Collezione Giuseppe Iannaccone

Opera

Chetwynd Spartacus, Bat opera (1, 2, 3, 4, 5), 2006, olio su carta telata, opera in 5 parti, 24 × 29 cm

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BIografia

Chetwynd Spartacus

Marvin Gaye Chetwynd alla nascita Alalia Chetwynd, meglio conosciuta come Spartacus Chetwynd è nata a Londra nel 1973 dove ancora oggi vive e lavora. E’ lei stessa che qualche hanno fa, in un’intervista rilasciata alla rivista d’arte internazionale “Flash Art”, ha dichiarato: “Le idee mi vengono ‘inaspettatamente’, alla William Blake. Se un’idea mi entusiasma cerco di metterla in pratica nel modo più logico possibile. Non è qualcosa di meditato o calcolato, più un entusiasmo sovraeccitato. Dopo il primo lampo di ispirazione faccio disegni e progetti, mi confronto con la mia troupe. Sembra che io lavori sull’idea di riabilitazione o traduzione, qualcosa di completamente fuori moda oggi, di nessun interesse per la corrente che fa tendenza, di cui però penso valga la pena cantare e ballare. Meatloaf, George Stubbs o Yves Klein sono alcuni esempi. Più ricerco e più penso che abbiano così tanto materiale fantastico qui, perché la gente non li apprezza di più? È un po’ un caso di amore per il perdente”. La serie pittorica “Bat Opera” iniziata nel 2004, costituita da cinque dipinti in formato tascabile, richiama esplicitamente alle preziose miniature del XVI secolo. “Ho trovato un libro fantastico nella sezione di zoologia della biblioteca dello University College di Londra, con meravigliosi ritratti di pipistrelli. Il fotografo aveva montato queste immagini su sfondi color turchese, che rimandano in tutto e per tutto a Holbein. Mi chiedo se sia stata una cosa voluta. Così somigliano stranamente ai dipinti di un miniaturista del Seicento, oppure ai dipinti del Papa di Francis Bacon dai volti deformati. I pipistrelli somigliano a uomini autorevoli in pompa magna, leggermente deformi eppure anche bulbosi e altezzosi. Quando ho visto queste immagini, per un attimo ho pensato che avrei potuto usarli come dei comici anti-eroi. La classica tensione in pittura tra repulsione e attrazione… Dal punto di vista pittorico può sembrare semplicistico, ma nel mio caso li rende dei soggetti perfetti, dalle caratteristiche intriganti, repellenti, eppure antropomorfe e con una storia che li associa al male. In quel lavoro, quindi, sono state queste fotografie zoologiche a dare inizio a tutto. Sapevo che sarebbero stati dei buoni soggetti pittorici perché il fotografo aveva già fatto il salto”.

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