frutto delle competenze da ceramista dell'artista che fa parte della serie Putiferio. Il nome deriva dall'omonimo progetto presentato nell'isola di Idra il 20 giugno 2016, presso la Deste Foundation Project Space. Questo progetto ha rappresentato per Roberto l'occasione di sperimentare inedite tecniche di cottura e colorazione della ceramica. Ha continuato a produrre opere della serie Putiferio fino al 2019.

Opere Correlate

Artista: Cuoghi Roberto


F(XIXR)i, 2009


SS(VIZ)c, 2012


SS(LXVP)c, 2016

Anno: 2010 Mostra tutte le opere (9)


Man on Bed with Birds, 2010


Autoritratto come Eclissi di Sole, 2010


Carla (Piccolissimo)_36, 2010


Senza titolo (Natura morta con piatto e osso)_38, 2010


Spiaggia (Palermo)_35, 2010

Geografia: Italia Mostra tutte le opere (90)


My Fourth Homage, 2003


Le Signorine Rossi, 1938


Sirena ferita, 1987


Senza titolo, 1993


Senza titolo, 2013

Tema: Ritratto Mostra tutte le opere (118)


Untitled (Man/Woman with Shoe on Head), from The Liar series, 1995


Untitled (Study for Painting and Punishment), 2000 - 2003


Shikijyo Sexual Desire, 1996/2008


Grand diary of photo mania, 1998-2008


Pola Eros, 2007

Opera

Cuoghi Roberto, SS(VIZ)c, 2012, ceramica nera, 148 × 53 × 66 cm

BIografia

Cuoghi Roberto

Roberto Cuoghi è nato a Modena nel 1973 ed oggi vive e lavora a Milano. Incuriosito dalla sperimentazione, nella pratica artistica, utilizza spesso il corpo per interpretare trasformazioni di sé e degli altri. Questa idea non nasce inizialmente come una performance artistica ma da un bisogno più intimo e privato. In Collezione sono presenti quattro opere realizzate secondo tecniche differenti: F(XIXR)i è un ritratto fotografico del 2009 al musicista americano Arto Lindsay, protagonista del movimento 'No Wave' e figlio di missionari presbiteriani. Dopo essersi conosciuti e frequentati per un certo periodo di tempo, confidenze personali generano l'idea di immortalare il musicista come martire per aver evitato il lancio di una crostata al mascarpone e frutti di bosco, dunque del tutto indifferente agli effetti di un colpo di fucile da caccia in pieno volto. La seconda opera è un dittico, D+P(XIXA)mm, due immagini evanescenti che si guardano e dai quali emerge un autoritratto dell’artista. Cuoghi si mostra attraverso l’opera come sarebbe diventato se non avesse intrapreso la strada dell’arte, forse “un membro di una gang, un senza denti, un mostro muto, un uomo che vive ancora con la madre, un santo moderno, un intellettuale pretenzioso”. La scultura, che possiamo incontrare lungo i corridoi dello Studio Legale è stata realizzata nel 2012, SS(VIZ)c, ed è la prima scultura in ceramica dell'artista. Una rappresentazione del Dio Babilonese Pazuzu, di cui l'artista ha realizzato nel 2008 un ingrandimento statuario partendo dalla scansione dell'originale amuleto conservato al Musée du Louvre di Parigi.

Imbrogliato nella sua anatomia mediante l'incrocio e la fusione della faccia per 7 volte, il demone Pazuzu è qui imbarazzato, ancora una volta, nella sua funzione di amuleto. Sotto tiro è il principio di immanenza, per cui lo spirito del Demone penetra nella sostanza di ogni sua rappresentazione. Segnalando il difetto all’origine, l’alterazione anatomica intralcia l'incarnazione dell'idolo, e, di conseguenza, l'assimilabilità dello spirito alle proprietà dell'oggetto, una ceramica forata, la cui materia è perciò in parte assente. Da qualche tempo in collezione è arrivata anche un'opera unica, gelosamente custodita sulla scrivania del collezionista, SS(LXVP)c, rappresenta una piccola chela, dalla poetica complessa, frutto delle competenze da ceramista dell'artista che fa parte della serie Putiferio. Il nome deriva dall'omonimo progetto presentato nell'isola di Idra il 20 giugno 2016, presso la Deste Foundation Project Space. Questo progetto ha rappresentato per Roberto l'occasione di sperimentare inedite tecniche di cottura e colorazione della ceramica. Ha continuato a produrre opere della serie Putiferio fino al 2019.

Opere Correlate

Artista: Cuoghi Roberto


F(XIXR)i, 2009


D+P(XIXA)mm, 2010


SS(LXVP)c, 2016

Anno: 2012 Mostra tutte le opere (6)


Stanza 5 (The Agreement), 2012


Nuvole a Venezia_1, 2012


Bagnanti e rocce_45, 2012


Autoritratto, 2012


Moleskine Guy , 2012

Geografia: Italia Mostra tutte le opere (90)


My Fourth Homage, 2003


Le Signorine Rossi, 1938


Sirena ferita, 1987


Senza titolo, 1993


Senza titolo, 2013

Tecnica: Scultura Mostra tutte le opere (35)


Untitled (Empiricist), 2009


Ballerina with Action Man Parts, 2005


Bronze Rat, 2006


Testa di ragazzo, 1932-1935


Ballerina, 1938

Opera

Cuoghi Roberto, SS(LXVP)c, 2016, Ceramica, 9 × 3.54 × 32 cm

BIografia

Cuoghi Roberto

Roberto Cuoghi è nato a Modena nel 1973 ed oggi vive e lavora a Milano. Incuriosito dalla sperimentazione, nella pratica artistica, utilizza spesso il corpo per interpretare trasformazioni di sé e degli altri. Questa idea non nasce inizialmente come una performance artistica ma da un bisogno più intimo e privato. In Collezione sono presenti quattro opere realizzate secondo tecniche differenti: F(XIXR)i è un ritratto fotografico del 2009 al musicista americano Arto Lindsay, protagonista del movimento 'No Wave' e figlio di missionari presbiteriani. Dopo essersi conosciuti e frequentati per un certo periodo di tempo, confidenze personali generano l'idea di immortalare il musicista come martire per aver evitato il lancio di una crostata al mascarpone e frutti di bosco, dunque del tutto indifferente agli effetti di un colpo di fucile da caccia in pieno volto. La seconda opera è un dittico, D+P(XIXA)mm, due immagini evanescenti che si guardano e dai quali emerge un autoritratto dell’artista. Cuoghi si mostra attraverso l’opera come sarebbe diventato se non avesse intrapreso la strada dell’arte, forse “un membro di una gang, un senza denti, un mostro muto, un uomo che vive ancora con la madre, un santo moderno, un intellettuale pretenzioso”. La scultura, che possiamo incontrare lungo i corridoi dello Studio Legale è stata realizzata nel 2012, SS(VIZ)c, ed è la prima scultura in ceramica dell'artista. Una rappresentazione del Dio Babilonese Pazuzu, di cui l'artista ha realizzato nel 2008 un ingrandimento statuario partendo dalla scansione dell'originale amuleto conservato al Musée du Louvre di Parigi.

Imbrogliato nella sua anatomia mediante l'incrocio e la fusione della faccia per 7 volte, il demone Pazuzu è qui imbarazzato, ancora una volta, nella sua funzione di amuleto. Sotto tiro è il principio di immanenza, per cui lo spirito del Demone penetra nella sostanza di ogni sua rappresentazione. Segnalando il difetto all’origine, l’alterazione anatomica intralcia l'incarnazione dell'idolo, e, di conseguenza, l'assimilabilità dello spirito alle proprietà dell'oggetto, una ceramica forata, la cui materia è perciò in parte assente. Da qualche tempo in collezione è arrivata anche un'opera unica, gelosamente custodita sulla scrivania del collezionista, SS(LXVP)c, rappresenta una piccola chela, dalla poetica complessa, frutto delle competenze da ceramista dell'artista che fa parte della serie Putiferio. Il nome deriva dall'omonimo progetto presentato nell'isola di Idra il 20 giugno 2016, presso la Deste Foundation Project Space. Questo progetto ha rappresentato per Roberto l'occasione di sperimentare inedite tecniche di cottura e colorazione della ceramica. Ha continuato a produrre opere della serie Putiferio fino al 2019.

Opere Correlate

Artista: Cuoghi Roberto


F(XIXR)i, 2009


D+P(XIXA)mm, 2010


SS(VIZ)c, 2012

Anno: 2016 Mostra tutte le opere (6)


Ombrellone_51, 2016


Gli amanti, 2016


Noi ci salveremo, 2016


È invisibile e non si sente l'odore, 2016


Autoritratto, 2016

Tecnica: Scultura Mostra tutte le opere (35)


Untitled (Empiricist), 2009


Ballerina with Action Man Parts, 2005


Bronze Rat, 2006


Testa di ragazzo, 1932-1935


Ballerina, 1938