Collezione Giuseppe Iannaccone

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Hanno scritto di noi …

Ad una settimana dall’inaugurazione  Jackie Wullschlager scrive della mostra alla Estorick Collection di Londra sul Financial Times: “…Iannaccone preferisce gli individualisti, ognuno di loro respinge la retorica fascista a modo suo; insieme costruiscono un’immagine avvincente di una versione metafisica, particolarmente italiana, dell’esilio interiore…” Buona lettura

Nicol Degli Innocenti il 28 settembre 2018 su Il Sole 24 ORE  parla della Collezione giuseppe Iannaccone alla Estorick Collection di Londra.Ci sono diversi tipi di collezionista: i connoisseur freddi, che apprezzano la qualità dell’opera d’arte; gli investitori, che acquistano nella speranza di un guadagno futuro; gli esteti, che amano circondarsi di cose belle: gli amanti dell’arte, che comprano per pura passione. Giuseppe Iannaccone fa parte di quest’ultima categoria. L’avvocato italiano nei primi anni Novanta ha iniziato a collezionare opere di artisti italiani dagli anni Venti alla fine della seconda guerra mondiale, puntando sull’arte figurativa di un periodo intenso e tormentato della nostra storia per esplorare come diversi artisti abbiano reagito contrapponendo bellezza, umanità e arte alle forze del nazionalismo e del totalitarismo e sublimando la realtà con i loro quadri intrisi di poesia. La collezione, diventata una delle più importanti in Italia, comprende opere degli artisti più significativi dell’epoca. Buona lettura

 

Segni del tempo su Die Presse di Christina Hoffer, un articolo in cui si parla dei luoghi milanesi dell’arte contemporanea e ci siamo anche noi.

” Uno studio legale ubicato in Piazza San Babila, vicino al Duomo di Milano. Nelle ampie stanze dello studio balzano all’occhio diverse opere. L’Avvocato Giuseppe Iannaccone ama circondarsi di arte, sia a casa sia nel suo studio. Intanto ha trasformato lo studio legale in una galleria pop up che in alcune serate apre le porte al mondo dell’arte milanese. In quelle occasioni, lo studio, dove ogni giorno 40 avvocati lavorano incessantemente su atti e documenti legali, si popola di appassionati d’arte che ne gremiscono le stanze. Rischa Paterlini ha iniziato a lavorare come assistente dell’Avvocato Iannaccone nel 2001 e oggi è diventata una delle figure centrali del panorama artistico milanese privato e sempre più internazionale. Rischa Paterlini cataloga le opere e le porta alle mostre. Su richiesta dell’Avvocato, ha frequentato corsi all’accademia d’arte e da alcuni anni si occupa esclusivamente della collezione. Inoltre, l’Avvocato porta con sé la sua collaboratrice anche alle aste. “Qui ho trovato la mia fortuna”, afferma la Paterlini. “L’arte mi riempie di gioia. La mia famiglia non voleva che io mi occupassi di arte perché l’arte non dà da vivere”. L’Avvocato Giuseppe Iannaccone si occupa della promozione concreta dell’arte invitando nel suo studio gli artisti che qui possono lavorare come residenti per un mese e poi esporre un’opera. A Scutari, in Albania, Iannaccone promuove la scuola d’arte privata di Adrian Paci. L’idea della Art House di Paci coincide con quella di Iannaccone, ovvero aiutare i giovani artisti. Iannaccone organizza il lavoro sulla stampa, la mostra in Italia e il catalogo e, quando uno dei giovani artisti albanesi vende un’opera in Italia, l’intero ricavato della vendita viene dato all’artista. Ogni sei mesi si inaugura un’esposizione presso lo studio legale. Giuseppe Iannaccone, in un elegante abito a tre pezzi grigio, mostra la sua galleria/studio: “Il sistema giuridico può rovinare le persone. L’arte che io scelgo è molto legata all’essere umano. Mentre il lavoro di avvocato comporta un grado di stress elevato, l’arte è qualcosa che posso guardare con gioia perché da lei non mi devo proteggere”. Iannaccone deve il suo successo come avvocato ai reati finanziari, quelli che lui definisce la “malattia del mondo finanziario”. Egli ha rivestito un ruolo determinante in numerosi scandali finanziari e grosse procedure fallimentari. “Ho aperto il mio studio da solo nel 1982, quando riuscivo solo a sopravvivere, ma già dopo tre o quattro anni ho iniziato a interessarmi di arte e l’arte per me è diventata una medicina”. L’Avvocato è partito studiando i libri d’arte e poi ha iniziato a collezionare opere. “Il mondo dell’arte inizialmente ti guarda con sospetto ma poi pian piano ti accetta”. L’Avvocato sente una certa diffidenza anche da parte delle istituzioni pubbliche: “E’ come se volessero dire: noi abbiamo la cultura ma voi avete il denaro. Trovo deplorevole questo atteggiamento”. L’Avvocato auspica un dialogo più intenso da parte delle istituzioni con il pubblico. Milano si sta aprendo sempre più e ciononostante la città non ha un museo di arte contemporanea. “Se tutti noi collezionisti privati ci mettessimo insieme, a Milano potrebbe nascere uno dei musei più belli d’Europa”. L’arte è un modo per pagare meno tasse? “Le agevolazioni fiscali sono microscopiche e dunque non offrono alcun vero vantaggio”. Chi acquista un’opera d’arte a nome della propria società può detrarre dalle imposte una percentuale del prezzo, ma l’avvocato acquista in qualità di privato. “Lo Stato italiano deve capire perché ci sono così tanti artisti stranieri e così pochi artisti italiani. Milano non ha un museo d’arte contemporanea e dunque come fa un giovane artista a farsi strada? Ma noi non vogliamo criticare, vogliamo agire”. Nell’attività di promozione artistica svolta da privati, Iannaccone ravvisa però anche un rischio: “Noi dipendiamo dal buon cuore di Miuccia Prada. Ma cosa accadrebbe se arrivasse una nuova ondata di fascismo o una nuova Loggia P2?”.

 

Badodi, cosa potrò dire, e a chi, di Arnaldo Badodi? Grande artista, dimenticato dai più o ricordato come un nome, un piccolo nome, del «movimento di Corrente» dominato da Ernesto Treccani e Renato Guttuso. Badodi è un poeta, mentre Guttuso e Treccani sono rispettivamente l’ideologo e il fanatico del popolo destinatario di un’arte di tutti e per tutti. Con queste parole inizia l’articolo scritto da Vittorio Sgarbi sulle pagine de Il Giornale domenica 19 agosto  che ricorda anche di come Giuseppe Iannaccone sia uno dei collezionisti che più ama e collezione le sue opere. Buona lettura

Si ispira allo stile di Al Pacino, ama l’etichetta e colleziona capolavori da studioso. Ecco i consigli del penalista Giuseppe Iannaccone. Un’ intervista di Marta Galli, all’Avvocato Giuseppe Iannaccone, nella quale racconta le sue passioni e i suoi progetti. Pubblicata su Panorama n.31 

Pratiche legali tra quadri e sculture | Articolo di Cristiana Campanini apparso sulle pagine di La Repubblica | 10 febbraio 2018. Leggi l’articolo | scarica il pdf

IL CORPUS DELLE LEGGI SULL’ARTE FERMO ALL’EPOCA FASCISTA | LA PAROLA A GIUSEPPE IANNACCONE INTERVISTATO DA MARILENA PIRRELLI PER IL SOLE 24 ORE | 24 GENNAIO 2018 2018_01_24 Il Sole 24 ORE_Arteconomy24 web copia

La perizia non basta, è la storia del quadro che ne garantisce l’autenticità. Parola di Giuseppe Iannaccone http://www.collezionegiuseppeiannaccone.it/wp-content/uploads/2018/01/2018_01_12-La-Repubblica-Milano-p.13.pdf

Collezione da Tiffany, il primo Blog italiano interamente dedicato al collezionismo d’arte contemporanea, pubblica un bell’articolo sulla mostra curata da Giuseppe Iannaccone a Castellabate in occasione del Premio Pio Alferano che ha visto tra i premiati il Maestro Piero Guccione  | L’ARMONIA DELL’INVISIBILE: QUANDO LA SOSTANZA TRAVALICA L’APPARENZA | Leggi l’articolo – scarica pdf

Titolo. Rivista scientifica e culturale d’arte contemporanea, parla del volume I | Italia 1920-1945 | Una nuova figurazione e il racconto del sé Leggi l’articolo – scarica il pdf

Deborah Caputo scrive | LA DIOCESI DI CALTAGIRONE ACCOGLIE IL RUMORE DEL MARE DI GIOVANNI IUDICE | una mostra curata da Giuseppe Iannaccone insieme al Direttore del Museo Diocesano Don Fabio Raimondi. Leggi l’articolo – scarica file

Rischa Paterlini, curatrice della collezione, intervista per la prima volta Giuseppe Iannaccone in occasione della mostra a Bergamo – Un collezionista alla ricerca di se stesso – Leggi l’articolo – scarica il pdf

Il Collezionista | Flash Art – 19 giugno 2017 – a cura di Gea Politi e Giulia Gregnanin – Leggi l’articolo – scarica pdf

Quadri come figli Se vanno all’estero cresce la nostalgia – Eco di Bergamo –  27 maggio 2017  -a cura di Rossella Martinelli – Leggi l’articolo

miart: Top e Flop. La nostra classifica con le 5 migliori e le 5 peggiori cose della fiera – Artribune – martedì 4 aprile – Leggi l’articolo

Inside the private art collection of one of Italy’s most prominent lawyers – Articolo di Declan Eytan – Forbes –Lunedì 20 marzo Leggi l’articolo

Dissidenza Collezionistica di un Avvocato – Articolo di Giuseppe Frangi – Domenica 26 febbraio 2017 Leggi l’articolo

Un quarto di Novecento fuori dalle correnti visto con occhi d’artista – Articolo di Vittorio Sgarbi – Domenica 26 febbraio 2017 Leggi l’articolo

Nell’arte c’è solo l’uomo – Articolo di Matteo Bergamini – Exibart –Giovedì 2 febbraio 2017 Leggi qui l’articolo

Independent Collectors parla di noi – Leggi qui l’articolo

Mecenatismo d’altri tempi in una collezione che parla di “umanità”. Intervista di Matteo Galbiati – tratto da Espoarte n. 91 – I trimestre 2016 – Leggi qui l’articolo

“Comfortably unaffected by trends: an interview with art collector Giuseppe Iannaccone”, Conceptual Fine Arts on-line art magazine, 15 gennaio 2016.Leggi qui l’intervista

Deborah Caputo intervista Giuseppe Iannaccone “Impara l’arte e mettila IN PRATICA”, 10 dicembre 2015, Leggi qui l’intervista

“The Current Situation of Italian Contemporary Arts – The Halo and the Shadow of an Art Giant”, Harper’s Bazar Art China, n.7, July 2015.

“Persone speciali raccontano l’arte”, inserto speciale di D la Repubblica, anno XX, n. 951, agosto 2015. Leggi qui l’intervista

“Giuseppe Iannaccone. La collezione dell’avvocato”, articolo apparso su Artribune, luglio 2015. Leggi qui l’intervista